Fondazione Barumini Sistema Cultura

Sardegna, Provincia del Medio Campidano, Comune di Barumini attivo dal 07-12-2006
fondazione - sistema museale cittadino


La città di Barumini è nota per la presenza di una delle più importanti testimonianze della cultura nuragica sopravvissute: la reggia denominata Su Nuraxi.
È attorno a questo importante monumento che, nel corso degli anni, si sono sviluppati l’offerta culturale cittadina, i servizi museali e l’elaborazione di nuove forme di gestione per il patrimonio culturale.

Nel 2006 è stata istituita la Fondazione Barumini Sistema Cultura che realizza, per conto del Comune, una gestione di tipo sistemico delle strutture musealizzate di spettanza comunale. Barumini rappresenta il primo esempio in Sardegna di Fondazione nata dalla volontà di un Comune per gestire e valorizzare i beni culturali presenti nel proprio territorio.
Il sistema museale realizzato dalla Fondazione è attualmente formato da:
- il sito archeologico Su Nuraxi;
- il Polo Espositivo di Casa Zapata (2006);
- il Centro di promozione e comunicazione culturale Giovanni Lilliu (2008).

Il sito Su Nuraxi, il primo villaggio nuragico ad essere scavato con criteri scientifici negli anni Cinquanta dall’archeologo Giovanni Lilliu, costituisce il complesso megalitico più imponente e meglio conservato della Sardegna, collocato tra le regioni della Marmilla e del Sarcidano, ai piedi dell’altopiano basaltico della Giara di Gesturi. La fortezza, oggi interamente visitabile, è costituita da un torrione centrale, racchiuso da un bastione quadrilobato e da un’ulteriore struttura muraria con sette torri. Intorno al nuraghe si sviluppa un ampio villaggio di capanne, fra cui la cosiddetta ‘capanna delle riunioni’ e altri ambienti legati a specifiche attività domestiche o rituali.
Nel 1997 il sito, già sottoposto a vincolo archeologico e paesaggistico nei primi anni Cinquanta, è stato inserito nella Lista del patrimonio mondiale Unesco a seguito della candidatura presentata dal Comune e dalla competente Soprintendenza Archeologica per le Province di Cagliari e Oristano.
A seguito di una collaborazione con Federculture avviata al fine di individuare un opportuno soggetto giuridico gestionale per assicurare l’insieme dei servizi relativi a Su Nuraxi − garantendo quindi anche il rispetto delle prescrizioni Unesco − nel 2006 il Comune di Barumini ha riconosciuto nella creazione di una Fondazione la migliore soluzione per la gestione del proprio patrimonio culturale.

Gli interventi a valere sulla misura 2.1 del POR Sardegna 2000-2006 hanno permesso la realizzazione di due nuove strutture museali che hanno arricchito l’offerta culturale locale: il museo archeologico presso la cosiddetta Casa Zapata ed il Centro di promozione e comunicazione culturale intitolato a Giovanni Lilliu.
Nel dicembre 2006 l’Amministrazione comunale di Barumini ha provveduto dunque ad istituire la Fondazione Barumini Sistema Cultura e ad esternalizzare i servizi per i beni culturali di spettanza comunale, affidandoli al nuovo soggetto giuridico-gestionale.

Attraverso la Fondazione, il Comune di Barumini realizza una forma di gestione sistemica per le tre strutture: il sito archeologico Su Nuraxi, che costituisce come ovvio il bene attorno al quale ruota la restante offerta culturale cittadina, il Polo Espositivo di Casa Zapata (inaugurato luglio 2006), che conserva i reperti provenienti dall’area nuragica, e il Centro di comunicazione e promozione culturale Giovanni Lilliu (aperto nell’aprile 2008) che funge da punto di accoglienza e informazione per i visitatori giunti a Barumini.

Il Polo Espositivo di Casa Zapata è stato inaugurato il 29 luglio 2006 e si sviluppa all’interno di un complesso architettonico del centro storico, risalente alla seconda metà del XVI secolo: la dimora della famiglia di Don Azor Zapata, il nobile sardo d’origine iberica che acquistò la Signoria di Las Plassas, cui appartenne anche la città di Barumini. Durante i lavori di recupero della struttura, acquistata dal Comune alla fine degli anni Novanta per realizzare il museo archeologico cittadino anche grazie ai citati finanziamenti POR, vennero rinvenute sotto la pavimentazione originale le rovine del grande nuraghe Su Nuraxi ‘e Cresia, chiamato così per la sua vicinanza con la chiesa parrocchiale.
L’Amministrazione comunale si trovò pertanto di fronte alla necessità di adattare la struttura museale in fieri alle inaspettate esigenze di conservazione e fruibilità dell’importante ritrovamento archeologico. Per questo la soluzione museografica adottata ha cercato di rendere apprezzabile ai fruitori del Museo anche l’intera struttura del nuraghe: il percorso museale si snoda su una passerella metallica con parapetti in cristallo appesa a tiranti in acciaio, che collega i luoghi più significativi del complesso museale e permette di cogliere numerosi dettagli costruttivi del nuraghe da un punto di osservazione inconsueto, accattivante e fortemente didattico. In questo suggestivo ambiente è stata allestita la raccolta archeologica, composta dai reperti emersi durante gli scavi condotti nella reggia Su Nuraxi e nel sito di Su Nuraxi 'e Cresia.
Oltre alla sezione archeologica il Museo conserva una raccolta storico-documentaria e una di tipo etnografico. Nella prima, allestita all’interno di un grande caseggiato che fu in origine il deposito delle derrate alimentari di Casa Zapata, sono ospitati oggetti e soprattutto documenti che raccontano la storia della famiglia, del feudo di proprietà e del rapporto con la comunità locale. L’insieme dei documenti esposti proviene dall’Archivio Zapata (un fondo ricco di oltre trentamila carte), dall’Archivio comunale e da quello del locale Monte di Soccorso. L’esposizione comunica al pubblico, mediante il confronto tra le condizioni di vita della famiglia nobile e quelle del popolo le disparità sociali che nei secoli hanno caratterizzato la storia del territorio impedendone lo sviluppo.
La sezione etnografica è dedicata invece agli strumenti della vita quotidiana della comunità baruminese, fortemente legata all’attività agricola e pastorale. In questa piccola sezione è racchiusa la memoria della cultura popolare: gli utensili esposti sono collocati all’interno di una teoria di ‘lollas’, tipiche logge per il ricovero degli animali e degli alimenti, la costruzione delle quali è riconducibile ai grandi lavori di rifacimento novecenteschi − protrattisi fino agli anni Trenta ma mai ultimati − che hanno interessato Casa Zapata in occasione del matrimonio fra Don Lorenzo e Donna Concetta, ultimi eredi della famiglia.
Appartiene alla raccolta etnografica anche un’importante collezione di ‘launeddas’ − tipico e antichissimo strumento musicale sardo che ancora oggi è alla base della musica e del ballo popolare − donate al Museo di Barumini dal maestro suonatore Luigi Lai; tale collezione costituirà il nucleo fondante del futuro Museo Regionale delle Launeddas.

Il Centro di comunicazione e promozione culturale Giovanni Lilliu è stato aperto nell’aprile 2008 per rispondere a una duplice esigenza: accogliere in spazi idonei e con opportuni servizi i visitatori giunti a Barumini e sviluppare al contempo azioni di marketing territoriale e promozione (http://www.comune.barumini.ca.it).
Con l’apertura di questo Centro il Comune di Barumini ha voluto creare un luogo in cui si potessero coniugare servizi museali e di promozione turistica, proponendo approfondimenti e informazioni non solo per quanto concerne il patrimonio culturale ma anche per l’enogastronomia e le produzioni artigianali del comprensorio.
Il Centro, strategicamente collocato a metà strada tra l’area archeologica e il centro abitato di Barumini, costituisce una grande unità introduttiva sull’archeologia, la storia, il patrimonio naturale e le produzioni locali della cittadina di Barumini e dell’area geografica della Marmilla. Qui vengono ospitate esposizioni temporanee, convegni, spettacoli e laboratori didattici. Il complesso, infatti, comprende una sezione espositiva divisa per settori, in grado di accogliere più eventi contemporaneamente. In uno di questi settori è ospitata ad esempio Artigianarte, una mostra-mercato a carattere permanente organizzata e patrocinata dalla Provincia del Medio Campidano allo scopo di valorizzare appieno l’artigianato artistico dell’intero territorio provinciale.
All’interno del centro sono inoltre attivi: uno sportello turistico per il territorio provinciale, un bookshop e una caffetteria gestiti dalla Fondazione Barumini Sistema Cultura.
Il centro, che ospita anche gli uffici della Fondazione Barumini Sistema Cultura, costituisce in sintesi un elemento di raccordo tra il Sito Su Nuraxi e il borgo storico introducendo alla visita di quest’ultimo e dell’intero comprensorio.

Finalità e motivazioni

L’obiettivo del Comune consiste nella volontà di implementare e sviluppare il turismo sul territorio, migliorandone così le condizioni socio-economiche. Nella realizzazione di una gestione unica tra il sito Su Nuraxi e i due istituti museali cittadini si individua la volontà di indirizzare i visitatori richiamati dalla reggia nuragica verso le altre strutture musealizzate comunali.
Un soggetto unico è stato il principale strumento attraverso il quale si è immaginato di poter realizzare una gestione unitaria. L’adozione del soggetto giuridico della Fondazione è stata individuata dal Comune, in collaborazione con Federculture, come la soluzione più idonea a rispondere ai problemi di gestione per i musei comunali e l’area archeologica di Su Nuraxi, specialmente per quanto concerne l’adeguamento ai criteri imposti dall’iscrizione del sito nel patrimonio mondiale Unesco avvenuta nel 1997.

La principale finalità della Fondazione, così come dichiarato nel relativo Statuto, è quella di «tutelare, conservare, valorizzare e gestire» il patrimonio culturale del Comune di Barumini in modo da promuoverne la conoscenza e assicurarne le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica. L’adozione del soggetto giuridico della Fondazione è stata individuata dal Comune, in collaborazione con Federcultura, come la soluzione più idonea a rispondere ai problemi di gestione per i musei comunali e l’area archeologica di Su Nuraxi, specialmente per quanto concerne l’adeguamento ai criteri imposti dall’iscrizione del sito nel patrimonio mondiale Unesco avvenuta nel 1997.

Modalità di attuazione

L’esperienza sistemica realizzata dal Comune tramite la Fondazione Barumini Sistema Cultura si concretizza mediante:
- la costituzione di un unico soggetto gestore, individuato nel 2006 nella stessa Fondazione;
- nell’attivazione di un biglietto unico per le tre strutture coinvolte (sito archeologico Su Nuraxi, Museo Casa Zapata e Centro Giovanni Lilliu);
- nell’attività di promozione culturale e territoriale effettuata presso il centro di accoglienza.

In seguito alla scoperta del bene su un terreno di proprietà privata (1951), è stato posto il vincolo nel 1952 e l’area è divenuta demaniale nel 1972.
Negli anni Settanta fu prospettata la creazione di un museo comprensoriale atto a contenere i reperti provenienti da Su Nuraxi e da Genna Maria, un sito rinvenuto nel 1969 presso il vicino Comune di Villanovaforru, ma il progetto non si attuò (si veda scheda Consorzio turistico Sa Corona Arrùbia).
Durante gli anni Ottanta il sito Su Nuraxi fu reso fruibile dal lavoro di alcuni volontari, con l’attuazione di un solo servizio: l’accompagnamento alla visita per motivi di sicurezza.
Nei primi anni Novanta (1990-1994) l’area di Su Nuraxi fu soggetta ad una serie di interventi relativi al consolidamento del complesso archeologico e all’installazione di strutture atte ad agevolarne la fruizione, come illuminazione, scale e passerelle. Tali lavori furono eseguiti grazie alle risorse ordinarie della Soprintendenza alle quali si aggiunsero quelle relative al progetto sugli Itinerari del Mezzogiorno (direttrice Fenicio-cartaginese-nuragica) finanziati dalla Cassa del Mezzogiorno.
Alla fine degli anni Novanta il Comune di Barumini identificò come zona a inedificabilità totale il territorio adiacente al sito, mediante il proprio Piano Urbanistico.

All’inizio degli anni Novanta inoltre la Soprintendenza competente ha affidato la gestione del sito Su Nuraxi al Comune di Barumini, mediante una convenzione rinnovata da ultimo nel 2007.
Nel 1994 al termine dei suddetti lavori di restauro la società locale Ichnussa, dopo aver presentato un progetto alla Soprintendenza competente e in accordo col Comune, assunse la gestione dei servizi di Su Nuraxi per conto dell’ente locale: tali servizi consistevano essenzialmente nella visita guidata poiché, data la conformazione dell’area archeologica, per motivi di sicurezza fu necessario rendere obbligatorio l’accompagnamento dell’utenza.
Tra il 1994 e il 2002 si registra un crescente flusso di visitatori; in parallelo aumenta il numero del personale impiegato nella società locale Ichnussa e si istituisce nell’ex Convento dei Cappuccini (di proprietà comunale) un primo centro di accoglienza per i visitatori.

A seguito della presentazione da parte del Comune di Barumini della candidatura per il sito, nel 1997 Su Nuraxi è stato inserito nella World Heritage List dell’Unesco.

Oltre ad accrescere la visibilità della reggia nuragica di Barumini, il riconoscimento Unesco ha comportato la produzione e l’adozione di uno specifico Piano di gestione territoriale che coinvolge diversi livelli istituzionali. L’introduzione del Piano di gestione come strumento necessario per la salvaguardia e la promozione dei beni inseriti nella lista Unesco risale al 2002 ed è stata ratificata a livello nazionale nel 2006 con la legge n. 77 del 20 febbraio 2006 Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella 'lista del patrimonio mondiale'.
Nel marzo 2005 è stato quindi stipulato un protocollo d’intesa per la predisposizione del suddetto piano di gestione tra:
- il Ministero per i Beni e le Attività culturali attraverso la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna, la Soprintendenza per i beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano, la Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici e per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico per le province di Cagliari e Oristano;
- la Regione Sardegna attraverso il competente Assessorato;
- la Provincia di Cagliari;
- i Comuni di Barumini, Gesturi, Las Plassas, Tuili e Villanovafranca.
Nel 2007 il protocollo è stato esteso ad altri comuni del territorio (Genuri, Setzu, Genoni) e alla Provincia del Medio Campidano.
Il Piano di gestione, attualmente in elaborazione, dovrà essere concluso entro il dicembre 2009. La mancata produzione di questo documento «potrà determinare l'esclusione del sito dalla Lista del Patrimonio Universale dell'Unesco»; per questo motivo la Regione ha approvato nel 2009 un finanziamento di 300 mila euro da destinare al completamento di detto piano.

In occasione del POR Sardegna 2000-2006, il Comune di Barumini è stato inserito tra i beneficiari dei finanziamenti relativi al II Asse, misura 2.1 Itinerari di archeologia nuragica e prenuragica negli altipiani della Sardegna Centro-Occidentale, per i seguenti interventi: la realizzazione di un Centro servizi comunale, la creazione di un museo archeologico e il restauro della reggia Su Nuraxi.
Nel luglio del 2006 è stato così inaugurato il Polo Espositivo di Casa Zapata, realizzato appunto grazie ai finanziamenti POR, che ha arricchito l’offerta culturale del Comune di Barumini, dotando la cittadina di un museo archeologico fino ad allora inesistente.

Alla fine del 2006 il Comune ha costituito la Fondazione Barumini Sistema Cultura allo scopo di affidare a tale soggetto la gestione del sito Su Nuraxi e del nuovo istituto museale Casa Zapata; infatti nel mese di dicembre di quell’anno, con quattro successive delibere, l’Amministrazione ha provveduto a istituire la fondazione, esternalizzare i servizi dei beni di spettanza e affidarli al nuovo soggetto giuridico.
La decisione di creare una Fondazione per la gestione del patrimonio locale è nata grazie alla collaborazione con Federculture, cui il Comune di Barumini è associato. Tale collaborazione è stata avviata allo scopo di individuare il miglior strumento giuridico e gestionale atto ad espletare i compiti cui l’Amministrazione comunale è stata chiamata a seguito dell’inserimento nella lista Unesco dell’area archeologica.

Con la costituzione della Fondazione, il Comune ha esternalizzato e affidato a quest’ultima i servizi di biglietteria, custodia, manutenzione e accoglienza dell’area archeologica e del Museo di Casa Zapata.
Alla Fondazione sono stati inoltre trasferiti i finanziamenti regionali (a valere sulla legge regionale 4/2000) destinati, a partire dal 2002 e fino a quel momento, al Comune per il progetto di gestione dell’area archeologica.

Nell’aprile 2008 è stato aperto al pubblico il centro di promozione previsto dai citati interventi a valere sulla misura 2.1 del POR Sardegna 2000-2006: il Centro di comunicazione e di promozione del patrimonio culturale Giovanni Lilliu. Tale istituto ha lo scopo di accogliere i visitatori giunti a Barumini e contiene al proprio interno, oltre agli uffici amministrativi della Fondazione, un punto informativo, servizi di ristoro, bookshop ed uno spazio per esposizioni temporanee. Dopo pochi mesi è stata stipulata una convenzione tra Comune, Fondazione e Provincia al fine di creare una sezione dedicata all’artigianato tradizionale all’interno del centro, in modo che quest’ultimo costituisca anche una vetrina per le produzioni locali artigianali ed enogastronomiche.

La Fondazione Barumini Sistema Cultura è stata iscritta nel dicembre 2008 nel Registro regionale delle persone giuridiche.
Sebbene lo Statuto della Fondazione preveda l’adesione, come partecipanti sostenitori, di altri soggetti (enti pubblici e privati) che ne condividano gli obiettivi, attualmente l’unico partecipante al nuovo soggetto giuridico-gestionale è lo stesso Comune.
La Fondazione si configura pertanto come uno strumento di gestione del sistema museale cittadino, sostenuto finanziariamente anche con risorse pubbliche.

Strumenti di comunicazione e visibilità

La Fondazione dispone di un team che si occupa della promozione dei beni archeologici, storici e paesaggistici del territorio.
La Fondazione in particolare affida la propria visibilità a:
- materiale pubblicitario cartaceo (cartine, cartoline, brochures), reperibile presso le strutture museali e nei siti coinvolti;
- pubblicazione di due opuscoli illustrati: uno riguardante Su Nuraxi e l’altro relativo al Museo Casa Zapata;
- pagina web dedicata nel sito istituzionale del Comune;
- organizzazione di mostre, convegni, giornate di studio, manifestazioni ed eventi culturali.

Servizi offerti

La Fondazione gestisce i seguenti servizi:
- biglietto cumulativo;
- visita guidata (per motivi di sicurezza non è possibile accedere al sito senza accompagnamento);
- attività didattiche;
- bookshop;
- caffetteria;
- informazioni turistiche presso il Centro Giovanni Lilliu;
- sala convegni presso il Centro Giovanni Lilliu.

Aspetti gestionali

La Fondazione è un soggetto di diritto privato senza scopo di lucro, che dispone di autonomia statutaria e gestionale. Attualmente − malgrado sia prevista dallo Statuto la partecipazione di altri soggetti pubblici e privati − la Fondazione risulta a totale partecipazione comunale. Gli organi di amministrazione e gestione della Fondazione sono: il Presidente e il Vice Presidente, il Consiglio di Amministrazione, il Consiglio Generale d’Indirizzo, l’Assemblea Generale, il Segretario Generale, il Collegio dei Revisori dei Conti. Il Presidente è «di diritto» il Sindaco di Barumini o un suo delegato. Egli ha la rappresentanza legale della Fondazione, presiede il Consiglio di Amministrazione, il Consiglio Generale di Indirizzo e l’Assemblea Generale.
Il Consiglio di Amministrazione (formato dal Presidente della Fondazione e da due membri nominati dall’Assemblea generale) delibera in merito agli obiettivi e ai programmi della Fondazione, predispone i bilanci, dispone l’impiego dei fondi patrimoniali, indica i criteri per l’assunzione del personale, assume le decisioni per la stipula di contratti e convenzioni; ha inoltre facoltà di nominare i Comitati Scientifici per la consulenza e l’approfondimento di particolari tematiche rientranti negli interessi della Fondazione.
Il Consiglio Generale d’Indirizzo è l’organo preposto a fornire pareri e presentare proposte circa le attività, i programmi e gli obiettivi della Fondazione, verificandone successivamente i relativi risultati. Da Statuto compongono tale organo i rappresentanti dei diversi soggetti partecipanti alla Fondazione: in realtà, dato che l’unico partecipante alla Fondazione è attualmente il Comune di Barumini, il Consiglio generale è diretta espressione dell’ente locale.

L’Assemblea Generale, composta dal Presidente e dai rappresentanti di tutti i Partecipanti, formula pareri consultivi e proposte su attività, programmi e obiettivi della Fondazione.
Il Segretario Generale coordina le attività della Fondazione, mentre il Revisore dei Conti ha il compito di provvedere al riscontro della gestione finanziaria.

Attualmente la Fondazione impiega un personale formato da cinquanta operatori con diverse mansioni nel settore museale. Tra questi sono compresi anche gli ex dipendenti della società Ichnussa cui, dal 1994 fino alla nascita della Fondazione, è stata affidata la gestione del patrimonio culturale di spettanza comunale. All’interno della Fondazione sono pertanto confluite quattordici figure professionali già appartenenti alla società un tempo concessionaria della gestione comunale di Su Nuraxi, mentre gli altri impiegati sono stati assunti direttamente dalla Fondazione dal momento della sua costituzione.
Nello specifico, la gestione esercitata dalla Fondazione prevede, attraverso il personale sopra indicato, le attività di accoglienza, accompagnamento e servizio guida ai monumenti e al museo (anche in occasione di mostre), la manutenzione (compresa la pulizia delle strutture e delle aree archeologiche), la sorveglianza, la gestione dei servizi aggiuntivi (punti di ristoro, bookshop, info-point), l’organizzazione di eventi culturali come manifestazioni e convegni.

Aspetti finanziari

La Fondazione gode di autonomia statutaria e gestionale, disponendo di un Fondo di dotazione indisponibile e di un Fondo di gestione disponibile per la gestione di esercizio. Il Fondo di dotazione indisponibile è costituito dai beni immobili di proprietà della Fondazione o conferiti a questa ad uso permanente e dalle donazioni effettuate da privati. Il Fondo di gestione disponibile è dato dagli introiti delle attività svolte direttamente o indirettamente dalla Fondazione, dai beni mobili e immobili concessi a questa non in uso permanente, dai frutti dell’investimento patrimoniale, dall’iniziale conferimento di 25 mila euro effettuato dal Comune di Barumini come partecipante fondatore, dai contributi e dalle donazioni pubbliche e private espressamente destinate alle attività dell’esercizio.
Il Comune di Barumini trasferisce inoltre alla Fondazione le risorse derivanti dagli interventi economici regionali per gli enti locali finalizzati alla gestione del personale impiegato nei beni culturali ex art. 38 LR 4/2000. Fino all’istituzione della Fondazione infatti il personale impiegato nella gestione del sito archeologico Su Nuraxi, gestito dalla società Ichnussa in convenzione con il Comune, era pagato grazie ai cofinanziamenti regionali attribuiti all’Amministrazione comunale sulla base di quanto stabilito dalla LR 4/2000.
Dal 2006, ovvero dalla nascita della Fondazione, questi contributi regionali sono andati a coprire le spese relative alle figure professionali già appartenenti alla società e poi assunte dalla Fondazione (14 operatori) mentre per il rimanente personale impiegato nella gestione del patrimonio culturale di spettanza, la Fondazione provvede attraverso gli incassi derivanti dalle attività gestionali e dai servizi aggiuntivi come: bigliettazione, souvenir e prodotti locali venduti presso il Centro Giovanni Lilliu, proventi derivati dall’attività convegnistica o dall’affitto delle sale, entrate dei punti ristoro.
Per quanto concerne i proventi derivanti dalla bigliettazione (ingresso museo Casa Zapata, esposizioni temporanee del Centro Lilliu e sito Su Nuraxi) questi vengono incamerati direttamente dalla Fondazione che provvede però a versarne il 10% all’Amministrazione comunale.
La realizzazione del museo archeologico comunale sito presso il complesso denominato Casa Zapata e del centro di accoglienza e informazione intitolato a Giovanni Lilliu, gestiti congiuntamente dalla Fondazione Barumini Sistema Cultura, è stata condotta grazie ai finanziamenti pubblici a valere sulla misura 2.1 del II Asse del POR 2000-2006, mentre il consolidamento e la dotazione di strutture per la visita dell’area Su Nuraxi (1990-1994) sono stati finanziati dagli interventi della Cassa del Mezzogiorno relativi al progetto Itinerari nel Mezzogiorno, direttrice Fenicio-cartaginese-nuragica. Nel 2009 la Regione Autonoma della Sardegna, su richiesta della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano, ha previsto uno stanziamento di 300 mila euro da destinare al completamento del Piano di gestione territoriale da completare entro la fine di tale anno, pena l'eventuale decadenza del sito Su Nuraxi dalla lista del patrimonio mondiale Unesco.

Bibliografia

Fondazione Barumini Sistema Cultura, Casa Zapata. Il nuraghe museo, Barumini s.d.;
U. Badas, Musei di interesse comprensoriale: esperienze e proposte in Cultura e ambiente, Atti della prima conferenza regionale sui beni culturali e ambientali, Cagliari 1986;
Barumini, in «L’Unione Sarda» del 10 novembre 1999;
G. Marras, Il caso di Barumini in Giornata sulla gestione dei beni culturali in Sardegna, Atti del Convegno, Sassari 2002;
G. Lilliu, R. Zucca, Storia della scoperta, degli scavi e degli studi del nuraghe Su Nuraxi in Su Nuraxi di Barumini, Collana «Sardegna Archeologica», Sassari 2005;
T. Serra, Casa Zapata, un museo che poggia sulla storia, in «Siti», III, n. 4 ottobre/dicembre 2007, consultabile in http://www.sitiunesco.it.;
C. Fadda Il nuraghe in mano ai manager in «L’Unione Sarda» 31 gennaio 2007;
C. Fadda Unesco: Barumini è un modello in «L’Unione Sarda» 4 luglio 2008;
D. Moi, Fondazione Barumini Sistema cultura in «Siti» V n. 1, gennaio-marzo 2009.

Scheda a cura di Cristina Borgioli, Maria Giuseppa Deligia

Creative Commons License
Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.