Sistema museale Ecomuseo del Casentino

Toscana, Provincia di Arezzo attivo dal 1997
ecomuseo


L'Ecomuseo del Casentino interessa tutti i Comuni della omonima Comunità montana e si compone di dieci istituzioni museali, messe in relazione tra loro su base tematica.
I musei sono collegati anche a siti archeologici, beni architettonici ed ambientali o ad altre forme di attestazioni materiali presenti sul territorio, rappresentative della storia, delle tradizioni, del lavoro e della cultura locali.
L'Ecomuseo si articola in sei percorsi tematici, denominati «sistemi», ognuno dedicato ad un aspetto specifico del comprensorio casentinese:
1. Sistema dell'acqua (mulini ad acqua ancora esistenti, Centro di documentazione e polo didattico dell'Acqua di Capolona);
2. Sistema del bosco (Museo del bosco e della montagna di Stia, Ecomuseo della polvere da sparo e del contrabbando di Chitignano, Ecomuseo della castagna di Raggiolo);
3. Sistema agricolo pastorale (Museo della casa contadina di Sabbiano, Centro di documentazione sulla cultura rurale del Casentino di Subbiano);
4. Sistema della civiltà castellana (casa natale di Guido Monaco-Centro di documentazione sulla musica medievale di Talla e Centro di documentazione sulla civiltà castellana di Castel San Niccolò);
5. Sistema dell'archeologia (Museo archeologico del Casentino di Partina, siti di Castel Focognano, Poppi, Pratovecchio, Lago degli Idoli presso Stia);
6. Sistema manifatturiero (ferriera di Bonano, stabilimenti per la produzione della seta di Rassina e Sabbiano, distretti lanieri di Stia e Soci, lavorazione della pietra di Chitignano, produzione della polvere da sparo, botteghe dei fabbri di Pagliericcio).
Alcuni di questi «sistemi» sono territorialmente limitati mentre altri si sviluppano praticamente in tutta l'area del Casentino: ad esempio il «Sistema manifatturiero» è diffuso in tutto il territorio ed è costituito dagli edifici relativi alle diverse tradizioni artigianali e alle loro testimonianze materiali.
L'Ecomuseo si è costituito in due fasi: la prima, cui ha collaborato l'Università di Firenze, si è dedicata − dopo una attenta analisi del territorio e delle sue risorse − alla progettazione degli itinerari tematici, alla realizzazione o al riallestimento dei musei e alla pubblicazione di guide specifiche; la seconda − avviata nel 2002 − si è concentrata invece sull'aspetto gestionale ed ha prodotto un regolamento, un comitato consultivo ed uno scientifico. In questa seconda fase è stato anche individuato un centro servizi nel Centro Risorse Educative e Didattiche della locale Comunità montana (CRED).
I singoli musei sono prevalentemente gestiti da associazioni locali che stipulano con i proprietari dei musei apposite convenzioni, sia che siano enti pubblici, sia che siano soggetti privati.
La principale vocazione dell'Ecomuseo del Casentino è salvaguardare le attestazioni materiali rimaste del mondo del lavoro artigianale e rurale, delle tradizioni popolari, artistiche ed artigianali del territorio, promuovendone lo studio e la conoscenza soprattutto per le nuove generazioni. Il sistema museale Ecomuseo del Casentino partecipa alla Rete Museale Aretina (art. 2 del Regolamento dell'Ecomuseo); quest'ultima ha l'obiettivo di promuovere e sostenere i musei ed i sistemi museali insistenti nel territorio.

Forma giuridica

Il sistema non ha personalità giuridica.

Finalità e motivazioni

Lo scopo primario dell'Ecomuseo è documentare, valorizzare e conservare la «memoria storica» del Casentino, nei suoi aspetti materiali ed immateriali, attraverso lo studio e la promozione della conoscenza del patrimonio demo-etno-antropologico, archeologico e storico del territorio.
Muovendo dalla tutela di tale patrimonio l'Ecomuseo intende inoltre rappresentare un'occasione e uno strumento per la realizzazione di «progetti partecipati» finalizzati allo sviluppo delle comunità locali.
Promuove in particolare attività di catalogazione, di ricerca e pubblicazione, di didattica e di documentazione audio-visiva mirate alla creazione di una «Banca della Memoria» dedicata al Casentino.
Favorisce la fruizione dei musei da parte dei cittadini, nonché le attività sinergiche con altri sistemi e musei presenti nella Regione; stimola la collaborazione con le Università ed altri istituti di ricerca.
Uno dei temi principali su cui lavora l'Ecomuseo è l'incontro ed il dialogo tra diverse generazioni, al fine di recuperare conoscenze tecniche e tradizioni artigiane tipiche del contesto territoriale.
Dà impulso infine ad occasioni di confronto tra visitatori esterni e popolazione residente, identificando in quest'ultima il soggetto deputato alla conservazione dell'identità e dei valori specifici del territorio. (Regolamento, art. 2; voce «Missione» nel sito istituzionale).

Modalità di attuazione

A partire dal 1996 i Comuni e la Comunità montana del Casentino, insieme alla Provincia di Arezzo, programmano alcuni interventi congiunti per la realizzazione di un ecomuseo «diffuso». Con questo obiettivo nel 1997 gli stessi soggetti stipulano una prima convenzione.
Più recentemente (2003) l'ecomuseo si è dotato di strumenti unitari di gestione e regolamentazione: un regolamento, un centro servizi, un comitato consultivo ed uno scientifico.
L'ecomuseo ha inoltre in previsione di adottare un biglietto unico.

Strumenti di comunicazione e visibilità

1. Sito web ( http://www.ecomuseo.casentino.toscana.it/).
2. Guide a stampa di alcuni musei («Guida al Museo della musica»; «Guida al Museo della castagna»; «Guida al Museo della Polvere da Sparo e del Contrabbando»; «Guida al Museo della casa Contadina»; «Guida al Museo della civiltà castellana»; «Guida al Museo dell’Acqua; Guida al Museo del Carbonaio»; «Guida al Centro di Documentazione di Storia Locale "G.Gualberto Goretti Miniati"»)
3. Quaderni didattici («L’albero del pane - Il quaderno didattico sulla castagna»; «Viaggio intorno all’acqua - Il quaderno didattico sull’acqua»; «Di castello in castello – Il quaderno didattico sulla civiltà castellana»; «Sul filo di lana – Il quaderno didattico sull’attività laniera»).
4. Sono in corso progetti di documentazione audio-visiva («La pratica del Ronco» e «Il lavoro delle Trecciaiole» a cura del CRED; «Ricerca etnomusicologica ed etnocoreologica del Casentino», «Resistenza al femminile»)
5. Logo unico e pannellistica.

Servizi offerti

Visite guidate, attività didattiche.

Aspetti gestionali

Gli organi del sistema sono tre:
1. il Comitato consultivo,
2. il Comitato Scientifico
3. il Centro servizi.
Il Comitato consultivo si profila come espressione dei soggetti appartenenti al sistema componendosi dei loro rappresentanti (Provincia di Arezzo, Comune di San Niccolò, Comune di Ortignano Raggiolo, Comune di Castel Focognano, Comune di Bibbiena, Comune di Talla, Comune di Chitignano, Comune di Stia, Comune di Sabbiano, Comune di Poppi, Comune di Capolona); ha il compito di nominare il coordinatore del sistema e di approvare le linee di intervento, i progetti speciali, i programmi pluriennali ed il bilancio annuale di previsione.
Il Comitato Scientifico hanno la funzione di verificare le linee di intervento e di ricerca scelte per il sistema.
Il Centro servizi, individuato nel CRED della Comunità montana, collabora con il coordinatore per la promozione, la didattica e la ricerca; coadiuva nella predisposizione dei piani di gestione ed esecutivo e nel coordinamento della gestione finanziaria (artt. 4-12 del Regolamento).
I singoli musei devono provvedere alla manutenzione delle strutture e delle attrezzature, nonché alla inventariazione di queste ultime. La maggior parte delle strutture museali viene gestita da associazioni locali. Questa pratica viene promossa nel Regolamento stesso dell'Ecomuseo, che invita le amministrazioni locali proprietarie delle strutture a coinvolgere, attraverso apposite convenzioni, le associazioni operanti nel territorio (cfr. art. 3 del Regolamento).

Aspetti finanziari

I principali canali di finanziamento dell'Ecomuseo sono i contributi dei Comuni aderenti, dell'Ente capofila (Comunità montana), della Provincia, oltre a quelli delle associazioni locali, i quali però possono essere intesi anche come prestazione di servizio.
Ogni anno il piano esecutivo di gestione viene elaborato dal Centro servizi e sottoposto alla approvazione del della Giunta esecutiva della Comunità montana (artt. 13-14 del Regolamento).
I finanziamenti regionali ottenuti sono stati di tipo ordinario nell'ambito della l.r. 89/1980 e l.r. 14/1995.
I soggetti coinvolti sono tenuti a reperire le necessarie risorse finanziare per la gestione, la promozione e lo sviluppo del sistema ed a mettere a disposizione dello stesso i propri strumenti logistici ed organizzativi in occasione di manifestazioni ed eventi (Protocollo d'intesa, 2004. Art. 3). Per la realizzazione dell'Ecomuseo sono stati utilizzati i finanziamenti relativi alle iniziative comunitarie Leader I e Leader II.

Bibliografia

C. Coppola, «Gli ecomusei in Toscana: I casi del casentino e della montagna pistoiese» in «I sistemi museali in Toscana. Primi risultati di una ricerca sul campo», a cura di L. Lazzeretti, Firenze, 2006, pp. 145-148.

Scheda a cura di Cristina Borgioli

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