ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO tra il Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione Umbria, 8 marzo 2001, Linee programmatiche

accordo di programma quadro, Regione Umbria del 08-03-2001 [http://www.entra.regione.umbria.it/canale.asp?id=708 ]

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e La Regione dell’Umbria intendono procedere alla stipula di un Accordo di Programma Quadro in materia di beni e di attività culturali al fine di realizzare un piano di valorizzazione dell’ingente patrimonio ambientale e culturale dell’Umbria condividendo obiettivi, risorse e metodologie.

L’Accordo di Programma Quadro è stipulato a seguito di uno specifico processo di partecipazione dell’intera collettività regionale tramite gli Enti locali. I contenuti del presente Accordo sono stati oggetto di un Protocollo d’intesa con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MBAC) stipulato in data 4 dicembre 2000 e sono stati portati all’attenzione del Consiglio delle Autonomie locali nella seduta del 9 gennaio 2001. In Umbria il settore dei beni culturali è stato oggetto di particolare attenzione da parte di tutte le istituzioni locali per le potenzialità di sviluppo e di crescita sociale, culturale ed economica da questo rappresentate tanto da individuarlo quale settore prioritario nell’ambito della programmazione regionale.

L’integrazione tra i settori dei beni e delle attività culturali, dell’ambiente e quello del turismo, come evidenziato nel Piano Regionale di Sviluppo, costituisce una “filiera” non solo a fini economici e di sviluppo ma anche per elevare la “qualità sociale” del territorio. Organici programmi di intervento sono stati definiti nel corso di questi anni per conseguire il restauro, la manutenzione e la valorizzazione del patrimonio culturale, per organizzare servizi in grado di rispondere alle esigenze culturali, sociali e turistiche del territorio, nonché allo sviluppo economico e occupazionale. Il supporto all’attività di programmazione è stato assicurato da puntuali studi e progetti, individuando gli interventi in una ottica di integrazione con i restanti settori della programmazione. Va ricordato al riguardo il Progetto Quadro per la costituzione e l’organizzazione del circuito museale regionale e il Progetto Integrato Spoleto. I proficui rapporti di collaborazione che la Regione dell’Umbria ha istituito, nel corso di questi anni, con il MBAC e il costante confronto con gli Enti locali hanno contribuito a conseguire significativi risultati. Le linee programmatiche espresse nel Protocollo sopracitato ripercorrono le strategie fissate nei principali documenti di programmazione della Regione: il Piano Regionale di Sviluppo e il DOCUP Ob. 2, il Documento Annuale di Programmazione 2001-2003, il Programma operativo regionale per l’Umbria Ob. 3 2000-2006, il Piano triennale per il recupero dei beni culturali danneggiati dal sisma, nonché dai documenti di programmazione dei singoli settori d’intervento in una ottica di connessione di scelte strategiche e di interventi operativi.

La strategia della proposta di Documento Unico di Programmazione Regionale 2000 – 2006, elaborata dalla Regione, di cui si evidenziano i legami con le linee programmatiche, è definita in un quadro di integrazione con le altre politiche territoriali ed è volta al rafforzamento dell’efficienza economica e della competitività del territorio interessato. Le azioni previste dalle Misure 3.2 e 3.4 dell’Asse prioritario 3 “Tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali” consentono un approccio globale al problema. La Misura 3.2 si rivolge ai responsabili della gestione dei beni naturalistici e culturali, presenti sul territorio dell’Ob.2, che vogliano assicurare servizi più qualificati, e attiva procedure di natura integrata per la valorizzazione delle risorse naturali e culturali al fine di conseguire “tutte le sinergie derivanti dalla contestuale azione su beni ambientali, su beni culturali e sul potenziamento del comparto turistico”. La Misura 3.4 attiva iniziative atte a promuovere e diffondere in maniera unitaria l’immagine dell’Umbria e a favorire iniziative di marketing capaci di produrre informazioni sul patrimonio culturale e ambientale per l’utenza turistica. Il presente Accordo di Programma Quadro individua i settori di intervento alla luce della strategia del DOCUP, tendendo conto di quanto già intrapreso da tutte le istituzioni in materia di beni e attività culturali e ribadisce le linee programmatiche enunciate nel Protocollo d’intesa.

a. Completamento della ricostruzione post-sismica, anche per lotti funzionali di alcuni beni di particolare interesse storico-artistico, al fine di accelerarne il processo di riutilizzazione

Il sisma del ’97 ha danneggiato gravemente il patrimonio culturale, storico ed architettonico di una vasta area dell’Umbria.
Il rilevamento analitico dei danni, eseguito dall’Ufficio del Vice Commissario, censisce 1827 edifici pubblici o equiparati tali e 479 edifici privati, e indica per il ripristino un costo complessivo superiore ai 2000 miliardi. In un quadro di cooperazione tra il MBAC, la Regione dell’Umbria, la Conferenza Episcopale Umbra, attraverso conferenze partecipative per acquisire il parere dei Comuni interessati, sono stati fino ad oggi finanziati n. 365 interventi per un importo complessivo di L. 314.352.493.613, suddivisi nei seguenti piani attuativi: - Piano stralcio Giubileo – Terremoto (D.G.R. n. 5241/1998 e successive modificazioni e integrazioni): n. 24 interventi per un importo complessivo di L. 62.912.000.000; - Piano stralcio di interventi indifferibili ed urgenti 1998 (D.G.R. n. 5481 e successive modificazioni e integrazioni): - N. 98 interventi per un importo complessivo di L. 85.944.493.613; - N. 99 interventi per un importo complessivo di L. 79.996.000.000, attuati dalle Soprintendenze competenti. - Piano attuativo annuale 1999 (D.G.R. n. 94/2000): n. 144 interventi per un importo complessivo di L. 85.500.000.000. L’attuazione dei futuri programmi di ripristino, recupero e restauro dei beni culturali dovrà essere realizzata parallelamente alla attivazione di azioni che siano in grado di avviare un nuovo e deciso processo di sviluppo in un vasto territorio della Regione, nel quale il terremoto rischia di accentuare le notevoli disomogeneità economiche, sociali ed ambientali.

La strada del continuo e stabile confronto fra le istituzioni è sicuramente quella da percorrere. In questa fase occorre provvedere alla ricostruzione post sismica e alla valorizzazione di beni di particolare interesse storico – artistico che costituiscono una forte attrazione per il turismo culturale e religioso, nonché completare gli interventi strutturali e di messa in sicurezza di edifici destinati ad ospitare istituti e servizi culturali che saranno realizzati con altre risorse finanziarie. Gli interventi inclusi nel presente Accordo sono stati individuati secondo questi criteri e riguardano: - Assisi, Rocca Maggiore. Restauro di una sezione della trecentesca Rocca Maggiore, facente parte, insieme a quelle di Spoleto e di Narni, del sistema di fortificazioni costruito dall’Albornoz. La Rocca è inserita con la Pinacoteca, il Museo e il Foro Romano, nel circuito museale cittadino, gestito dal Comune che si avvale per i servizi ordinari di una società privata.

L’intervento consentirà la riapertura della quasi totalità dei percorsi della Rocca, uno dei monumenti di maggiore attrazione turistica, come evidenziato dai dati rilevati prima della chiusura. Titolare della gestione è il Comune; - Assisi, Basilica Santa Chiara. Restauro e recupero della basilica, monumento gotico di grande attrazione del turismo religioso e culturale; il complesso di Santa Chiara registra un numero di presenze turistiche di poco inferiore alla Basilica di San Francesco e rappresenta pertanto un bene di rilevante interesse non solo per la città di Assisi ma per tutta la regione; - Foligno, Abbazia di Sassovivo. Recupero e restauro della chiesa e dei locali sovrastanti il chiostro duecentesco dell’Abbazia di Sassovivo, importante complesso monastico di origine alto medievale; - Perugia, Accademia di Belle Arti. Restauro, consolidamento statico e recupero funzionale di una porzione degli edifici siti presso il complesso monumentale di San Francesco al Prato, sede dell’Accademia di Belle Arti. Il recupero della struttura e dell’adiacente chiesa di S. Francesco al Prato (compresa tra gli interventi della rete dei teatri) è parte del più complessivo progetto di riqualificazione di una delle zone più interessanti della città, anche per la presenza dell’oratorio di San Bernardino, e pertanto di grande attrazione turistica; - Perugia, San Matteo degli Armeni. Restauro e recupero funzionale del complesso di origine duecentesca per la realizzazione di un centro socio culturale. L’intervento è inserito nel programma di riqualificazione, avviato dal Comune, del quartiere di Porta S. Angelo, zona di grande interesse turistico per le caratteristiche medievali degli edifici ed in particolare per la presenza del tempio paleocristiano di S. Angelo.

b. Completamento di interventi di recupero e valorizzazione di rilevanti complessi architettonici

Le iniziative promosse hanno dimostrato che è possibile cogliere significativi risultati attraverso la condivisione di metodologie, di procedure e di risorse. Va, quindi, ricercata e promossa ogni forma di cooperazione così da conseguire il recupero del bene, favorirne la valorizzazione, promuoverne l’offerta turistica e incentivare lo sviluppo economico ed occupazionale del territorio. I progetti avviati hanno consentito di realizzare lotti funzionali di interventi. Il completamento dei lavori e la condivisione delle modalità di gestione dei servizi, della rete museale, nonché adeguate forme di promozione consentiranno di raggiungere la completa valorizzazione di questo patrimonio con un sensibile incremento delle presenze turistiche sul territorio regionale.

Per potenziare i significativi risultati fin qui conseguiti occorre lavorare in una duplice direzione:
1. attuare interventi di rilievo in ambito regionale - Perugia, Rocca Paolina. L’intervento permetterà di riaprire una parte della Rocca, inserendola nel circuito cittadino e di ampliare gli spazi museali; - Perugia, Complesso ex Saffa. Gli interventi di consolidamento e di restauro di questo ex complesso industriale consentiranno l’attivazione di servizi a supporto dell’attività della Soprintendenza, in particolare è prevista la realizzazione di un laboratorio di restauro. L’intervento, come il recupero di S. Matteo degli Armeni, rientra nel più vasto programma, concordato con l’Amministrazione Comunale, che mira alla riqualificazione dell’intero quartiere di Porta Sant’Angelo, dove l’immobile è ubicato; - Spoleto, Complesso Rocca Albornoziana, Colle Sant’Elia e Ponte delle Torri. L’intervento di restauro e ripristino funzionale del complesso monumentale è stato avviato con i finanziamenti FIO ’85 e ‘89 ed ha trovato nuovo impulso nell’Accordo stipulato nel 1996 tra Ministero BAC, Regione dell’Umbria e Comune di Spoleto, ai sensi dell’art. 15 della L. 241/90. Tale strumento, fortemente innovativo anche sotto il profilo della semplificazione amministrativa, ha consentito di raggiungere i seguenti obiettivi principali:
• la compartecipazione finanziaria delle istituzioni locali alla ridefinizione delle molteplici destinazioni d’uso, alla progettazione e realizzazione di opere ( assommano a ca. 11,5 mld gli investimenti regionali nel periodo 1996-99 e a 1,7 mld quelli comunali cui, entro l’anno, dovrebbero aggiungersi altri 6,5 mld per il completamento della mobilità alternativa di massa);
• la sperimentazione di forme di cooperazione e condivisione della programmazione degli interventi e delle attività e, più in generale, della gestione dell’intero complesso attraverso la costituzione di un comitato paritetico composto da rappresentanti delle tre istituzioni;
• l’attivazione di processi di creazione di nuove imprese nel settore del restauro e della diagnostica dei beni culturali;
• la riapertura “a lavori in corso” del monumento (per visite guidate, concerti, mostre, convegni, spettacoli) che nel 2000 ha già fatto registrare oltre 32.000 visitatori paganti. Numero che, secondo quanto indicato in uno studio commissionato nel ’93 dalla Regione, potrà salire oltre i 100.000 visitatori/anno a lavori ultimati e attraverso l’attivazione di una specifica campagna promozionale;
• un incremento occupazionale, pari attualmente a 10 unità stabili, con conseguenti effetti diretti e indiretti sulla crescita di una città a forte vocazione nel settore del turismo e dello spettacolo. Gli interventi da realizzare consentiranno di:
• ultimare il restauro degli apparati decorativi, allestire il Museo del Ducato e recuperare lo spazio del “Malborghetto”;
• ristrutturare e rifunzionalizzare le due “palazzine carcerarie” da destinare a centri di accoglienza, comunicazione e informazione, commercializzazione a servizio delle attività convegnistiche, museali, didattiche e di ricerca stabilite all’interno della Rocca;
• realizzare la prima tratta della mobilità alternativa di massa. La gestione dei servizi aggiuntivi verrà affidata a soggetti privati, nel rispetto della normativa vigente. - Amelia, Restauro Mura Urbiche. Restauro, scavo archeologico e valorizzazione delle mura poligonali, monumento unico per dimensioni, in stretto rapporto con l’impianto urbanistico cittadino; ciò costituisce un arricchimento di testimonianze culturali, che porteranno ad un notevole aumento turistico; - Todi, Restauro Mura Urbiche. L’intervento consentirà di creare un percorso pedonale all’interno delle mura permettendo la fruizione diretta del bene, con possibilità di adibire spazi, nell’ambito del percorso, per la divulgazione culturale e per l’allestimento di mostre, attuando la riqualificazione ambientale dell’insieme della città.

2. proseguire il lavoro già avviato con interventi organici di recupero e rifunzionalizzazione degli immobili. Gli interventi riguardano: - Perugia, loc. Colle Umberto, Villa del Cardinale. Restauro e recupero di parti dell’importante residenza gentilizia circondata da tredici ettari di parco. Il recupero e la valorizzazione del complesso attiveranno interazioni con gli altri beni della città; - Bettona, Villa Boccaglione. Restauro e recupero del corpo principale della Villa, edificio di interesse regionale, collocato alle pendici della città, lungo un asse viario che unisce centri con forti emergenze culturali: Torgiano con il museo del vino e dell’olio, Cannara con la zona archeologica di Collemancio, la città di Bevagna; - Castiglion del Lago, Palazzo della Corgna. Gli interventi consentiranno di completare il recupero strutturale e funzionale del palazzo tardorinascimentale, già meta turistica importante per i cicli pittorici presenti nelle sale del piano nobile e del piano terra, recentemente restaurate. Sarà inoltre realizzato un centro di documentazione sul territorio con l’esposizione di beni di proprietà comunale. L’integrazione con l’adiacente Rocca del Leone costituirà un percorso culturale e turistico di rilievo la cui gestione è nei compiti del Comune; - Città della Pieve, Palazzo della Corgna. Recupero funzionale e strutturale del secondo piano dell’edificio che presenta, al piano nobile, importanti cicli di affreschi. Sede di servizi e istituti culturali che saranno ulteriormente sviluppati al termine dei lavori programmati. L’intervento, che prevede anche restauri conservativi delle facciate, si colloca all’interno di un programma di recupero e riqualificazione del centro cittadino per il quale si prevede inoltre il restauro di importanti palazzi storici, del Teatro (finanziato con l’Ob. 5b) e dell’ex chiesa di Santa Maria dei Servi, destinata a centro di documentazione sull’opera del Perugino; - Gubbio, San Pietro. Completamento del restauro e del recupero funzionale di una sezione del complesso di San Pietro per l’attivazione di servizi informativi e di documentazione del territorio, già attivato con finanziamenti regionali derivanti dai piani di settore (musei e beni culturali) e dal Piano per la ricostruzione post sismica dei beni culturali. La gestione è comunale; - Orvieto, San Francesco. Restauro e recupero funzionale del complesso monastico annesso alla chiesa di San Francesco, opera del XIII secolo.
L’edificio, destinato ad ospitare una serie di servizi culturali e di documentazione territoriale, è già stato oggetto di un intervento congiunto MBAC - Regione dell’Umbria (fondi dell’8 per mille e Ob. 2 1997-99). La gestione è comunale; - Spoleto, Palazzo Mauri. Intervento di restauro e ripristino del prestigioso edificio, risalente ai secoli XVI – XVII, fortemente danneggiato dal sisma, che consente l’attivazione di servizi culturali, di un centro di documentazione del territorio, del Festival dei Due Mondi e di attività tipografico-editoriali, e di attività convegnistiche. La gestione è comunale.

c. Completamento del circuito museale dell’Umbria e ampliamento di quello teatrale

La rete museale L’attività di questi anni è stata indirizzata a conseguire gli obiettivi, espressi negli strumenti di programmazione regionale, volti a ripristinare i musei locali e assicurarne il regolare funzionamento e a ottenere, di conseguenza, benefici sia per quanto riguarda la tutela e la valorizzazione della generalità del patrimonio culturale regionale, sia per quanto riguarda gli effetti economici valutabili in termini di occupazione diretta e indiretta, di incentivazione e qualificazione e di più conveniente distribuzione del turismo e di promozione dei prodotti tipici locali.

Studi, ricerche ed in particolare la elaborazione del Progetto quadro per la realizzazione di un Sistema Museale Regionale, sono stati gli strumenti per la definizione delle linee d’intervento del settore ed hanno consentito l’elaborazione di organici progetti attuati mediante finanziamenti ordinari e straordinari. Determinante per i musei locali è stato il contributo comunitario che, a partire dal programma dell’Ob 5b per gli anni 1989 / 93, è stato indirizzato al completamento di lotti funzionali di restauro e adeguamento funzionale delle sedi museali e per l’allestimento delle raccolte. Tale sostegno proseguito, per il periodo 1994 – 1999, con i programmi Ob. 5b e Ob. 2, ha consentito la realizzazione di ulteriori interventi relativi al circuito museale e ha promosso progetti integrati di valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e archeologico e lo sviluppo delle risorse ambientali così da potenziare la capacità di attrazione turistica del territorio. Inoltre sono stati realizzati gli interventi museali compresi nei programmi definiti a seguito degli eventi sismici, nel programma Giubileo – terremoto nonché nel programma finanziato a seguito della delibera CIPE 6 maggio 1998. Contemporaneamente agli interventi sulle sedi e sulle raccolte si sono attuate misure per dotare i musei locali di standard minimi di funzionalità e per dare una connotazione unitaria al sistema: è stato definito il profilo professionale per gli addetti ai servizi intramuseali e sono stati realizzati appositi corsi di formazione. In tal modo è stato possibile affidare la gestione dei servizi museali a società private, purchè composte da giovani formati con tali corsi, conseguendo, allo stato attuale, l’occupazione di circa settanta giovani.

La Regione, in raccordo con gli Istituti Centrali del Ministero, ha promosso una organica attività di catalogazione e di studio del patrimonio storico artistico e archeologico, i risultati conseguiti sono stati pubblicati. Si sono così dotati tutti i musei di uguali strumenti scientifici in aggiunta a quelli promossi dagli istituti stessi. Al momento la Collana dei Cataloghi scientifici dei musei umbri comprende quarantaquattro titoli , è stato inoltre definito il modello di guida breve e sono stati stampati appositi depliants illustrativi. Il lavoro condotto ha permesso di riaprire al pubblico, a seguito di complessi interventi, trentaquattro musei. Se si considerano quelli portati a compimento nei musei statali, i collegamenti attivati in ambito cittadino tra museo e beni monumentali, i centri di documentazione del territorio, si può affermare che oggi la Regione dell’Umbria dispone di ottanta istituti e servizi museali aperti al pubblico. L’Associazione dei Comuni per la gestione coordinata di alcuni servizi museali, costituita da dodici Comuni, rappresenta un fattore determinante per passare dalla pura enunciazione ad una reale operatività in sistema della rete museale.

I soddisfacenti risultati fin qui raggiunti necessitano di perfezionamenti. In particolare, occorre consolidare le iniziative già in corso e mettere in atto ulteriori azioni in grado di dare una stabile organizzazione alla rete museale, attraverso una maggiore cooperazione fra i soggetti titolari dei musei, di completare gli interventi avviati e di conseguire una remunerazione economica dei servizi anche attraverso una incisiva attività di promozione e valorizzazione dei musei. Occorre in particolare:
1. portare a compimento lotti funzionali dei progetti di restauro e adeguamento funzionale delle sedi e degli allestimenti delle raccolte. Gli interventi riguardano i seguenti musei: - Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria. Sistemazione di ulteriori spazi e ampliamento del museo più importante e il più grande dell’Umbria, collocato al terzo livello del Palazzo dei Priori, sede della vita politica, amministrativa e culturale della città. Con questi lavori sarà possibile ampliare gli spazi espositivi, aumentare il numero delle opere esposte, già custodite nei depositi, e incrementare le attività culturali connesse alla valorizzazione del patrimonio musealizzato, con evidenti ricadute di ordine sociale, turistico ed economico del territorio regionale; - Perugia, Museo Archeologico Nazionale di San Domenico. Restauro degli apparati decorativi e lavori di impiantistica; allestimento delle raccolte con particolare riguardo ai reperti di età romana; - Città di Castello, Palazzo Vitelli alla Cannoniera. Recupero e completamento di Palazzo Petricci, edificio annesso a Palazzo Vitelli alla Cannoniera, sede della Pinacoteca; allestimento di una ulteriore sezione del museo con opere ottocentesche, e di spazi per le attività museali. La gestione è dell’Amministrazione comunale. L’intervento potenzierà l’offerta museale della città che conta la presenza di importanti Istituti : il Museo del Duomo, i Musei Burri, il Museo della tela Umbra, nonché le iniziative culturali e di promozione; - Foligno, Palazzo delle Canoniche. Restauro e recupero funzionale di Palazzo delle Canoniche, edificio gotico trecentesco, addossato al Duomo, e allestimento del museo secondo un percorso espositivo che si integra con il vicino museo comunale. L’intervento fa parte di un progetto più ampio che interessa le raccolte comunali ed ecclesiastiche, la cui attuazione consentirà una lettura della città sotto il profilo artistico, storico, sociale ed economico. Sarà così assicurato un servizio culturale e di grande interesse turistico; - Narni, Palazzo Eroli. Recupero e completamento del piano nobile e del secondo piano, nonché allestimento del museo del territorio con materiali che documentano la storia di Narni dalle origini agli inizi del XV secolo. Questo intervento consentirà la piena funzionalità dell’edificio, interamente destinato a servizi culturali e informativi, la cui gestione è nei compiti dell’Amministrazione comunale; - San Giustino, Villa Magherini – Graziani. Recupero e completamento del piano terra e del piano nobile con i relativi apparati decorativi e allestimento di un museo che documenti gli scavi dell’annessa area archeologica della Villa di Plinio il Giovane e le trasformazioni del paesaggio agrario dall’età romana a quella moderna. Il recupero della Villa e l’attivazione di un istituto museale costituiscono un incremento dell’offerta culturale della città che già attualmente è meta turistica per la presenza del Castello Bufalini e dell’area archeologica. Titolare della gestione è il Comune; - Spoleto, Palazzo Collicola. Recupero e completamento del piano nobile del sontuoso edificio settecentesco e dei relativi apparati decorativi,. Gli spazi recuperati sono destinati ad accogliere la Pinacoteca Comunale, le attività didattiche collegate al Museo e alla Galleria d’arte moderna, principale raccolta dell’Umbria per questo settore, che ha sede nel palazzo. Al termine attrazione turistica. Titolare della gestione è il Comune; - Spoleto, Rocca Albornoziana. Il progetto illustrato alla voce “Interventi di recupero e valorizzazione di rilevanti complessi architettonici” prevede il restauro, l’adeguamento impiantistico e l’allestimento del Museo del Ducato di Spoleto, nel quale saranno rappresentate attraverso esposizione diretta e strumenti multimediali le complesse vicende dell’occupazione longobarda di quest’area per tutta la durata del Ducato; - Marsciano, Museo del Laterizio.

L’intervento consentirà il completo recupero di Palazzo Petromarchi, edificio collocato all’interno del centro cittadino, la realizzazione di un museo, nonché di servizi informativi. Il progetto si colloca all’interno di un ampio programma volto da un lato alla documentazione dell’attività legata alla lavorazione del laterizio sotto il profilo storico, economico, sociale, etno-antropologico, e dall’altro al recupero nel tessuto urbano delle presenze di questa attività, delle quali un episodio di eccellenza è costituito dal restauro di una antica fornace, di cui sono in corso i lavori di recupero; - Terni, Museo delle Armi. L’intervento riguarda il recupero di due capannoni della ex Regia fabbrica di armi, da tempo non più utilizzati per l’attività industriale, e attuale adibiti al mantenimento di armi leggere. Sono stati ceduti all’amministrazione comunale per la realizzazione di un museo per l’allestimento della raccolta tecnica di armi leggere di proprietà della fabbrica. Attraverso un percorso cronologico che va dal sec. XV ai giorni nostri, si intende documentare l’evolversi tecnologico nella produzione delle armi – la raccolta comprende armi di provenienza internazionale – e le trasformazioni sociali derivanti dall’industria bellica e dagli eventi bellici. Il progetto prevede anche la realizzazione di un laboratorio di restauro. Questo museo, per la sua specificità, rappresenta una proposta diversa di attrazione turistica per la città e per il territorio rivolta ad addetti del settore ma soprattutto a curiosi ed appassionati, contribuendo così ad attrarre un flusso turistico nuovo rispetto a quello che si registra in ambito regionale.

2. Potenziare i musei già regolarmente aperti al pubblico, realizzando interventi di completamento atti a valorizzare le sedi e le opere, attraverso servizi adeguati allo svolgimento delle attività proprie dei musei, integrate con quelle sul territorio circostante. In particolare si intende completare il circuito dei musei ricadenti nell’accordo intercomunale per la gestione di servizi museali, al fine di assicurare la massima valorizzazione dei beni e la piena funzionalità delle strutture. In questa linea strategica si inseriscono gli interventi previsti nel presente Accordo e indicati come: “completamento di istituti museali e poli culturali già aperti al pubblico”. I musei interessati appartengono ai seguenti Comuni: Calvi dell’Umbria ( museo comunale, Palazzo Ferrini); Cannara (Antiquarium); Costacciaro (Museo e centro di documentazione del parco di Monte Cucco); Deruta ( Museo regionale della ceramica, complesso di San Francesco, e Pinacoteca); Gualdo Tadino ( Pinacoteca e raccolta comunale, Rocca Flea); Gubbio ( Pinacoteca e museo archeologico, Palazzo dei Consoli); Montefalco (Museo comunale, complesso di San Francesco); San Gemini ( Geolab, ex Ospedale degli Infermi Poveri); San Venanzo (Parco e museo vulcanologico); Stroncone (Museo Naturalistico); Trevi ( Raccolta d’arte comunale, complesso di San Francesco); Umbertide (polo culturale, Complesso Santa Croce e San Francesco). Istituti e Servizi Culturali integrati Per raggiungere una integrazione e una adeguata organizzazione dei servizi culturali, data la dimensione degli stessi, è stata favorita la programmazione di interventi che consentano il restauro e il recupero di importanti edifici e la collocazione, all’interno di queste strutture, di funzioni diverse quali musei, biblioteche, archivi, centri di documentazione, raccolta ed elaborazione dati per tutte le attività connesse alla promozione e valorizzazione del territorio. Questo consente: - il recupero e una adeguata destinazione d’uso di importanti complessi storico – artistici; - l’integrazione di risorse organizzative e finanziarie; - l’integrazione di forme gestionali. In questo settore d’intervento sono compresi i progetti di: - Assisi, Palazzo Vallemani. L’imponente edificio seicentesco è stato oggetto di complessi lavori strutturali, mentre gli interventi di adeguamento e completamento hanno riguardato parte del piano terra dove è stata collocata la Pinacoteca. L’intervento proposto interessa il completamento del piano terra, il recupero del primo piano e dei relativi apparati decorativi consentendo così di realizzare, in aggiunta alla Pinacoteca, un centro polifunzionale di servizi culturali e turistici. Considerando la città come un grande museo si intende attivare servizi di supporto alla conoscenza della città e di tutte le sue componenti. Titolare della gestione è il Comune; - Bevagna, ex Palazzo comunale. L’edificio, destinato interamente a servizi culturali, ospita attualmente, a seguito di interventi di restauro e adeguamento funzionale del piano terra, la Pinacoteca comunale. Il progetto prevede il recupero e completamento dell’ammezzato e del primo piano, l’allestimento del museo archeologico, nonché la predisposizione di servizi di informazione e di documentazione del territorio, collegati al Museo e alla Pinacoteca. Titolare della gestione è il Comune ; - Città di Castello, Palazzo Vitelli a San Giacomo. Restauro e recupero del prestigioso edificio al fine di attivare un polo informativo, nonché un centro di documentazione a sostegno delle arti grafiche, attività peculiare del territorio. Titolare della gestione è il Comune. La Rete dei Teatri Storici Un organico progetto di restauro strutturale e ripristino funzionale dei teatri storici dell’Umbria, definito negli anni ottanta, è stato oggetto di uno specifico programma FIO. Ulteriori avanzamenti di questo progetto sono stati possibili con i programmi comunitari dell’Ob. 5b e dell’Ob. 2, nonché con i finanziamenti derivanti dalla Delibera CIPE del 6 maggio 1998.

Tutto questo ha consentito il restauro, l’adeguamento alla normativa vigente e il ripristino della maggior parte dei teatri storici, attraverso l’integrazione di competenze tecnico – professionali specifiche, in grado di assicurare l’applicazione di corrette metodologie per il recupero dell’edificio e degli elementi decorativi che non compromettessero in alcun modo la funzionalità del teatro. Sono stati così recuperati ventidue teatri storici e sono stati realizzati interventi di adeguamento, ai fini di spettacolo, di strutture non teatrali. La rete teatrale di cui attualmente dispone la Regione Umbria consente una programmazione in grado di soddisfare i molteplici interessi della collettività locale nonché di programmare manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale che costituiscono uno degli elementi di grande attrazione turistica. Per assicurare un’attività in grado di rispondere sempre più alla domanda che perviene dal territorio e per continuare a garantire un regolare svolgimento, nonché il potenziamento delle manifestazioni programmate occorre:
1. completare gli interventi già avviati. L’Accordo prevede infatti i seguenti interventi: - Foligno, Auditorium di San Domenico. L’edificio, una ex chiesa duecentesca, è stato adibito ad auditorium ed è già funzionante. L’intervento previsto riguarda il recupero dell’importante ciclo pittorico del XIV e XV secolo e l’allestimento della sala. La gestione è dell’Amministrazione comunale; - Spoleto, Teatro Nuovo. Questo intervento assicura il completo recupero e adeguamento del Teatro. Sarà così possibile nei prossimi anni garantire il pieno regime della programmazione di questa struttura, situata in un centro dove si svolgono importanti manifestazioni teatrali quali quelle del festival dei Due Mondi, con significative ricadute culturali e turistiche. Titolare della gestione è il Comune.
2. dotare importanti centri della regione di strutture adeguate allo svolgimento di attività di notevole rilievo culturale e capaci di indurre rilevanti effetti economici: - Perugia, San Francesco al Prato. La chiesa di San Francesco al Prato, di origine duecentesca, è stata individuata quale sede dell’auditorium della città di Perugia. La città sarà così dotata di un servizio che risulterà di grande utilità per le numerose manifestazioni che da tempo si ripetono ( Umbria Jazz e la Sagra Musicale Umbra), e di sviluppo per altre, come gli spettacoli lirici, fino ad oggi rimaste in secondo piano per mancanza di adeguati spazi disponibili. L’intervento inoltre si colloca nel programma di riqualificazione della zona di S. Francesco al Prato, come richiamato nella linea strategica riferita al sisma. Titolare della gestione è il Comune; − Terni, Anfiteatro Fausto. L’intervento riguarda il completamento dei lavori di restauro dell’Anfiteatro e la realizzazione di una struttura teatrale all’aperto, che consentirà nel periodo estivo un potenziamento della programmazione e maggiori collegamenti con le altre manifestazioni regionali. Titolare della gestione è il Comune. Completamento della rete dei siti archeologici Il ricco patrimonio archeologico, in particolare nella provincia di Terni, e la necessità di valorizzarlo adeguatamente hanno consentito, attraverso una fattiva collaborazione tra gli enti territoriali e gli organi statali competenti, di individuare nel programma DOCUP relativo all’Ob 2 per gli anni 1994-96 e 1997-99 , la linea d’intervento “valorizzazione dei siti archeologici”, nella quale sono state realizzate strutture di servizio indispensabili per la fruizione delle aree sotto l’aspetto logistico e informativo.

Il completamento degli interventi nelle aree archeologiche di Carsulae e di Otricoli risulta determinante per attivare una gestione organizzata dei siti, creare le necessarie connessioni con il patrimonio esposto all’interno dei musei e favorire condizioni idonee per la ricollocazione nel luogo di provenienza di beni trasferiti per esigenza di tutela. Occorre pertanto, mentre proseguono queste attività, definire anche un modello innovativo di gestione integrata dei siti e dei musei archeologici, individuando ed attivando le procedure che ne consentano la realizzazione. L’Accordo prevede il finanziamento dei seguenti progetti: - Foligno, Colfiorito, Antiquarium nel parco archeologico territoriale di Colfiorito. L’intervento riguarda il completamento dei lavori di restauro, l’adeguamento della sede e l’allestimento dei reperti archeologici rinvenuti nella zona, consentendone la fruizione e divulgazione culturale; - Otricoli, Antiquarium e centro d’orientamento. L’intervento realizza lavori di restauro e adeguamento funzionale degli immobili destinati ad ospitare i reperti archeologici rinvenuti nell’area ed i servizi aggiuntivi. Sarà così possibile visitare l’area usufruendo di centri di orientamento agli ingressi principali; adeguare immobili di recente acquisizione per la creazione di un centro espositivo, nel quale siano ospitati anche servizi didattici, di accoglienza, di ricovero e restauro del materiale, oltre che ambienti per conferenze, mostre e concerti.

d. La Rete dei Servizi e degli Istituti Archivistici

Il notevole e importante patrimonio archivistico umbro necessita indubbiamente di consistenti interventi sia per quanto riguarda il restauro e la manutenzione delle sedi, sia per l’ordinamento e l’inventariazione dei materiali e l’impiego di idoneo personale. Per conseguire efficacemente risultati dai programmi definiti occorre una forte e continua cooperazione tra tutte le istituzioni competenti. Significativo, al riguardo, è il progetto del Sistema Archivistico della Valnerina che ha interessato congiuntamente l’Amministrazione regionale e la Soprintendenza archivistica per la realizzazione di un organico programma di restauro e riordinamento dei materiali; il trattamento delle informazioni e delle immagini relativamente a dieci archivi storici di quel territorio.

Per contribuire a superare le difficoltà del settore occorre mettere in atto una programmazione innovativa, in grado di evidenziare le potenzialità di utilizzo dei materiali documentari e le ricadute che possono derivare da progetti di trattamento delle informazioni e delle immagini di archivi, sia per la programmazione urbanistica del territorio sia per il marketing territoriale della regione. Occorre lavorare in una duplice direzione:

1. Assicurare sedi idonee per la conservazione del patrimonio archivistico e per lo svolgimento delle varie attività degli operatori e gli studiosi. Al riguardo sono previsti i seguenti interventi: - Perugia, Archivio di Stato. Adeguamento alle norme di sicurezza della sede dell’Archivio di Stato nell’ex Convento di San Domenico; - Terni, Archivio di Stato. Completamento dei lavori di ristrutturazione della parte storica del Palazzo; - Terni, Palazzo Mazzancolli, proseguimento dei lavori nella sede dell’Archivio di Stato.
2. Promuovere e progettare la realizzazione concertata di sistemi di servizi archivistici. L’Accordo prevede i seguenti interventi: - Formazione di specialisti nei servizi integrati per il trattamento e la disseminazione delle informazioni e immagini dei documenti d’archivio d’interesse regionale. Il progetto prevede percorsi formativi ed esperienze guidate in ambienti lavorativi legati a servizi innovativi in materia di fruizione del patrimonio culturale regionale, alternando la formazione teorica all’applicazione nell’ambiente d’archivio. Prioritari risultano per l’avvio del progetto i complessi archivistici a rischio di dispersione o danneggiamento e vengono pertanto individuati i Comuni di Gualdo Tadino, Narni, Città di Castello e Montefalco. Con questo intervento si intende conseguire un duplice obiettivo: conoscere le problematiche di conservazione fisica e le metodiche di descrizione degli archivi, ordinare i materiali secondo gli schemi e le tecniche archivistiche, digitalizzare le informazioni per l’immissione in rete e la consultazione a distanza; offrire, attraverso la gestione e manutenzione del sistema informativo, servizi ai cittadini, per il governo del territorio e per il marketing turistico regionale. - Completamento sistema archivistico della Valnerina (SAV). Il progetto di recupero e conservazione degli archivi, avviato a seguito degli eventi sismici verificatisi in quel territorio, non è stato ancora completato. L’intervento proposto intende portare a termine i lavori di restauro, riordinamento, inventariazione, trattamento delle informazioni e delle immagini negli archivi dei Comuni di Norcia, Cascia, Cerreto di Spoleto, Preci e Poggiodomo.

e. La Rete dei Servizi e degli Istituti bibliotecari e salvaguardia e valorizzazione sociale del relativo patrimonio

La rete delle biblioteche umbre è composta attualmente di 334 istituti di diversa appartenenza istituzionale e con funzioni diversificate. Nel corso di questi anni si è lavorato in una duplice direzione. In primo luogo si è cercato di migliorare le condizioni strutturali e di adeguare, poi, la qualità dei servizi erogati agli standard fissati a livello regionale. Tali interventi sono stati realizzati con i finanziamenti derivanti dai programmi annuali di settore e attraverso l’attivazione di progetti speciali che consentissero l’utilizzo di risorse straordinarie. La Regione ha inoltre destinato cospicue risorse a favore degli istituti bibliotecari danneggiati dai recenti eventi sismici. Contemporaneamente si è operato con azioni volte al miglioramento delle condizioni di conservazione e di tutela quale premessa necessaria per le successive attività di valorizzazione.

Un altro filone d’intervento, che caratterizza la Regione dell’Umbria fin dal 1985. è lo sviluppo e il potenziamento del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN). Per l’ulteriore qualificazione del sistema bibliotecario occorre: - implementare il Polo regionale SBN attraverso la condivisione Stato – Regione - Enti locali di progetti speciali e in particolare del progetto della Biblioteca Digitale Italiana; - promuovere la formazione professionale e la qualificazione degli addetti, continuando le attività formative per specialisti nel settore della conservazione e del restauro, iniziate già da un decennio, introducendo metodologie innovative di riqualificazione e aggiornamento del personale attraverso l’attuazione di progetti specifici quale il progetto di formazione a distanza CREMISI; - promuovere interventi di valorizzazione, riproduzione e uso sociale ed economico del patrimonio librario.

f. Servizi per la conservazione e manutenzione del patrimonio culturale della regione

Le linee strategiche della programmazione di questo settore, sono rappresentate dalla costituzione di servizi di utilità anche sovraregionale quali la Fondazione per il Restauro del Libro, il Laboratorio per la Diagnostica a Spoleto e le tre sedi del Centro Servizi per la Conservazione, la Manutenzione e la Valorizzazione dei beni Storici, Artistici, Archivistici e Librari dell'Umbria. L’attivazione di tutti i servizi consentirà di monitorare in maniera sistematica il patrimonio culturale assai diffuso e attuare di conseguenza la conservazione programmata del complesso dei beni. Un sistema integrato di servizi di elevatissima qualificazione tecnica e scientifica, assieme all’attivazione di tutte le possibili forme di cooperazione, costituiscono la condizione fondamentale per la realizzazione di interventi corretti ed efficaci. L’Accordo prevede la realizzazione del progetto: - Umbria, Centro Operativo – Sezione di Spoleto. A seguito del sisma del 97 la Regione Umbria, la Provincia di Terni, i comuni di Foligno, Narni e Spoleto e il vice-commissario per i beni culturali e ambientali hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per l’istituzione del Centro articolato in tre sezioni. E’ stata realizzata la sezione di Narni, con finanziamenti regionali, quella di Foligno è in fase di realizzazione, con finanziamenti del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Protezione civile. Occorre quindi provvedere al completamento del Centro attraverso la costituzione della sezione di Spoleto, destinata a svolgere funzione di ricovero monitorato di beni culturali, di diagnosi pre- intervento – in raccordo con il costituendo Laboratorio di diagnostica – e di manutenzione e di conservazione.

g. Salvaguardia e valorizzazione del paesaggio attraverso azioni di governo del territorio attuate secondo criteri di sviluppo economico sostenibile e di conservazione del patrimonio dell’identità collettiva

Il settore del patrimonio ambientale è considerato dalla Regione una risorsa importante per lo sviluppo e la crescita sociale ed economica. La salvaguardia e la gestione del territorio è assicurata da importanti strumenti di programmazione capaci di attivare azioni volte alla conoscenza del territorio, alla difesa delle risorse ambientali, a stabilire condizioni d’uso compatibili anche attraverso il ristabilimento degli equilibri nei casi in cui siano stati alterati. Infatti il Piano Regionale di Sviluppo ha stabilito tre obiettivi primari: il miglioramento della qualità della vita; la tutela del patrimonio ambientale regionale; uno sviluppo economico compatibile con l’ambiente. Le forme di pianificazione del territorio sono assicurate da politiche coordinate, che sviluppano la massima cooperazione tra poteri e competenze dei diversi soggetti responsabili. La Regione ha tra le proprie linee strategiche la valorizzazione delle risorse naturalistico-ambientali e di quelle storico-artistiche e monumentali. Al riguardo, già negli anni passati, i programmi comunitari DOCUP prevedevano misure o azioni d’intervento per i beni paesaggistico- ambientali, consentendo la realizzazione di progetti di salvaguardia e di fruizione del paesaggio e degli ambienti naturalistici, nonché la realizzazione di strutture di documentazione di tali aspetti ,promuovendone la valorizzazione in connessione con il patrimonio storico–artistico ed archeologico. La proposta del DOCUP, Ob. 2, relativo agli anni 2000-2006, in continuità con i precedenti documenti comunitari, tratta congiuntamente la tutela e la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali. Il documento ribadisce che le problematiche ambientali sono inserite nel modello di sviluppo regionale e che la tutela del paesaggio costituirà una politica attiva di valorizzazione del territorio capace di influenzare le azioni degli altri comparti. L’Accordo rivolge una attenzione particolare all’area ternana e alla Foresta Fossile di Dunarobba . A seguito di una convergenza di intenti e di risorse da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Provincia di Terni e del Comune di Avigliano Umbro verrà realizzato un progetto di conservazione e riqualificazione paesaggistica della Foresta Fossile di Dunarobba e lo studio per l’organizzazione e la gestione delle aree archeologiche, archeologico – industriali e naturalistiche della Provincia di Terni. Successivamente, sulla base delle risultanze del progetto, saranno avviati gli interventi relativi alla Foresta Fossile di Dunarobba con le risorse rese disponibili dalla Legge finanziaria del 23.12. 2000, n. 388 in favore del Comune di Avigliano Umbro.

h. La formazione professionale e la qualificazione degli addetti alla conservazione, al restauro e alla gestione dei beni e dei servizi culturali, con riferimento anche al settore bibliotecario e archivistico

Ai fini della realizzazione dei programmi illustrati in questo documento e per le attività di gestione dei servizi, avviati o da avviare, si rende necessario definire progetti di formazione per disporre di professionalità e competenze specifiche, nonché per innalzare le qualità professionali degli attuali operatori del settore. L’Umbria vanta nella formazione relativa al settore dei beni culturali iniziative significative e l’attivazione di servizi di formazione a carattere nazionale, proprio nell’intento di assicurare e sviluppare capacità professionali di alto livello sia nei settori tradizionali sia in quelli innovativi del patrimonio culturale. Tali progetti sono in connessione con le linee d’intervento illustrate nei precedenti paragrafi e attengono principalmente l’ambito della multimedialità. Riguardano infatti: - Progetto CREMISI. Si tratta di un programma di formazione per la riqualificazione dei bibliotecari già in servizio o per la formazione di giovani in cerca di occupazione attraverso forme di cooperazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, come illustrato nelle linee programmatiche relative ai servizi e istituti bibliotecari; - Progetto per gli Archivi. Riguarda un progetto di formazione di base per l’attivazione di un programma di trattamento dell’informazione e dell’immagine di archivi, come illustrato nelle linee programmatiche relative ai servizi e istituti archivistici.

i. Interventi aggiuntivi

Alcuni interventi, non inseriti nelle linee programmatiche e nei contenuti dell’Accordo di Programma, meritano comunque attenzione. Risultano comunque di particolare importanza nell’ambito della programmazione regionale e pertanto si ritiene opportuno enunciarli in questo documento, in quanto potrebbero trovare possibilità di sviluppo in eventuali rimodulazioni dell’Accordo di Programma Quadro. Più specificamente si provvederà a:
A. adoperarsi per l’attivazione del Laboratorio di Diagnostica dei beni culturali nella Rocca Albornoziana di Spoleto (ex Accordo art.15, L. 241/90 del 04.06.1996), con l’individuazione delle più idonee forme di gestione e di possibile utilizzazione da parte di diverse istituzioni;
B. collaborare con gli Enti Locali, ove richiesto dall’Ente competente, già in fase di redazione dei piani urbanistici a valenza paesistica;
C. attivarsi per reperire adeguati stanziamenti per le finalità di cui all’art.8, comma 4, della legge n.61/98 per la contrazione di mutui da parte delle Soprintendenze;
D. individuare iniziative pilota di riqualificazione e valorizzazione ambientale e paesaggistica anche attraverso l’elaborazione di specifici studi di fattibilità e/o progetti. Costituzione di un organismo misto, MBAC – Regione dell’Umbria, relativamente allo studio di un progetto di fattibilità per il recupero ambientale del tratto ferroviario Spoleto-Norcia;
E. attivarsi per determinare nelle annualità successive, per le finalità di sviluppo territoriale connesse al settore dei beni culturali, la destinazione di ulteriori finanziamenti derivanti dalle risorse previste per le aree Obiettivo 2 (fondi strutturali e fondi aree depresse);
F. sperimentare progetti pilota per strutture ricettive di alta qualità attraverso il recupero di beni di interesse storico-artistico;
G. attivarsi per definire rapidi programmi d’intervento per il recupero dei beni culturali danneggiati dagli eventi sismici del 16 dicembre 2000 che hanno colpito la città di Narni e il territorio circostante.

Effetti Attesi

La stipula dall’Accordo di Programma Quadro costituisce già di per sé un risultato importante nelle azioni delle Istituzioni che sono chiamate a cooperare. L’attuazione dei progetti previsti dall’Accordo, per il rilievo che ciascuno ha in ambito regionale, per la capacità di interessare l’intera regione, grazie ad una distribuzione capillare sul territorio, costituisce un fattore determinante per lo sviluppo sociale e culturale della collettività locale. Consentirà ai residenti di riappropriarsi di un importante patrimonio e di usufruire di numerosi e diversificati servizi culturali, strumenti essenziali nelle azioni volte a migliorare qualitativamente le condizioni di vita. Sarà così possibile rispondere concretamente agli obiettivi del Piano Regionale di Sviluppo che intende conseguire, attraverso il settore dei beni culturali, lo sviluppo economico della regione in senso “sostenibile”, elevando la qualità sociale, rafforzando l’identità di una comunità, la crescita e lo scambio relazionale. Occorre inoltre evidenziare risultati che potranno derivare da una accresciuta offerta culturale della regione non solo in termini di incremento di presenze turistiche, quanto in relazione alla capacità di qualificare il turismo, di attivare azioni in grado di distribuire le presenze in aree meno frequentate nonché, di accrescere il tempo di permanenza nella regione e la spesa media giornaliera. Infine le attività di valorizzazione dei beni recuperati e la gestione dei servizi comporteranno risultati positivi anche in termini occupazionali e di indotto. Per conseguire pienamente la fruizione e la valorizzazione dei beni sarà necessario il sostegno a iniziative volte a favorire la nascita e la creazione di imprese nel settore delle attività turistiche e alla gestione dei servizi in generale. In sintesi i positivi effetti che si avranno per tutto il territorio regionale dall’attuazione degli interventi previsti possono così essere elencati: - incremento dei servizi culturali offerti ai residenti e ai turisti; - incremento delle presenze turistiche e miglioramento qualitativo dei flussi dei visitatori per l’accresciuta offerta culturale; - estensione dei flussi turistici anche in aree meno frequentate, grazie ad una distribuzione capillare dei servizi culturali offerti su tutto il territorio regionale, che per la loro capacità di rappresentare e promuovere vaste aree del territorio contribuiscono all’incremento dello sviluppo turistico; - incremento delle attività produttive.