Itinerari del Territorio Museo Alghero

Sardegna, Provincia di Sassari, Comune di Alghero attivo dal 22-01-2007
itinerario territoriale


Attualmente la principale forma sistemica per la gestione del patrimonio culturale di Alghero si ravvisa nel progetto Itinerari del Territorio Museo.
Con questa denominazione si indicano una serie di percorsi di visita alla città che integrano beni culturali e strutture musealizzate.
Gli itinerari tematici attuati sono otto:
- La Via Catalana: comprende i palazzi e i monumenti più rappresentativi del centro storico per i vari periodi (gotico, rinascimentale, barocco, neoclassico);
- La via delle torri: si sviluppa lungo il perimetro dell’antica cinta muraria con visita ai bastioni;
- Tra arte e storia: visita al centro storico, al Museo di arte sacra, al Centro di accoglienza e di informazione turistica e al Centro d’interpretazione della città, siti nella Torre di Porta a Terra;
- Tramonto dai tetti: percorso panoramico dalle terrazze delle torri e dal campanile della Cattedrale;
- Circuito generale di visita alla città: itinerario completo al centro storico con accesso alle strutture museali e ai monumenti;
- Itinerario archeologico naturalistico: visita ai siti archeologici inseriti nel progetto Territorio Museo nell’area del Golfo di Porto Conte;
- Itinerario didattico: visita didattica per le scuole ai monumenti, musei, torri, campanile e siti archeologici del progetto Territorio Museo;
- Itinerario generale: itinerario completo ai monumenti e ai musei del centro storico e alle aree archeologiche del progetto Territorio Museo.

Questi otto percorsi sono stati raggruppati, ai fini della promozione turistica, in tre gruppi tematici denominati Sale, per suggerire un’immagine della città di Alghero come un «museo a cielo aperto» o «un museo diffuso»:
1) Sala del centro storico: dedicata alla storia di Alghero, dalle sue origini genovesi alle successive dominazioni (catalana, sabauda), attraverso la visita alle emergenze architettoniche del centro storico e alle strutture musealizzate dedicate alla storia cittadina presenti nella Torre di Porta a Terra;
2) Sala dell’arte sacra: promuove la conoscenza delle testimonianze del culto cattolico attraverso la collezione del Museo di Arte sacra e la visita alle chiese cittadine, ma anche quelle degli scambi reciproci con altre popolazioni e culture del Mediterraneo avvenute nel corso dei secoli mediante un percorso dedicato all’architettura del centro storico;
3) Sala del Parco Archeologico: incentrata sulla storia delle antiche popolazioni sarde che viene narrata grazie alla visita alle aree archeologiche nuragiche, prenuragiche e fenicie: Villaggio Palmavera, Necropoli di Anghelu Ruju, Villaggio di Sant’Imbenia.

Le strutture musealizzate inserite nei percorsi tematici sono:
- Centro di accoglienza e di informazione turistica: ha lo scopo di introdurre il visitatore nel patrimonio culturale, storico e naturale della città e del suo territorio, mediante postazioni multimediali. Da qui partono i percorsi tematici degli Itinerari Territorio Museo.
- Centro d’interpretazione del Territorio Museo-Museo Multimediale: è il luogo in cui il visitatore può chiedere informazioni approfondite e ottenere indicazioni necessarie a sviluppare ricerche personali, acquisendo in questo modo la possibilità di compiere un itinerario della città secondo gli ambiti cronologici e tematici di maggior interesse. In origine tali Centri si trovavano in due diverse costruzioni: il primo a Torre di Porta a Terra e il secondo a Torre di San Giovanni; dato il carattere complementare di questi due Centri però, è stato deciso di riunirli in uno stesso luogo, e precisamente nei due piani in cui si suddivide la Torre di Porta a Terra, entrata principale dell’antica città-fortezza.
- Il Museo di Arte Sacra è ubicato nell’ex chiesa del Rosario e conserva il tesoro liturgico della Cattedrale di Alghero e delle chiese storiche della città. Il Museo è di proprietà della Diocesi che, attraverso un accordo, partecipa al Progetto Territorio Museo dal 1999.
- Il Complesso nuragico di Palmavera è un villaggio nuragico edificato in varie fasi a partire dal XV secolo a.C.
- La necropoli di Anghelu Ruju di origine prenuragica (Neolitico finale) è costituita da trentotto Domus de janas scavate nell’arenaria.
- Il villaggio di Sant’Imbenia è un complesso costituito da un nuraghe (Bronzo Medio) e da un villaggio di capanne (Età del Ferro).

Il sistema di itinerari algherese nasce grazie alla partecipazione del Comune ad una serie di programmi di finanziamento comunitari e regionali:
- il programma comunitario Terra (1996-1999) finanziato con fondi FESR;
- il PIT SS2 – Dalla Costa del Corallo al Logudoro Mejlogu (2001-2003);
- il progetto Città Regie nell’ambito del POR Sardegna 2000-2006 (2002).

A partire dal 2003 il Comune ha iniziato a progettare la realizzazione di un Sistema Museale Integrato che si configura come l’ampliamento e il perfezionamento dell’attuale Territorio Museo e che dovrà comprendere anche alcune nuove strutture museali come il Museo del Corallo e il Museo archeologico civico.

Finalità e motivazioni

Il proposito dell’Amministrazione comunale è stato quello di organizzare il patrimonio culturale cittadino in una sorta di «museo diffuso» del centro storico e delle aree archeologiche della costa.
L’obiettivo di Territorio Museo Alghero è quello di promuovere il patrimonio storico artistico e archeologico, nonché le emergenze architettoniche e monumentali del territorio del Comune di Alghero in modo da riuscire a creare un’offerta turistica complementare a quella balneare già presente nell’area, contribuendo così ad uno sviluppo sostenibile per l’economia locale.

Modalità di attuazione

Il sistema museale di Alghero si sviluppa nel corso di quasi un decennio, a partire dalla partecipazione del Comune, nella seconda metà degli anni Novanta, a un programma europeo di cooperazione.
Nell’aprile del 1996 la Comunità europea aveva bandito un concorso per la realizzazione di consorzi tra enti regionali o locali, finalizzati alla realizzazione di progetti pilota in «materia di assetto del territorio», nell’ambito del Programma Terra finanziato da fondi FESR. L’obiettivo era quello di creare azioni di sviluppo sostenibile mediante reti di cooperazione tra enti di Paesi dell’Unione Europea aventi comuni caratteristiche geografiche e morfologiche. Il Comune di Alghero partecipò come responsabile al progetto denominato Terra Incognita: un progetto pilota di inserimento del patrimonio nelle strategie di assetto del territorio.
Gli enti partecipanti firmarono il protocollo il 29 novembre 1997, poi ratificato dal Comune di Alghero il 18 febbraio 1998, dopo l’ottenimento del finanziamento comunitario per il triennio 1997-1999 relativo al progetto.
Il progetto Terra Incognita prevedeva l’attuazione di una strategia di sviluppo locale basata sulla promozione del patrimonio culturale materiale ed immateriale (quindi anche le tradizioni e la lingua) per implementare il turismo.
Nel caso di Alghero l’obiettivo era valorizzare il centro storico e aumentare il numero di musei e centri culturali aperti al pubblico al fine di prolungare la stagione turistica anche nei mesi invernali ed incentivare un’offerta complementare a quella balneare. Attraverso i fondi europei, Alghero progettò la costituzione di una «rete» o «museo diffuso», denominato Territorio Museo, capace di coinvolgere le emergenze culturali del proprio territorio attraverso due diverse azioni:
- l’apertura di nuovi musei e strutture culturali;
- la predisposizione di itinerari tematici che comprendessero, valorizzandole, le suddette strutture e le emergenze architettoniche storiche algheresi: la via Catalana, la via Sacra, la via delle Torri.

Nel 1995, il Comune di Alghero aveva già firmato un accordo con la Soprintendenza ai beni archeologici per le Province di Sassari e Nuoro con la quale quest’ultima affidava all’Ente locale la gestione delle aree archeologiche demaniali site nel territorio comunale.
In questo modo quindi il Comune aveva già assunto la gestione delle seguenti aree archeologiche:
- la Necropoli di Anghelu Ruju;
- il villaggio nuragico di Palmavera;
- il villaggio nuragico di Sant’Imbenia.

Nel 1999 il Comune firmò una convenzione della durata di nove anni con la Diocesi di Alghero-Bosa, per inserire il Museo diocesano d’arte sacra di Alghero all’interno del progetto Terra Incognita.
Grazie a questo accordo il Museo veniva inserito nell’itinerario denominato La via Sacra e il Comune si faceva carico del nuovo allestimento museale e della realizzazione di uno spazio multimediale all’interno dell’istituto. La Diocesi a sua volta si faceva carico della fruibilità del Museo, garantendone l’apertura in determinati orari, contribuiva al suo adeguamento strutturale e collaborava alla realizzazione dell’itinerario tematico. Nel luglio 2000 il Museo Diocesano presso l’antica chiesa del Rosario venne aperto al pubblico.

Nel febbraio 2000 il Comune aveva bandito un «concorso di Idee volto alla gestione dei siti culturali del territorio del Comune di Alghero» con la collaborazione della Società per l’Imprenditorialità Giovanile spa.

Con la partecipazione al progetto europeo il Comune di Alghero aveva realizzato due nuove strutture, inaugurate nell’aprile 2001: il Centro di Accoglienza presso la Torre di Porta Terra e il Centro di interpretazione ubicato nella Torre di San Giovanni. A queste strutture si aggiungevano poi tre itinerari tematici, che proponevano una lettura della storia algherese dal punto di vista dell’architettura civile (La via Catalana), religiosa (La via Sacra) e militare (La via delle Torri).

Una volta inaugurate le nuove strutture, nel 2001 il Comune procedeva all’affidamento della gestione dei due Centri culturali e degli Itinerari tematici alla cooperativa locale Itinera. La gestione del Museo diocesano era assunta dalla stessa Diocesi, la quale nel 2000 aveva provveduto a incaricare a tal proposito la cooperativa Mosaico.
Nel 2001 l’Amministrazione comunale indisse un altro bando di gara, questa volta relativo all’assegnamento della gestione delle aree archeologiche della Soprintendenza: l’appalto fu vinto da un’associazione temporanea di imprese (ATI) tra le cooperative Silt come capogruppo e Itinera. La concreta gestione delle aree archeologiche si avvia di fatto nel 2001 con l’appalto alla ATI.

Tra le azioni previste dal progetto europeo Terra Incognita vi era stato poi quello di creare un marchio o logo unico per tutte le città aderenti, che viene riconosciuto e inserito nel registro comunitario nel 2001.

Nel corso degli anni Duemila, il Comune di Alghero ha continuato a impegnarsi nella ricerca costante di finanziamenti pubblici (PIT, POR, LR 4/2000) che sono stati utilizzati per il recupero del centro storico e la creazione di nuovi musei e centri culturali.

Il Comune di Alghero ha partecipato come capofila al Progetto Integrato Territoriale denominato SS2 – Dalla Costa del Corallo al Logudoro Mejlogu. Il Progetto mirava allo sviluppo turistico dell’area interessata, utilizzando l’attrattore del turismo balneare come «leva» e promuovendo il patrimonio culturale e le produzioni agroalimentari locali.
Per la città di Alghero le azioni del PIT, avviate nel 2003, hanno permesso:
- il restauro delle antiche mura e dei bastioni;
- il restauro dell’ex carcere di San Michele destinato successivamente a sede del Museo della Città (il costituendo museo civico);
- il completamento dell’allestimento del Museo del Corallo.

Nel 2002 il Comune fu ammesso anche ai finanziamenti sui fondi POR Sardegna 2000-2006, a valere sulle misure 2.1 (Archeologia, percorsi religioso e museali, recupero di centri storici abbandonati a fini culturali e turistici) e 4.5 (Potenziamento e qualificazione dell’industria turistica in Sardegna) nell’ambito del progetto denominato Città Regie. In particolare ad Alghero il progetto Città Regie permise il restauro delle Torri di Sulis e di San Giacomo e del Palazzo Serra.

Nel 2003 l’Amministrazione comunale elaborò tre progetti per il servizio civile nazionale che avevano ad oggetto la valorizzazione del patrimonio culturale algherese. Da allora il Comune crea progetti simili a scadenza annuale che rendono possibile l’impiego di volontari del servizio civile nazionale nelle strutture culturali cittadine realizzate grazie al progetto Territorio Museo.
Ancora nel 2003 il progetto comunale degli itinerari tematici nel centro storico di Alghero, inizialmente organizzati su tre assi (La via sacra, La via catalana, La via delle torri), ricevette i contributi regionali a valere sulla LR 4/2000 per la loro gestione.
Quando nel 2004 il Comune provvede a indire la gara per l’affidamento della gestione del progetto Itinerari del Territorio Museo, i percorsi cittadini sono aumentati, poiché sono aggiunti a quelli denominati La via catalana, La via delle Torri, Tramonto dai tetti (coincidenti con gli omonimi e precedenti itinerari):
- Tra arte e storia, che comprende centro storico e musei;
- Circuito generale di visita della città;
- Itinerario nel Parco archeologico che comprende la visita alle necropoli e alle fortezze nuragiche;
- Itinerario didattico ovvero la visita didattica a tutte le strutture del progetto Territorio Museo.

La gara pubblica del 2004 per la gestione degli itinerari andò però deserta e pertanto il Comune ritenne opportuno procedere all’affidamento mediante trattativa privata. In accordo col Comune si costituì un’associazione temporanea di impresa (ATI denominata SMUOVI) formata dalle cooperative attive nella gestione dei beni culturali afferenti al progetto Territorio Museo (ovvero Itinera, Mosaico e Silt). Tale ATI attraverso una convenzione stilata nel 2007 gestisce l’insieme degli itinerari.

Rispetto alla situazione della fine degli anni Novanta, alla metà del decennio successivo l’Amministrazione comunale si trova a gestire un complesso culturale più ampio: vengono aggiunte al patrimonio cittadino le strutture recuperate grazie ai finanziamenti POR per il progetto Città Regie e alla partecipazione al PIT denominato SS2 – Dalla Costa del Corallo al Logudoro Mejlogu, gli itinerari tematici dati in gestione attraverso la Legge Regionale 4/2000. Pertanto il Comune in questi anni comincia a progettare la creazione di una forma sistemica all’interno della quale organizzare il patrimonio, partendo dalla precedente esperienza del Territorio Museo.

Alla fine del 2004, tra i Progetti esemplari illustrati nel Rapporto annuale di Esecuzione del POR Sardegna 2000-2006 fu incluso quello del Comune di Alghero denominato Dal Territorio Museo al
Sistema museale integrato: il patrimonio culturale nelle strategie di Pianificazione del territorio di Alghero. Si trattava di un progetto con cui il Comune intendeva sviluppare e perfezionare Territorio Museo, avviato nel 1996.

Nel 2005 le attività del Comune per il patrimonio culturale approdano alla formale elaborazione di un Sistema museale integrato cittadino. Nel Sistema sono inseriti tutti i beni e gli itinerari già contemplati nel progetto Territorio Museo, cui si aggiungono ora le strutture recuperate con le citate azioni POR e PIT:
1. il Palazzo Serra;
2. la Torre Sulis;
3. la Torre San Giacomo;
4. il Museo Civico Archeologico-Museo della città;
5. il Museo del corallo.

Il progetto citato vinse nel 2005 il Premio Cultura di Gestione Federculture per aver «inserito il patrimonio culturale al centro delle strategie di sviluppo socio-economico del territorio».

Nel novembre dell’anno successivo l’Amministrazione comunale di Alghero avviò una collaborazione con Federculture per l’individuazione di una forma di gestione per il costituendo sistema museale integrato cittadino. Federculture suggeriva l’individuazione di un soggetto unico per la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale algherese e per l’attuazione delle strategie di sviluppo comunali. Nel 2007 il Comune affida quindi all’ATI SMUOVI la gestione degli itinerari tematici. Quest’ultima istituisce un biglietto unico e personalizzabile che consente la visita guidata a uno o più itinerari.

In questa azione si riconosce attualmente la prima forma di attività sistemica realizzata ad Alghero mentre il progetto di Sistema museale integrato nel suo complesso non risulta ancora avviato. A tal proposito dobbiamo inoltre segnalare che i musei che partecipano al progetto di sistema museale integrato non sono ancora aperti al pubblico e che ciò ha probabilmente frenato la concreta attuazione del progetto sistemico.

Strumenti di comunicazione e visibilità

Per il progetto Territorio Museo:
logo unico, CD rom, materiale informativo cartaceo, pagina dedicata nel sito istituzionale del Comune di Alghero (attiva sino al 2008).

Per gli Itinerari del Territorio Museo il soggetto gestore SMUOVI ha realizzato:
brochures, logo SMUOVI con claim «Il miglior souvenir di Alghero è… Alghero», sito internet (in costruzione); collaborazione con Consorzio Riviera del Corallo per includere gli itinerari tematici all’interno dei pacchetti turistici proposti dagli operatori di settore e dalle strutture ricettive: tale iniziativa ha prodotto per adesso la diffusione di calendari multilingua delle visite guidate agli itinerari presso gli hotel.

Servizi offerti

Nell’ambito degli Itinerari del Territorio Museo il gestore unico SMUOVI realizza i seguenti servizi:
- visite guidate multilingua agli itinerari e alle strutture culturali inserite (musei, centri culturali, siti archeologici);
- noleggio di audio guide mp3 per gli itinerari;
- didattica: attività ludico formative e laboratoriali sulla cultura, la storia ed i luoghi di Alghero (Progetto Ludus in fabula) indirizzate alle diverse fasce di età scolare;
- biglietto unico personalizzabile che permette le scelta tra più opzioni: la visita guidata a uno o più itinerari (comprensiva delle strutture musealizzate inserite nei circuiti); la visita guidata alle sole strutture musealizzate afferenti al progetto Territorio Museo, con l’opzione di aggiungere un singolo ingresso o un ‘pacchetto’ di visita a 2 o 4 di tali strutture;
- bookshop presso il Centro di accoglienza e di informazione turistica di Torre di Porta Terra che costituisce il punto di partenza per i vari itinerari.

Tali percorsi sono gestiti dal 2007 da un unico soggetto (ATI SMUOVI) che ha attivato una bigliettazione congiunta che permette al fruitore più opzioni di visita.
Il biglietto congiunto per gli Itinerari dà diritto ad una serie di opzioni:
- la visita a uno o più itinerari;
- l’ingresso a una struttura musealizzata o a un pacchetto di visita (card) che comprende l’ingresso a 2 o a 4 di dette strutture;
- la visita con guida o audioguida.

I servizi relativi a ciascuna delle strutture inserite negli itinerari (musei, centri di accoglienza, aree archeologiche) sono invece garantiti dai rispettivi soggetti gestori che sono poi le singole cooperative che compongono l’Associazione Temporanea di Imprese SMUOVI che si occupa degli itinerari. Questi servizi pertanto non sono erogati all’interno dell’aggregazione sistemica Territorio Museo:
- Museo di arte sacra (cooperativa Mosaico): visite guidate, organizzazione di mostre ed eventi, didattica, bookshop.
- Centro di accoglienza e informazione turistica di Torre di Porta Terra (cooperativa Itinera): visite guidate al Centro, bookshop, didattica, organizzazione mostre ed eventi, affitto locali per manifestazioni.
- Aree archeologiche (cooperativa Silt): visite guidate, didattica, bookshop, caffetteria.

Aspetti gestionali

Gli itinerari tematici di Territorio Museo sono stati affidati in gestione dal Comune di Alghero nel 2007 ad un’Associazione Temporanea di Imprese denominata SMUOVI, appositamente costituita dalle tre cooperative (Itinera come capofila, Silt e Mosaico) che si occupano delle strutture musealizzate inserite negli itinerari.
L’affidamento degli itinerari è avvenuto tramite convenzione, dopo che il bando di gara pubblica emesso dal Comune nel 2004 era andato deserto.
La gestione degli itinerari, attivata grazie ai finanziamenti a valere sulla LR 4/2000, prevede anche il servizio di promozione e accoglienza in occasione delle inaugurazioni di eventi espositivi organizzati dall’Amministrazione locale oltre ai servizi di biglietteria e visite guidate agli itinerari.

Le strutture musealizzate inserite nei percorsi guidati degli itinerari tematici sono invece affidate dai rispettivi soggetti proprietari (Soprintendenza, Comune e Diocesi) a gestori diversi.

Il Museo di arte sacra di proprietà della Diocesi di Alghero-Bosa è affidato alla cooperativa Mosaico tramite Convenzione del 2000. Al gestore compete l’amministrazione del Museo (vigilanza, custodia, pulizia, manutenzione), i servizi aggiuntivi e le spese per il personale e per la gestione del Museo. Le attività museali sono formulate in accordo tra cooperativa e Diocesi.

La gestione delle aree archeologiche (Villaggio nuragico di Palamavera, Necropoli di Anghelu Ruju, sito di Sant’Imbenia) è stata affidata nel 1995 tramite convenzione dalla Soprintendenza Archeologica per le Province di Sassari e Nuoro al Comune di Alghero, al fine di provvedere alla guardiania, all’accoglienza, alla manutenzione ordinaria, all’accompagnamento e all’informazione turistico-culturale per tali siti, al tempo incustoditi e oggetto di frequenti danneggiamenti. Solo l’area di Palmavera al momento dell’accordo era gestita per conto della Soprintendenza dalla cooperativa Silt.

Nel 2001 il Comune tramite bando di gara affida a sua volta la gestione delle aree archeologiche ad una ATI formata da due cooperative: Itinera e Silt; la cooperativa Itinera conferisce alla Silt tutti i più ampi poteri di mandato affinché quest’ultima compia l’insieme delle attività stabilite dal contratto di gestione per i siti archeologici. La Silt gestisce i servizi delle aree archeologiche: accompagnamento guidato, manutenzione e salvaguardia. Attualmente i siti visitabili sono quelli di Palamavera e Anghelu Ruju, mentre l’area di Sant’Imbenia è visitabile solo su appuntamento con la Soprintendenza.

Il Centro di accoglienza e informazione e il Centro di Interpretazione della città allestiti presso la Torre di Porta Terra, sono affidati dal Comune in gestione tramite gara d’appalto alla Cooperativa Itinera che si occupa della manutenzione, dell’accompagnamento guidato, dei servizi di pulizia, segreteria, biglietteria e bookshop.

Aspetti finanziari

Gli itinerari tematici di Territorio Museo, che costituiscono attualmente l’unica forma di tipo sistemico per la gestione del patrimonio culturale di Alghero, sono stati realizzati nel corso di circa un decennio grazie alla capacità del Comune di intercettare finanziamenti pubblici utilizzati poi per il recupero del centro storico e per la rifunzionalizzazione dei relativi edifici a fini museali. A tale proposito ricordiamo la partecipazione del Comune di Alghero come capofila al programma comunitario Terra (1996-1999) finanziato con fondi FESR, al PIT SS2 – Dalla Costa del Corallo al Logudoro Mejlogu (2001-2003) e al progetto Città Regie nell’ambito del POR Sardegna 2000-2006 (2002).

La gestione degli itinerari del Territorio Museo è assicurata grazie ai finanziamenti regionali a valere sulla LR 4/2000 e successive proroghe per la gestione del patrimonio culturale di enti locali, previa presentazione di programmi triennali. La legge regionale e i relativi indirizzi di attuazione prevedono un cofinanziamento pari all’80% del totale delle spese di gestione (esclusi i servizi aggiuntivi) per il primo anno, 70% e 60% per la seconda e terza annualità.
Nel caso degli itinerari del Territorio Museo è il gestore (ATI SMUOVI) a coprire finanziariamente la quota annuale non assicurata dai contributi regionali. Il soggetto gestore provvede a tali spese con gli introiti della bigliettazione: nel caso in cui però tali guadagni non siano sufficienti, sono le stesse cooperative associate dell’ATI a fornire i fondi necessari. Il Comune da parte sua garantisce con propri fondi di bilancio le spese di promozione e valorizzazione per gli itinerari.
Per quanto riguarda la gestione economica delle strutture musealizzate inserite negli itinerari, si registrano alcuni dati di ‘anomalia’ nel panorama isolano. Ci si riferisce in particolare al contributo annuo che, stando a quanto previsto dai singoli contratti di gestione, le cooperative devono versare al Comune per le strutture di spettanza. Ad esempio la cooperativa Itinera, che gestisce i Centri di Torre Porta Terra versa annualmente al Comune proprietario della struttura la somma di € 2.582,28 mentre la ATI Silt-Itinera per le aree archeologiche versa a detto Ente € 4.648,11 il quale provvede a trasferirlo alla Soprintendenza secondo quanto stabilito dal relativo accordo.
La Cooperativa Mosaico, pur non pagando un canone al Comune, deve garantire alla Diocesi la propria collaborazione annuale alle spese per il restauro di opere e per la promozione di attività connesse alla gestione del patrimonio storico-artistico diocesano.

Bibliografia

- M. Mirò Alaix, S. Masia, Terra Incognita. La gestione creativa del patrimonio culturale, Alghero, maggio 2002;
- C. Fiori, Ecco i tesori della Chiesa, «L’Unione Sarda», 3 luglio 2000;
- C. Fiori, Turismo culturale, rivoluzione d’aprile, «L’Unione Sarda», 1 marzo 2001;
- C. Fiori, I nuovi baluardi del turismo, «L’Unione Sarda», 8 aprile 2001.

Scheda a cura di Cristina Borgioli, Maria Giuseppa Deligia

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