ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO in materia di beni ed attività culturali per il territorio della Regione Abruzzo, 20 dicembre 2002. Linee programmatiche

accordo di programma quadro, Regione Abruzzo del 20-12-2002 [http://www.regione.abruzzo.it/xprogrammazione/index.asp?modello=apqInterventiBC&servizio=xList&stileDiv=monoLeft&template=intIndex&b=accProQu6 ]

1. Abruzzo: Potenzialità del patrimonio storico - culturale regionale

Per le peculiarità della sua storia e della sua geografia, caratterizzate da una scarsa pressione demografica e da un marcato isolamento, l’Abruzzo odierno conserva inalterato gran parte del suo territorio: per questo motivo i siti archeologici e le testimonianze storico- artistiche delle regione vivono in un ambiente naturale, molto simile a quello antico e conservano intatte le proprie particolarità.
Ciò vale principalmente per quegli insediamenti abbandonati nel corso del tempo e che non hanno avuto una continuità nell’epoca medievale e moderna. Riportati alla luce con le campagne di scavo effettuate nell’ultimo secolo, hanno restituito testimonianze straordinarie della gloria dell’Abruzzo antico: Alba Fucens (Massa d’Albe-AQ), Juvanum (Montenerodomo-CH), Peltuinum (Prata d’Ansidonia-AQ), Amiternum (San Vittorino-AQ), Corfinum (Corfinio-AQ), il santuario di Ercole Curino (Sulmona-AQ), sono sicuramente gli esempi più eclatanti, noti agli studiosi e che i turisti, motivati dall’attrattiva del mare o della montagna, scoprono quasi per caso. Affascinano i siti riportai alla luce in pianori e vallate, ma desta interesse anche il patrimonio archeologico abruzzese celato tra le abitazioni moderne delle città come Teramo, l’antica Interamnia Praetutiorum, Chieti, il municipio romano Teate Marrucinorum, Vasto, l’antica Histonium, porto dei Frentani. Ogni sito archeologico conserva testimonianze dell’evolversi della storia e del tempo. Colonie trasformate in municipi, insediamenti di altura che diventano borghi fortificati, sono portavoce di una straordinaria produzione artistica: il Guerriero di Capestrano, Ercole Curino, opera ellenistica attualmente esposta presso il Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Chieti, il mosaico pavimentale della “Domus del leone” di Teramo, opere degne di essere annoverate tra i grandi capolavori dell’antichità.

Dalla preistoria, all’età del bronzo, all’età del ferro, al periodo italico, l’Abruzzo consente, attraverso le sue testimonianze archeologiche di effettuare un excursus che abbraccia secoli e secoli di civiltà. Così, dagli insediamenti paleolitici di Valle Giumentina, alle pitture rupestri di Pacentro, alle necropoli di Campovalano e di Celano, alla ben nota necropoli di Fossa, definita la Stonehenge dell’Italia - oltre seicento tombe delimitate da un circolo di pietre, ricche di corredo funerario caratterizzato dai letti funebri in osso, la cui produzione sembra essere una peculiarità dell’Abruzzo – agli insediamenti in grotta…più di qualche motivo dunque per fermarsi in Abruzzo e godere del suo passato, delle tracce intriganti e non scontate di un antico splendore. Altrettanto degno di interesse è il patrimonio storico - artistico regionale che dal medioevo all’età moderna ha lasciato testimonianze di notevole pregio. Nel periodo medievale la montagna abruzzese aveva una grande importanza militare e strategica e era interessata da una fioritura di opere d’arte che oggi sarebbe impossibile immaginare: chiese romaniche e gotiche caratterizzate da una architettura sobria ed elegante sono disseminate su tutto il territorio regionale. S. Maria in Valle Porclaneta, S. Clemente al Vomano, S. Pelino di Corfinio, S. Maria Assunta di Bominaco, S. Clemente a Casauria, S. Liberatore a Maiella, S. Maria Maggiore di Pianella, S. Giusta di Bazzano, S. Pietro ad Albe, S. Maria d’Arabona di Manoppello, sono solo alcune delle strutture che conservano in molti casi intatti i segni di grandi architetti e di grandi maestri scalpellini e, all’interno, cicli pittorici di grande valore storico- artistico.

Ed ancora, inseriti nel verde della natura incontaminata, volutamente celati dalla vegetazione rigogliosa, intatti nello loro splendore e nella loro spiritualità, si aprono gli eremi, dimore umili, legate alla figura di Celestino V o romitori di santi e briganti: S. Bartolomeo, Santo Spirito, S. Onofrio. S. Angelo, S. Venazio, S. Terenziano, oggi attirano turisti che si spostano dalla Germania e dall’Olanda alla ricerca di luoghi sacri e misteriosi.
Ed infine l’Abruzzo dei castelli, la terra dei Piccolomini o dei D’Avalos, il Feudo di Jacopo Caldora e di Margarita d’Austria, ma anche i centri fortificati posti a ridosso delle alture, oggi oggetto di un progetto di catalogazione secondo gli standard dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, a cura dell’ A.R.I.T., che porterà ad un monitoraggio completo sull’intero patrimonio dei castelli abruzzesi.

Se la risorsa culturale è diventata il core del prodotto turistico in molti paesi europei, anche in Abruzzo la cultura può trasformarsi in una punto di forza delle potenzialità turistiche della regione. Anzi, alcune indagini1 dimostrano che il turista culturale si attesta su livelli di istruzione e di reddito medio alti e spende di più per le vacanze. Il segmento “arte e cultura” può sviluppare maggiori incrementi come dimostrato già nel periodo 1991-1996, con una crescita, in campo nazionale, del 27,1%.

Il turismo abruzzese in cifre:
Nel corso del 2000, anno del Giubileo, l’Abruzzo, con 1.263.797 arrivi e 6.287.88 presenze, ha fatto registrare un notevole incremento di flusso turistico.
Si è registrata una vera e propria impennata di turisti provenienti dall’estero (+17,1% di arrivi e 16,8% di presenze) che sovrasta di oltre tre volte i flussi nazionali (+5,7% di arrivi e +5,4% di presenze).
La classifica delle provenienze dall’Italia non registra variazioni sostanziali rispetto agli anni precedenti: i laziali continuano ad essere i più numerosi, seguiti da Lombardia, e dalla Campania. Rilevante risulta il dato relativo alle motivazioni che inducono i turisti a raggiungere l’Abruzzo: se il mare e la montagna continuano a detenere il primato (68%), il patrimonio storico artistico comincia ad essere presente con una buona percentuale (25%).
1 Mercury, Ottavo rapporto sul turismo italiano, 1998
2 Regione Abruzzo, Rassegna Documenti Regionali, Il movimento del Turismo in Abruzzo (a cura di A. Bini),
Edigrafital, S. Atto (Te), 2002, pag 48 ss.

Presenze museali 3:

I musei, i monumenti e le aree archeologiche statali in Abruzzo sono 11 (n.5 in Provincia dell’Aquila, n.2 a Chieti, n.1 a Teramo e n.3 a Pescara) di cui solo 4 a pagamento. Nel 2000 hanno fatto registrare un aumento dei visitatori del 22,53% con 161.725 visitatori e degli introiti per il 30,04% per oltre 325 milioni, dopo un biennio di decremento: Il Castello Cinquecentesco dell’Aquila ha fatto registrare 66.379 visitatori nell’anno 2000, Il Museo dell’Arte Sacra della Marsica di Celano 24.936, la Casa natale di D’Annunzio a Pescara 8.285. La scia del Giubileo ha positivamente influenzato le scelte dei turisti che hanno visitato in gran numero i musei e le aree di interesse storico artistico, dipendenti dalla Soprintendenza P.S.A.D., anche nel 2001.
Monumenti Visitatori -20014
L’Aquila, Castello Cinquecentesco 64.593
Celano, Museo di Arte sacra della Marsica 27.661
Pescara, Casa natale di D’Annunzio 10.806
Capestrano, San Pietro ad Oratorium 10.806
Massa d’Albe, S. Pietro in Albis 3.625
Carpineto della Nora, S. Bartolomeo 3.630
Torre de’ Passeri 12.134

Si ritiene che la crescita sia dovuta in parte all’Anno Santo (che ha portato in Abruzzo pellegrini interessati anche alle emergenze culturali e al positivo effetto, in termini di comunicazione e di offerta culturale, determinato dalla mostra sui Piceni5 con momenti espositivi in Germania e in Italia (inedito esempio di collaborazione tra Regioni e Ministero dei Beni Culturali). L’offerta culturale della Regione, non ancora fattore attrattivo primario, opera bene come supporto e completamento dei prodotti turistici abruzzesi, per i turisti che sono già al mare o in montagna. Il turismo culturale resta un prodotto emergente; il nostro patrimonio culturale e archeologico non è una autonoma risorsa attrattiva di flussi turistici anche se, una recente indagine sulla domanda turistica relativa al Comune dell’Aquila, rileva che, la motivazione di viaggio, per il 62% dei turisti è dovuta ad interessi culturali, seguita, con il 28,5% dalle attrattive naturalistiche.

Il Sistema Museale Regionale:

Con la entrata in vigore della L.R. 44 del 1992, più di cento musei distribuiti su tutto il territorio regionale sono stai riconosciuti come musei di interesse regionale e pertanto possono oggi entrare a far parte di un sistema museale regionale, fondato sull’autonomia dei singoli istituti e aperto alle possibili forme di collaborazione interregionale. Tale organizzazione in sistema dei musei, sancita anche dalla L.R. 61/99, estesa dunque a realtà esterne alle città, favorisce una offerta culturale articolata che coinvolge non soltanto musei ed istituzioni già note, ma promuove la conoscenza di realtà meno famose e potenzialmente oggetto di valorizzazione, correggendo gli effetti di una eccessiva concentrazione dei flussi turistici su alcuni musei a vantaggio di altri, meno noti.
Attualmente i Musei riconosciuti dalla Regione sono 120, così suddivisi:
16 di 1^ categoria – Musei di rilevante interesse regionale
10 di 2^ categoria – Musei di interesse territoriale e musei medi
Regione Abruzzo, Rassegna Documenti Regionali, Il movimento del Turismo in Abruzzo (a cura di A. Bini),
Edigrafital, S. Atto (Te), 2002
Fonte: Ministero per i Beni e Le Attività Culturali
In particolare la mostra tenuta a Teramo, presso la Pinacoteca Civica dal 4 Marzo al 31 Dicembre2000 ha registrato
24.304 visitatori con una media giornaliera di 93, ed è stata l’unica mostra abruzzese ad inserirsi - 52° posto- nella classifica delle Mostre 2000 pubblicata da Kataweb.
35 di 3^ categoria – Musei di interesse locale e musei minori
59 di 4^ categoria – Centri di documentazione

I musei risultano articolati nelle seguenti tipologie:

Archeologia 18
Arte moderna 13
Arte contemporanea 9
Tradizioni popolari 27
Artigianato 4
Pinacoteca 4
Militare 2
Fotografico 2
Casa natale 4
Ceramica 2
Documentario 8
Scenografico 1
Musicale 1
Scienze biomediche 3
Naturalistico 10
Arte sacra 12

Il numero delle presenze nei musei che fanno parte del sistema museale regionale è in crescente aumento. Nell’anno 2001 sono state registrate 12.300 presenze al Museo delle Ceramiche di castelli, 45.970 al ;Museo delle Armi e alla fortezza dei Civitella del Tronto, 36.523 presenze sono state registrate al Museo delle genti d’Abruzzo di Pescara e26.564 sono stai i visitatori del Museo delle arti e delle Tradizioni Contadine di Picciano. E’ in crescita il numero dei visitatori anche presso i Musei archeologici abruzzesi (Il Museo Archeologico di Teramo, di Vasto, di Crecchio, di Chieti).

2. Il Centro Regionale Beni Culturali

Alle luce della nuova concezione dei Beni Culturali e nell’ottica di una politica istituzionale mirata essenzialmente alla diffusione della conoscenza e quindi alla valorizzazione del patrimonio, la Regione Abruzzo, con la L. R. 44/92 ha istituito il Centro Regionale Beni Culturali (CRBC), le cui attività si inseriscono nel disegno di promozione e di valorizzazione dei beni culturali abruzzesi, concepiti nella loro accezione più ampia.
A sostegno e a completamento delle attività svolte dal CRBC è stato ideato e realizzato un
progetto che ha portato, nel primo anno di attività, all’avvio delle finalità operative cui il CRBC è preposto.
Il progetto denominato “Supporto alla creazione delle Banche Dati della catalogazione dei Beni Culturali per il Centro Regionale Beni Culturali”- ha previsto l’assunzione di un apposito nucleo operativo all’interno del CRBC costituita da 23 unità operative ( 16 operatori di schedatura, 4 operatori di immagine, 1 analista banca dati, 1 responsabile banca dati, 1 programmatore junior) che opera presso la sede del Centro Regionale Beni Culturali, a Sulmona, dal 2 gennaio 2002. La realizzazione del progetto è finalizzata essenzialmente alla creazione di una banca dati su supporto informatico, secondo gli standard dettati dall’Istituto Centrale Catalogo e Documentazione (ICCD). Oggetto del progetto è la schedatura del patrimonio storico artistico ed archeologico, nonché dei beni demoetnoantropologici e paesaggistici della regione. Il CRBC, persegue gli obiettivi stabiliti dalla legge istitutiva L.R. 44/92, svolge infatti attività conoscitive, operative, di ricerca e di consulenza, raccoglie elabora e pubblica la documentazione relativa ai beni culturali, in relazione alle esigenze dello Stato, della Regione, delle Province e dei Comuni, in funzione anche della programmazione socio-economica regionale e della pianificazione territoriale. Cura la raccolta, l’elaborazione e l’organizzazione dei dati, 6 favorisce la circolazione delle conoscenze con la realizzazione di strumenti divulgativi informativi e didattici di qualsiasi tipo, fornisce consulenze e sussidi tecnici agli enti locali e alle istituzioni educative interessate alle materie di competenza del CRBC, sviluppa rapporti e collaborazioni con pari organismi di ricerca nazionali e stranieri; propone inoltre, nel rispetto delle competenze statali in materia, gli interventi regionali di conservazione e di restauro, sulla base di metodologie, definite d’intesa con gli organi statali competenti.

Ad oggi la realizzazione del progetto ha portato alla iniziale digitalizzazione6 dei dati relativi al patrimonio storico- artistico, architettonico ed archeologico della regione, che verrà estesa anche ai beni paesaggistici, alla vasta e composita realtà dei beni demoetnoantropologico. Inoltre sono già state avviate attività di valorizzazione del patrimonio culturale. Il Centro ha anche svolto un ruolo didattico e divulgativo: alle delegazioni straniere presenti in città è stato mostrato in anteprima il Sistema Museale Telematico ed un excursus virtuale sui portali e le finestre di Sulmona dal XII al XVII secolo.

3. Parchi e Riserve: una forte attrattiva turistica

Un punto di forza del turismo abruzzese è costituito dalla natura e dai parchi. Il ricco patrimonio delle aree protette ha costituito per anni l’unico punto di richiamo per turisti provenienti dall’Italia e dall’estero. Sebbene il turismo marino, con il 60% delle presenze, l’80% delle strutture ricettive, costituisce, sia sotto il profilo della domanda che dell’offerta, il segmento attualmente di maggior peso del turismo regionale, le zone interne del territorio regionale contengono una rilevante porzione di territorio protetto – circa 380.000 ettari – che rappresenta una delle emergenze naturalistiche in Europa per dimensione e per qualità ambientale. Il sistema abruzzese dei parchi e delle aree protette risulta essere il vero elemento distintivo della regione. Espressione dunque di un mercato nazionale ed internazionale in forte crescita, esso si caratterizza per una forte trasversalità che racchiude diversi segmenti turistici, incluso quello culturale.

Il patrimonio verde dell’Abruzzo risulta essere così articolato7:
Riserve di particolare interesse vegetazionale:
Sono tutte quelle istituite con la legge n.45 dell’11 settembre 1979, in cui si vieta l’abbattimento di ogni specie di pianta e la raccolta o l’estirpazione della flora minore, l’apertura di strade e l’utilizzo del territorio per qualsiasi edilizia poiché sono state riconosciute biotipi di particolare interesse vegetazionale: aree del bosco di Don Venanzio, nel territorio di Pollutri (CH), e delle Lecceta di Torino di Sangro (CH).

Riserve Nazionali:
Costituiscono un unicum ambientale all’interno del parco Nazionale d’Abruzzo, comprese nel territorio comunale di Civitella Alfedena (Aq), gestita dall’ex Azienda Stato per le Foreste Demaniali di Castel di Sangro la quale si occupa della tutela del territorio e della fauna presente. In tale territorio sono comprese la Riserva di Colle Licco, istituita nel 1971 e tutela il versante settentrionale del Monte Amaro di Opi (AQ) e la Riserva di Feudo Intramonti, istituita nel 1972, che tutela i selvaggi valloni del monte Morsicano. Particolarmente importanti sono le riserve del Lago Pantaniello, nel Comune di Barrea (AQ),la riserva della Valle dell’Orfento, nel territorio di Caramanico (AQ), del Feudo Ugni, nel territorio di Pennapiedimonte (CH), di Fara S.Martino (CH), di Palombaro (CH), del Lago di Campotosto (AQ), di Monte Rotondo, nel Comune di Popoli e Corfinio (AQ), di Lama Bianca, nel Comune di Sant’Eufemia a Majella (PE), del Monte 6 Sono state informatizzate circa 50.000 schede 7 Fonte: S. Ardito, Vacanze in Abruzzo, Touring Club Italiano, Milano 1998 7 Velino, nel Comune di Magliano dei Marsi (AQ), del Quarto S.Chiara, nel territorio di Palena (CH) e della Pineta di S.Filomena, a Pescara.

Riserve naturali Regionali:
Sono tutte quelle istituite dalla Regione Abruzzo e gestite dai Comuni e comitati di gestione che, spesso, si configurano come laboratori viventi ed offrono la possibilità di ricerca sul campo. In Abruzzo troviamo il Bosco di S. Antonio, nel territorio di Pescocostanzo (AQ), il Monte Genzana, nel territorio di Pettorano sul Gizio (AQ), le Sorgenti del Pescara, nel Comune di Popoli (PE), Zompo lo Schioppo, nel Comune di Morino (AQ), le Grotte di Pietra Secca, nel Comune di Carsoli (AQ), il Lago di Penne (PE), la Valle dell’Orta, nel territorio di Bolognano (PE), Punta d’Erce, detta anche Punta Aderci, nel territorio di Vasto (CH), Voltigno e Valle d’Angri, nel territorio di Civitella Casanova (PE), il Lago di Serranella, nel territorio di Casoli (CH), le Gole del Salinello, nel territorio di Civitella del Tronto (TE), la Valle del Foro, nel territorio di Pretoro (CH), i Calanchi di Atri (TE), Majella Orientale, nel territorio di Lama dei Peligni (CH), Abetina di Rosello (CH), le Gole del Sagittario, nel territorio di Anversa degli Abruzzi (AQ).

Parchi territoriali attrezzati:
Definito dall’art. 10 della legge Regionale 61/80 territorio con notevoli caratteristiche naturali ed ambientali, atto a soddisfare l’esigenze per l’impiego sociale del tempo libero nel rispetto del patrimonio naturalistico. Nella Regione Abruzzo ne sono stati istituiti sei: il Parco territoriale attrezzato Sorgenti sulfuree del Lavino, comune di Scafa (PE), Parco del Fiume Fiumetto, Comune di Colledara (PE), il Parco di Vicoli (PE), il Parco dell’Annunziata, nel Comune di Orsogna (CH), il Parco con orto botanico di Città S.Angelo (PE), il Parco sorgenti del Vera, nel territorio di Tempera (AQ), il parco del fiume Vomano, nel territorio di Montorio al Vomano (TE).
Le oasi del WWF:
Progetto avviato nel 1971 ed ora diffuso in tutto il territorio nazionale ha finalità didattiche e di conservazione della fauna. In Abruzzo ne sono state istituite ben 6: le oasi Forca di Penne, nel territorio di Brittoli, Capestrano e Corvara (AQ), del Lago di Penne, nel Comune di Penne (PE), le Gole del Sagittario, nel Comune di Anversa degli Abruzzi (AQ), Lago di Serranella, nel territorio di Casoli (CH), oasi dell’Abetina di Rosello (CH) e della Majella Orientale, nel territorio di Lama dei Peligni (CH).

4. Documento Unico di Programmazione (DOCUP) Obiettivo 2

Il Documento Unico di Programmazione costituisce per la Regione Abruzzo uno strumento valido per la qualificazione, la protezione e la valorizzazione del patrimonio culturale, archeologico, architettonico e storico artistico quale strumento di sviluppo economico del territorio. Attraverso la realizzazione delle due azioni 3.4.1 e 3.4.2, previste dalla Misura 3.4, verranno consolidate e potenziate le infrastrutture e le opportunità di espressione dei luoghi di fruizione della cultura, programmandone la valorizzazione in chiave turistica.


Azione 3.4.1. Recupero, restauro e valorizzazione dei beni storico-archeologici e realizzazione e potenziamento del sistema dei musei:

La Regione Abruzzo si è particolarmente distinta in campo nazionale per essersi dotata, nell’ ultimo quinquennio, di specifiche leggi d’intervento, sia per la realizzazione ed il recupero di strutture, sia per la programmazione delle attività del settore anticipando in qualche caso la normativa di riferimento nazionale.
La valorizzazione dei beni e delle attività culturali, nelle politiche regionali, ha come riferimento una molteplicità di campi di intervento suscettibili di creare nuova occupazione e sviluppo di nuova imprenditoria concorrendo ad elevare in modo significativo i sistemi socio-culturali delle zone individuate nell’ambito dell’Obiettivo 2. L’azione attiverà interventi per consolidare e potenziare le infrastrutture e le opportunità di espressione dei luoghi di fruizione delle culture, ai fini di promuovere lo sviluppo e di valorizzare l’offerta turistica in particolare:
restauro, recupero e valorizzazione di emergenze archeologico - monumentali e di distretti di particolare interesse in questo campo, collegate a progetti, circuiti e pacchetti di offerta turistico - culturale;
la ristrutturazione, il completamento, l’ampliamento e l’allestimento di musei afferenti ai sistemi museali territoriali e ai sistemi museali tematici, da realizzare in forma integrata con iniziative di ampliamento della fruizione turistica.
Realizzazione di strutture attrezzate per informazioni integrate su beni ambientali, culturali, ricettività ed eventi più significativi.
Tale azione verrà attuata sia attraverso gli strumenti della progettazione integrata (PIT), sia attraverso operazioni monosettoriali.. In quest’ultimo caso, l’azione prevede interventi, a regia regionale, selezionati attraverso bandi di evidenza pubblica o che verranno individuati con specifici atti di programmazione. Questi ultimi riguardano: o la promozione e la catalogazione del patrimonio regionale, l’organizzazione di mostre, i convegni, attuati dalla Regione Abruzzo o Interventi relativi alle aree archeologiche abruzzesi, al cui titolarità sarà affidata con atto di Giunta Regionale, disciplinando tempi, criteri e modalità di esecuzione, in concessione ai comuni interessati.

Azione 3.4.2. Servizi e attività di promozione e diffusione della cultura:

Le connessioni tra beni culturali, sviluppo e crescita civile assumono rilievo strategico in una regione come l’Abruzzo che, ricca di risorse turistico-culturali, ha la necessità di investire e sostenere la risorsa cultura complessivamente intesa (beni, produzioni materiali e immateriali, capitale umano tecnico e organizzativo) per promuovere lo sviluppo di attività produttive e dell’occupazione. Una più ampia valorizzazione dei beni culturali permette una maggiore fruizione da parte delle collettività locali e dei flussi turistici aumentando le potenzialità di crescita dell’offerta turistica. A tal proposito si evidenzia inoltre che la stipula dell’Accordo di Programma Quadro in materia di beni e attività culturali tra la Regione Abruzzo e il Ministero per i beni e le attività culturali consentirà, tra l’altro, l’utilizzo delle risorse dei fondi CIPE (annualità 2000-2002) secondo quanto precisato dall’Intesa Istituzionale siglata nel marzo 2000, aumentando in tal modo le risorse economiche necessarie per lo sviluppo integrato delle aree Obiettivo 2.
L’interesse della Regione ad implementare l’occupazione nel settore della cultura si evince, oltre che dai numerosi interventi attuati negli ultimi anni, anche dalla L.R.55/97 9 che incentiva investimenti da parte di cooperative giovanili per la gestione di parchi culturali, dall’attuazione, nell’ambito di quanto previsto dal D.L.vo 280/97 (LSU) di un progetto per la gestione del patrimonio culturale che ha stabilizzato, per il periodo 2001-2004, l’occupazione di 20 ex-disoccupati e che potrà essere ulteriormente ampliato, grazie anche all’apporto delle azioni in parola.
L’azione attiverà interventi:
per la riqualificazione di strutture teatrali e sale di spettacolo inserite in pacchetti di offerta di itinerari culturali tematici a fini turistici, anche con il supporto di mezzi multimediali;
per la riqualificazione di centri storici mediante programmi di riqualificazione urbana che prevedano anche il riuso a fini sociali (servizi) si strutture pubbliche degradate e/o abbandonate con particolare riferimento al riuso per attività di spettacolo e di animazione culturale, al fine di consolidare e potenziare le infrastrutture e l’opportunità di espressione dei luoghi di fruizione della cultura attraverso la valorizzazione del patrimonio di interesse storico e di sostenere, integrando il recupero funzionale, la valorizzazione della risorsa cultura con lo scopo di favorire il potenziamento, diversificandola, dell’offerta turistica.
B.3. Destinatari: Enti locali, enti gestori di beni culturali, enti e associazioni della cultura, cooperative di gestione.
B.4. Copertura geografica: Territorio dell’obiettivo 2.
B.5. Tipologia di spesa: Cofinanziamento per la realizzazione di opere e di servizi a totale carico pubblico.
B.6. Durata: 2000-2006
B.7. Procedura di notifica: Nessun aiuto di Stato ai sensi dell’art.87.1 del Trattato UE sarà accordato in base a questa misura.
C. RISULTATI ATTESI
C.1. Indicatori di realizzazione: N° interventi
C.2. Indicatori di risultato: Presenze turistiche
C.3. Indicatori di impatto:Saranno qualificati nel Complesso di Programmazione.


ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO IN MATERIA DI BENI ED ATTIVITA’ CULTURALI (Allegato 1 - RELAZIONE TECNICA . Seconda parte)


Documento di linee programmatiche

Il Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione Abruzzo con il presente Accordo di Programma Quadro avviano un’attività di concertazione degli interventi da attuarsi nel territorio regionale al fine di porre in essere tutte le possibili sinergie nell’impiego delle risorse disponibili: umane, finanziarie, di carattere ordinario e di carattere straordinario, patrimoniali o risorse organizzative.
La concertazione come metodo operativo coinvolgerà tutte le fasi del percorso operativo: la
programmazione, attraverso l’individuazione degli obiettivi strategici da attuare attraverso gli
specifici interventi; la realizzazione delle iniziative, attraverso forme di cooperazione tecnicoscientifica
e amministrativa; la disponibilità dei dati, dello scambio delle informazioni e della divulgazione dei risultati.
La Regione Abruzzo ha individuato nelle risorse del DOCUP 2000-2006 una delle principali fonti di cofinanziamento di interventi nel settore dei Beni e delle Attività Culturali, che si integrano con le risorse per le aree depresse espressamente attribuite dal CIPE agli interventi inclusi negli Accordi di Programma Quadro, e con i finanziamenti ordinari e straordinari del Ministero per i beni e le attività culturali.
Il Ministero per i beni e le attività culturali, ha effettuato negli anni passati ed ha programmato per il triennio 2001-2003, il restauro e il recupero funzionale di grandi complessi di beni attraverso l’investimento di cospicui finanziamenti derivanti dagli introiti del gioco del lotto, e con le risorse rese disponibili dalla Legge 400/2000, art. 1 e 2 e dalla Legge 29/2001. L’ammontare complessivo di tali finanziamenti è di oltre 40 milioni di euro.

Nella definizione delle linee si è tenuto conto sia degli interventi compresi nell’Allegato A dell’Accordo, già dotati di copertura finanziaria, sia di quelli indicati nell’Allegato B, individuati dai soggetti sottoscrittori dell’Accordo stesso come interventi prioritari per il territorio della Regione, sui quali potranno essere utilmente coinvogliate le risorse assegnate dalla Delibera CIPE 36/2002 alla Regione Abruzzo nella misura attribuita al settore cultura con Delibera della Giunta Regionale 1011 del 10 dicembre 2002, nonché eventuali ulteriori risorse finanziarie che si rendessero disponibili nelle annualità successive da parte del Ministero, della Regione e di altri soggetti pubblici e privati. In particolare la Regione si impegna a investire sugli interventi concordati le risorse del DOCUP 2000-2006, che si renderanno disponibili non appena sarà perfezionata la fase istruttoria.
Tali interventi si inseriscono nelle aree tematiche individuate nell’ambito delle linee programmatiche completando e integrando gli interventi compresi nell’Allegato A Ai fini dell’attuazione dell’Accordo di Programma Quadro, di cui il presente allegato costituisce parte integrante, le due parti condividono, le seguenti linee strategiche di programmazione:

A) Conservazione, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale e ambientale presente sul territorio regionale.

Attraverso questa linea strategica si mira a incentivare la programmazione e attuazione negoziata di interventi tesi a favorire la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale presente nella Regione anche al fine di promuovere l’offerta turistica, per finalità di sviluppo economico ed occupazionale, nel rispetto delle esigenze di tutela, di compatibilità ambientale e di riqualificazione paesaggistica, di un settore dove molto si è realizzato negli interventi di restauro, ma molto poco nella valorizzazione e gestione dell’insieme dei beni culturali.
Sarà necessario per ottimizzare le procedure di concertazione tra le diverse Istituzioni interessate dare attuazione ad alcuni obiettivi fondamentali:
􀂃 mirare ad azioni organiche e chiaramente finalizzate ad assicurare, oltre che la conservazione, il recupero funzionale del patrimonio culturale utilizzando tutte le risorse disponibili (gestionali, organizzative, finanziarie, patrimoniali), attraverso scelte di programmazione comprensoriale integrata;
favorire il coinvolgimento reale di tutti i partners pubblici e privati interessati al programma, soprattutto in direzione della ricerca delle soluzioni gestionali più idonee (fondazioni, società consortili pubblico — private, ecc.)
stimolare intese con il sistema scolastico ed universitario sia per valorizzare il patrimonio culturale, sia per promuovere, fin dall’età formativa, una forte sensibilizzazione verso le esigenze di tutela dei beni culturali e ambientali.
concorrere attraverso mostre ed eventi culturali ad attivare la diffusione della conoscenza del patrimonio storico-artistico regionale.
Gli interventi riguarderanno la ristrutturazione e l’adeguamento funzionale delle sedi dei servizi ed attività culturali (archivi storici, biblioteche, musei, sedi per lo spettacolo), il restauro, il recupero e la valorizzazione di emergenze monumentali e di beni storico-artistici, nonché di aree di particolare interesse archeologico, culturale e naturalistico funzionali alla valorizzazione ed alla riqualificazione paesaggistica dei territori interessati .
Per gli interventi di particolare complessità sul piano della metodologia del recupero e successivo assetto gestionale sarà attivato un preliminare studio di fattibilità per la valutazione dei risultati attesi con particolare attenzione agli aspetti tecnico-economici e gestionali. Gli interventi già individuati riguardano: lo studio per il restauro ed il recupero funzionale del Ghetto a Civitaretenga (AQ), lo studio per la gestione del sistema museale regionale. In tale ambito sono stati individuati percorsi integrati, finalizzati alla creazione di una rete di itinerari turistico culturali, sinergici con il sistema produttivo locale (prodotti tipici, artigianato artistico, ecc.). Tra questi si indicano le seguenti principali linee tematiche :
1. l’architettura fortificata;
2. arte e architettura religiosa;
3. aree e parchi archeologico - culturali
alle quali sono riconducibili interventi e studi di fattibilità, descritti negli approfondimenti tematici riportati in calce al documento delle linee programmatiche, ritenuti rilevanti nel quadro dello sviluppo territoriale .

E’ infatti fondamentale inserire la valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale in una politica di sviluppo economico integrato, volano di un turismo che si basi anche sulla promozione dell’artigianato artistico e dei prodotti tipici locali, anche al fine di creare occupazione stabile nel comparto interessato.
Nel quadro delle iniziative di maggiore rilievo già intraprese dalle Soprintendenze e dagli Enti Locali si richiamano gli Accordi di Programma per lo studio di fattibilità e per la successiva realizzazione del Parco culturale ed ambientale del comprensorio Sangro-Aventino, per il recupero dell’abbazia di Santo Spirito al Morrone in Sulmona (il restauro è stato finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso i finanziamenti derivanti dai proventi del gioco del Lotto, se ne prevede la continuazione per la prevista rifunzionalizzazione nell’ambito dell’Accordo di programma Quadro) nonché il piano di recupero dell’anfiteatro romano di Teramo, già espletato nella fase iniziale con l’esercizio da parte della Regione Abruzzo del diritto di prelazione di palazzo Adamoli.

B) Sistemi museali territoriali e sistemi museali tematici

La progettazione e realizzazione concertata di sistemi museali territoriali e di sistemi museali tematici tende a promuovere la loro più razionale organizzazione, indipendentemente dalla relativa titolarità, ed a favorire una loro gestione coordinata che consenta di svilupparne, utilizzando anche le moderne tecniche multimediali, le potenzialità in un contesto di efficace utilizzazione delle risorse umane, finanziarie e materiali disponibili.
La tematica va affrontata anche in relazione all’esito dei lavori della Commissione prevista dall’art. 150 del D. L.vo n. 112/1998 che ha il compito di valutare per quali musei o altri beni statali la gestione possa essere trasferita alle Regioni, alle Province o ai Comuni, nonchè alla luce dei contenuti dell’art. 33 della legge finanziaria 2002 e dei risvolti attuativi derivanti dalle modifiche al Titolo V della Costituzione.
Il legislatore regionale abruzzese con la L.R. 61 del 9 agosto 1999 ha previsto la creazione del Sistema Museale Regionale, coinvolgendo in maniera diretta gli Enti Locali ed Ecclesiastici e tutti i soggetti privati interessati. Nell’ambito del territorio, individuato come sistema di riferimento, il Museo ritenuto di prevalente interesse diviene l’epicentro della promozione e della gestione di tutti beni culturali e ambientali del comprensorio.
Sulla scorta anche dei criteri di indirizzo e standars dei musei fissati dal D.M. 10 maggio 2001, uno dei principali orientamenti della politica culturale è volto a predisporre gli strumenti per la programmazione dell’offerta di servizi e per la gestione dei sistemi museali territoriali e tematici, portando a razionalità il sistema complessivo, costituito in Abruzzo da oltre 100 istituzioni museali statali, locali e di interesse locale estremamente differenziate per dimensioni e tipologia.
Si tratta dunque di giungere a forme associative tra musei per la gestione coordinata ed integrata delle attività e dei servizi museali, con l’incentivazione di ogni possibile modalità di collaborazione che, tenendo conto della diversità dei musei, della ricca gamma delle attività possibili, del grado di disponibilità dei soggetti a coordinarsi e ad integrare i propri servizi, possano comunque consentire economie di scala, potenziare le capacità di produzione culturale, razionalizzare e arricchire l’offerta museale ed incidere positivamente sul turismo culturale.

I “sistemi territoriali” si basano sui seguenti indirizzi fondamentali:
favorire, per quanto possibile, una articolazione o accentuazione tematica dei diversi musei compresi nel sistema cercando di promuovere una loro integrazione nel disegno generale e di farli concorrere ad una rappresentazione e lettura della realtà territoriale del comprensorio, nei suoi aspetti antropici e naturalistici, istituire servizi comuni riguardanti le attività di ricerca e catalogazione, la programmazione e la 13 realizzazione degli interventi di restauro di primo livello, l’acquisizione e la gestione dei prodotti multimediali, l’organizzazione delle visite guidate anche sul territorio, altre eventuali iniziative culturali comuni, il coordinamento con gli altri servizi culturali presenti nel territorio. I “sistemi tematici” hanno per ambito territoriale l’intero comprensorio regionale e sono lo strumento mediante il quale le singole strutture museali ed espositive, omogenee per materia organizzano forme di cooperazione per la valorizzazione, la divulgazione, lo studio e la ricerca sul tema di propria pertinenza. Ciascun sistema costituirà una rete museale al fine di far conoscere e di valorizzare i contesti culturali più significativi della realtà abruzzese, relativi al proprio ambito tematico, oltre che migliorare, grazie alla cooperazione ed integrazione costante, la gestione dei servizi e delle attività culturali.

C) Attività di catalogazione e di implementazione della rete dei beni culturali

La programmazione e l’attuazione concertata delle attività di catalogazione e la gestione coordinata delle relative banche dati, nell’ambito degli indirizzi metodologici definiti ai sensi della vigente normativa, costituiscono un obiettivo fondamentale anche alla luce dei contenuti del D. L.vo. 112/98 e dell’Accordo del febbraio 2001 tra Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regioni per la catalogazione dei beni culturali.
Per il perseguimento di tale obiettivo la Regione Abruzzo ha istituito il Centro Regionale per i beni Culturali di Sulmona presso il quale ha sede il Sistema Informativo Regionale che prevede, in una prima fase, la informatizzazione dei dati della catalogazione delle Soprintendenze statali, in attuazione del Protocollo di Intesa stipulato il 14.11.2001 tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione L’attività di catalogazione finora svolta dal Ministero per i beni e le attività culturali, tramite gli uffici periferici e gli Istituti centrali, può essere ottimizzata attraverso la collaborazione con la Regione Abruzzo nei seguenti ambiti:
la programmazione concertata delle attività di catalogazione, oltre ad evitare inutili sovrapposizioni di interventi e dispersione di risorse, può favorire un efficace espletamento delle competenze legate alla gestione del territorio, può agevolare la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale, nonché la promozione e la realizzazione delle attività di carattere didattico, divulgativo e di ricerca;
la gestione coordinata delle attività di catalogazione, anche mediante la possibile utilizzazione di catalogatori individuati con riferimento a graduatorie definite sulla base di criteri concordati e di percorsi di valutazione definiti in comune. Ciò oltre ad offrire garanzie di qualificazione, può assicurare trasparenza nell’attribuzione degli incarichi e tenere conto della necessaria specificità professionale in riferimento ai lavori da affidare.
la reciproca disponibilità dei dati, anche ai fini del loro inserimento nel Sistema Informativo del Catalogo Generale del ICCD costituirà il punto di riferimento in ambito regionale per le attività di catalogazione e di documentazione;
la organizzazione di comuni iniziative di valorizzazione legate alla elaborazione, pubblicazione e diffusione delle ricerche e dei dati conseguenti alla catalogazione in funzione di esigenze scientifiche, divulgative o amministrative.

D) Tutela, conoscenza e valorizzazione del patrimonio librario e archivistico

Per la gestione del patrimonio librario, sul quale la Regione esercita anche funzioni di tutela, e del patrimonio documentario e archivistico, per il quale esiste una lunga ed efficace tradizione di collaborazione tra la Regione e lo Stato si possono fin d’ora individuare alcuni importanti temi di cooperazione:
la catalogazione del patrimonio librario antico e moderno, che vede da anni impegnati sia il Ministero che la Regione nell’ambito del programma SBN, potrebbe dar vita, per la qualificazione dei servizi bibliotecari, ad interventi sinergici tesi a migliorare e decentrare le possibilità di accesso alle informazioni, anche attraverso l’estensione dell’integrazione in rete delle risorse bibliografiche presenti su tutto il territorio regionale, come già previsto con le Provincie ex LR. 77/98;
l’estensione ed il potenziamento del SBN nell’ambito della Regione attraverso l’attivazione di un polo regionale che coinvolga la Regione, l’Università degli Studi D’Annunzio ed alcuni comuni abruzzesi e tramite il potenziamento della rete delle biblioteche dell’ateneo aquilano. Gli interventi predetti permetteranno di inserire in rete il patrimonio bibliografico abruzzese attuale e pregresso e di migliorare i servizi all’utenza nell’ambito del prestito interbibliotecario;
nel campo della tutela, dove già si registrano positivi momenti di collaborazione con l’Istituto di Patologia del Libro, si possono sviluppare ulteriori forme di cooperazione sia nel restauro del patrimonio libraio raro e di pregio (in termini metodologici ed operativi), sia con riferimento ad eventuali progetti di conservazione od acquisizione di testi o fondi di particolare interesse;
nell’ambito dei rapporti di collaborazione da tempo avviati con la Conferenza Episcopale, Ministero e Regione potranno sostenere interventi congiunti di catalogazione e tutela sui patrimoni librari antichi conservati nelle biblioteche ecclesiastiche dell’Abruzzo, così da completarne la conoscenza e da garantirne una più adeguata fruizione e valorizzazione;
interventi di salvaguardia del patrimonio manoscritto e delle cinquecentine con specifici progetti di catalogazione, tesi all’arricchimento delle relative basi dati, e di digitalizzazione dei testi per la loro conservazione e per estendere la possibilità di fruizione anche ad un’utenza non specialistica;
L’accordo per gli archivi sarà ispirato a linee strategiche di programmazione e attuazione concertata degli interventi per quanto riguarda in particolare:
l’investimento di risorse per il restauro di sedi monumentali d’archivio, il riattamento e la valorizzazione di sedi destinate all’uso civico e multifunzione di archivi storici. L’Amministrazione dei beni e delle attività culturali ha investito per il restauro e la funzionalizzazione delle sede degli Archivi dello Stato di L’Aquila e sezioni di Sulmona ed Avezzano, Chieti e sezioni di Lanciano, Pescara e Teramo e della Soprintendenza archivistica oltre M€ 6 e prevede di investire nel triennio 2001-2003 circa 3 M€;
la valorizzazione degli archivi anche ai fini di promuovere la progettazione e la realizzazione concertata di sistemi di servizi archivistici territoriali o tematici, nonché di promuovere la loro più razionale organizzazione sul territorio, indipendentemente dalla relativa titolarità. e di favorirne una gestione coordinata che consenta di svilupparne le 15 potenzialità in un contesto di efficace utilizzazione delle risorse umane, finanziarie e materiali disponibili;
la programmazione ed attuazione concertata delle attività di costituzione degli strumenti di ricerca e la gestione coordinata delle relative banche dati nell’ambito degli indirizzi metodologici e delle specifiche tecniche definite dalle professionalità tecniche degli Archivi di Stato; l’individuazione di forme di cooperazione ai fini della tutela e conoscenza;
l’attivazione di forme e mezzi di conoscenza attraverso l’ampliamento dell’accesso alle informazioni, mettendo in risalto il patrimonio del settore pubblico, integrandolo con quello privato per la valorizzazione del patrimonio documentario nell’ambito regionale e predisponendo sistemi di gestione delle risorse informative.
Gli ambiti di intervento già individuati sono:
progetti di ordinamento e inventariazione di archivi, soprattutto con riferimento a quelli che documentano la storia di particolari aspetti della vita culturale, economica e sociale (archivi relativi all’emigrazione-anche in relazione al museo delle genti di Abruzzo- archivi di architettura, archivi sanitari, archivi industriali);
progetti per la valorizzazione della documentazione archivistica di particolare interesse o pregio;
progetti di formazione di base e continua di specialisti dell’informazione nel settore pubblico e privato nel campo della gestione dei documenti elettronici secondo criteri di interdisciplinarietà, trasparenza e inalterabilità a medio e lungo termine. Un primo progetto potrebbe riguardare la schedatura dell’Archivio del Centro di produzione RAI di Pescara. In tale ambito, particolare rilievo rivestono gli interventi nel campo della formazione professionale.

Gli interventi per la formazione di specialisti per il trattamento e la disseminazione delle informazioni e immagini dei beni culturali d’interesse regionale mirano ad offrire percorsi formativi ed esperienze guidate in ambienti lavorativi legati a servizi innovativi in materia di fruizione del patrimonio culturale Regionale, alternando la formazione teorica all’applicazione pratica.
Il processo di formazione e qualificazione di professionalità nel settore prevede l’acquisizione delle conoscenze circa la conservazione fisica e l’apprendimento delle metodiche di descrizione per gli schemi e tecniche specialistici, nonché digitalizzare le informazioni ed immagini per l’immissione in rete e la consultazione a distanza. Il successivo obiettivo del processo sarà di stimolare la creazione di imprenditoria per la gestione e la manutenzione del sistema d’informazione, necessario per i servizi al cittadino, il governo del territorio e il miglioramento della qualità della vita conseguenti all’evolversi della Società dell’Informazione.
La formazione dovrebbe comprendere i corsi teorici, il tutoraggio nell’applicazione pratica, le spese di gestione dei progetti e di amministrazione generale, le spese per le strutture e la manutenzione delle attrezzature, le spese inerenti ai costi per allievo e le indennità di mobilità.
I progetti, da attuare con procedure ad evidenza pubblica, si gioveranno della consulenza scientifica dell’amministrazione statale per la definizione dei bandi e le specifiche tecniche e di selezione.

Nel quadro dell’attività formativa e della ricerca applicata alla conservazione del patrimonio culturale regionale un particolare l’impegno andrà rivolto oltre agli impegni già formalizzati con l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, alle intese con le Università regionali usufruendo delle possibilità offerte dalle risorse comunitarie previste nell’ambito del Fondo Sociale Europeo dell’obiettivo 3.

E) Strutture e attività dello spettacolo

La Regione Abruzzo si è dotata, negli ultimi due anni di leggi altamente innovative nel settore dello spettacolo con particolare riferimento alla musica (L.R. I5/2000), al teatro (L.R.6/99) e al cinema divenendo punto di riferimento anche per regioni con grandi tradizioni e maggiori potenzialità nel comparto.
Pertanto le principali linee programmatiche della presente intesa possono riguardare i seguenti filoni di intervento:
ristrutturazione, completamento, ampliamento e allestimento delle sedi di spettacolo (teatri, sale cinematografiche, spazi musicali), per le quali la Regione interviene già ai sensi della L.R. 48/97;
iniziative per sostenere e valorizzare la ricerca e la sperimentazione di nuovi linguaggi scenici, anche ai fini di incentivare la più ampia partecipazione del pubblico giovanile, per promuovere attività di spettacolo presso siti di rilevanza storica, pur nel rispetto delle esigenze della tutela, per favorire la presentazione di progetti, anche interregionali, nell’ambito dei programmi UE;
la Regione ha già avviato la realizzazione del progetto “Residenze di Spettacolo”, che nasce dall’esigenza di favorire l’incremento della cultura teatrale, quale strumento di formazione e di crescita civile e sociale, incentivando la presenza dello spettacolo dal vivo nel proprio territorio. In particolare, il progetto prevede la realizzazione di centri multidisciplinari (prosa, danza e musica) presso teatri messi a disposizione dalle Amministrazioni comunali che, oltre ad assicurare un’adeguata e continuativa offerta di attività dello spettacolo, diventino anche il punto di riferimento di tutte le iniziative culturali dei comuni limitrofi a quello in cui ha sede ciascun centro. Per ora sono in via di attivazione le residenze di Atri, Sulmona e Popoli. Il progetto può costituire, nei suoi diversi aspetti, un fertile terreno di collaborazione. Il Ministero per i beni e le attività culturali, attraverso la Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo, ha già attivato in collaborazione con l’Istituzione Deputazione Teatrale Teatro Marruccino, un programma di spettacoli che si terranno nell’anfiteatro la Civitella a Chieti. Il restauro del parco archeologico della Civitella ha permesso infatti il riuso funzionale dell’anfiteatro, in connessione all’apertura dell’annesso complesso museale Il programma sarà oggetto di uno specifico accordo di programma con le istituzioni locali.

Approfondimenti tematici e specifiche tecniche
relative all’ Accordo di programma quadro in materia di beni e le attività culturali
per il territorio della Regione Abruzzo

1. L’ARCHITETTURA FORTIFICATA

Il patrimonio architettonico costituito da castelli, torri cinte murarie e borghi fortificati dell’ Abruzzo si sviluppa con continuità nei secoli dai recinti fortificati alle fronti bastionate secondo un sistema di modelli variamente diffuso sul territorio secondo precise esigenze di controllo e di difesa. Il sistema delle opere fortificate che nei castelli trova i riferimenti più emblematici e rappresentativi, costituisce in effetti un fenomeno intimamente connesso con il territorio e la sua storia arco di tempo di oltre duemila anni.
Per la rispondenza alle specifiche esigenze della difesa e per l’adeguamento ai ricorrenti modelli convenzionali pur nella molteplicità degli impianti, l’ubicazione delle opere fortificate mai casuale è strettamente integrata con l’ambiente quale componente distintiva della fisionomia del paesaggio abruzzese.
Come componente distintiva della tipizzazione regionale l’architettura fortificata nella varietà e nella distribuzione degli insediamenti costituisce un sistema di straordinaria ricchezza che richiede metodi di tutela e conservazione unitari e coordinati nel quadro di una politica integrata di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale della regione.

2. LE VIE DELLA TRANSUMANZA

L’ attività della pastorizia, base per molti secoli dell’economia montana in tutte le aree del Mediterraneo settentrionale, ha comportato forme di migrazione stagionali lungo le vie della transumanza rappresentate da una vasta rete di tratturi regolamentati fin dal XV secolo dalla Dogana delle Pecore di Foggia.
Diretta sopravvivenza di percorsi protostorici praticati su grandi distanze anche in epoca romana la rete dei tratturi si sviluppa su larga scala in periodo medievale in continuità geografica nelle regioni adriatiche ( Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia). Veicolo di cultura oltre che di prodotti della pastorizia, le vie della transumanza costituiscono un sistema di infrastrutture del territorio tuttora in parte riconoscibile nella orditura del paesaggio anche per la presenza di strutture e manufatti pertinenziali (taverne, chiese, cappelle, recinti..) connessi alla vita ed alle attività dei pastori.
Il sistema delle vie della pastorizia transumante, pur nelle attuali condizioni di diffuso abbandono, costituisce una delle peculiarità dell’Abruzzo come testimoniato dalla persistenza di estese aree fratturali riconducibili ai percorsi dei tratturi maggiori L’Aquila Foggia, Celano Foggia, Pescasseroli Candela.
La salvaguardia e la valorizzazione di tale patrimonio culturale e paesaggistico -ambientale richiede la predisposizione di un programma di interventi coordinato ed intersettoriale, necessariamente limitato, in via sperimentale, ad un ambito di contenuta estensione, comunque rappresentativa delle diversi componenti del sistema.

3. AREE E PARCHI ARCHEOLOGICI

L’Abruzzo è ricco di preesistenze archeologiche che coprono un arco temporale che va dalla preistoria all’alto medioevo. Le aree e i parchi archeologici sono articolati in cinque sistemi, in parte già fruibili ed in parte ancora da valorizzare.
I progetti tendono a creare un vasto sistema di emergenze e musei che si integri con i Parchi Culturali e permetta di esplicare appieno le potenzialità dell’offerta culturale. Gli interventi proposti non delineano la grande articolazione di un tessuto di presenze antiche nel territorio, che, è ben più consistente dl qualunque possibile schematizzazIone, ma individuano un percorso da sviluppare e approfondire, nell’ottica di una pianificazione della tutela e della valorizzazione dei beni culturali regionali, che passa inevitabilmente attraverso il miglioramento della qualità e della quantità del livello di fruizione dell’istituto museale e delle aree archeologiche.
In alcuni casi la fruizione da parte del pubblico partirà quasi contemporaneamente all’inizio dei lavori di scavo e documentazione: non un cantiere tradizionale, precluso ai visitatori, ma un laboratorio gestito da personale qualificato, in cui avvenga la formazione degli studenti universitari iscritti ai corso di laurea per operatori dei Beni Culturali, l’arricchimento della proposta educativa delle scuole e la fruizione da parte del pubblico interessato.

1. Sistema Archeologico del Fucino
Scopo primario del progetto è quello di riunire sotto un’unica iniziativa coordinata, interventi già in atto e nuovi interventi in modo da creare un vasto programma di “musealizzazione del territorio” che investa tutto il Bacino del Fucino.
Il sistema sarà articolato nei seguenti siti:
Celano, Museo del Villaggio palafitticolo e della Necropoli: Preistoria e Protostoria . Lucus Angitiae, Parco Archeologico della città italicai: Periodo Italico Marruvium: Il passaggio dalla città Italica all’urbanistica romana Alba Fucens, Parco Archeologica della città romana di e museo del Convento dl San Pietro:
Colonizzazione romana.

2. Sistema Archeologico del Vastese, articolato nei nodi di:
Vasto, preistoria e protostoria (Punta d’Erce);
Punta Penna, antichità e medioevo; dove si prevede la creazione di un Parco - Laboratorio Archeologico strutturato su due poli: il principale sul promontorio di Punta Penna, l’altro su Punta della Lotta, che chiudono, rispettivamente ad Est e ad Ovest, il bacino portuale di Vasto;
Cupello, Colle Polercia, sito tardoromano; creazione di un Parco - Laboratorio Archeologico;
San Buono - convento di S. Antonio, Museo per l’Arte e l’Archeologia del Vastese;
Schiavi d’Abruzzo - Parco Archeologico dei Templi italici; allestimento del centro di documentazione, copertura del Tempio Maggiore, adeguamento della recinzione, creazione di itinerari di visita con pannellistica esplicativa.

3. Sistema Aquilano
Il progetto individua un percorso tra le attuali emergenze archeologiche che contribuisca a rendere visibile una identità storica del territorio abruzzese montano e porti alla creazione di una rete dì aree archeologiche, musei e servizi ad essi collegati.
La prima fase del progetto riguarda il territorio compreso tra le Conche dell’Aquila e di Sulmona ed è incentrato nelle località di Amiternum, Fossa, Castel di Ieri, Corfinio - S. Ippolito Per Il Museo Archeologico dl Sulmona, inserito nei contesto dei musei cittadini che vedono collaborare, sulla base di una convenzione, il Comune d Sulmona, la Diocesi e le Soprintendenze territoriali, posto al centro del territorio peligno, situato nel complesso monumentale della chiesa e del palazzo della SS. Annunziata, si propone l’intervento di completamento dell’allestimento, già avviato daI 1996 con finanziamenti dell’Unione Europea e comunali.

4. Sistema Sangro - Aventino
Il sistema Sangro Aventino è stato oggetto di uno studio di fattibilità, finanziato con le risorse CIPE – delibera 106/99 – e Ministero per i beni e le attività culturali per la creazione di un Parco culturale del comprensorio costituito dai bacini del Sangro – Aventino e degli Altipiani Maggiori, con l’obiettivo di valorizzare le risorse archeologiche, culturali e ambientali. All’interno del Parco Culturale il Sistema Parchi ed Aree Archeologiche del Sangro Aventino dovrebbe presentarsi come un’area vasta, polifunzionale, integrata sia dal punto di vista archeologico sia dal punto di vista ambientale, articolata in percorsi a tappe (nodi) che costituiscono “itinerari” storico – culturali, che collegano tutta una serie di siti archeologici formando un complesso archeologico — museale.
Nel sistema si possono individuare alcuni nodi come porte dl accesso e di comunicazione col sistema costiero a Lanciano (Anxanum), con quello montano a Castel di Sangro (Aufidena), altri come nodi di interscambio come Montenerodomo (luvanum), Monte Pallano (Tornareccio), altri ancora come nodi intermedi Trebula (Quadri)
I servizi che si vogliono realizzare per una migliore fruizione delle aree archeologiche sono:
realizzare punti informativo sul contenuti e sui siti dei Parco Culturale;
adeguamento della pannellistica informativa sul sito archeologico per favorire le visite guidate;
mini foresteria da realizzarsi in un casolare nel Parco archeologico di Juvanim;
punti di ristoro;
realizzazione dl opuscoli e materIale divulgativo per la fruizione dell’area archeologica, pubblicazioni;
utilizzazione della sala convegni, presente all’interno del museo, per eventi culturali.

5. Sistema Archeologico teramano
La provincia di Teramo presenta alcune peculiarità nella storia del popolamento dell’antico Abruzzo che costituiscono il presupposto per la creazione di un sistema dì siti e musei archeologici che ne chiariscano e valorizzino la specificità.
Le fasi più antiche della storia sono rappresentate dall’insediamento di Campovalano dove l’area della importantissima necropoli protostorica, ancora in corso di scavo, si integra con il museo localizzato in un edificio storico di Campli in cui sono raccolti gli straordinari corredi tombali con ricchi corredi con oggetti in bronzo, vasellame decorato anche con figure plastiche.

L’agro delle città romane del teramano tra cui vale la pena di ricordare Castrum Novum l’odierna Giulianova era punteggiato, di sontuose ville con funzioni anche di produzione e lavorazione del prodotto agricoli , tra di esse di grande importanza quella di Tortoreto, Le Muracche, la cui apertura al pubblico potrebbe costituire un importante meta turistica costiera. I documenti di questo illustre passato sono stati raccolti nel museo civico archeologico di Teramo, di recente apertura, così da consentire ad uno dei siti più importanti d’Abruzzo dl conservare e mostrare il proprio patrimonio archeologico. in collegamento con i monumenti urbani. Tra di essi di particolare significato il Teatro, sottostante in parte al Palazzo Cicada, in corso di scavo.

4. ARTIGIANATO ARTISTICO

Oltre alla ben nota prevalenza del patrimonio naturalistico ed ambientale costituito da una estesa presenza di parchi e riserve naturali nazionali e regionali, l’Abruzzo,” Regione verde d’Europa” è caratterizzato da diffuse testimonianze storico artistiche e di cultura materiale prodotto della tradizione e della religiosità popolare.
Un patrimonio di grande interesse riconducibile in particolare alle cosiddette “arti minori” rappresentato sin dalla fine del duecento dalla oreficeria sacra nelle forme più conosciute delle croci processionali di impronta gotica (Guardiagrele) e più in generale nell’arte orafa prodotta nei centri di L’Aquila, Teramo e Sulmona, operanti a tutto il settecento. La lavorazione della ceramica, praticata sin dall’antichità, è ancora attiva a Castelli con una produzione che, da modelli faentini di fine cinquecento, acquista una propria identità espressiva oltre che in oggetti di uso domestico, in prodotti di maggiore prestigio quali formelle decorative e oggetti di rappresentanza con figurazioni ispirate alla pittura bolognese e napoletana. La produzione artistica in legno si esprime nella realizzazione di arredi liturgici e di numerose sculture policrome rappresentative, sin dal Medio Evo, della viva religiosità popolare. L’attività dei lapicidi trova riscontro nella raffinata decorazione architettonica e nella numerosa presenza di cibori, pulpiti e amboni che esprimono una forma d’arte peculiare della Regione.
Si tratta di un enorme patrimonio diffuso e parcellizzato su tutto il territorio regionale .L’incremento dell’attività di recupero , conservazione, restauro e valorizzazione ditale patrimonio, richiede l’impiego di personale tecnico scientifico di adeguata professionalità nei diversi settori di intervento.

5. LA VIA DEGLI ABRUZZI (Studio di fattibilità)

Il territorio della regione Abruzzo è caratterizzato da catene montuose che si snodano tra un sistema di valli ed altipiani, riconnessi fin dalla protostoria da un tracciato viario di grande importanza che, aggirando il Lazio ed i territori controllati da Roma, congiungeva direttamente l’Etruria alla Campania.
L’importanza strategica di tale tracciato, già documentata nel corso delle guerre italiche, continuò nel tempo fino all’unificazione nazionale. Su di esso si attestarono diversi punti fortificati che ne garantivano la sicurezza e la percorribilità, trasformandola in una delle migliori vie per i traffici commerciali tra nord e sud.
Lungo l’antico tracciato permangono borghi e città d’arte (L’Aquila, Sulmona, Fontecchio, Pescocostanzo, Castel di Sangro), siti archeologici (Amiternum, Civita di Bagno, Fossa, Peltuinum, Corfinium, Cansano, Foruli, Aufidena), chiese ed abbazie, castelli, parchi (del Gran Sasso, della Maiella e d’Abruzzo) che nell’insieme costituiscono un sistema articolato caratterizzato da una pluralità di valenze storico culturali ed ambientali, solo in parte valorizzate.
Importante è considerare che questa analisi mostra come l’antico percorso della “Via degli Abruzzi” (Claudia - Valeria) continui a svolgere il suo ruolo di grande cerniera tra Nord e Sud in un assetto viario i cui tracciati fondamentali sono costituiti dalle antiche vie commerciali romane con l’unica aggiunta della importantissima “via dello Zafferano”, che secondo la Pianta della Compagnia di Ravensburg (1490) partendo da Bari attraverso Sulmona e L’Aquila raggiungeva Milano e la Germania e da Costanza si diramava verso Lione, Valenza e Barcellona. L’attivazione di un programma integrato di interventi di tutela e valorizzazione verrebbe pertanto a creare le condizioni per esprimere le ampie potenzialità di un comprensorio reso coerente e significativo dalla permanenza nel tempo dell’antico tracciato viario. La complessità del progetto e la necessità di coinvolgere in esso varie realtà territoriali, culturali, amministrative ed economiche suggerisce la predisposizione di uno studio di fattibilità che possa verificarne contenuti ed impostazione metodologica.

6. TERRE MEDICEE D’ABRUZZO

La Valle del Tirino è stato un contesto ideale, come ci testimoniano documenti e scritti e “segni” impressi sul territorio, dalla vie di comunicazione all’edificato, talora imponente, capace di esprimere ricchezza e attrarre interessi.
Interessi cospicui, a giudicare dai ripetuti passaggi di proprietà che condussero, nell’ultimo quarto del XVI secolo (per 164 anni dal 1579 al 1743) alla formazione del Principato Mediceo di Capestrano, cui l’annessione della baronia di Carapelle e l’acquisto di Bussi conferirono piena unità geografica ed organizzazione politica. La grande casata Fiorentina trasse da queste Terre prestigio (titolo di Principi) e ricchezza (prodotti della terra e materie prime per i propri opifici in Toscana) ed il principato di Capestrano, che era un bene patrimoniale della famiglia de’ Medici, passò in eredità, come stato allodiale, al re di Napoli. Carlo di Borbone (nipote di Cosimo II de’ Medici) il quale, divenuto poi re di Spagna, lasciò il trono delle Due Sicilie al figlio Ferdinando IV che, nel 1759, promosse Capestrano “città” e la beneficiò di vari privilegi. Il considerevole patrimonio di storia, di arte, di tradizioni, di fede e la collocazione geografica ottimale di un ambiente notevolmente ricco di risorse ambientali e naturali qual è quello della Valle del Tirino, è paradossalmente in contrasto con un costante esodo delle classi giovanili, che non riescono ad “immaginare” un futuro lavorativo in queste terre, innescando ed aggravando, così, una tendenza alla senilizzazione che potrebbe portare, fra pochi anni, alla scomparsa totale delle poche attività “produttive” rimaste, compresa quella agricola, e rendendo impossibile qualsiasi ripresa.
La domanda di ambiente “pulito”, di turismo alternativo e plurimo, di riscoperta delle tradizioni e dei prodotti tipici rilancia, qui come in altre aree marginalizzate, un nuovo localismo, culturale: ed ecco l’iniziativa del “marchio territoriale”, un prodotto di alto livello qualitativo, da vendere a un segmento di utenza altrettanto qualificata .
Vanno reperite, soprattutto, le risorse necessarie a finanziarne la valorizzazione, cercando anche collaborazioni e partners esterni.