Sistema Museale Arborense

Sardegna, Provincia di Oristano attivo dal 31-07-2006
sistema museale


Il Sistema Museale Arborense (SMA) è stato formalmente istituito il 31 luglio 2006 ma non ha ancora attivato azioni di tipo sistemico.

Il progetto, elaborato dalla Provincia di Oristano che ne è anche capofila e promotrice, propone la costituzione di una rete di musei, raccolte, monumenti, aree archeologiche, siti di interesse ambientale ed ecomusei insistenti nel comprensorio della provincia di Oristano e nei territori limitrofi un tempo appartenenti al Giudicato Arborense.

L’idea di istituire il Sistema museale Arborense è nata nel 2006 in risposta all’invito della Regione di creare alcuni sistemi museali territoriali a dimensione provinciale, da inserire in un Sistema museale regionale.
La Regione aveva espresso le sue intenzioni nel documento di indirizzo Sistema regionale dei Musei. Piano di razionalizzazione e sviluppo. Il documento di indirizzo del luglio 2005 proponeva anche di istituire un Museo della Sardegna Giudicale ad Oristano, che avrebbe avuto il compito di coordinare le azioni del sistema territoriale e di promuovere la conoscenza della storia dei Giudicati della Sardegna.
Nel successivo APQ in materia di Beni Culturali (settembre 2005) viene stanziato un milione di euro per la realizzazione e l’allestimento del suddetto museo.
La Regione, inoltre, sia con l’atto di indirizzo citato sia con la legge regionale 14/2006 disciplinava una procedura di accreditamento per i musei di ente locale, basata sul rispetto degli standard ministeriali del DM 10 maggio 2001 e necessaria per l’ottenimento di finanziamenti regionali.

Al Sistema Museale Arborense attualmente aderiscono la Provincia di Oristano, in qualità di soggetto promotore e costituente, insieme ai Comuni di Abbasanta, Ales, Arborea, Asuni, Bosa, Busachi, Cabras, Cuglieri, Fordongianus, Ghilarza, Laconi, Marrubiu, Masullas, Milis, Morgongiori, Norbello, Nughedu Santa Vittoria, Oristano, Pau, Paulilatino, Samugheo, San Vero Milis, Santa Giusta, Santulussurgiu, Sedilo, Suni, Tadasuni e Terralba.

Il fulcro del Sistema Museale Arborense sarà il Museo della Sardegna Giudicale, di proprietà regionale.

Le uniche attività di tipo «sistemico» avviate fino a oggi si riscontrano in due distinte occasioni; la prima di queste circostanze risale al 2006, anno in cui la Provincia di Oristano, come capofila del Sistema Museale Arborense, presentò il progetto triennale di gestione, denominato Ydra, Progetto di gestione associata dei Beni Culturali in Provincia di Oristano.
Tale progetto prevedeva l’attivazione di una gestione integrata di tutti i beni culturali insistenti nel territorio provinciale e la creazione di itinerari tematici. Il progetto Ydra però non si è ancora concretizzato a causa della mancata pubblicazione, fino a questo momento, della relativa graduatoria.

La seconda occasione si verifica nell’estate del 2007, quando la Provincia di Oristano presenta alla Regione un’istanza per accedere alle risorse relative al restauro di beni culturali previste dalla legge regionale n. 14 del 2006.
Tra le molte richieste di vari Comuni del territorio provinciale hanno beneficiato dei suddetti finanziamenti regionali solo le domande presentate dai Comuni di Sedilo e Suni.

Eccezion fatta per le due esperienze descritte, fino a oggi non si registrano attività di tipo sistemico connesse al sistema provinciale: il Sistema museale Arborense è stato soltanto istituito ma poi non sono stati effettuati altri interventi per la sua messa in atto. Oltre che nella messa in atto del progetto del Sistema museale regionale si rilevano anche notevoli ritardi nella creazione del Museo regionale sulla Sardegna Giudicale.

Finalità e motivazioni

Secondo il relativo Regolamento, approvato nel maggio 2006, il Sistema Museale Arborense è stato progettato con due obiettivi:
1. promuovere e valorizzare il patrimonio culturale e ambientale del territorio della Provincia di Oristano, inteso come occasione di sviluppo economico e di miglioramento delle condizioni di vita delle comunità interessate. Detto scopo verrà raggiunto mediante la promozione di attività atte a diversificare l’offerta culturale proposta dal territorio provinciale, integrandola con quella balneare, in modo da riuscire ad attirare i visitatori, estendendo così la stagione turistica oltre i mesi estivi;
2. supportare i soggetti aderenti nel processo di riorganizzazione del settore culturale promosso dalla Regione e finalizzato al conseguimento da parte di tutte le strutture museali sarde dei requisiti previsti dal D. M. 10 maggio 2001.

Modalità di attuazione

Il Sistema Museale Arborense costituisce la risposta della Provincia di Oristano alla volontà della Regione di creare un sistema museale espressa nel documento di indirizzo del luglio 2005 dal titolo Sistema regionale dei musei. Piano di razionalizzazione e sviluppo. La Regione auspicava la creazione di sistemi territoriali a dimensione provinciale da usare come sub-sistemi per la successiva costituzione del Sistema museale regionale.

Nel settembre 2005, la Regione Sardegna, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali stipularono un Accordo di Programma Quadro. Tra i 29 interventi disposti da questo documento e finalizzati alla riorganizzazione del settore culturale si annovera anche la realizzazione e l’allestimento del Museo della Sardegna Giudicale presso Oristano. Nello stesso APQ si stabilisce inoltre di assegnare un finanziamento di 1 milione di euro per portare a compimento tale azione.

Nel dicembre 2005 l’Amministrazione provinciale di Oristano accoglie l’idea di istituire un sistema museale territoriale, che assunse il nome di Sistema Museale Arborense, seguendo le linee regionali. La Provincia con questo documento promuoveva l’istituzione del sistema e proponeva ai Comuni e agli altri soggetti interessati uno schema di convenzione.

Il 3 aprile 2006 fu firmata la Dichiarazione di Principio per l’istituzione del Sistema Museale Arborense dai rappresentanti dei seguenti enti: Provincia di Oristano, Arcidiocesi Arborense, Diocesi di Ales-Terralba e Alghero-Bosa, Comuni di Oristano, Cabras, S. Giusta, Ales, Arborea, Bosa, Busachi, Fordongianus, Ghilarza, Laconi, Marrubiu, Milis, Nughedu S. Vittoria, Pau, Paulilatino, Samugheo, S. Vero Milis, Sedilo, Santulussurgiu, Suni, Tadasuni, Terralba.
Il Sistema Museale Arborense secondo quanto sottoscritto nella Dichiarazione di principio, avrebbe dovuto raccogliere tutti i musei, i monumenti, le aree archeologiche e i siti di interesse ambientale del comprensorio provinciale e dei territori limitrofi un tempo appartenenti al Giudicato Arborense.
Il futuro Museo regionale dedicato al periodo giudicale avrebbe dovuto svolgere il ruolo di centro di coordinamento dell’intero Sistema Museale Arborense, così come disposto nel documento di indirizzo regionale del 2005.

Nel maggio 2006 venne redatto il Regolamento del Sistema che ne definiva le finalità, gli organismi di gestione e le loro competenze, le attività e i compiti.
Il Regolamento del Sistema museale promosso dall’Amministrazione provinciale di Oristano ha lo scopo di:
1. favorire lo svolgimento coordinato delle funzioni, dei servizi e delle azioni volte alla promozione e alla valorizzazione dei siti e musei aderenti;
2. di supportare i diversi partner nel processo di riorganizzazione del settore culturale promosso dalla Regione;
3. di agevolare le strutture museali nel conseguimento dei requisiti previsti dal DM 10 maggio 2001.

Nel luglio 2006 il Sistema venne formalmente istituito attraverso la sottoscrizione del relativo atto che, rispetto alla citata Dichiarazione di Principio, vede partecipare al progetto sei nuovi Comuni (Abbasanta, Asuni, Cuglieri, Masullas, Morgongiori e Norbello).
Non firmano il documento le Diocesi di Ales-Terralba e di Alghero-Bosa e l’Arcidiocesi Arborense.

Con l’istituzione del Sistema, tutti gli aderenti si impegnano:
- ad adeguare i propri musei ai criteri individuati dalla Regione per l’accreditamento regionale dei musei, contenuti nel documento Sistema regionale dei musei. Piano di razionalizzazione e sviluppo;
- a dotarsi delle figure professionali necessarie per il funzionamento del museo (direttore, curatori, esperti di didattica);
- ad accettare un futuro biglietto unico o la card dei beni culturali, come espresso nel documento Sistema regionale dei musei. Piano di razionalizzazione e sviluppo;
- ad accettare il coordinamento tecnico della Provincia di Oristano e il coordinamento scientifico del Sistema museale Arborense formato dalla commissione dei direttori dei musei e da un rappresentante del servizio dei beni culturali dell’assessorato regionale;
- ad accettare come responsabile scientifico del Sistema il direttore museale che sarà eletto tra i direttori dei musei aderenti.

Nei mesi immediatamente successivi alla nascita del Sistema Museale Arborense, la Provincia di Oristano, in qualità di capofila del suddetto Sistema, ha presentato alla Regione Sardegna un progetto relativo ad una gestione integrata dei beni musealizzati insistenti nel territorio provinciale, denominato Ydra, Progetto di gestione associata dei Beni Culturali in Provincia di Oristano.

Tale progetto Ydra prevedeva sostanzialmente la sottoscrizione di un «documento comune» che associasse diversi enti territoriali:
- i Comuni della Provincia di Oristano già beneficiari del contributo regionale per il cofinanziamento della gestione dei beni culturali di rispettiva pertinenza stabilito dalla legge regionale n. 4 del 2000 (Abbasanta, Bosa, Cabras, Fordongianus, Gonnostramatza, Laconi, Oristano, Paulilatino, Samugheo e Suni);
- i Comuni insistenti sempre nel territorio provinciale aspiranti alle risorse economiche regionali disposte dalla menzionata legge regionale n. 7 del 2005 (Albagiara, Ales, Cuglieri, Ghilarza, Gonnosnò, Marrubiu, Masullas, Milis, Morgongiori, Norbello, Nughedu S. Vittoria, Pau, Santa Giusta, Santu Lussurgiu, San Vero Milis, Sedilo, Terralba, Villa Sant’Antonio);
- la Provincia di Oristano.

Il citato piano triennale elaborato dalla Provincia predisponeva la realizzazione di diversi itinerari tematici, denominati «vie», che includevano i musei, i siti archeologici e i parchi culturali-ambientali esistenti o ancora da istituire nel territorio di riferimento.
I dieci itinerari erano così intitolati:
- Via delle Janas (la strada delle culture prenuragiche);
- Via dei Giganti (la strada della civiltà nuragica);
- Via dei Fenici (la strada delle città fenice e cartaginesi e del loro raccordo con i territori interni);
- Via dei Romani (la strada del paesaggio viario dei romani, dall’età repubblicana al periodo bizantino);
- Via dei Giudici (la strada della civiltà giudicale);
- Via dei Baroni (la strada dell’età feudale catalano-aragonese, spagnola e sabauda fino all’abolizione dei feudi);
- Via dei Bonificatori (la strada delle riforme agrarie, idrauliche e della bonifica integrale dal periodo sabaudo al periodo contemporaneo);
- Via delle Arti e dei Mestieri (la strada dei musei demoetnoantropologici, delle feste popolari, della poesia, della musica e della danza sarda, dei carnevali, delle leggende e delle tradizioni);
- Via dei Visionari (la strada dei musei d’arte contemporanea e dei parchi letterari);
- Via degli Ecomusei.

La gestione unitaria prevista da questo progetto si configurava essenzialmente con:
- l’assunzione di un logo comune;
- la realizzazione di una card che avrebbe consentito l’ingresso e la fruizione dei servizi nei musei e siti archeologici coinvolti;
- l’avvio di un’attività promozionale congiunta;
- la realizzazione di eventi culturali a scadenza annuale finalizzati all’incremento della visibilità del progetto e dei beni afferenti;
- l’adozione di una segnaletica interna ed esterna omogenea;
- il riconoscimento alla Provincia di Oristano, come capofila, del ruolo di coordinamento per tutte le attività di promozione comune;
- il coinvolgimento di eventuali nuove strutture musealizzate della Provincia una volta che esse dispongano del cofinanziamento regionale.
Poiché la graduatoria del menzionato bando del 2006 non è stata a oggi pubblicata, e dunque i relativi contributi non sono stati ancora assegnati, il progetto Ydra si è per il momento arenato, rimanendo fermo allo stato progettuale.

Nel 2007 la Provincia di Oristano, in quanto capofila del Sistema, dichiara la sua disponibilità a partecipare alla creazione di un soggetto unico per «la valorizzazione, fruizione e gestione» del futuro Museo della Sardegna Giudicale di Oristano.
Concretamente intende mettere a disposizione il personale dell’Antiquarium Arborense di Oristano e i locali dell’ex Convento del Carmine quale sede oristanese dello stesso museo.
Successivamente la Provincia di Oristano ha deciso di destinare a sede del Museo della Sardegna Giudicale non più il Convento del Carmine, ma il Palazzo Arcais la cui riqualificazione è stata oggetto di una gara pubblica nel 2008 e i cui lavori di restauro stanno per essere ultimati.

Nei mesi estivi del 2007 la Regione, la Provincia di Oristano e il Comune di Oristano hanno firmato un’Intesa Istituzionale finalizzata alla «creazione di un sistema territoriale coeso e solidale»; il suddetto documento annovera fra gli interventi disposti per il settore culturale la «valorizzazione del sistema museale provinciale» ovvero il Sistema Museale Arborense.

In data 20 settembre 2007, la Provincia di Oristano, come capofila del Sistema Museale Arborense, ha presentato alla Regione le richieste per i finanziamenti regionali concernenti interventi di restauro sui beni culturali disposti dalla legge regionale n. 14 del 2006.
Nello specifico le domande sono state presentate dai seguenti enti:
- Provincia di Oristano (restauri di Palazzo Arcais e dell’ex Monastero del Carmine siti in Oristano);
- Comune di Paulilatino (restauro conservativo del Nuraghe Lugherras);
- Comune di Santu Lussurgiu (Restauro del Museo della Tecnologia Contadina);
- Comune di Sedilo (completamento intervento area archeologica Nuraghe Iloi e restauro dei beni mobili tipici della realtà contadina);
- Comune di Ales (restauro del Piano d’uso collettivo dedicato a Gramsci ed ex carcere mandamentale);
- Comune di Terralba (restauro della Torre Vecchia di Marceddì);
- Comune di Ghilarza (completamento restauro della cappella dei Benedettini nel complesso monumentale di San Palmerio e restauro del nuraghe di Orgono);
- Comune di Suni (restauro chiesa dei SS. Cosma e Damiano);
- Comune di Bosa (completamento intervento ex convento dei Carmelitani adibito a biblioteca comunale e centro di documentazione delle Città Regie).

Successivamente, nell’ottobre del 2007, la Regione e i Ministeri dell’Economia e dei Beni Culturali sottoscrivono il secondo atto integrativo all’APQ in materia di beni culturali; in questo nuovo documento le parti stabiliscono, tra le tante modifiche, la «sospensione» dell’intervento relativo alla realizzazione del Museo della Sardegna Giudicale e la «riprogrammazione» del finanziamento di 1 milione di euro che era stato precedentemente assegnato a tale scopo.

Nello stesso atto però viene espressa la garanzia che il progetto, «in sede di stipula del III Atto Integrativo», avrebbe beneficiato di una nuova copertura finanziaria di pari livello garantita dalla Delibera CIPE n. 3 del 2006; in effetti a distanza di un mese l’intervento riguardante il Museo della Sardegna Giudicale viene reintegrato nel III Atto Integrativo dell’APQ ricevendo un finanziamento di 1 milione di euro.

Nel Documento Operativo di Avanzamento dell’Intesa fra Regione, Provincia e Comune di Oristano, l’Amministrazione provinciale descrive lo stato di attuazione del Sistema Museale Arborense; nel documento si comunica che per quanto riguarda la realizzazione del Museo della Sardegna Giudicale è stato effettuato un sopralluogo comune Regione-Provincia per assicurare il raccordo tra la progettazione esecutiva della ristrutturazione del Palazzo Arcais (di competenza della Provincia) e la definizione del bando per l’elaborazione del progetto museologico e museografico (di competenza della Regione). Nello stesso documento inoltre si dà notizia che la Provincia ha richiesto un incontro alla Regione finalizzato alla definizione delle modalità di gestione del citato museo.

Nonostante la partecipazione della Provincia di Oristano, come capofila del Sistema Museale Arborense, al bando per i finanziamenti regionali relativi al restauro di beni culturali, in seguito alla firma dell’Atto istitutivo e del Regolamento, il Sistema Museale Arborense non ha mai avviato le attività previste nello stesso atto d’istituzione e quindi non è ancora stato concretamente avviato; ciò può essere forse causato dal ritardo con cui procede, da un lato la realizzazione del Museo della Sardegna Giudicale e dall’altro l’attuazione del cosiddetto Sistema museale regionale, all’interno del quale l’esperienza oristanese avrebbe dovuto essere inserita.

Strumenti di comunicazione e visibilità

Attualmente non sono presenti attività promozionali.
Dal relativo Regolamento, approvato nel maggio 2006, sappiamo che il Sistema Museale Arborense dovrà garantire:
- la promozione di attività editoriali, come depliant, guide monografiche, cataloghi e newsletter;
- la realizzazione di una promozione sul web dei musei partecipanti;
- la partecipazione a eventi e manifestazioni.

Servizi offerti

Attualmente non si registrano servizi.
Nel Regolamento, approvato nel maggio 2006, si stabilisce che il Sistema Museale Arborense dovrà realizzare:
- biglietto unico;
- attività didattiche rivolte all’utenza sia scolastica che extrascolastica per la conoscenza del suo patrimonio museale;
- la realizzazione di «progetti specifici per fasce deboli».

Aspetti gestionali

Secondo il Regolamento del Sistema, approvato nel maggio 2006, gli organi tecnico-scientifici del Sistema Museale Arborense dovranno essere:
- il Direttore del Sistema Museale;
- la Commissione tecnico-scientifica;
- la Commissione di coordinamento.

Il Direttore del Sistema, eletto collegialmente fra i direttori dei musei aderenti, riveste anche il ruolo di Presidente della Commissione di Coordinamento Scientifico.
Il coordinamento tecnico del Sistema è assicurato dall’Assessorato alla cultura della Provincia di Oristano.
Il coordinamento scientifico al Sistema è svolto da una Commissione, formata dai Direttori dei musei aderenti e da un rappresentante del Servizio dei Beni Culturali dell’Assessorato Regionale competente.
La Commissione di coordinamento ha, invece, il compito di valutare le richieste di accesso e così favorire l’ingresso nel Sistema di altre strutture culturali. Quest’ultima Commissione è composta dal Direttore del Sistema, dal presidente della Provincia di Oristano e da un rappresentante del Servizio dei Beni Culturali dell’Assessorato Regionale competente.

Aspetti finanziari

La Regione, con la Delibera n. 45/20 del 2005, ha stanziato un finanziamento di 1 milione di euro finalizzato alla realizzazione del Museo della Sardegna Giudicale; tale somma è stata poi confermata nell’APQ in materia di Beni Culturali firmato nel settembre 2005.
Successivamente, la stessa Regione ha stabilito che tale finanziamento di 1 milione di euro venisse suddiviso in parti uguali fra le due sedi − Oristano e Sanluri − scelte per ospitare questo Museo regionale.
Nell’autunno del 2007 il contributo di 1 milione di euro è stato riconfermato nel III Atto Integrativo all’APQ Beni Culturali grazie alle risorse garantite dalla delibera CIPE n. 3 del 2006.

Nel 2007 i Comuni di Sedilo e Suni hanno beneficiato dei contributi regionali per interventi di restauro previsti dalla legge regionale n. 14 del 2006; le domande di questi due Enti locali erano state presentate alla Regione in forma associata, assieme a quelle di altri comuni del comprensorio, dalla Provincia di Oristano, come capofila del Sistema Museale Arborense, in data 20 settembre 2007. Grazie a questa partecipazione dunque i due citati Comuni di Sedilo e Suni hanno usufruito di risorse pubbliche per portare a compimento gli interventi di restauro del patrimonio culturale di rispettiva spettanza.

Non disponiamo di informazioni relative agli aspetti finanziari del Sistema dato che quest’ultimo non risulta ancora attivato.

Bibliografia

Il museo giudicale avrà sede a Palazzo Arcais, «L’Unione Sarda» dell’ 11 agosto 2007;
C’è intesa sul Museo Giudicale, «La Nuova Sardegna» del 16 luglio 2008;
V. Pinna, Il Giudicato trova casa in via Dritta, «L’Unione Sarda» del 26 settembre 2008;
Appalto della Provincia per il Museo Giudicale, «La Nuova Sardegna» del 10 ottobre 2008;
Palazzo Arcais, consegnati i lavori. Diventerà un museo giudicale, «La Nuova Sardegna» del 29 settembre 2009.

Scheda a cura di Cristina Borgioli, Maria Giuseppa Deligia

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