Sistema Museale Cittadino di Carbonia

Sardegna, Provincia di Carbonia-Iglesias, Comune di Carbonia attivo dal 2002
sistema museale


Nel 2002 il Comune di Carbonia promuove due interventi: l’affidamento a un unico gestore delle strutture musealizzate di sua pertinenza e l’istituzione di una bigliettazione congiunta. Nel 2002 si realizzano perciò importanti azioni per la gestione congiunta delle principali emergenze culturali cittadine: il Museo archeologico Villa Sulcis, il Museo Paleontologico e Speleologico E. A. Martel e l’area archeologica di Monte Sirai.
Prima del 1999, il Museo Paleontologico e Speleologico E. A. Martel veniva gestito da alcuni volontari, mentre il museo Villa Sulcis ed il sito archeologico Monte Sirai erano affidati ad una cooperativa locale (V. Pispisa). All’epoca, pur in via provvisoria, il Comune di Carbonia aveva però di fatto provveduto ad affidare le tre strutture di propria pertinenza alla cooperativa Pispisa, con l’obiettivo di migliorare l’utilizzo dei finanziamenti regionali.
L’affidamento ad una cooperativa locale era stato reso possibile dal fatto che il Comune era riuscito ad intercettare una quota dei finanziamenti regionali per il contrasto alla disoccupazione.

Nel 1999 il Comune aveva manifestato l’intenzione di migliorare funzioni e servizi relativi ai beni di spettanza tramite una gestione unitaria.
Nel 2000 presentò un primo progetto di gestione integrata per intercettare i finanziamenti disposti dalla LR 4/2000 che concedeva risorse pubbliche agli enti locali per la gestione di musei e luoghi della cultura di loro proprietà: in questo atto, la gestione congiunta del patrimonio culturale di Carbonia viene definita per la prima volta «sistema museale».

Nel 2001 la Regione concesse il proprio sostegno economico al Comune di Carbonia. Il conseguimento di questi stanziamenti permise di avviare nel 2002 la gestione congiunta dei seguenti beni e servizi: il Museo archeologico Villa Sulcis, il Museo Paleontologico e Speleologico E. A. Martel e la visita guidata all’area archeologica di Monte Sirai. Il Comune garantisce in questo sito, di spettanza della Soprintendenza Archeologica per le Province di Cagliari e Oristano, i servizi di visita guidata e accoglienza.
Il Sistema museale cittadino di Carbonia comprende quindi tre strutture visitabili con bigliettazione congiunta; a queste è previsto che si aggiungano entro breve altre realtà al momento in corso di realizzazione: il Museo del carbone, il Parco archeologico Cannas di Sotto e un percorso (o museo diffuso) dedicato all’architettura della città di fondazione denominato CIAM Carbonia: Itinerari di Architettura Moderna.

Le strutture che attualmente compongono il sistema sono tre, riguardano ambiti culturali diversi e rappresentano tipologie istituzionali differenziate.
Il Museo Archeologico Villa Sulcis, inaugurato nel 1988, ha sede nell’antica residenza del Direttore delle miniere carbonifere, costruita alla fine degli anni Trenta del Novecento e circondata da un esteso parco. La raccolta museale ha avuto origine da due donazioni di reperti archeologici dovute a privati: la collezione Pispisa e la collezione Doneddu, che offrono un ricco repertorio di testimonianze sulcitane dal Neolitico antico fino al periodo bizantino.
La struttura che ospita il Museo appartiene al Comune, mentre i beni archeologici ivi conservati sono dello Stato.
La maggior parte dei reperti esposti nelle tre sale del Museo proviene dai siti archeologici presenti nell’agro di Carbonia e da quelli rinvenuti nel territorio di alcuni Comuni limitrofi. Il nucleo principale dell’esposizione è costituito dai corredi funerari provenienti dalla necropoli fenicia e punica di Monte Sirai. A quest’insieme di testimonianze si aggiunge una piccola ricostruzione del tofet (cimitero-santuario punico riservato ai bambini) del Monte Sirai, con le originali urne cinerarie e le stele scolpite.
Nel Museo si svolgono attività didattiche con il supporto di materiale multimediale che introduce alla visita del sito di Monte Sirai.
Nel 2008 il Museo è stato dotato di un altro edificio atto a ospitare i depositi museali, il laboratorio di restauro e i laboratori didattici.

Il Parco Archeologico di Monte Sirai comprende l’omonima area archeologica, il Nuraghe Sirai e le strutture, realizzate dal Comune e aperte nel 2001, che ospitano i servizi di accoglienza, la biglietteria, il bookshop, un ristorante ed una sala convegni (http://www.comune.carbonia.ca.it).
L’area archeologica presenta importanti testimonianze della cultura nuragica e fenicio-punica. L’insediamento fenicio-punico sorge a pochi chilometri dalla costa, in una posizione strategica per il controllo del bacino minerario dell’Iglesiente e della valle del Cixerri, nel punto di raccordo fra il Sulcis e le fertili pianure del Campidano. Il Parco Archeologico di Monte Sirai offre la possibilità di visitare un centro di tradizione fenicia e poi punica in ogni sua parte, perché privo di sovrapposizioni o modifiche da parte di costruzioni successive. L’abitato è costituito da quattro quartieri di forma allungata, separati da tre strade parallele, e costituiti da quartieri residenziali seriali. A nord dell’abitato si trovano sia la necropoli fenicia a incinerazione sia quella punica, composta da tredici tombe familiari a camera scavate nel sottosuolo. A nord delle necropoli si trova la collina del tofet, articolato in un tempietto prospiciente uno spazio aperto destinato alla deposizione delle urne cinerarie dei bambini e agli ex voto rappresentati dalle stele figurate.
L’insediamento nuragico del Monte Sirai è situato a circa un chilometro dall’insediamento fenicio-punico e comprende un castello quadrilobato del XIV secolo a.C. e una fortificazione successiva, risalente alla fine VII secolo a.C., che si estende per circa un ettaro. Quest’ultima, costruita dai Fenici e abitata da una comunità mista di nuragici e Fenici, rappresentava un presidio funzionale allo strategico snodo fra il tronco meridionale e quello settentrionale dell’antica strada sulcitana che collegava Sulcis (l’attuale Sant’Antioco) a Cagliari.

Il Museo Civico di Paleontologia e Speleologia E. A. Martel, situato nel centro di Carbonia, presenta un’ampia collezione di reperti del Paleozoico al Quaternario.
Il Museo è stato istituito nel 1972 per volontà del Gruppo Ricerche Speleologiche che è proprietario della collezione, concessa in comodato d’uso al Comune nel 1996 allo scopo di ampliare e diversificare la propria offerta turistico-culturale.
Nel 2009 il Museo Paleontologico è stato trasferito all’interno del complesso museale di proprietà comunale denominato Grande Miniera di Serbariu.

Dall’aprile 2009, nella bigliettazione integrata del sistema è stato inserito anche il Museo del Carbone.
Il Museo del Carbone è stato istituito all’inizio del 2006 presso la Grande Miniera di Serbariu, un impianto estrattivo dismesso, bonificato e adibito a spazio pubblico grazie ai finanziamenti POR 2000-2006. Il Museo, di proprietà comunale, è gestito fin dalla sua istituzione dall’associazione C.I.C.C. (Centro Italiano della Cultura del Carbone), composta per metà dal Comune di Carbonia e per l’altra metà dal Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna.
Nella stessa ex miniera di Serbariu, ove ha sede l’istituto, è stato trasferito nel 2009, anche il Museo speleologico Martel.

Dovrebbero entrare a far parte del sistema il Parco archeologico Cannas di Sotto e il programma di itinerari dedicati all’architettura di Carbonia quale ‘città di fondazione’ denominato C.I.A.M..
La necropoli ipogeica di Cannas di Sotto (periodo Neolitico e Eneolitico), situata nell’abitato urbano di Carbonia, è stata oggetto di scavi dal 2006. Le cavità (domu de janas) individuate sino a questo momento sono circa una ventina. Alcuni degli ambienti funerari rinvenuti dallo scavo sono risultati rimaneggiati anche in età moderna, mentre altri si sono conservati fino a oggi inviolati. Nell’area della necropoli è ubicato anche un antico nucleo abitativo tradizionale del territorio sulcitano (medau o forriadroxiu) che il Comune intende recuperare per inserirlo nel Parco. I reperti rinvenuti durante gli scavi presso Cannas di Sotto sono stati esposti nel Museo Archeologico Villa Sulcis, cui il Parco verrà collegato.
Il progetto C.I.A.M. (Carbonia: Itinerari di Architettura Moderna) si strutturerà come un ‘museo diffuso’ che considera il complesso urbano della città di fondazione come un unico monumento storico, fruibile grazie alla realizzazione di un itinerario.
La realizzazione del C.I.A.M. prevede la creazione di cinque stazioni (percorsi) urbane e di due extraurbane, ubicate nelle frazioni di Cortoghiana e Bacu Abis. Ogni stazione sarà caratterizzata da un tema specifico capace di illustrare, attraverso l’architettura e l’urbanistica, la vicenda storica e costruttiva della città di fondazione, evidenziandone i caratteri originali e i processi di trasformazione. Tale progetto dovrebbe essere realizzato entro il 2009.

Finalità e motivazioni

Il sistema museale di Carbonia nasce con i seguenti obiettivi:
- provvedere ad una migliore gestione delle risorse destinate al patrimonio culturale, provenienti in parte anche da fondi regionali predisposti con norme per favorire l’occupazione;
- concorrere ai bandi di cofinanziamento emessi dalla Regione a valere sulla nuova normativa per il finanziamento della gestione dei beni culturali di ente locale;
- migliorarne i servizi e ottimizzarne le spese di gestione anche per intercettare flussi turistici in maniera continuativa durante l’anno attraverso la promozione della conoscenza dei beni culturali del territorio.

Modalità di attuazione

Nel 1999 il Comune progettò di affidare ad un unico soggetto esterno la gestione dei due musei di propria pertinenza − il Museo archeologico Villa Sulcis e quello Paleontologico e Speleologico E. A. Martel − e del servizio di visita guidata all’area archeologica del Monte Sirai.
Nel frattempo, pur in mancanza di un accordo formale, la Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano, cui spetta la competenza sul sito di Monte Sirai, aveva concesso al Comune di Carbonia, proprietario del terreno ove è ubicata l’area archeologica, di realizzarvi il servizio di visita guidata a pagamento. In realtà quindi quando nel 1999 l’Amministrazione locale progettava una gestione unitaria, i due musei comunali e il servizio di visita presso il sito archeologico erano già di fatto gestiti da un unico soggetto. La cooperativa locale V. Pispisa, infatti, si occupava già del Museo archeologico e delle visite al sito di Monte Sirai.

L’affidamento alla cooperativa della gestione del museo Villa Sulcis e del servizio di visite all’area archeologica di Monte Sirai era stata invece avviata grazie alle disposizioni tese a favorire l’occupazione contenute nella legge regionale n. 24 del 1984 e grazie ai relativi finanziamenti, stanziati mediante programmi triennali a partire dall’emanazione della legge regionale 11/1988 e rinnovati fino al 1999.

In occasione del bando di finanziamento a valere sulla LR 4/2000 il Comune di Carbonia definisce un progetto di messa a sistema per i beni musealizzati di pertinenza.

Nel 2001 il progetto di sistema comunale di Carbonia fu ammesso ai finanziamenti regionali grazie alla citata LR 4/2000 e l’anno successivo l’insieme dei beni fu affidato ad un unico gestore mediante la pubblicazione di un bando di gara per l’individuazione del soggetto. Il concorso fu vinto da un raggruppamento temporaneo d’imprese (RTI) composto dalle cooperative La memoria storica e Mediterranea. Secondo il contratto stipulato con il Comune, la RTI avrebbe gestito la bigliettazione congiunta dei due musei e del sito archeologico, la manutenzione, la pulizia e la custodia delle strutture, le visite guidate, il servizio di trasporto per i visitatori utilizzato per raggiungere il Monte Sirai e varie attività di promozione culturale.

Nel 2004 il Comune di Carbonia ricevette anche i finanziamenti relativi agli interventi predisposti dal POR 2000-2006 a valere sulla misura 2.1 Archeologia, recupero centri storici abbandonati, a fini culturali e turistici. L’utilizzo di queste risorse ha reso possibile il trasferimento del Museo Martel nei locali della struttura denominata Grande Miniera di Serbariu (sede del Centro Italiano della Cultura del Carbone), l’ampliamento del Museo Villa Sulcis e la sua dotazione di un nuovo deposito e di un centro di restauro ed infine la progettazione del Parco urbano archeologico di Cannas di Sotto.

Nel 2005 il Comune, anche a seguito di quanto concretizzato grazie ai contributi POR, ha elaborato un ulteriore progetto triennale per il sistema cittadino. Tale progetto mira a realizzare il Parco di Cannas di Sotto e un programma di itinerari per la valorizzazione dell’architettura di Carbonia, quale città di fondazione, denominato CIAM - Carbonia: Itinerari di Architettura Moderna.

Nel 2006, a seguito della modifica della normativa regionale sui finanziamenti agli enti pubblici per la gestione del patrimonio culturale e in occasione della pubblicazione del relativo bando di cofinanziamento, il Comune presentò una rimodulazione del precedente progetto di gestione congiunta. Nuovo obiettivo era l’inserimento nel 'sistema' cittadino del Museo del Carbone, istituito il 5 gennaio 2006 con sede presso la Grande Miniera di Serbariu, un impianto estrattivo dismesso, bonificato e adibito a spazio pubblico grazie ai finanziamenti POR 2000-2006. Il Museo, di proprietà comunale, è gestito fin dalla sua istituzione dall’associazione C.I.C.C. (Centro Italiano della Cultura del Carbone), composta dal Comune di Carbonia per il 50% e per la rimanente metà dal Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna. Quanto programmato nel progetto presentato dal Comune di Carbonia nel 2006 non è ancora stato compiuto.

Nel 2007 viene indetto dal Comune un nuovo bando di gara. Il bando viene vinto da un nuovo raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) formato dalle cooperative Mediterranea, La Miniera e dalla Società Sistema Museo, attiva peraltro a livello nazionale.
Tra il 2007 ed il 2008 le attività del Comune per il sistema si concentrano soprattutto su azioni volte al miglioramento dei servizi e delle strutture afferenti. Gli interventi sono possibili grazie alle citate risorse del POR 2000-2006 e alle richieste di contributi per il restauro a valere sulla LR 14/2006. Si realizza in questo modo il riallestimento del Museo Martel e l’ampliamento e il restauro del Museo di Villa Sulcis.

La principale novità apportata dal progetto del 2006 risulta essere però la dichiarata intenzione del Comune di Carbonia a partecipare al costituendo sistema integrato di gestione per il patrimonio culturale del Sulcis-Iglesiente. Nel 2006 alcuni Comuni del territorio − Sant’Antioco (come capofila), Buggerru, Carbonia, Carloforte, Fluminimaggiore, Giba, Narcao, Perdaxius, Santadi, San Giovanni Sergiu, Tratalias, Villamassargia, Villaperuccio − avevano firmato un preliminare Protocollo d’Intesa che prevedeva la realizzazione del cosiddetto Sistema integrato per la gestione dei beni culturali del Sulcis-Iglesiente. Il sistema, cui anche Carbonia avrebbe preso parte col proprio sistema museale cittadino, doveva incentrarsi sulla promozione culturale e turistica del patrimonio archeologico e ambientale del territorio di riferimento e sull’integrazione gestionale, comprensiva di bigliettazione congiunta, delle realtà musealizzate presenti nei diversi centri coinvolti.
Il progetto di sistema intercomunale risulta presente nel documento allegato al Piano regionale triennale preliminare per i musei, i beni culturali ed i luoghi della cultura del 2008. In realtà dal momento della firma del Protocollo d’Intesa tra i Comuni, non si registrano attività finalizzate all’attuazione del sistema integrato: nel gennaio 2007 è stato nominato un Comitato di programmazione e coordinamento, cui avrebbe dovuto seguire l’istituzione di un gruppo di lavoro per avviare l’esperienza di sistema. Di fatto il progetto, malgrado la partecipazione finanziaria dei Comuni aderenti in base all’articolo 5 del Protocollo d’Intesa e il versamento all’ente capofila di una quota annua pari a 1,5 euro per abitante, è stato bloccato.
Nel 2009, pur essendo stato bandito un concorso per la selezione di consulenti per la concretizzazione del sistema, non risulta avviata nessuna attività, tanto che alcuni dei Comuni partecipanti hanno manifestato la volontà di recedere dall’accordo.

Strumenti di comunicazione e visibilità

Il Sistema Museale Cittadino di Carbonia non dispone attualmente di propri strumenti di comunicazione.
Il materiale pubblicitario e le iniziative per la promozione del patrimonio hanno riguardato fino ad adesso le singole strutture del sistema.
Informazioni attinenti le emergenze culturali di Carbonia sono contenute nel sito ufficiale della Regione dedicato al patrimonio culturale www.sardegnacultura.it e nel sito istituzionale del Comune http://www.comune.carbonia.ca.it nel quale però non viene fatta menzione dell’esistenza del Sistema Museale Cittadino.

Servizi offerti

I servizi offerti dal Sistema Museale Cittadino sono:
- visite guidate (in italiano, inglese e francese) all’insieme delle strutture museali afferenti al sistema e all’area archeologica di Monte Sirai;
- bar e bookshop, ubicati presso l’area archeologica di Monte Sirai;
- attività didattiche (visite per la scuola e laboratori) in tutte le strutture afferenti al sistema e presso l’area archeologica di Monte Sirai;
- noleggio spazi per convegni o eventi di vario genere all’interno delle strutture deputate ad ospitare i servizi aggiuntivi presso l’area archeologica;
- biglietto cumulativo che comprende le strutture attualmente aperte alla visita: il Museo Villa Sulcis, il Parco Archeologico di Monte Sirai e il Museo Paleontologico e Speleologico E. A. Martel; possibilità di bigliettazione singola.

Le singole strutture in particolare hanno attivato i seguenti servizi:
- il Museo Villa Sulcis dispone di: percorso tattile, laboratorio di ceramica per le attività didattiche, laboratorio di restauro, sala audiovisivi e due postazioni multimediali che consentono una visita virtuale, con annessa ricostruzione del sito di Monte Sirai;
- presso il Parco Archeologico di Monte Sirai è presente una struttura che ospita una sala mostre e convegni e un punto ristoro; all’interno del Parco è possibile usufruire di percorsi di «archeo-trekking» lungo l’antica Via Sulcitana che collegava Sulcis (l’attuale Sant’Antioco) a Cagliari, nel tratto fra l’abitato di Monte Sirai e l’omonimo nuraghe;
- il Museo Paleontologico e Speleologico E. A. Martel offre un percorso tattile; la consultazione di una banca dati informatizzata sulla cartografia tecnica tematica delle Grotte della Sardegna e l’accesso alla Biblioteca tematica Ottavio Corona.

Aspetti gestionali

Nel 2002 alcune strutture culturali cittadine vengono affidate ad un gestore unico; inoltre viene attivata la bigliettazione integrata. L’affidamento della gestione − di durata triennale − è avvenuto mediante bando di gara, vinto da un raggruppamento temporaneo di imprese formato dalle cooperative Mediterranea e La memoria storica.
Nel 2007, allo scadere del contratto di gestione per il sistema, il Comune ha emesso un nuovo bando di gara vinto da un altro raggruppamento temporaneo di imprese, cui partecipano le società cooperative Mediterranea, Sistema Museo e La miniera di Melis Massimo.
Nel biglietto cumulativo, dal 2009, è inserito anche l’ingresso al Museo del Carbone, di proprietà comunale ma gestito da un soggetto diverso (partecipato dal Comune) rispetto a quello che si occupa del sistema: il CICC.
L’appalto per la gestione unitaria del sistema coinvolge le seguenti strutture:
- Museo archeologico Villa Sulcis, compresa l’annessa area di verde pubblico e la possibilità di apertura di un punto ristoro;
- Museo di Paleontologia e Speleologia E. A. Martel;
- Parco archeologico di Monte Sirai, comprese le strutture di accoglienza e il servizio di ristorazione;
- Il Nuraghe Sirai.
Dal momento della loro apertura al pubblico saranno oggetto dell’affidamento in gestione anche la Necropoli ipogeica di Cannas di Sotto e la visita guidata su appuntamento al percorso CIAM.

Spettano al Comune, e non sono quindi oggetto di appalto, il coordinamento tecnico-amministrativo e la direzione scientifica di tutte le attività del sistema museale.
La struttura gestionale del sistema presenta al vertice l’Amministrazione comunale, che lavora in sintonia con la direzione scientifica e la direzione tecnico-amministrativa.
La direzione scientifica del sistema, che si occupa della pianificazione delle attività culturali, doveva essere composta da un esperto di archeologia e da un esperto di paleontologia. In realtà attualmente il Comune ha conferito l’incarico di direzione scientifica del sistema ad un’unica persona.
La direzione tecnico-amministrativa si occupa del coordinamento delle attività del soggetto gestore del sistema. Al gestore spetta in particolare:
- la «conservazione» delle collezioni museali e dei beni archeologici, mediante la redazione di inventari sotto la supervisione della direzione scientifica;
- l’apertura al pubblico dei musei e del Parco archeologico di Monte Sirai, secondo le direttive comunali relative agli orari e ai giorni di apertura;
- le visite guidate, il cui contenuto deve seguire le indicazioni della direzione scientifica;
- la custodia e la vigilanza;
- la manutenzione ordinaria e conservativa;
- la cura del verde del Parco di Monte Sirai e del Parco di Villa Sulcis;
- la promozione delle attività espositive e culturali programmate dalla direzione scientifica;
- la pulizia giornaliera;
- la biglietteria;
- la vendita presso il bookshop;
- la gestione del punto di ristoro presso il Parco archeologico di Monte Sirai, secondo le direttive comunali relative agli orari e ai giorni di apertura;
- la gestione di laboratori per le scuole in accordo con la direzione scientifica;
- l’organizzazione di escursioni su itinerari archeologici, paleontologici e ambientali in accordo con la direzione scientifica.

La ditta appaltatrice ha inoltre facoltà di realizzare eventi e manifestazioni culturali nelle strutture del sistema museale a patto che non impediscano la visita agli spazi aperti al pubblico gestiti per conto del Comune.

Aspetti finanziari

L’importo dell’appalto per la gestione del sistema museale comprende le spese di fornitura, quelle per la retribuzione del personale e per quanto altro occorra ad assicurare gli interventi ed i servizi affidati alla ditta aggiudicatrice.
Le spese del sistema museale sono assicurate mediante diverse fonti di finanziamento:
- contributi regionali a valere sulla legge regionale 4/2000;
- risorse del bilancio comunale a valere sui Fondi finalizzati all’occupazione;
- quota d’investimento annuale del soggetto gestore del sistema.
La ditta aggiudicatrice dell’appalto per la gestione del sistema si impegna a investire, nell’ambito delle attività promozionali per il sistema, una somma non inferiore al 15% dell’importo a base d’asta al primo anno, al 20% e 30% rispettivamente al secondo e terzo anno.
Il capitolato d’appalto prevede anche alcuni premi economici al soggetto gestore, nel caso in cui si registri un sensibile aumento del numero di visitatori annuali per le strutture del sistema. Ad esempio, se nel primo anno di gestione il numero di visitatori complessivo sarà superiore alle 12.000 unità, la ditta avrà diritto ad un premio di 5000 euro da detrarre dalla citata somma di investimento annuale.

Il soggetto gestore ha inoltre diritto ai proventi:
- della bigliettazione delle strutture di competenza;
- delle visite guidate alle strutture di competenza;
- del punto ristoro del sistema museale;
- del bookshop del sistema museale.
Le spese di energia elettrica, consumo idrico, di manutenzione ordinaria e delle linee telefoniche sono a carico del gestore unico, mentre quelle per l’illuminazione del Parco di Villa Sulcis sono a carico del Comune.

Bibliografia

Tre miliardi in tre anni per il parco archeologico, «L’Unione Sarda» del 7 maggio 1999;
T. Sebis, Monte Sirai, «L’Unione Sarda» del 22 luglio 1999;
Alla Pispisa in gestione i due musei e Monte Sirai, «L’Unione Sarda» del 20 gennaio 2001;
G. Di Pasquale, Cambio della guardia anche a Sirai. Gestione dei musei, esce di scena la coop Pispisa, «La Nuova Sardegna» del 16 ottobre 2002;
M. Locci, Un viaggio nel passato attraverso il Martel di Carbonia, «L’Unione Sarda» del 23 luglio 2005;
Un consorzio per la gestione dei musei, «L’Unione Sarda» del 3 gennaio 2007;
M. Venturi, Novecentomila euro per gestire i musei, «L’Unione Sarda» del 12 dicembre 2007;
M. Venturi, Biglietto unico per visitare i siti culturali,«L’Unione Sarda» del 13 agosto 2008.

Scheda a cura di Cristina Borgioli, Maria Giuseppa Deligia

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