Rete museale Altovicentino

Veneto, Provincia di Vicenza attivo dal 2001
rete museale


L’area settentrionale della provincia di Vicenza conserva cospicue testimonianze materiali e documentarie legate alla civiltà del lavoro nella sua evoluzione storica, dall’età protoindustriale sino al secolo XIX e ai giorni nostri.
Si tratta di strutture in parte in disuso, in parte tuttora utilizzate, appartenenti ad impianti industriali, diversificati in relazione alla specializzazione delle diverse aree produttive: il legno nell’area dell’Altopiano di Asiago, la seta a Vicenza, Marostica e Malo; la paglia a Marostica; la ceramica a Nove e Bassano, il marmo nella Valle del Chiampo; la lavorazione dell’oro a Vicenza e Trissino. Si conservano tuttavia anche resti pertinenti ad infrastrutture (ponti, ferrovie), nonché edifici di culto e residenziali, antichi percorsi, strutture ricreative ed archivi.
L’entità e il valore simbolico di questo patrimonio, così strettamente legato al territorio e alla memoria locale, hanno indotto alcune amministrazioni comunali dell’Alto Vicentino ad elaborare, già sul finire degli anni ’90, un piano per la conoscenza e la valorizzazione di queste significative evidenze.
Fu quindi avviato lo studio per costituire il MUTIV (MUseo Territoriale dell’Industria Vicentina), poi confluito nel corso del 2001 nella Rete Museale Alto Vicentino, promosso inizialmente dal ‘Consorzio per l’integrazione urbana e territoriale delle Città di Schio e Valdagno’.
La Rete Museale dell’Alto Vicentino, formalmente istituita, nella primavera del 2001, mediante la firma di una Convenzione quinquennale, cui hanno preso parte le amministrazioni comunali di Breganze, Malo, Marostica, Monte di Malo, Nove, Santorso, S. Vito di Leguzzano, Schio, Valdagno, Velo d’Astico: lo scopo era quello di avviare la promozione di un’azione congiunta, volta ad adottare una comune politica d’intervento per valorizzare le proprie risorse culturali, lasciando comunque piena autonomia ad ogni istituzione interessata. Tra gli anni 2004 e 2005 si è anche registrata l’adesione dei Comuni di Lusiana, Villaverla e Valstagna. Nel corso del 2006, in vista della scadenza della prima Convenzione, il Comune di Malo (in qualità di capofila) ne ha proposto alle amministrazioni aderenti il rinnovo per il biennio 2006-2007; la nuova Convenzione approvata nel 2006 riprende in buona parte i contenuti della precedente, definendo nel dettaglio gli aspetti legati al funzionamento della Rete, anche sotto il profilo gestionale ed economico.
Rispetto alla versione precedente, va segnalata la decisione del Comune di Velo D’Astico di non rinnovare l’adesione alla Rete, per l’assenza di operatori in grado di seguire i percorsi proposti. Altro importante cambiamento ha riguardato il riparto delle spese di finanziamento delle attività promosse dal Centro Servizi (vedi infra).
La Rete, attraverso i suoi organi, opera nelle seguenti aree di intervento: promuove l’adeguamento dei musei aderenti ai nuovi standard ministeriali, recepiti dalla Regione Veneto con D.G.R. 2863 del 18/09/2003; favorisce, attraverso una politica di marketing territoriale, lo sviluppo di attività economiche legate al turismo culturale; progetta e definisce maggiori servizi informativi per l’utenza, mediante la creazione di adeguato materiale informativo, l’attivazione di un sito internet (con la pubblicazione di articoli e un servizio di newsletter elettroniche inviate con cadenza quindicinale), e la partecipazione a fiere e convegni per promuovere le iniziative dei singoli membri della Rete e quelle comuni. Organizza inoltre servizi di formazione per operatori culturali interessati a vario titolo a programmi di approfondimento, conservazione, interpretazione e valorizzazione del patrimonio storico territoriale.
Al momento, sono affiliate alla Rete Museale Alto Vicentino diciotto realtà eterogenee, fra musei naturalistici, etnografici, archeologici, d’arte contemporanea, siti di archeologia industriale, il cui aspetto unificante, come si è detto, è sostanzialmente rappresentato dall’appartenenza al territorio: l’Antico Maglio Tamiello (Breganze), l’Antica Officina Radin (Breganze), il Museo Casabianca (Malo), il Museo dell’Arte Serica e Laterizia (Malo), il Museo Ornitologico ‘Angelo Fabris’ (Marostica), il Museo ‘Cappelli di Paglia di Marostica’ (Marostica), l’Ecomuseo della Paglia nella Tradizione Contadina (Marostica, Crosara di Marostica), il Museo dei fossili ‘Munier – Chalmas et De Lapparent’ (Monte di Malo), il Museo Civico della Ceramica (Nove), il Museo Etnografico sulla Lavorazione del Legno (San Vito di Leguzzano), il Museo Civico “D. Dal Lago” (Valdagno), il Museo delle Macchine Tessili (Valdagno), il Laboratorio Didattico Ambientale (Schio), il Laboratorio della Civiltà Industriale (Schio), il Museo Diffuso “Ambiente e Tradizioni di Lusiana” (Lusiana), il Museo Etnografico Canal di Brenta (Valstagna), il Museo di Speleologia e Carsismo “Alberto Parolini” (Valstagna), il Museo Diffuso di Villaverla (Villaverla).
Le strutture coinvolte risultano, estremamente eterogenee, sul piano dell’appartenenza, della forma giuridica, della gestione. Ciascuno ha infatti un proprio responsabile.
Fortemente diversificata risulta poi l’offerta dei servizi al pubblico, che si articola in relazione alle disponibilità di ciascun museo, spesso con croniche carenze organizzative: con l’eccezione di alcune sedi, ad esempio il Museo Ornitologico di Marostica o il Museo della Ceramica di Nove, vengono infatti per lo più garantiti i servizi minimi per la fruizione.
Analogamente, ogni sede museale ha una propria bigliettazione, adotta inoltre un proprio regime tariffario e stabilisce gli orari di apertura: in alcuni casi, specie se si tratta di strutture di minore entità o con carenza di risorse a disposizione, è possibile visitarli solo su appuntamento, in giornate prestabilite.

Finalità e motivazioni

La rete è nata allo scopo di «favorire l’attivazione e lo svolgimento coordinato di funzioni e servizi volti alla valorizzazione dei musei della rete in un’ottica di collaborazione e integrazione» (Convenzione 2001, punto 1). Si è dunque voluto avviare un progetto per valorizzare i musei e più in generale il patrimonio culturale del territorio dell’Altovicentino, attraverso una fattiva collaborazione tra le singole realtà aderenti. Creare una struttura di riferimento e di collegamento tra le sedi museali ed espositive presenti nel territorio, coinvolgendo in particolare le realtà di minore entità, con il proposito di tutelare, recuperare, valorizzare le testimonianze che si conservano nell’area settentrionale della provincia di Vicenza.

Modalità di attuazione

La Rete opera mediante il Centro Servizi Museali dell’Alto Vicentino, le cui funzioni sono normate da un apposito Regolamento, approvato in seguito all’approvazione della prima Convenzione, nel 2001.

Strumenti di comunicazione e visibilità

La Rete dei Musei dell’Altovicentino possiede un proprio sito Web, http://www.retemusealealtovicentino.it, nel quale vengono presentate le istituzioni che aderiscono alla Rete e insieme le attività promosse dal Centro Servizi (è inoltre attivo un servizio di mailing che informa periodicamente sulle iniziative di rete). Il Centro Servizi promuove inoltre la pubblicazione di depliant, brochures a carattere divulgativo e audiovisivi.
La rete ha un proprio logo di riconoscimento che è utilizzato su tutto il materiale informativo in distribuzione.

Servizi offerti

Il nucleo strategico della Rete è costituito dal ‘Centro Servizi Museali dell’Alto Vicentino’, collocato presso l’edificio della Filanda Corelli di Malo: rappresenta lo strumento operativo, che interviene per assicurare il dialogo fra le diverse entità coinvolte nella rete, realizzando inoltre il materiale informativo, promuovendo l’immagine della Rete, coordinando le iniziative di valorizzazione e promozione (tra queste si segnalano la ‘Giornata della Rete Museale’, ‘I Mercoledì della Rete. Momenti di cultura e lettura del territorio’), curando i contatti con il mondo della scuola e le attività formative per operatori.
Sul fronte della didattica viene pubblicato, a cadenza periodica, Il giornalino della Rete Museale Alto Vicentino: Gioca ed impara; i musei incontrano la scuola, che offre una panoramica sull’offerta didattico-educativa, cui è dedicata peraltro un’apposita sezione del sito web della Rete Museale Alto Vicentino. Il Centro tuttavia si rivolge anche direttamente al pubblico, fornendo le informazioni sulle strutture museali aderenti, e suggerendo anche itinerari di visita e percorsi guidati.

Aspetti gestionali

L’organo di indirizzo, nonché di controllo politico-amministrativo, della Rete è – secondo quanto espresso nella citata convenzione - il Comitato di Gestione, cui fanno parte i sindaci dei comuni aderenti (o gli assessori, se delegati dai propri sindaci): la durata del Comitato di Gestione, che è presieduto dal Rappresentante del Comune capo-convenzione, è subordinata alla validità del mandato politico di ogni sindaco. I membri del Comitato di Gestione eleggono una Commissione Esecutiva che ne rende appunto esecutivi i programmi. Il Comune capo-convenzione è individuato nel Comune di Malo, che si occupa della gestione amministrativa e contabile delle attività della Rete, mettendo fra l’altro a disposizione la propria sede di Palazzo Corielli e preoccupandosi di reclutare il personale preposto alla gestione. Un terzo organo è costituito dal Comitato Scientifico, che raggruppa personalità con competenze in tema di archeologia industriale, musealizzazione, o sulla cultura locale, che svolgono un’attività di consulenza in merito alle iniziative condotte dai musei. Infine il Coordinamento dei Rappresentanti dei Musei riunisce i curatori delle singole istituzioni della Rete, che svolgono attività propositiva e di consulenza per le attività del Centro Servizi. Ciascun museo provvede infatti alla propria gestione, avvalendosi di frequente della collaborazione di volontari.

Aspetti finanziari

Per quanto riguarda gli oneri finanziari legati alla gestione delle attività della Rete, questi vengono suddivisi tra i membri aderenti, secondo quote di riparto proporzionali al numero di abitanti che risiedono in ogni comune. Rispetto alla precedente, si è deciso con la Convenzione del 2006 di apportare alcune modifiche, specialmente in ordine agli aspetti economico-finanziari dell’organizzazione. Tra questi la rimodulazione dei criteri per la ripartizione degli oneri di spesa a carico delle amministrazioni coinvolte è stata stabilita in seguito alle difficoltà incontrate da alcuni comuni di grande entità, come Schio. Si è allora provveduto in primo luogo a fissare una cifra limite di spesa (45.000 euro per ogni anno), stabilendo che ciascuna amministrazione comunale deve accollarsi una quota fissa – pari a 18.500 euro - in base al numero degli abitanti (1.000 euro fino a 3500 abitanti; 1.500 euro da 3.500 e 10.000 abitanti; 2.000 euro oltre i 10.000 abitanti) ed una quota variabile di 26.500 euro da ripartire tra i comuni aderenti alla convenzione, in base alla percentuale della popolazione residente in ciascun comune rapportata alla popolazione complessiva di tutti i comuni al 31.12 dell’anno precedente. Le risorse finanziarie destinate alla Rete e alle sue attività derivano dalle amministrazioni comunali aderenti che, secondo quanto previsto dal Regolamento, versano ciascuna una quota proporzionale al relativo numero di abitanti.
La Regione Veneto eroga, ex lege 50/1984, contributi alla Rete per sostenere le attività legate per lo più alla realizzazione di materiale didattico-informativo; anche le singole istituzioni museali aderenti possono accedere autonomamente ai finanziamenti regionali

Bibliografia

- MARIN, P. SAVI, Progetti di valorizzazione dell’Industrial Heritage nell’Alto Vicentino, in I patrimoni industriali. Una geografia per lo sviluppo locale, a cura di E. Dansero, C. Emanuel, F. Governa, Milano, 2003, pp. 157-180.


- Il Museo territoriale dell’industria vicentina, in Ecomusei a rete e reti di ecomusei (Giornate di studio 16–17 novembre 1998), a cura di M.T. Maiullari Pontois, E. Serra, p. 70.


- G.L. FONTANA, La Rete museale Alto-Vicentino, in Politiche culturali e musei oggi: modelli e prospettive (Atti del Convegno di Lugano, 10-11 febbraio 2006), Torino, 1998, p. 52

Scheda a cura di Elisabetta Stinco

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