Rete Museale dei Fenici

Sardegna, Provincia di Oristano
rete museale


Il 2 aprile 2008 la Regione Sardegna, la Provincia e il Comune di Oristano hanno firmato un Protocollo d’intesa per la Rete Museale dei Fenici.
La Rete Museale dei Fenici sarà un percorso virtuale che illustrerà i tratti principali della cultura fenicia e collegherà tra loro tutte le testimonianze materiali attribuibili a questa civiltà, sopravvissute in Sardegna e conservate nei musei e nelle aree archeologiche dell’Isola. Questa serie di collegamenti deve essere organizzata attraverso un museo multimediale da realizzare in località Torre Grande presso Oristano. Il Museo Multimediale dovrebbe essere realizzato ex novo e fungere anche da centro per un futuro Parco archeologico del Golfo dei Fenici nella Provincia di Oristano e nel medio Campidano (Progetto Phoinix, Parco Archeologico del Golfo dei Fenici).
La rete museale, non ancora attivata, risulta inserita nel Piano regionale per i Beni culturali, gli istituti e i luoghi della cultura per comporre il costituendo Sistema museale Regionale.

Finalità e motivazioni

La Rete Museale dei Fenici avrà lo scopo di:
1. promuovere la conoscenza della colonizzazione fenicia in Sardegna mediante la realizzazione di una struttura museale multimediale dedicata;
2. raccogliere e mettere in collegamento, a livello digitale, le principali testimonianze fenicie sopravvissute nell’Isola.

Modalità di attuazione

Negli anni Ottanta si rintracciano le prime proposte di mettere in collegamento e valorizzare unitariamente le attestazioni di ambito fenicio in Sardegna.
Nel 1982 una serie di deliberazioni del CIPE stanziò finanziamenti anche per una direttrice denominata Fenicio-Cartaginese-Nuragica.
Tale direttrice era così suddivisa:
1. il tratto Fenicio-Cartaginese si doveva sviluppare in Sicilia;
2. il tratto Fenicio-Cartaginese-Nuragico si doveva sviluppare in Sardegna.
Il progetto relativo al tratto Fenicio-Cartaginese-Nuragico fu in parte realizzato in relazione ai beni nuragici nella zona della Marmilla. Non si riscontrano tracce della sua messa in atto relativamente ai beni fenici in altre aree.

Grazie alle risorse destinate ai futuri Accordi di Programma Quadro Stato-Regioni, con la Delibera di Giunta regionale n. 14/1 del 31 marzo 2005, la Regione Sardegna, in previsione della firma dell’APQ dedicato ai beni culturali, progettava la realizzazione di un Museo regionale della cultura nuragica, fenicia e contemporanea del Mediterraneo, da istituire a Cagliari.
Dopo pochi mesi questo progetto viene modificato nella proposta di realizzare non una, bensì due distinte strutture museali: il Museo della civiltà fenicia della Sardegna nel Golfo di Oristano e il Museo dell’arte nuragica e dell’arte contemporanea mediterranea a Cagliari.
Tale proposito viene esplicitato nel documento di indirizzo regionale Sistema Regionale dei Musei. Piano di Razionalizzazione e sviluppo.
In questo documento del 2005 si esprime l’impegno a creare un sistema museale regionale organizzato in reti territoriali e tematiche ad estensione provinciale. Tra queste veniva citata anche la Rete museale della provincia di Oristano, all’interno della quale si ipotizzava l’istituzione di un nuovo museo regionale denominato Museo della civiltà fenicia della Sardegna. Il Museo avrebbe dovuto presentare un «quadro della civiltà fenicia dell’intera isola […] unendo in un percorso virtuale i musei e i siti archeologici fenici della Sardegna, del Mediterraneo e dell’Atlantico». Per la collocazione geografica del Museo, il documento suggeriva il centro del Golfo di Oristano non individuando però in maniera definita la città nella quale sarebbe sorto il Museo né il rapporto tra questo e la citata rete museale provinciale.
Il Piano regionale per i musei del 2005 prevedeva anche la creazione di un altro museo regionale, da istituire sempre ad Oristano ma dedicato alla Sardegna Giudicale che avrebbe funzionato da centro per un altro sistema museale incentrato sullo stesso tema.

Nell’estate 2005 sorse un polemico dibattito tra le Amministrazioni comunali di Cabras, Santa Giusta e Oristano in merito al luogo ove dovesse aver sede il Museo: conservando testimonianze fenicie, ogni cittadina infatti si reputava idonea ad accogliere il nuovo museo.

Nel settembre 2005 veniva stipulato l’Accordo di Programma quadro in materia di beni e attività culturali: in tale documento però non era contenuto ancora alcun riferimento né al citato Museo della civiltà fenicia né alla rete museale.

Il 9 marzo 2006 fu stipulato un Documento di condivisione tra la Regione, la Provincia di Oristano e i Comuni di Oristano, Cabras e Santa Giusta. Il Documento di condivisione presenta un articolato programma di valorizzazione del patrimonio culturale fenicio articolato in tre punti per la costituzione della rete museale regionale:

1. la creazione del Museo regionale della civiltà fenicia della Sardegna.
Il Museo della civiltà fenicia della Sardegna «deve intendersi come rete museale del Golfo di Oristano in riferimento al Museo archeologico di Santa Giusta, al Museo Archeologico di Cabras, all’Antiquarium Arborense di Oristano e ai siti archeologici di Tharros (Cabras) e di Othoca (Santa Giusta)». Il Museo regionale si configurerebbe adesso come un «Polo Museale Metropolitano a stella comprendente i musei e il patrimonio culturale di Oristano, Cabras e Santa Giusta», per l’istituzione del quale viene previsto un apposito protocollo d’intesa. Pertanto non si propone più l’istituzione di un unico museo, ma la realizzazione di alcuni piccoli musei.

2. la creazione di un sistema territoriale di collegamenti.
I Comuni di Oristano, Santa Giusta e Cabras promuovono un progetto sovra comunale «strategico, integrato e complessivo sulla “Via dei Fenici” dal titolo Phoinix-Parco Fluviale Fenicio». Tale progetto prevedeva la realizzazione di due parchi archeologici (Othoca e Tharros), la creazione di un itinerario ciclabile e pedonale denominato Via dei Fenici e di un altro percorso, un prolungamento della Via Fenicia, verso le pinete di Torregrande, dove avrebbe dovuto aver sede un «polo» del Museo della civiltà Fenicia.

Con il Documento di Condivisione del 2006 i sottoscrittori si impegnano:
1. al partenariato per la realizzazione del progetto Phoinix;
2. alla firma di un protocollo per la realizzazione di un sistema territoriale definito «Polo Museale Metropolitano a stella»;
3. alla gestione comune del patrimonio culturale-museale con l’adozione di un logo e di una card dei servizi.

Alla fine del marzo 2006 il partenariato partecipò al bando Progetti di qualità 2005-2006 Polis a valere sull’Asse V Misura 5.1 (Politiche per le aree Urbane) del POR Sardegna 2000-2006 ma non fu ammesso a finanziamento.
Da questo momento per la promozione del patrimonio culturale locale di ambito fenicio si registrano nel territorio due distinti progetti:
- il primo denominato Phoinix dedicato alla creazione di un parco fluviale e di un itinerario, promosso dagli enti locali;
- il secondo articolato attorno alla costruzione del Museo regionale della cultura fenicia, promosso dalla Regione.

I progetti e gli interventi inseriti nell’APQ della Sardegna per i beni culturali del 2005 sono stati oggetto, negli anni successivi, di numerose rimodulazioni e integrazioni ed uno di questi ha riguardato anche la Rete Museale dei Fenici.
Nel 2006 la Regione individuava e determinava alcuni interventi ad integrazione del precedente APQ. Tra questi inserì anche la realizzazione di una rete museale denominata Rete Museale dei Fenici. Nel 2006 dunque la cosiddetta Rete Museale dei Fenici risulta compresa nel primo Atto integrativo all’APQ Beni culturali, firmato a Roma il 2 ottobre 2006, all’interno della Linea strategica 2 recupero del patrimonio storico, culturale e paesaggistico, con un costo stimato in 500 mila euro.

Nel 2007, quando vengono prodotti altri due atti integrativi per l’APQ (stipulati rispettivamente a Roma il 26 ottobre 2007 e il 29 novembre 2007), il progetto Rete Museale dei Fenici non viene modificato ma le Amministrazioni comunali coinvolte lamentano il ritardo nel suo avvio.

Il 2 aprile 2008 viene stipulato un Protocollo d’intesa tra Regione, Provincia e Comune di Oristano per la realizzazione della Rete Museale dei Fenici con centro nel Museo da allestire presso la Torre costiera di Torre Grande, un sobborgo marino di Oristano. Alla realizzazione di questo museo vengono destinati i cinquecentomila euro previsti dal Primo Atto integrativo all’APQ per i beni culturali.
Secondo il Protocollo d’intesa per la Realizzazione della Rete Museale dei Fenici, del 2 aprile 2008, la Rete dei Fenici consiste nella creazione di un museo regionale multimediale presso Torre Grande, che si deve configurare come una «struttura di sintesi […] con la finalità di presentare un quadro della civiltà fenicia della Sardegna»: in altri termini il Museo regionale diviene il centro multimediale di un sistema regionale che virtualmente riunisce tutti i musei e gli scavi che presentano attestazioni della civiltà fenicia.
Alla firma di tale Protocollo non partecipano i Comuni di Cabras e Santa Giusta, coinvolti invece nel Documento di Condivisione per la Rete Museale dei Fenici del 9 marzo 2006.
Dopo la firma del Protocollo del 2008, i Comuni di Cabras e Santa Giusta decidono in un primo momento di proseguire autonomamente nell’attuazione del progetto di rete museale elaborato nel 2006. In realtà già nell’estate del 2008 gli stessi Comuni deliberano la creazione di un’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) con Oristano e la stessa Amministrazione provinciale per l’elaborazione di un nuovo progetto Phoinix che coinvolge adesso tre realtà, sebbene di fatto non ancora esistenti:
1. il Parco Archeologico del Golfo dei Fenici;
2. la Via dei Fenici;
3. la Rete Museale dei Fenici.
Tale progetto Phoinix, che vede la Provincia di Oristano come capofila dell’ATS, viene redatto per essere presentato ad ARCUS «in relazione alle Iniziative prioritarie da programmi ministeriali del Ministero per i Beni e le attività culturali».
Il Parco archeologico viene articolato in tre zone e comprende siti sia nella Provincia di Oristano che in quella del Medio Campidano. Il Centro del Parco archeologico viene individuato nel Museo della Civiltà Fenicia che dovrà ospitare anche il corso di archeologia subacquea dell’Università di Sassari.
La Via dei fenici ricalca quanto precedentemente programmato con il progetto Phoinix del 2006.
Il 15 settembre 2008 viene indetto il bando regionale per l’appalto relativo alla progettazione e alla realizzazione della Rete Museale dei Fenici ovvero all’allestimento e alla rifunzionalizzazione della struttura architettonica della Torre di Torre Grande, come sede del futuro Museo regionale dedicato alla cultura fenicia.
La Torre circolare sita sul litorale, al momento del bando appartiene ancora al Demanio, tanto che la Regione provvede a specificare che, in caso di mancata acquisizione del bene, la procedura di gara sarà annullata.
Alla fine del 2008 la rete museale risulta inserita nel Sistema museale Regionale nel Piano regionale per i Beni culturali, gli istituti e i luoghi della cultura.
Con avviso dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, alla fine del 2009 è stata comunicata la mancata aggiudicazione della gara per il concorso relativo alla progettazione del Museo regionale.

Sia il progetto Phoinix che quello della Rete Museale dei Fenici sono al momento fermi.

Strumenti di comunicazione e visibilità

La rete non è ancora attiva.

Servizi offerti

La rete non è ancora attiva.

Aspetti gestionali

La rete non è ancora attiva.

Aspetti finanziari

Con il Primo Atto integrativo all’APQ per i beni culturali del 2005, sono stati stanziati nel 2006 cinquecentomila euro per la progettazione della Rete Museale dei Fenici e per l’allestimento del Museo della Civiltà Fenicia presso Torre Grande.

Bibliografia

M. Obinu, Oristano vuole il museo fenicio. Barberio: «È la sede naturale», «Il Giornale di Sardegna» del 4 settembre 2005;
V. Pinna, Oristano, Cabras e Santa Giusta salutano il Museo dei Fenici, «L’Unione Sarda» del 3 ottobre 2005;
R. Petretto, Il pessimismo di Cherchi: diciamo addio al Museo dei Fenici, «La Nuova Sardegna» del 5 ottobre 2005;
Nessun taglio per il museo. L’assessore Pilia: i fondi non erano stati stanziati, «La Nuova Sardegna» 6 ottobre 2005;
La Regione sposa il Parco fluviale, «L’Unione Sarda» 10 marzo 2006;
Piace a tutti il parco fluviale fenicio. Il progetto incassa il si unanime anche in Consiglio Comunale, «La Nuova Sardegna» 11 marzo 2006;
Phoinix solo sedicesimo, «La Nuova Sardegna» del 5 luglio 2006;
A. Masala, Il Parco Fluviale resta a secco, «L’Unione Sarda» del 6 luglio 2006;
V. Pinna, Phoenix: «Dove sono finiti i soldi?», Al progetto la Regione aveva destinato 500 mila euro, «L’Unione Sarda» 30 settembre 2007.

Scheda a cura di Cristina Borgioli, Maria Giuseppa Deligia

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