Sistema Museale Comunale Sa domu de is Ainas

Sardegna, Provincia di Cagliari, Comune di Armungia attivo dal 2002
sistema museale comunale


Il sistema museale Sa domu de is Ainas è stato istituito dal Comune di Armungia.
Sa domu de is Ainas si configura come un percorso guidato ai musei e al centro storico cittadino, ove le strutture sono dislocate, e si avvale della bigliettazione unitaria e della disponibilità di visite guidate alle strutture afferenti al sistema. Tale percorso comprende il Museo etnografico Sa domu de is Ainas, traducibile letteralmente con «la casa degli attrezzi», la cosiddetta Bottega del Fabbro e il Nuraghe Armungia, sito nelle immediate vicinanze del Museo etnografico. Le prime due strutture sono di proprietà comunale, mentre la competenza del Nuraghe spetta alla Soprintendenza Archeologica per le Province di Cagliari e Oristano.

Il Centro del circuito museale armungese è costituito dal Museo Sa domu de is Ainas dove sono attivi i servizi di biglietteria e bookshop per l’intero sistema e da cui partono le visite guidate alle altre presenze culturali cittadine. Questo Museo fu inaugurato il 4 dicembre 1982, in occasione dell’anniversario della nascita di Emilio Lussu, che ad Armungia ebbe i propri natali, e rappresenta l’istituto museale più ‘antico’ del paese. Tale Museo si deve all’iniziativa di alcune donne armungesi le quali, all’inizio degli anni Ottanta, raccolsero un insieme di attestazioni materiali della cultura contadina per preservare la memoria locale.
Attualmente il Museo è organizzato in sei sale tematiche:
- Sala dei lavori delle donne;
- Sala dell’agricoltura;
- Sala dell’artigianato del ferro;
- Sala del territorio, dell’abitato, delle risorse del bosco e della pastorizia;
- Sala Lussu (fotografie, documenti e altre testimonianze sulla vita del politico e scrittore armungese fondatore nel 1919 del Partito Sardo d’Azione);
- Sala delle immagini e dei suoni (filmati e registrazioni audio che ricostruiscono alcuni momenti di vita quotidiana della comunità).

Un’altra struttura appartenente al sistema a carattere etno-antropologico è la cosiddetta Bottega del fabbro, aperta al pubblico nel 2000: si tratta della musealizzazione degli ambienti dell’antica officina del fabbro di paese attiva a partire dal 1928.

Il percorso di visita guidata realizzato dal sistema museale armungese comprende infine il Nuraghe Armungia, uno dei pochi esemplari di questa tipologia di monumento conservatosi all’interno di un tessuto urbano.
L’offerta culturale proposta dal sistema dimostra l’intenzione del Comune di creare una concreta possibilità di sviluppo turistico da un lato, e dall’altro di tramandare quelle tradizioni locali che rischiano di essere dimenticate. Negli ultimi anni, per raggiungere tali obiettivi, il Comune ha intercettato risorse pubbliche al fine di implementare l’offerta proposta dal percorso cittadino. Grazie a tali risorse è stato possibile realizzare nuove strutture che, una volta aperte, saranno inserite nel circuito armungese:
- il recupero della Casa del Segretario, che ospiterà un museo dedicato alla figura di Emilio e Joyce Lussu;
- il recupero delle cosiddette case minime, una serie di piccole abitazioni tipiche che saranno destinate a ospitare i laboratori didattici dedicati all’attività di panificazione tradizionale.

Finalità e motivazioni

L’Ente locale ha attivato la gestione congiunta dei musei di spettanza comunale, denominata Sistema museale Sa domu de is Ainas, con la finalità di accedere ai finanziamenti previsti dall’articolo 38 della legge regionale 4/2000. Le direttive istruttorie della norma prevedono, infatti, contributi agli enti locali che elaborino progetti di gestione triennali per il proprio patrimonio culturale e individuano, tra i criteri di priorità per l’assegnazione dei finanziamenti, la realizzazione di gestioni integrate. Dunque la concessione dei finanziamenti è fortemente vincolata all’integrazione della gestione.
L’obiettivo culturale del sistema attuato dal Comune di Armungia è inoltre riconoscibile nella volontà di creare una sorta di «museo diffuso» per recuperare e promuovere la conoscenza delle tradizioni locali, anche nell’ottica di sviluppare un’offerta turistica per l’economia cittadina.
In sintesi si individuano quindi due finalità:
1) conseguire finanziamenti aggiuntivi da destinare alla gestione del patrimonio culturale;
2) sviluppare nella forma del «museo diffuso» l’offerta culturale.

Modalità di attuazione

Nel 2000 il Comune presentò alla Regione un progetto di gestione integrata per i propri musei per conseguire risorse aggiuntive di provenienza regionale in occasione del bando di finanziamento a valere sulla legge regionale 4/2000. Il progetto fu giudicato meritevole di ottenere i finanziamenti regionali.
In seguito, dal 2002 si avvia la concreta messa a sistema di dette realtà: l’Amministrazione comunale ha provveduto ad affidarne la gestione ad un unico soggetto tramite appalto e a realizzare la bigliettazione congiunta.

Il Museo Sa domu de is Ainas, inaugurato il 4 dicembre 1982, si è costituito grazie all’iniziativa di un gruppo di volontari della comunità locale.
La raccolta etnografica di Armungia si compose inizialmente di utensili e strumenti relativi al lavoro agricolo e pastorale, di oggetti propri della dimensione domestica e di elementi dell’arredo scolastico. Un primo inventario di questi oggetti venne realizzato dagli stessi volontari.

La sede del Museo Sa domu de is Ainas fu individuata negli ambienti dell’ex Municipio di Armungia.
Nel 1987, il Comune affidò alla cooperativa Curatoria Bonurzuli la gestione del Museo.
Il nuovo percorso espositivo per il Museo fu completato dopo circa un decennio e contemporaneamente, alla fine degli anni Novanta, fu terminato anche l’allestimento di un’altra struttura di proprietà comunale, anch’essa dedicata all’etnografia armungese: la Bottega del fabbro. A partire dalla seconda metà degli anni Novanta anche l’ISRE (Istituto Superiore Regionale Etnografico) partecipò al progetto di riallestimento del Museo etnografico con il compito di suggerire agli operatori le modalità più efficaci per la pulizia, la conservazione e il restauro degli oggetti raccolti.
Nel 2000 fu così inaugurato il nuovo allestimento del Museo etnografico e, in un secondo momento, fu aperta al pubblico la Bottega del fabbro. La gestione di entrambe le strutture fu inizialmente affidata ad alcuni volontari.
Il patrimonio culturale armungese di competenza comunale conta anche il Nuraghe sito al centro dell’antico nucleo abitato della cittadina. Tale monumento sorge su un terreno di proprietà comunale e, sebbene non esista una formale convenzione con la Soprintendenza competente, i servizi inerenti la visita sono da tempo garantiti dallo stesso Comune. Dall’inizio degli anni Duemila, il Comune si trovò a gestire tre strutture culturali aperte alla visita: i due musei etnografici ed il Nuraghe.

Ad Armungia l’avvio di una gestione congiunta del patrimonio museale comunale è determinato dal conseguimento di finanziamenti regionali a valere sull’articolo 38 della legge regionale 4/2000.
A fronte dell’attribuzione di risorse pubbliche le direttive della legge regionale 4/2000 impongono la progettazione triennale, l’affidamento della gestione a personale qualificato e l’attivazione della bigliettazione integrata.

Nell’ottobre 2001 il progetto «sistema museale comunale» di Armungia fu ammesso ai finanziamenti regionali.

Nel 2002 il Comune decise di:
1. affidare la gestione delle strutture che compongono il sistema ad un unico soggetto;
2. attivare una bigliettazione congiunta per le tre strutture.
Il bando relativo all’appalto per l’affidamento della gestione del sistema comunale fu vinto da una cooperativa di Cagliari (Agorà Sardegna) che, dal 2002, si occupa della manutenzione e dei servizi per i musei e il Nuraghe. Malgrado non esista un atto formale, i servizi per la visita al Nuraghe sono forniti dal Comune in accordo con la Soprintendenza, anche in virtù del fatto che il monumento insiste su un’area di proprietà.

Nel centro di Armungia, oltre ai citati beni, sono presenti altre due strutture di interesse culturale appartenenti però non ad enti pubblici: la chiesa intitolata alla Beata Vergine Maria e la casa natale di Emilio Lussu, di proprietà degli eredi.
Tra il 2002 ed il 2004 il gestore dei servizi ha organizzato anche alcune visite guidate presso queste strutture.
Dal 2004 tali strutture sono uscite dal percorso guidato del sistema.
Nel 2004 il Comune di Armungia presenta un nuovo progetto di gestione per il sistema museale allo scopo di partecipare ai finanziamenti regionali ex lege 4/2000 per il triennio 2006-2008 escludendo la chiesa e la casa natale Lussu.

Nel 2004, attraverso la partecipazione della Comunità montana XXI - Sarrabus Gerrei al bando per la selezione di progetti da finanziare mediante gli interventi previsti dalla misura 2.1 del II Asse Por Sardegna 2000-2006 (“Archeologia, percorsi religiosi e museali, recupero di centri storici abbandonati a fini culturali e turistici”), il Comune di Armungia ha avuto accesso a un finanziamento pubblico per il recupero del centro storico e l’ampliamento del sistema museale.
Grazie a questi contributi sono stati realizzati interventi di restauro sul patrimonio architettonico cittadino:
- il ripristino della Casa del Segretario, edificio destinato a fungere da nuova sede museale per la collezione dedicata alla figura di Emilio Lussu, già conservata presso il Museo etnografico;
- il recupero di alcune case rurali (dette case minime) al fine di creare spazi idonei per attivare laboratori didattici.
Il Museo Joyce e Emilio Lussu – Casa del Segretario è stato inaugurato nell’agosto 2009 mentre il progetto di restauro delle Case minime, destinate alla didattica, è attualmente in fase di completamento. Entrambe le iniziative sono state inserite nel progetto di sistema museale comunale.

Ancora nel 2004, nell’ambito degli interventi previsti dalla legge regionale 26/1997, il Comune di Armungia ha inoltre ottenuto finanziamenti per realizzare un museo mineralogico. Anche tale museo, al momento della sua apertura, entrerà a far parte del sistema comunale.
Dal 2006, la visita al sistema comprende un percorso guidato all’interno del centro storico recuperato, dove sono dislocate le varie realtà musealizzate afferenti al sistema.

Strumenti di comunicazione e visibilità

Il Sistema Museale Sa domu de is Ainas utilizza i seguenti strumenti di visibilità:
- pagina dedicata nel sito istituzionale del Comune www.comune.armungia.ca.it;
- brochures e opuscoli informativi diffusi nel territorio regionale attraverso gli enti di promozione turistica;
- collaborazione con agenzie di viaggi e tour operator;
- partecipazione ad eventi di promozione turistico-culturale come: Luoghi, Cultura, Gastronomia nel Gerrei (2002); Monumenti Aperti (2008); Giornata Nazionale dell’Artigianato (2003);
- il sistema è inserito nella rete nazionale I Musei dell’Artigianato (www.musei.confartigianato.it).

Servizi offerti

La Cooperativa Agorà Sardegna fornisce e gestisce i seguenti servizi offerti dal sistema:
- bigliettazione integrata comprensiva di visita guidata per le strutture del sistema (Museo Sa domu de is Ainas, Nuraghe Armungia, Bottega del fabbro). Il biglietto unico, che è la sola formula di bigliettazione prevista, è acquistabile solo presso la sede del Museo Sa domu de is Ainas, da cui parte il circuito di visita alla cittadina;
- bookshop all’interno del Museo Sa domu de is Ainas;
- organizzazione di mostre tematiche (I diavoli rossi. La Brigata Sassari nella Grande Guerra, svoltasi nell’agosto 2002);
- attività di promozione delle attività del sistema e dei singoli musei;
- inventariazione e custodia delle collezioni di utensili dei due musei.

Le nuove strutture museali Museo Lussu e Museo Mineralogico saranno incluse nella bigliettazione integrata al momento della loro apertura. È prevista inoltre l’attuazione di una bigliettazione integrata tra il sistema museale armungese e il Museo Archeologico-Industriale dell’Attività Mineraria, sito nella vicina Villasalto e gestito dalla stessa cooperativa che si occupa del sistema armungese, così da implementare l’offerta turistico-culturale del comprensorio del Gerrei.

Aspetti gestionali

Il sistema museale si concretizza nel 2002 mediante:
1. l’attivazione di un biglietto integrato per le strutture aderenti;
2. l’affidamento della gestione di dette strutture ad un unico soggetto.
All’interno del gruppo di beni afferenti al sistema si registra la presenza del monumento archeologico Nuraghe Armungia di competenza della Soprintendenza Archeologica per le Province di Cagliari e Oristano. Il Nuraghe è sito in un’area di proprietà comunale e ciò ha comportato che, nel corso degli anni, pur in assenza di una convenzione formale ma d’accordo con la Soprintendenza, l’Ente locale abbia assunto la gestione dei servizi di visita guidata al monumento.

Nel 2002 il Comune ha dato in appalto la gestione dell’intero sistema museale comunale Sa domu de is Ainas alla Società Cooperativa a.r.l Agorà Sardegna di Cagliari.
Il soggetto gestore, così come definito nel relativo Capitolato d’appalto si occupa delle attività relative al funzionamento delle strutture musealizzate e dei relativi servizi. In particolare:
- assicura i servizi di apertura al pubblico, bigliettazione integrata e visite guidate per le strutture aderenti al sistema;
- promuove le attività espositive del sistema mediante produzione e divulgazione di materiale informativo;
- realizza manifestazioni culturali;
- si occupa della vendita di gadget e pubblicazioni a carattere scientifico e promozionale curate dal gestore, dall’Amministrazione comunale o da questa promosse;
- svolge la manutenzione ordinaria degli impianti (idrico, antincendio, antifurto, etc.) e delle strutture del sistema;
- cura il verde nelle aree pertinenti i siti;
- si occupa della pulizia giornaliera nelle diverse strutture.

Il Comune garantisce continuità nei servizi e nelle funzioni del soggetto gestore rinnovando ad esso il contratto di appalto annualmente.
La cooperativa Agorà Sardegna ha l’obbligo di presentare mensilmente all’Amministrazione comunale il prospetto riepilogativo della bigliettazione giornaliera relativa al sistema.
Il Capitolato d’appalto prevede l’impiego nella gestione del sistema delle seguenti figure professionali: un coordinatore, un assistente museale e un manutentore.

Aspetti finanziari

Il costo del progetto triennale per la realizzazione del sistema museale comunale è così ripartito:
- personale: pari al 90% del costo totale. La Regione, destinando risorse al Comune, copre annualmente le spese relative al personale del sistema, escluso quello impiegato per i servizi aggiuntivi, nella seguente misura: l’80% dei costi al primo anno, 70% e 60% rispettivamente al secondo e al terzo anno, così come stabilito dalle direttive istruttorie della legge regionale 4/2000. Per gli anni successivi al terzo la Regione, con successive deliberazioni, ha stabilito di prorogare i finanziamenti ai progetti ex lege 4/2000, destinando loro contributi pari al 60% delle spese ammissibili sopra descritte. Le spese per il personale non coperte dai contributi regionali vengono finanziate dall’Amministrazione comunale:
- gestione: pari al 10% del costo totale annuale del progetto. A totale carico del Comune;
- gestione corrente delle strutture: fornitura idrica, elettrica e telefono, pulizia, manutenzione. A carico della società appaltatrice.

I ricavi della bigliettazione integrata sono accreditati al Comune, mentre gli incassi dovuti alla vendita di pubblicazioni e gadget sono attribuiti al soggetto gestore qualora siano realizzati dallo stesso. Nel caso di eventi espositivi o manifestazioni culturali con ingresso a pagamento organizzati dal gestore, il guadagno della bigliettazione viene assegnato al Comune per la quota relativa al prezzo del biglietto d’ingresso alle strutture del sistema, al gestore per l’eventuale quota eccedente.
Nel 2004 il Comune di Armungia ha ricevuto, attraverso la Comunità Montana XXI, i finanziamenti a valere sulla misura 2.1 del POR Sardegna 2000-2006 finalizzati al recupero dell’edificio denominato Casa del Segretario e delle cosiddette Case rurali.
Nel 2004, nell’ambito degli interventi previsti dalla legge regionale 26/1997, il Comune di Armungia ha ottenuto finanziamenti per realizzare un museo mineralogico, non ancora istituito, che entrerà a far parte del sistema comunale.

Bibliografia

S. Ferracuti, Cose di Armungia, «Lares» 1, 2007;
Armungia. Il centro storico torna all’antico con selciato, lampioni e ciottoli, «L’Unione Sarda» del 14 ottobre 2004;
Rinasce il centro del paese, «L’Unione Sarda» del 27 giugno 2005;
F. Tiragallo, Le migrazioni e il lavoro della memoria ad Armungia, «Lares» 1, 2007;
E. Bachiddu, Armungia, Casa Lussu. Appunti per un’etnografia al femminile, «Lares» 1, 2007;
M.G. Da Re, Il museo storico etnografico “Sa domu de is ainas” di Armungia: riflessioni dopo un sogno, «Antropologia museale» 3, 2003.

Scheda a cura di Cristina Borgioli, Maria Giuseppa Deligia

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