Musei dell’Università degli Studi di Catania

Sicilia, Provincia di Catania
non sistema museale


Al momento dello svolgimento dell’indagine, non si è rilevata l’esistenza di un Sistema museale di Ateneo a Catania; tuttavia, dalla fine degli anni Novanta, i Musei dell’Università cittadina, che costituiscono un notevole patrimonio, sono stati oggetto del Piano Coordinato Catania-Lecce (piano coordinato per lo sviluppo di tecnologie informatico-telematiche per l’organizzazione di strutture avanzate per il recupero, la riqualificazione e valorizzazione dei patrimoni storico-culturali e scientifico-naturali delle Università di Catania e Lecce), nel quadro dei Piani per lo sviluppo delle Università di Catania e del Salento, allo scopo di valorizzare il patrimonio mobile e immobile di pertinenza delle due strutture universitarie.
I due progetti, paralleli ma di fatto disgiunti sul piano operativo, miravano al recupero, riordino e fruizione di tale patrimonio, da destinare sia agli addetti ai lavori (studiosi, allievi, personale dell’Università) sia a tutti gli interessati. Il piano “catanese” ha condotto alla realizzazione di quindici “iniziative”, alcune delle quali finalizzate alla realizzazione di strutture di servizio.
In termini concreti, l’insieme di queste iniziative ha offerto un contributo determinante alle condizioni dei musei universitari cittadini, anche se, come si è detto, un sistema museale di ateneo (la cui attuazione è stata peraltro prevista a livello giuridico, nel Regolamento generale di Ateneo, art. 119), alla data di svolgimento dell’indagine, non risulta attivato.

Forma giuridica

Nessuna

Finalità e motivazioni

«L’oggetto del Piano consiste in una pluralità di iniziative coordinate che si articolano nel modo seguente:
- Individuazione del patrimonio storico-scientifico e culturale "mobile" delle due Università (biblioteche, fondi, archivi, collezioni, raccolte, etc.);
- Effettuazione delle corrispondenti opere di tutela e salvaguardia (recupero, restauro, catalogazione, recupero informatizzato, etc.);
- Individuazione del patrimonio edilizio, eventualmente anch’esso di valenza storico-culturale, ed effettuazione delle opere di adattamento, rifunzionalizzazione e riqualificazione;
- Trasferimento del patrimonio mobile negli edifici predisposti e realizzazione di un sistema integrato di Centri (Biblioteche, Archivi, Musei, Città della Scienza, etc.);
- Uso di tecnologie avanzate ed innovative informatiche e multimediali con laboratori di sviluppo delle stesse;
- Uso di tecnologie avanzate ed innovative per lo studio, la diagnosi, la salvaguardia dei Beni Culturali oggetto del Piano con laboratori di sviluppo delle stesse» (da http://siba3.unile.it/ctle/descriz.html, punto 1. Descrizione generale).

«Più in generale è obiettivo del Piano potenziare le infrastrutture per uno sviluppo diffuso nei sistemi territoriali delle due Università della “Società dell’informazione”, attraverso l’introduzione di avanzate tecnologie e metodologie informatiche e telematiche in grado di qualificare in forme aggiornate i settori della ricerca, della formazione e dei servizi innovativi nel campo dei Beni Culturali e Ambientali, anche ai fini della loro valorizzazione e fruizione» (da http://siba3.unile.it/ctle/descriz.html, punto 5. Obiettivi).

Nella sua versione “catanese”, il progetto mirava ai seguenti obiettivi specifici:
«La realizzazione dei progetto risponde ad alcune esigenze:
- salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico-artistico dell’Università di Catania: l’Università è stata istituita nel 1434 e nel corso di più di cinque secoli ha accumulato prestigiose collezioni, ha acquisito diversi locali presso palazzi storici barocchi, ottocenteschi e liberty, e ha interagito costantemente con le autorità politiche pubbliche e private e con quelle religiose venendo così a costituire un episodio storico e culturale molto importante;

- rendere fruibile il suddetto patrimonio a un pubblico composto da studenti, docenti e, più in generale addetti ai lavori, e al vasto pubblico locale e non: ciò si realizzerà grazie all’introduzione di servizi innovativi per la didattica e la ricerca e comporterà una risposta alle carenze delle strutture dell’ateneo, una risposta al turismo culturale in Sicilia e una possibilità per il vasto pubblico, soprattutto locale, di una crescita culturale;

- costituire una banca dati interattiva su supporto informatizzato dell’intero patrimonio dell’Università: la presenza di questa grande banca dati permetterà la raccolta di informazioni, l’elaborazione delle stesse, lo scambio di informazioni con l’esterno e tra diversi istituti della facoltà della stessa Università, ovvero semplificherà e potenzierà oltremodo la fruizione del patrimonio dell’Università di Catania;

- creare un punto di incontro tra patrimonio umanistico e scientifico e tra le relative competenze e professionalità: ciò si realizzerà grazie alla costituzione della banca dati suddetta, alla contiguità urbanistica, molte delle iniziative avranno infatti sede all’interno del centro storico, e all’applicazione di innovazioni tecnologiche nel settore umanistico;

- potenziare il settore della didattica e della ricerca tramite l’introduzione di nuove tecnologie informatiche, multimediali e conservative al fine di colmare un gap tecnologico di cui soffre soprattutto il Mezzogiorno di Italia: si verrà così a costituire un polo di riferimento che farà capo all’Università di Catania alla quale attualmente confluiscono circa 54.000 studenti (distribuiti in 12 facoltà articolate in 33 corsi di laurea, 29 concorsi di diplomi universitari, 4 scuole di specializzazione, 9 scuole dirette a fini speciali e 5 corsi di perfezionamento) provenienti da tutta la Sicilia orientale (provincia di Catania, Siracusa, Enna, Ragusa e in parte Messina);

- formare competenze e professionalità dando occasione di formazione e di lavoro a personale esterno e soprattutto agli studenti molti dei quali destinati, secondo le statistiche attuali, a rimanere disoccupati;

Ogni singolo obiettivo mira a fornire a studenti, docenti, addetti ai lavori, cittadini e, più in generale, al vasto pubblico le opportunità di una crescita culturale complessiva che riguardi la scienza e il patrimonio umanistico e un generale miglioramento socio-economico della città» (da Riqualificazione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale e scientifico-naturalistico dell’Ateneo. Università degli Studi di Catania. Piano coordinato Catania-Lecce, Università degli Studi di Catania, Catania, 1999, p. 10).

Modalità di attuazione

In seguito all’approvazione della Delibera CIPE n. 66 del 23 aprile 1997, è stato predisposto un piano di intervento, articolato in una serie di “iniziative”, rispettivamente dieci per l’Università del Salento e quindici per l’Ateneo catanese, ciascuna relativa ad una singola collezione o ad uno specifico istituto.

Strumenti di comunicazione e visibilità

- Sito web informativo sul Piano Coordinato, ospitato nella sezione del Coordinamento SIBA dell’Università del Salento.
- Sito web della “versione” catanese ospitato nel sito dell’Università di Catania;
- mostra interattiva START Scienza Tecnologia Arte, dedicata per l’appunto alla divulgazione di temi legati al proprio patrimonio storico-culturale e scientifico-naturale dell’Università di Catania, a seguito delle iniziative condotte nel quadro del Piano Coordinato Catania-Lecce.

Servizi offerti

- Sito e pagine web informative.
- Pubblicazioni
- Incontri pubblici;
- Mostra interattiva.

Aspetti gestionali

La gestione delle singole collezioni è ancora in carico agli istituti o ai dipartimenti universitari afferenti.

Aspetti finanziari

Il Piano è stato realizzato in attuazione della Delibera CIPE n. 66 del 23 aprile 1997, che ha stanziato la quota complessiva di 79.992.500.000 £, ripartiti nel modo seguente: Università del Salento (31.992.500.000 £) e Università di Catania (48.000.000.000 £). Il finanziamento del progetto ha visto il concorso finanziario del Ministero dell’Università e Ricerca Scientifica e Tecnologica-MURSST (31.997.000.000 £) e della Comunità Europea-F.E.S.R. (47.995.500.000 £).

Un successivo finanziamento è stato ottenuto nel quadro del P.O.N. 2000-2006, Ricerca, sviluppo tecnologico, alta formazione, Completamento funzionale del Piano Coordinato delle Università di Catania e Lecce.

Bibliografia

- Riqualificazione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale e scientifico-naturalistico dell’Ateneo. Università degli Studi di Catania. Piano coordinato Catania-Lecce, Università degli Studi di Catania, Catania, 1999;
- F.M.C. SANTAGATI, The museum of the ‘new’ Faculty of Letters and Philosophy of the University of Catania: the relationship with a degraded social and economic reality, sd.

Scheda a cura di Elisabetta Stinco

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