Musei civici di Padova

Veneto, Provincia di Padova, Comune di Padova attivo dal Post 1996
sistema museale


Il patrimonio museale civico della città di Padova comprende un gruppo di sedi museali e monumentali, la cui gestione è demandata all’Amministrazione comunale, di cui costituiscono parte integrante.
Non è possibile fornire una data precisa per la formazione del sistema cittadino, che è il risultato di una serie di scelte progressivamente adottate dall’Ente. I segni di una politica di coordinamento fra le sedi museali civiche si colgono senz’altro in maniera crescente nella seconda metà degli anni ’90, con la scelta di esternalizzare la gestione dei servizi museali (1997), l’introduzione del biglietto telematico unico (1998), e la successiva adozione della PadovaCard che ha ampliato l’offerta a undici sedi museali di proprietà del Comune di Padova (2002).
Un primo nucleo di musei contrassegnati da un alto livello di integrazione è costituito dai Musei civici agli Eremitani, che comprendono il Museo archeologico, il Museo d’arte medievale e moderna, il Museo di arti applicate e il Museo Bottacin, questi ultimi allocati presso Palazzo Zuckermann.
Costituiscono parte integrante del patrimonio museale municipale padovano anche la nota Cappella degli Scrovegni, il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea presso il piano nobile del Caffè Pedrocchi, il Palazzo della Ragione, l’Oratorio di San Michele, l’Oratorio di San Rocco, l’Odeo e la Loggia Cornaro, la ‘Casa del Petrarca’ ad Arquà Petrarca.
La situazione padovana risulta essere analoga sul piano concettuale a quella di altre realtà municipali riscontrate nel territorio regionale (a Venezia e Verona, ad esempio) nelle quali i musei di proprietà civica
L’amministrazione comunale gestisce con proprie risorse le sedi museali e monumentali di cui è proprietario, conseguendo, pur senza una definizione formale, un assetto fortemente integrato: in questo contesto il complesso dei Musei civici agli Eremitani, pur se in assenza di un atto codificato, rappresenta a sua volta una realtà con connotati ‘sistemici’, con un elevato grado di integrazione tra le sedi in questione. La cura degli aspetti scientifici, organizzativi, di promozione rimane una prerogativa del competente settore nell’ambito dell’Ente proprietario, che si avvale tuttavia della collaborazione di soggetti terzi per lo svolgimento dei servizi museali aggiuntivi.

Finalità e motivazioni

L’adozione di una strategia di integrazione nella gestione del patrimonio museale civico si ravvisa già nella seconda metà degli anni ’90, in alcuni atti deliberativi del Comune (cfr. in particolare D.G.C. 2193/1996), nei quali si manifesta il proposito di riorganizzare l’insieme dei musei civici padovani, nell’ottica di porre in essere una politica razionale di conservazione del patrimonio.
Meglio esplicitate sono le intenzioni che sono alla base dell’introduzione dei biglietti unici per l’accesso ai musei civici. Tra questi in particolare il ‘biglietto telematico unico’, istituito nel 1998 per «consentire uno snellimento di tutte le procedure amministrative, incentivando nel tempo l’aumento stesso dei punti di distribuzione del biglietto [..]» (D.G.C. 165/1998), e ancora l’introduzione di un Sistema integrato di prevendita e biglietterie all’interno dei Musei Civici-Cappella degli Scrovegni (D.G.C. 503/1999), rispondente alla volontà di controllare i flussi turistici presso la Cappella degli Scrovegni.
L’istituzione della PadovaCard nel 2002 mirava ad ampliare tali propositi, integrando l’accesso ai musei e alle sedi civiche con la fruizione di servizi turistici e di trasporto, puntando su «un’immagine più nuova ed accattivante» della città (D.G.C. 61/2002).

Modalità di attuazione

Come non di rado accade per realtà sistemiche che si rifanno ad un unico ente non esiste un atto formale di istituzione del sistema cittadino. L’attuale assetto è il risultato di una politica di coordinamento fra le sedi museali di proprietà del Comune di Padova che è stata avviata dall’Amministrazione nella seconda metà degli anni ’90.

Strumenti di comunicazione e visibilità

Le sedi museali ed espositive di proprietà del comune sono riunite nelle pagine del sito Internet . Una prima sezione, denominata ‘Musei civici’, è dedicata in particolare alle collezioni del Complesso degli Eremitani (Museo Archeologico, Museo d’Arte Medievale e Moderna) e di Palazzo Zuckermann (Museo Bottacin, Museo di Arti applicate). Una seconda sezione, ‘Sedi civiche’, comprende poi alcune schede di approfondimento su le altre sedi di proprietà civica: Cappella degli Scrovegni, Museo del Risorgimento e dell'età contemporanea, Palazzo della Ragione, Oratorio di S. Rocco, Museo al Santo, Oratorio di San Michele, Anfiteatro romano, Casa del Petrarca, Cattedrale ex Macello, Piano Nobile dello Stabilimento Pedrocchi, Ponte di San Lorenzo, Loggia e Odeo Cornaro.
Il sito restituisce un’immagine del patrimonio cittadino nel suo insieme, sebbene non tutti i musei e le sedi monumentali presentate vengano considerate parte integrante del sistema cittadino.

Una collana di pubblicazioni a cadenza annuale, il Bollettino dei Musei Civici di Padova. Rivista padovana di Arte antica e moderna, Numismatica, Araldica, Storia e Letteratura.

Servizi offerti

Biglietto unico di accesso alle sedi museali e sistema di prenotazione on-line.

Iniziative e proposte didattiche per il pubblico in età scolare con la periodica pubblicazione di riviste a tema (Impara il Museo, Padova Fuoriclasse).

Eventi espositivi riguardanti le collezioni permanenti civiche.

Aspetti gestionali

La gestione delle sedi museali si risolve sostanzialmente nell’ambito di un’entità unica, l’Amministrazione comunale. Il dirigente Capo del Settore Musei e Biblioteche è il dott. Davide Banzato. Ciascun museo ha un proprio responsabile.
L’Amministrazione comunale, a partire dal 1996 ha scelto di affidare a terzi, mediante gara d’appalto, la gestione dei servizi di sorveglianza, servizio editoriale di libreria, produzione e vendita di oggettistica presso alcune sedi civiche Dal 1999 è stato messo a punto un ‘sistema integrato di prevendita e biglietteria all’interno dei Musei Civici–Cappella degli Scrovegni’.

Aspetti finanziari

Il Comune sostiene gli oneri finanziari relativi alla gestione dei musei di propria competenza: per la realizzazione di alcune iniziative si avvale del concorso finanziario di altri soggetti (come è accaduto ad esempio per l’attivazione della Padova Card).
La Regione Veneto, ai sensi degli artt. 19-21 della L.R. 50/1984, eroga invece i contributi ai musei, per promuovere interventi di restauro, catalogazione e studio delle collezioni esistenti, acquisto di attrezzature.
La Giunta regionale provvede inoltre a fornire il proprio sostegno per interventi di particolare rilievo e peso economico: con L.R. 3 del 14 gennaio 2003, Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2003 ha disposto (art. 59) la concessione di 1.500.000 Euro per ampliare gli spazi espositivi dei Musei Civici degli Eremitani a Palazzo Zuckermann e per l’apertura del Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea.

Bibliografia

- D. BANZATO et al.,I Musei Civici agli Eremitani a Padova, Milano, 1992.


- D. BANZATO, Il Sistema Museale della città di Padova, in Il Sistema Museale Veneto, Atti della III Conferenza Regionale dei Musei del Veneto (Verona, 21–22 settembre 1999), a cura di L. Baldin, Treviso, 2000, pp. 130–136.


- M. CISOTTO NALON, Padova. La didattica dei beni culturali, i suoi indirizzi, i suoi attori, in L’attività didattica nel cuore del Museo. Gli attori e i modelli di gestione. Atti della VI Giornata Regionale di Studio sulla Didattica Museale (Verona, Palazzo della Gran Guardia, 18 novembre 2002), Treviso 2003.

Scheda a cura di VERONICA CARPITA, ELISABETTA STINCO

Creative Commons License
Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.