Progetto Karalis Card Camù Centri d’Arte e Musei - Sistema museale di Cagliari

Sardegna, Provincia di Cagliari, Comune di Cagliari attivo dal 2008
sistema museale comunale


Attualmente, per la messa in rete del patrimonio culturale, nella città di Cagliari si registrano due diverse esperienze che presentano un’interazione reciproca:
1) la gestione unitaria di quattro centri culturali comunali garantita da un unico soggetto di tipo consortile appositamente istituito (Consorzio Camù) nel 2004;
2) la creazione nel 2008 di una card di servizi (Karalis card) per la fruizione di beni caratterizzati da diversa proprietà giuridica e differente finalità culturale.
L’interazione tra queste due esperienze consiste in particolare:
- nella presenza, tra le strutture aderenti alla bigliettazione integrata adottata tramite Card, dei quattro Centri inseriti nel progetto di gestione congiunta realizzato dal Consorzio Camù;
- nell’affidamento, da parte del Comune, della gestione organizzativa del progetto Karalis Card al Consorzio Camù.

Al progetto della card integrata, istituita dal Comune nel 2008, partecipano:
il Comune di Cagliari, l’azienda dei trasporti locali CTM, l’Università di Cagliari, la Diocesi, il Consorzio Camù, la Fondazione Teatro lirico di Cagliari, l’Arciconfraternita dei Genovesi, associazioni e cooperative locali (Anamnesys, Arteficio, Inmediarte, Orientare, Specus, Villa Muscas, Itinerarte srl, Sirai snc), il Parco Naturale Regionale Molentargius Saline, Sardegna Concerti, Sardinia Jazz, CeDac (Centro diffusione attività culturali), il Comune di Settimo San Pietro con il museo multimediale L’Arca del Tempo presso il sito archeologico Cuccuru Nuraxi.

Nel progetto di bigliettazione congiunta è dunque compreso anche un museo sito all’esterno del territorio comunale cagliaritano: il Museo multimediale L’Arca del Tempo del Comune di Settimo San Pietro, in quanto gestito dallo stesso Consorzio Camù.

La connessione tra realtà diverse effettuata tramite la card investe i servizi (bigliettazione integrata) e la promozione e riguarda non solo il patrimonio culturale di spettanza del Comune di Cagliari ma anche quello di altri soggetti presenti nel territorio legati al settore culturale (Università, teatri, associazioni, diocesi, Parco Naturale).

Con la card si può fruire di un accesso scontato ai seguenti beni: la Collezione Piloni, la Galleria Comunale d’Arte, Museo Arciconfraternita dei genovesi, il Museo Cere anatomiche Clemente Susini, il Museo di arte siamese Stefano Cardu, il Museo della Cultura Contadina Villa Muscas, l’Anfiteatro Romano con gli annessi siti (Cavità e Galleria rifugio, l’Orto dei Cappuccini), il Museo diocesano (privato), il Centro Exmà, il Centro Il lazzaretto, il Castello di San Michele, il Centro Ex vetreria, la Passeggiata Coperta-percorsi archeologici, la Torre dell’Elefante, la Torre di San Pancrazio, la Grotta della Vipera (statale), la Villa di Tigellio, l’Orto botanico (Università), la Cripta di Santa Restituta, L’Arca del tempo di Cuccuru Nuraxi (museo multimediale di supporto alla visita del parco archeologico adiacente) nel Comune di Settimo San Pietro, il Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline.
Ciascuna di queste strutture rimane comunque anche visitabile singolarmente con l’acquisto del relativo biglietto.
La card permette inoltre di avere sconti per il Teatro lirico di Cagliari e per gli altri teatri comunali della città, per i bookshops aderenti all’iniziativa; essa inoltre consente l’accesso gratuito all’intera rete di trasporto pubblico afferente al CTM per la durata della card.

Oltre alla card, che realizza un articolato circuito cittadino, si deve inoltre registrare la presenza di un’altra esperienza di tipo sistemico, avviata nel 2002 per iniziativa dell’Amministrazione comunale, e che si risolve oggi nella gestione affidata ad un unico soggetto di cinque strutture culturali di proprietà comunale.

Nel 2002 il Comune elaborò un progetto di «gestione integrata» presentato per partecipare al bando di finanziamento regionale a valere sull’articolo 38 della legge finanziaria per l’anno 2000. Tale progetto coinvolgeva quattro cosiddetti «Centri comunali d’arte e cultura» (Il Ghetto, Il Lazzaretto, Exmà, Castello di San Michele) e il Centro della cultura Contadina Villa Muscas con annesso museo etnografico. I quattro centri culturali erano collocati in strutture del centro storico recuperate dal degrado e rifunzionalizzate a fini espositivi tra il 1993 ed il 2000.
Nel 2004, per avviare un processo di maggior integrazione tra i citati quattro «Centri comunali d’arte e cultura», i singoli soggetti gestori si sono uniti in un consorzio denominato «Camù Centri d’arte e musei» (http://www.camuweb.it).

L’insieme delle strutture afferenti al Consorzio si è ampliato nel 2005, a seguito dell’avvio di una collaborazione con il gestore di due importanti monumenti, le cosiddette Torri Pisane: la Torre dell’Elefante e la Torre di San Pancrazio.
Il Consorzio adotta comuni standard espositivi, scientifici, didattici, documentativi e promozionali per i beni affidati. Ogni Centro Culturale aderente a Camù si è progressivamente specializzato nell’esposizione di una particolare produzione artistica.
Nel 2005 Camù ha attivato, in collaborazione col Comune, una prima bigliettazione integrata per le strutture afferenti al Consorzio che si è successivamente (2008) sviluppata e ampliata nella propria offerta culturale con la citata card denominata Karalis.
In base a questa esperienza, ristretta dal punto di vista territoriale, ma ramificata quanto ai problemi affrontati - dalla gestione con standard comuni di strutture diverse, dalla bigliettazione alla manutenzione ordinaria - è stato possibile attivare un ulteriore servizio, esteso alla città e al territorio limitrofo, avvalendosi dell’esperienza del Consorzio.

Forma giuridica

Consorzio ad attività esterna senza scopo di lucro.

Finalità e motivazioni

Il primo progetto di gestione integrata prospettata dal Comune di Cagliari nasce per ottenere risorse disposte mediante bando di finanziamento a valere sulla legge regionale 4/2000, al fine di migliorare i servizi alla fruizione di cinque centri culturali di proprietà comunale.

Nel 2004, il Consorzio Camù ottiene i finanziamenti richiesti e viene istituito come unico soggetto gestore, con il fine di generare una maggiore integrazione gestionale per i centri culturali suddetti.

Nel 2008, con la Karalis Card, l’Amministrazione comunale ha voluto realizzare un progetto che desse maggiore visibilità e promuovesse la fruizione e la conoscenza di tutto il patrimonio culturale cittadino.

Modalità di attuazione

L’Amministrazione comunale di Cagliari nel 2002 presentò, sulla base di quanto previsto dall’articolo 38 della legge regionale 4/2000, un progetto dal titolo Il sistema monumentale del Comune di Cagliari. Progetto per la gestione integrata e la promozione dei Centri d’arte e cultura e degli spazi per la cultura e la comunicazione.
Tale progetto prevedeva in particolare la gestione integrata di cinque strutture di proprietà comunale (definite «Centri d’arte e cultura») che si configuravano come centri polivalenti, collocati in edifici storici della città, recuperati dal Comune tra il 1993 ed il 2000 e destinati ad ospitare mostre temporanee ed eventi culturali. Ciascuna di tali strutture, dal momento della loro apertura, era stata affidata in gestione dal Comune a una cooperativa, a una società o a un'associazione diversa.

L’obiettivo del Progetto presentato dal Comune nel 2002 era quello di accedere ai finanziamenti predisposti dalla Regione con il primo piano triennale di interventi a valere sulla legge regionale 4/2000. Per l’assegnazione di tali risorse, uno dei criteri prioritari era stato individuato nell’elaborazione di progetti di gestione integrata di durata triennale. Accedendo ai contributi regionali, il Comune avrebbe dunque beneficiato della parziale copertura, da parte della Regione, delle spese per il personale impiegato nella gestione dei musei inseriti nel progetto, potendo quindi avviare ulteriori servizi culturali e migliorare gli esistenti con risorse proprie.

In realtà l’obiettivo del Comune era quello di coinvolgere tutte le strutture di sua spettanza ma i rispettivi soggetti gestori non riuscirono a trovare un accordo per la costituzione di una società o cooperativa atta alla gestione congiunta secondo le modalità stabilite dalla delibera di attuazione alla LR 4/2000. Perciò il progetto è stato ridimensionato coinvolgendo solo i gestori che sono riusciti ad accordarsi.

Nel 2003, il citato progetto Il sistema monumentale del Comune di Cagliari. Progetto per la gestione integrata e la promozione dei Centri d’arte e cultura e degli spazi per la cultura e la comunicazione venne rimodulato dal Comune in due distinti progetti poiché la Regione Sardegna aveva ritenuto il primo troppo costoso.
Si crearono così due distinti progetti: il primo, dal titolo Gestione beni culturali cittadini e Castello di San Michele, riguardava esclusivamente il Castello di San Michele e l’annesso parco urbano; il secondo, denominato Gestione Servizio Beni Monumentali Camù - Il Sistema Museale Cagliaritano - Progetto per la gestione integrata e la promozione dei Centri d’Arte e Cultura del Comune di Cagliari, includeva invece i Centri Il Ghetto, Lazzaretto ed Exmà.
I due progetti elaborati nel 2003 furono di competenza di due distinti assessorati comunali: il primo faceva riferimento all’Assessorato Ambiente e Urbanistica mentre il secondo all’Assessorato Cultura del Comune di Cagliari.
Il Centro della Cultura contadina Villa Muscas non aderì in questa occasione a nessuno dei due progetti citati poiché il soggetto gestore (l’Associazione Villa Muscas) non presentava i requisiti giuridici – ovvero essere cooperativa o società necessari per partecipare al bando regionale a valere sulla LR 4/2000.

I due nuovi progetti presentati nel 2003 dal Comune di Cagliari alla Regione ricevettero i contributi regionali a valere sulla LR 4/2000 per il triennio 2003-2005 e successive proroghe.
I due progetti non riuscirono dunque a riunire in una forma di gestione congiunta tutti i musei presenti nella città di Cagliari e questo avvenne sostanzialmente per la diversa natura giuridica dei beni.

Grazie a tali risorse fu organizzata una prima esperienza di gestione integrata per una parte del patrimonio culturale cagliaritano, ovvero per i centri culturali denominati: Il Ghetto, l'Exmà, il Castello di San Michele, Il Lazzaretto, gestiti rispettivamente dalle cooperative il Ghetto e Sant’Elia 2003 e dalle società Penty Service e Sirai. Queste strutture erano state affidate dal Comune ai rispettivi gestori mediante diverse modalità: gara d’appalto per il Castello di San Michele e l’Exmà, affidamento diretto per il Ghetto e Lazzaretto. Nel 2000 il Lazzaretto era stato affidato al soggetto gestore, la cooperativa Sant’Elia 2003, mediante la stipula da parte del Comune di Cagliari di un ‘Patto di Quartiere’ ovvero un accordo che prevedeva l’impiego all’interno della nuova struttura culturale di persone residenti nello stesso quartiere ove è ubicato il Centro. La cooperativa Il Ghetto invece ha iniziato a occuparsi nel maggio 2003 della gestione dell’omonimo Centro grazie alle agevolazioni previste dalla LR n. 37 del 24 dicembre 1998 e destinate all’occupazione e allo sviluppo del sistema produttivo regionale.

Nel 2004, è stato creato un soggetto unico, il Consorzio Camù, che riunisce i soggetti gestori coinvolti nei citati progetti presentati nel 2003 dal Comune di Cagliari alla Regione al fine di ottenere i finanziamenti previsti dalla LR 4/2000. La creazione di questo Consorzio non ha però comportato l’unione dei due progetti che, fino al 2008, hanno continuato a fare riferimento ognuno all’Assessorato di competenza. Nel 2008, invece, entrambi i progetti sono stati affidati all’Assessorato Cultura del Comune di Cagliari.

Nel 2005 inizia a collaborare con il Consorzio anche la società Itinerarte, che gestisce due importanti monumenti cittadini: le Torri Pisane (la Torre di San Pancrazio e la Torre dell’Elefante). Solo nel 2009 Itinerarte è entrata formalmente a far parte del Consorzio Camù.

Nel 2006, a seguito della modifica della normativa regionale sui finanziamenti agli enti locali per la gestione del patrimonio culturale, il Comune di Cagliari ha presentato un nuovo progetto di messa a sistema per i beni culturali cittadini in occasione del bando emesso dalla Regione per il finanziamento della gestione del patrimonio culturale in data 6 marzo 2006.

Vista la positiva esperienza del Consorzio Camù e preso atto che sarebbe stato opportuno allargare l’offerta culturale cittadina, l’Amministrazione comunale elaborò un progetto con cui si sarebbe dovuto procedere alla messa a sistema delle altre emergenze culturali presenti in città.
Il progetto, presentato alla Regione per il bando di finanziamento a valere sulla LR 7/2005, prevedeva la creazione di un Sistema museale della città di Cagliari che contemplava, oltre alla presenza delle strutture già gestite da Camù, anche altri beni come la Galleria Comunale d’arte, il Museo d’arte siamese Stefano Cardu, il Centro culturale comunale Ex vetreria, il Centro di Villa Muscas, l’Anfiteatro romano, la Grotta della Vipera, la Villa di Tigellio, il Carcere di Sant’Efisio, la Cripta di Santa Restituta e altri siti ipogei. Si prospettava dunque la nascita di un sistema che avrebbe aggregato il complesso dei beni e degli istituti museali cagliaritani. Per la gestione di tale sistema si optava per la forma indiretta tramite affidamento diretto ad una fondazione da istituire appositamente e partecipata in misura prevalente dal Comune.
Con Delibera GC n. 349 del 14 settembre 2006 il progetto, pur se appena approvato dalla Giunta comunale, fu parzialmente rimodulato: nel nuovo documento infatti non si fa più cenno alla creazione di una Fondazione, ma si stabilisce che per il sistema museale, composto dalle stesse strutture del precedente progetto, si sarebbe dovuto procedere per la gestione indiretta dei servizi tramite concessione a terzi. Il motivo di tale modifica può essere spiegato forse dal gravoso impegno finanziario che il Comune avrebbe dovuto sostenere, secondo l’elaborazione del progetto, per l’attuazione della Fondazione. A ciò si deve aggiungere anche un mutato assetto legislativo regionale relativo al conferimento di contributi pubblici agli enti locali (in particolare LLRR 4/2006 e 9/2006) avvenuto tra maggio e settembre 2006.

Poiché la graduatoria relativa ai progetti sul bando di finanziamento sulla legge regionale 7/2005 non è stata pubblicata fino ad adesso, il progetto del sistema museale di Cagliari non è stato avviato.

Nel 2008 però il Comune di Cagliari ha attivato una nuova forma di integrazione che coinvolge musei, siti archeologici, monumenti, teatri e beni ambientali di diversa proprietà giuridica nella città e nei dintorni promuovendo la creazione di una card. La card permette:
- l’accesso alla visita dei seguenti beni: Collezione Piloni, la Galleria Comunale d’Arte, Museo Arciconfraternita dei genovesi, Museo Cere anatomiche Clemente Susini, il Museo di arte siamese Stefano Cardu, il Museo della Cultura Contadina Villa Muscas, l’Anfiteatro Romano con gli annessi siti (Cavità e Galleria rifugio, l’Orto dei Cappuccini), Museo diocesano, Centro Exmà, Centro Il lazzaretto, Centro Castello di San Michele, Centro Ex vetreria, Passeggiata Coperta – percorsi archeologici, la Torre dell’Elefante, la Torre di San Pancrazio, Grotta della Vipera (statale), Villa di Tigellio, l’Orto botanico (Università), Cripta di Santa Restituta, Arca del tempo di Cuccuru Nuraxi (museo multimediale di supporto alla visita del parco archeologico adiacente) nel comune di Settimo San Pietro e il Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline;
- agevolazioni per gli eventi del Teatro lirico di Cagliari e degli altri teatri comunali della città;
- sconti presso i bookshoops aderenti all’iniziativa;
- accesso all’intera rete di trasporto pubblico afferente al CTM per il periodo di validità della card.
Tale iniziativa, promossa dal Comune, è stata affidata in gestione al Consorzio Camù che si occupa di coordinare il progetto assumendone la gestione finanziaria, oltre a curarne la promozione.

Strumenti di comunicazione e visibilità

- Sito web ufficiale della Karalis Card che dà informazioni pratiche sulla fruizione della card, sui relativi servizi e sulle strutture visitabili del circuito (http://www.karaliscard.it);
- sito web ufficiale del Consorzio Camù che fornisce informazioni sui centri culturali gestiti, sui relativi servizi e attività (http://www.camuweb.it);
- distribuzione di materiale informativo e possibilità di acquisto della Card presso le strutture ricettive, balneari e commerciali di Cagliari;
- newsletter per le iniziative realizzate nell’ambito della Karalis Card;
- newsletter per le iniziative del Consorzio Camù;
- ufficio stampa del Consorzio Camù;
- immagine coordinata per i centri culturali gestiti da Camù;
- materiale pubblicitario cartaceo per Consorzio Camù e Karalis card;
- presentazione iniziative Karalis Card e Camù a mezzo stampa;
- partecipazione da parte di Camù a manifestazioni turistico-culturali regionali (Monumenti Aperti);
- promozione di campagne di fidelizzazione dell’utenza (Impara l’arte, metti la carta d’imbarco da parte; Alle mostre con lo sconto; Natale ad Arte; MostrEstate) per i centri culturali gestiti da Camù.

Servizi offerti

1) Il biglietto integrato (monumenti, musei, teatri, parco naturale, siti archeologici e trasporto pubblico), denominato Karalis Card e gestito dal Consorzio Camù per il Comune di Cagliari, offre:
- possibilità di acquisto della card presso le strutture ricettive e commerciali, il porto, l’aeroporto e gli uffici d’informazione turistica di Cagliari;
- sconti per eventi teatrali e presso gli esercizi commerciali aderenti all’iniziativa Karalis Card.

2) Per i centri culturali gestiti dal Consorzio Camù sono inoltre attivi i seguenti servizi:
- visite guidate, effettuate anche in diverse lingue, dei centri e delle mostre temporanee allestite al loro interno;
- visite guidate agli itinerari organizzati nel centro storico della città;
- attività didattiche condotte dal personale specializzato di Camù e destinate in particolar modo ad ampliare la conoscenza nei ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado della storia e delle tradizioni culturali della loro città;
- bookshop e bar caffetteria, presenti in ogni struttura culturale compresa nel Consorzio;
- possibilità di affittare diverse sale idonee a ospitare convegni, seminari e riunioni di vario genere.

Aspetti gestionali

Il Comune di Cagliari ha affidato la gestione della carta integrata Karalis al Consorzio Camù che si occupa dell’organizzazione finanziaria e del coordinamento tra i soggetti aderenti.
La creazione di un ‘circuito’ cittadino tramite l’adozione della card però non ha comportato l’avvio di una gestione congiunta dei musei, dei siti, dei monumenti e dei centri culturali che partecipano alla bigliettazione integrata.
Tali strutture infatti risultano gestite ognuna da un proprio soggetto che opera in maniera autonoma. Le attività condivise per il patrimonio aderente alla card sono dunque essenzialmente di tipo promozionale.
Aderiscono alla carta integrata attraverso la firma di un protocollo d’intesa: l’azienda dei trasporti pubblici locali (CTM), l’Università di Cagliari, la Diocesi, il Consorzio Camù, la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, l’Arciconfraternita dei Genovesi, associazioni e cooperative locali (Anamnesys, Arteficio, Inmediarte, Orientare, Specus, Villa Muscas, Itinerarte srl, Sirai snc), il Parco Naturale Regionale Molentargius Saline, Sardegna Concerti, Sardinia Jazz, CeDac (Centro diffusione attività culturali), il Comune di Settimo San Pietro.

Una forma di gestione integrata concreta, ovvero che riguarda più aspetti (dal funzionamento delle strutture all’attivazione dei relativi servizi), si riscontra invece per un ridotto nucleo dei beni partecipanti alla Karalis Card, formato da cinque strutture musealizzate di pertinenza comunale affidate in gestione ad un unico soggetto appositamente costituitosi nel 2004. Tale soggetto, il Consorzio Camù, nasce dall’unione dei singoli gestori dei diversi centri culturali.

L’integrazione si esplicita nell’adozione di comuni standard per l’attuazione dei servizi, di un’immagine coordinata e nella creazione di un itinerario con visita guidata ai centri gestiti dal Consorzio.
Il Consorzio Camù è composto:
1. dalla cooperativa Il Ghetto che gestisce l’omonimo Centro;
2. dalla cooperativa Sant’Elia 2003 che si occupa del Centro Il Lazzaretto;
3. dalla Società Sirai di Francesca Spissu e Sandro Iovine snc che ha in gestione il Castello di San Michele;
4. dalla ditta Penty Service s.a.s di Walter Mostallino che gestisce il Centro Exmà;
5. dalla ditta ItinerArte s.r.l che gestisce le due Torri pisane dell’Elefante e di San Pancrazio.

Attualmente Camù consta di oltre quaranta unità lavorative che, attraverso specifiche competenze, garantiscono il funzionamento delle attività svolte nei beni musealizzati gestiti dal consorzio.
L’organigramma del Consorzio Camù è composto dal Presidente, dal Vice Presidente, dal Segretario che partecipano al Comitato direttivo assieme all’Assemblea dei soci.
La direzione è espressione del comitato direttivo e controlla le attività del rappresentante della qualità e del responsabile della sicurezza; alla direzione fanno capo anche:
1. l’area sviluppo che si occupa del marketing, della progettazione culturale e dell’organizzazione;
2. l’area rapporti col pubblico e servizi al territorio che si occupa dell’ufficio stampa, dei servizi di accoglienza e custodia e dell’attività didattica;
3. l’area gestione che si occupa degli allestimenti, dell’amministrazione e del controllo di gestione.

Aspetti finanziari

I proventi della bigliettazione integrata mediante la Karalis card, al netto dei costi da riconoscere al CTM e ai concessionari della vendita, vengono così distribuiti ed utilizzati:
- il 45% è ripartito tra le strutture visitabili aderenti;
- il 35% è investito per il proseguimento del progetto;
- il 20% è attribuito al Comune.

Per la realizzazione del progetto Karalis card, affidata dal Comune al Consorzio Camù, quest’ultimo ha ricevuto un contributo dall’Amministrazione comunale promotrice dell’iniziativa.

Le spese relative al personale impiegato per il funzionamento delle strutture gestite dal Consorzio Camù (esclusi dunque i servizi aggiuntivi) sono state parzialmente coperte dai cofinanziamenti predisposti dalla Regione Sardegna in occasione della programmazione di interventi a valere sulla legge regionale 4/2000 destinati ai musei di ente locale.
I rimanenti costi di gestione sono invece liquidati per mezzo degli introiti realizzati mediante i servizi aggiuntivi (bookshop, ristorazione, noleggio degli spazi e laboratori didattici) e con attività di fundraising.
Il budget complessivo annuale del Consorzio è pari a circa 900 mila euro, seicento mila di questi sono assicurati dai contributi regionali e comunali.

Scheda a cura di Cristina Borgioli, Maria Giuseppa Deligia

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