Sistema Museale Celeberrimi Populi Anglona - Goceano - Monte Acuto

Sardegna, Provincia di Sassari attivo dal 07-07-2006
sistema museale intercomunale


Il Sistema Celeberrimi Populi è costituito da:
1. dieci Comuni della provincia di Sassari (Ozieri in qualità di capofila, Ardara, Bono, Burgos, Ittireddu, Mores, Pattada, Perfugas, Tergu, Viddalba);
2. due soggetti pubblici (Istituto addestramento lavoratori IAL - Sardegna, ERA - Istituto Incremento Ippico della Sardegna);
3. quattro soggetti privati (Società Domus srl, Associazione culturale MUSICAIDEA, Ditta Galleu, ditta individuale Massimo Canargiu).

Ogni partner aderisce al Sistema con le strutture e i siti culturali di propria pertinenza, talvolta con itinerari guidati, oppure, nel caso delle associazioni e delle imprese private, mettendo a disposizione le proprie specifiche competenze.

Il Comune di Ozieri è il capofila del progetto e partecipa al Sistema con:
- il Civico Museo Archeologico che funge da centro di sistema;
- il sito archeologico delle Grotte di San Michele e la Basilica di Sant’Antioco di Bisarcio;
- un itinerario guidato della città e un itinerario extraurbano.
Il Civico Museo Archeologico (inaugurato nel 1985) dal 2003 si trova nel restaurato convento settecentesco delle Monache Clarisse. Espone importanti reperti archeologici, provenienti dalla città e dal territorio circostante, che coprono un arco di tempo incluso fra la Preistoria e il periodo medievale. La maggior parte della collezione del Museo, come l’edificio che lo ospita, è di proprietà comunale ed è il risultato di una donazione privata: ciò consente al Museo una certa autonomia gestionale rispetto alla Soprintendenza competente.

Il Comune di Ardara aderisce al Sistema con il Museo Giudicale, destinato ad accogliere reperti legati alla vita curtense dei Giudici di Torres, non ancora aperto a causa della mancanza di fondi. Ad esso sono connessi la chiesa di Nostra Signora del Regno e le rovine del Castello cittadino.
La chiesa (XI secolo) è l’unico esempio di chiesa palatina in Sardegna: l’edificio, ancora in ottime condizioni, conserva al suo interno importanti testimonianze degli arredi antichi, come ad esempio il retablo maggiore, un polittico degli inizi del XVI secolo.
Il Castello giudicale, coevo e attiguo alla basilica, è invece oggi purtroppo ridotto allo stato di rudere, anche perché fra il XIX e il XX secolo le sue pietre vennero usate per costruire il palazzo comunale di Ardara e alcune abitazioni.
Attualmente, in mancanza di una vera gestione del patrimonio culturale locale, le visite alla chiesa sono organizzate da un volontario del luogo e dal parroco.

Il Comune di Bono aderisce al Sistema con il Museo Storico Giovanni Maria Angioy che, una volta aperto al pubblico, esporrà le testimonianze del passaggio in paese, durante i moti rivoluzionari sardi del 1794-1796, di Giovanni Maria Angioy, importante personaggio del Settecento sardo e natio proprio di Bono. Il Museo è ubicato nel colle di San Raimondo, sede di un’importante festa popolare che rievoca per l’appunto i moti angioini.

Il Comune di Burgos aderisce al Sistema con il Castello medievale e l’annesso Museo dei Castelli di Sardegna, ospitato nelle sale di una casa padronale della fine del XIX secolo.

Il Comune di Ittireddu aderisce al Sistema con il Museo Archeologico ed Etnografico, con un itinerario cittadino ed uno extraurbano. Gli itinerari offrono al visitatore, soprattutto alle scolaresche, la possibilità di conoscere più approfonditamente la storia e i beni culturali del piccolo centro abitato e del suo territorio.

Il Comune di Mores aderisce al Sistema con un itinerario extraurbano, che tocca tre siti archeologici: Sa Covaccada, uno dei maggiori dolmen del Mediterraneo; Su Castru ‘e S. Liseu, un ipogeo neolitico trasformato in chiesa funeraria paleocristiana, Monte Lachesos, una necropoli preistorica costituita da Domus de Janas.
Questo itinerario dovrebbe essere arricchito con un nuovo museo, ancora da costituirsi, legato soprattutto alle emergenze archeologiche di epoca romana presenti nel territorio.

Il Comune di Pattada aderisce al Sistema con il Museo del Coltello Sardo e del ferro battuto e due itinerari (urbano ed extraurbano). I due itinerari comprendono le pertinenze storico-artistiche e archeologiche presenti rispettivamente in paese e nell’agro, nonché le importanti oasi naturalistiche di Monte Lerno e Fiorentini insistenti sul territorio comunale.

Il Comune di Perfugas aderisce al Sistema con il Museo archeologico e paleobotanico, un percorso guidato alla cittadina ed uno al territorio circostante. Il Museo, inaugurato nel 1988, è composto da 5 sezioni tematiche − paleobotanica, paleolitica, neolitica ed eneolitica, nuragica, classica e medievale − che illustrano la storia dell’Anglona come territorio antropizzato con continuità fin dal Paleolitico inferiore. Il percorso cittadino comprende anche la visita alla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria degli Angeli dove è custodito il cinquecentesco Retablo di San Giorgio, unico monumento di questo genere in Sardegna ad aver conservato l’intera struttura originaria.

Il Comune di Tergu aderisce al Sistema con un sito archeologico medievale che comprende l’area in cui sorgeva un antico monastero attiguo alla basilica di Santa Maria inserita, a sua volta, nel complesso monumentale. Attualmente non esiste una vera gestione del patrimonio culturale locale e l’unico bene disponibile, la chiesa di Santa Maria con gli annessi resti del monastero, è visitabile liberamente.

Il Comune di Viddalba aderisce al Sistema con il Museo Archeologico e gli itinerari extraurbani correlati. Nel Museo sono esposte le testimonianze archeologiche del territorio comunale dal Neolitico al Medioevo e l’allestimento comprende un’importante collezione di stele litiche datate fra la fine del I secolo a.C. e la prima età imperiale inserite all’interno di un fossato che ricostruisce in Museo la disposizione e l’ambientazione in cui sono state rinvenute. Gli itinerari extraurbani comprendono rispettivamente una serie di percorsi escursionistici nel territorio e la visita alla necropoli da cui provengono i reperti esposti al Museo.

Ai musei di proprietà comunale descritti si devono aggiungere anche due strutture, site ad Ozieri e appartenenti ad altri soggetti:
1) il Museo del Cavallo: piccolo museo di proprietà dell’ERA (Istituto Incremento Ippico della Sardegna) che espone testimonianze (foto, utensili, paramenti) legate all’allevamento e ai mestieri del settore ippico;
2) il Museo del Mulino della Ditta Galleu ovvero la musealizzazione di un antico mulino di proprietà privata. All’interno del Museo è conservata una raccolta di palmenti di epoca nuragica e romana, alla quale si affianca una collezione di antiche macchine per la molitura di tipo meccanico ancora oggi perfettamente funzionanti.

Malgrado la varietà delle strutture afferenti al Sistema, l’offerta culturale proposta risulta limitata; ciò si deve al fatto che molti musei non sono ancora funzionanti (Ardara, Bono, Pattada) e che non è stata avviata una concreta gestione congiunta delle strutture e delle relative attività. Il livello qualitativo dei servizi forniti all’interno del Sistema è quindi molto discontinuo e non mancano forme di gestione ancora affidate alla disponibilità di volontari.

In futuro, una volta avviato a pieno ritmo il Sistema, si dovrebbero verificare le seguenti situazioni:
- la Ditta individuale Massimo Canargiu si dovrebbe occupare della realizzazione di manufatti collegati agli ambiti naturalistici del Sistema (diorami);
- la Società di consulenze Domus srl dovrebbe predisporre una card (biglietto unico) per l’ingresso nelle strutture musealizzate del Sistema;
- lo IAL Sardegna dovrebbe promuovere corsi di formazione per tutto il personale addetto alle strutture museali;
- l’Associazione culturale MUSICAIDEA dovrebbe organizzare eventi a carattere teatrale e musicale.

Finalità e motivazioni

Il Sistema Celeberrimi Populi è stato istituito per:
1) consentire ai musei, ai monumenti e alle aree archeologiche di pertinenza dei Comuni aderenti − caratterizzati da dimensioni medio-piccole − di adeguarsi agli standard museali ministeriali disposti dal D.M. 10 maggio 2001, secondo quanto previsto dal documento regionale di indirizzo «Sistema regionale dei musei. Piano di razionalizzazione e sviluppo» approvato con Delibera GR 36/5 del 26 luglio 2005;
2) creare sul territorio un’offerta turistica fondata sulla promozione del patrimonio culturale e sulla realizzazione di servizi, in grado cioè di implementare lo sviluppo economico locale.

Modalità di attuazione

Nel 2006 è istituito il Sistema museale Celeberrimi Populi attraverso la stipula di un Protocollo d’Intesa tra i soggetti pubblici e privati:
1. i Comuni di Ozieri (come ente capofila), Ardara, Bono, Burgos, Ittireddu, Pattada, Perfugas, Viddalba;
2. il Museo del Molino della Ditta Galleu di Ozieri;
3. la Società Domus srl;
4. lo IAL Sardegna (Istituto Addestramento Lavoratori);
5. l’Associazione culturale Musicaidea;
6. la Ditta individuale Massimo Canargiu;
7. l’ERA (Istituto Incremento Ippico della Sardegna).
Il 28 luglio 2006, con un secondo Protocollo d’Intesa aderirono al Sistema anche i Comuni di Tergus, Mores e Tula, ratificando la partecipazione al Sistema con proprie delibere tra luglio e settembre. In realtà il Comune di Tula, in seguito alla firma del citato Protocollo, non ha mai provveduto a ratificare la sua adesione e quindi non partecipa formalmente al Sistema.

Nell’aprile 2006, il Comune di Ozieri assieme ai soggetti aderenti al protocollo firmato a luglio, aveva presentato alla Provincia di Sassari, in occasione della selezione di Progetti Integrati di Sviluppo relativi al POR 2000-2006, un progetto («manifestazione d’interesse») con relativo partenariato, che prospettava la realizzazione del Sistema museale. Questo primo contatto con la Provincia di Sassari verrà successivamente ripreso e sviluppato.

Nel settembre 2006 il Sistema, attraverso il proprio Comune capofila, presentò alla Regione un progetto triennale (2007-2009) di gestione al fine di partecipare alla selezione per l’ammissione al finanziamento regionale a valere sulla LR 7/2005, per conseguire il riconoscimento regionale attraverso il raggiungimento dei requisiti inerenti. Altri requisiti da raggiungere sono l’esternalizzazione dei servizi con affidamento in house, il loro ampliamento, l’attivazione di itinerari intercomunali e di programmi didattici, il monitoraggio del numero di visitatori ed una capillare azione di promozione assicurata anche dalla presenza nel Sistema di soggetti privati attivi nel settore turistico. Tutte queste attività, alle quali si sarebbe dovuta aggiungere la bigliettazione integrata così come previsto dal primo Protocollo d’Intesa, in realtà sono rimaste solo sulla carta. La mancata produzione di una graduatoria regionale dei progetti presentati a valere sulla LR 7/2005 per l’assegnazione dei finanziamenti regionali ha praticamente bloccato, almeno per ora, il processo di concretizzazione del Sistema museale Celeberrimi Populi.

Il primo Protocollo d’Intesa del 2006 si ispira ai seguenti documenti regionali:
1. il documento di indirizzo della Regione dal titolo Sistema regionale dei musei. Piano di razionalizzazione e sviluppo (approvato con Delibera GR 36/5 del 26 luglio 2005), che prevedeva la creazione di un sistema regionale e di una serie di sistemi territoriali sub regionali;
2. il Disegno di Legge n. 10/4 del 14 marzo 2006 che diverrà Legge Regionale nel settembre dello stesso anno, con un articolo specificamente dedicato ai sistemi museali.

Con la redazione del Protocollo d’Intesa il Sistema presentava contestualmente anche un proprio Statuto, così come previsto dal Piano regionale di razionalizzazione e sviluppo del 2005.

Nell’aprile 2007 la Provincia di Sassari presentò alla Regione il «Progetto integrato consolidato» Sistema Turistico integrato della Sardegna Nord Occidentale, che contemplava tra le realtà culturali presenti sul territorio anche il Sistema museale Celeberrimi Populi. Di fatto tale Sistema Turistico Locale si è istituito nel 2008 senza però creare relazioni concrete con il Sistema museale Celeberrimi Populi, che rimane quindi un progetto autonomo rispetto alla STL (http://www.stlsardegnanordovest.it).

Nel 2007 e nel 2008 il Sistema museale Celeberrimi Populi ha elaborato, attraverso il proprio Comitato tecnico, un progetto denominato Restauro dei beni culturali del Sistema Museale Celeberrimi Populi con l’obiettivo di provvedere al recupero del patrimonio culturale afferente al Sistema.
Questa attività risulta essere attualmente la prima e unica concreta azione del Sistema museale Celeberrimi Populi: dobbiamo segnalare a tal proposito che anche molte delle strutture museali presenti nel progetto presentato alla Regione nel 2006 come aderenti al Sistema non sono in realtà ancora state aperte, come ad esempio i Musei di Bono, Pattada e Tergu.

Strumenti di comunicazione e visibilità

Il Sistema museale Celeberrimi Populi non dispone per il momento di strumenti di comunicazione che promuovano il Sistema e le sue attività.

La promozione viene quindi realizzata singolarmente dai singoli musei o dalle cooperative che lo gestiscono. A questo scopo vengono utilizzati:
- materiale pubblicitario cartaceo (brochures, locandine e manifesti);
- partecipazione ad eventi e manifestazioni con stand e materiale divulgativo;
- pagine web all’interno dei siti istituzionali dei diversi Comuni o cooperative.

In generale non risulta molto chiara la promozione del Sistema museale nel suo complesso.

Servizi offerti

Attualmente non esiste un pacchetto di servizi offerti in maniera integrata dal Sistema Celeberrimi Populi.
Ogni struttura aderente offre autonomamente i servizi a seconda delle proprie possibilità.
Questo comporta un forte dislivello per la quantità e la qualità dei servizi proposti nelle diverse strutture.

Tutti i siti e i musei del Sistema sono in grado di fornire i servizi base di accoglienza e per la fruizione del bene culturale, come le visite guidate (per lo più esclusivamente in italiano), i laboratori didattici, i bookshops, l’accesso agevolato per i disabili, gli spazi destinati alle esposizioni temporanee.

Per le aree archeologiche e le chiese dei Comuni di Ardara, Mores, Nughedu San Niccolò e Tergu si segnala l’assenza di un gestore affidatario dei servizi in quanto la visita a tali strutture risulta essere gratuita.
Per i musei archeologici di Ozieri e Perfugas − dotati di sale convegni − i servizi erogati rispettivamente dalle cooperative MonteAcuto85 e La Rondine, contemplano anche l’organizzazione di convegni e del servizio di catering.
Non esiste ancora una bigliettazione integrata per il Sistema Celeberrimi Populi, ma alcuni Comuni (Ozieri, Perfugas e Viddalba) hanno realizzato un biglietto cumulativo per il proprio patrimonio di spettanza.

Aspetti gestionali

Le attività del Sistema Celeberrimi Populi sono regolamentate dallo Statuto, che ne definisce le funzioni, gli organi di gestione e le finalità.
Lo Statuto prevede che la gestione e l’organizzazione del Sistema siano affidate al Comitato Tecnico, al Responsabile Scientifico e al Comitato Scientifico.

Il Comitato Tecnico, organo esecutivo del Sistema, ha il compito di tracciare gli indirizzi di sviluppo e i programmi d’intervento del Sistema, nonché di dare disposizioni precise sull’utilizzazione dei propri fondi. Tale organo è composto dal Sindaco di ciascuno dei Comuni aderenti (o dai rispettivi delegati), dai rappresentanti legali degli altri soggetti coinvolti (o dai loro delegati), dal Dirigente del Settore Promozione Turistica e Culturale del Comune Capofila (Ozieri) e dal Direttore di uno dei musei fra quelli aderenti.
Il Responsabile Scientifico coordina il Comitato Scientifico (organo attuativo) che, a sua volta, ha il compito di gestire le attività tecnico-scientifiche del Sistema, in merito allo sviluppo e al migliore utilizzo dei suoi servizi, e sovrintendere all’aggiornamento professionale degli operatori impiegati nelle strutture dello stesso. Attualmente il ruolo di Responsabile Scientifico è svolto dal Direttore del Civico Museo Archeologico di Ozieri che è la struttura individuata come centro del Sistema.
Il personale tecnico-amministrativo operante all’interno del Sistema Celeberrimi Populi è costituito dal Dirigente del settore promozione turistica e culturale del Comune capofila (Ozieri), dal Capo Servizio del museo sede del centro di Sistema e dal responsabile del Servizio Museale del Comune di Ozieri.

Nella pratica tutti questi organi di gestione (Comitato Tecnico, Responsabile Scientifico e Comitato Scientifico) non sono mai stati messi a regime: data l’attuale assenza di attività di tipo sistemico, fino ad oggi il loro intervento è stato richiesto solamente quando il Sistema ha dovuto operare come soggetto unico per poter avere maggiori possibilità di ricevere i contributi finanziari previsti dalla Regione per gli interventi di restauro sui beni culturali.

Allo stato attuale, ogni Ente coinvolto nel Sistema si occupa delle strutture museali e dei siti archeologici di propria pertinenza in maniera del tutto autonoma rispetto agli altri partner e agli organi centrali di gestione del Sistema.

Il personale operante nelle singole strutture museali o aree archeologiche dipende direttamente dagli Enti proprietari dei beni culturali in questione e non ha nessun genere di rapporto con le altre realtà aderenti a Celeberrimi Populi.

Aspetti finanziari

Gli aspetti finanziari vengono regolamentati dallo Statuto.
Il Sistema Celeberrimi Populi deve disporre di un fondo annuale a carico degli aderenti, da utilizzare per le spese di funzionamento, di gestione e di personale.

Ogni partecipante al Sistema versa al Comune capofila una quota annuale, alla quale si aggiunge, per i Comuni, un ulteriore versamento calcolato sulla base del relativo numero di abitanti e quantificato da Statuto in 0,20 euro a residente.
Altre fonti di finanziamento per il Sistema sono i contributi regionali, statali e comunitari messi a bando.

A tale proposito, nel settembre 2006, il Sistema presentò alla Regione un progetto triennale (2007-2009) di gestione al fine di partecipare alla selezione per l’ammissione al finanziamento regionale a valere sulla LR 7/2005.

Nel 2007 e nel 2008 i Comuni aderenti al Sistema hanno beneficiato di contributi per il restauro del patrimonio culturale grazie alla partecipazione del Sistema ai bandi di finanziamento a valere sull’articolo 21 della LR 14/2006 e successiva delibera di attuazione.

Bibliografia

Istituzione alleate: nasce il sistema integrato dei musei, «L’Unione Sarda», 12 ottobre 2006.

Scheda a cura di Cristina Borgioli, Maria Giuseppa Deligia

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