ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO tra il Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione Umbria, 8 marzo 2001, Articolato

accordo di programma quadro, Regione Umbria del 08-03-2001 [http://www.entra.regione.umbria.it/canale.asp?id=708 ]

ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO
IN MATERIA DI BENI E ATTIVITÀ CULTURALI
TRA IL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI E LA REGIONE DELL’UMBRIA

VISTA la legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni e integrazioni, recante “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”;

VISTO il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni e integrazioni, recante “Razionalizzazione dell’organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421”;

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367 e successive modificazioni e integrazioni, concernente “Regolamento recante semplificazione e accelerazione delle procedure di spesa e contabili”;

VISTO l’art. 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e successive modificazioni e integrazioni, che detta la disciplina della programmazione negoziata;

VISTA in particolare, la lettera c) dello stesso comma 203 che definisce e delinea i punti cardine dell’accordo di programma quadro, quale strumento della programmazione negoziata, dedicato all’attuazione di una intesa istituzionale di programma per la definizione di un programma esecutivo di interventi di interesse comune o funzionalmente collegati e che fissa le indicazioni che l’accordo di programma quadro deve contenere;

VISTO l’art. 3, comma 83, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e successive modificazioni e integrazioni;

VISTA la legge 15 marzo 1997, n. 59 e successive modificazioni e integrazioni, recante “Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni e agli enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa”;

VISTA la delibera CIPE 21 marzo 1997 concernente la disciplina della programmazione negoziata e, in particolare, il punto 1 sull’Intesa istituzionale di programma nel quale, alla lettera b), è previsto che gli accordi di programma quadro da stipulare dovranno coinvolgere nel processo di negoziazione gli organi periferici dello Stato, gli enti locali, gli enti sub-regionali, gli enti pubblici e ogni altro soggetto pubblico e privato interessato al processo e contenere tutti gli elementi di cui alla lettera c) del comma 203 dell’art. 2 della legge n. 662/1996;

VISTA la legge 15 maggio 1997, n. 127 e successive modificazioni e integrazioni, recante “Misure urgenti per lo snellimento dell’attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo”;

VISTO l’art. 15, comma 4, del decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61, che integra l’art. 2, comma 203, lettera b), della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e l’art. 10, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367;

VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59”;

VISTO il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante “Istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59”;

VISTO il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, recante "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell'articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n.352";

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2000, n. 441 "Regolamento recante norme di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali";

VISTA la legge 21 dicembre 1999, n. 513;

VISTA la legge 29 dicembre 1999, n. 400;

VISTA la delibera CIPE del 6 agosto 1999 n. 142 che assegna alle Regioni finanziamenti per le aree depresse riferite alle infrastrutture da utilizzare attraverso la stipula di appositi Accordi di Programma Quadro;

VISTO il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali";

VISTA la legge 23 Dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001);

VISTA la legge 23 dicembre 2000, n. 389 (Bilancio di previsione per lo Stato per l'anno finanziario 2001 e bilancio pluriennale per il triennio 2001-2003);

VISTA la proposta di Documento Unico di Programmazione per la Regione Umbria, Ob. 2, ammissibile ai Fondi Strutturali per il periodo 2000-2006, ed approvato dalla Giunta regionale con Delibera del 22/11/2000, n. 1350 trasmesso, tramite il Ministero del tesoro, bilancio e programmazione economica, alla Commissione Europea e da questa dichiarato ricevibile il 12/12/2000;

VISTO il Programma Operativo Regionale per l’Umbria, Ob. 3 2000 –2006, approvato dalla Commissione Europea con decisione n. C/2000/2065 del 31/08/2000;

VISTO il Complemento di Programmazione dell’Ob. 3 per l’Umbria 2000/2006, approvato con Delibera della Giunta regionale del 02.08.2000, n. 916, dal Comitato di Sorveglianza dell’Ob. 3 il 07/12/2000 e nuovamente adottato dalla Giunta regionale con delibera del 24.01.2001, n. 43.

VISTA la Legge 30 marzo 1998 n. 61 e la L.R. 12 agosto 1998 n. 32;

VISTA l’Intesa Istituzionale di Programma tra il Governo e la Regione dell'Umbria approvata dal CIPE in data 19 febbraio 1999 e sottoscritta il 3 marzo 1999;

CONSIDERATO che la suddetta Intesa Istituzionale di Programma ha individuato i programmi di intervento nei settori di interesse comune da attuarsi prioritariamente attraverso la stipula di Accordi di Programma Quadro e ha dettato i criteri, e i tempi ed i modi per la sottoscrizione degli accordi stessi;

CONSIDERATO in particolare l’impegno sottoscritto per la stipulazione dell’Accordo di programma quadro per il settore dei Beni e le Attività Culturali;

VISTA la delibera CIPE 25 maggio 2000 n. 44 "Accordi di programma. Gestione degli interventi tramite applicazione informatica";

VISTO il Protocollo d’intesa sui contenuti dell’Accordo di Programma in materia di Beni e Attività Culturali e la Regione Umbria, sottoscritto il 4 dicembre 2000, da attuarsi anche attraverso la stipulazione dell’Accordo di Programma Quadro per il settore dei beni e delle attività culturali;

VISTA la proposta di Accordo di Programma Quadro presentata dal Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica, dal Ministero per i beni e le attività culturali e dalla Regione dell’Umbria;

il Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione dell’Umbria
stipulano il seguente

ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO

Articolo 1
Finalità e obiettivi

1. Il presente Accordo di Programma Quadro è finalizzato a sostenere la conoscenza, la conservazione, la fruizione, la valorizzazione e la promozione dei beni, delle attività e servizi culturali nel territorio della Regione dell’Umbria. A tal fine sono quindi individuate le aree tematiche che riuniscono i singoli interventi in sistemi articolati secondo le seguenti linee strategiche:
A) il completamento di importanti progetti avviati e dei circuiti museali e teatrali già attivati;
B) la realizzazione di gestioni culturalmente produttive ed economicamente sostenibili di tale complesso di iniziative;
C) il rafforzamento del coordinamento reciproco delle iniziative statali, regionali, locali, ecclesiastiche e private;
D) la sperimentazione di innovazioni tecnologiche, organizzative e di marketing culturale in grado di valorizzare tutte le potenzialità degli interventi realizzati.
L’insieme di tali azioni rappresenta la realizzazione, in una logica di sistema, di iniziative riferite alla individuazione di specifici circuiti, itinerari culturali e turistici, ovvero di reti di collegamento di centri di eccellenza e di servizi culturali.
Più specificamente, l'Accordo trova attuazione secondo le linee programmatiche di cui all'Allegato n. 1, che ne costituisce parte integrante, che interessano i seguenti settori di intervento:
- Ricostruzione post – sismica.
Per conseguire risultati soddisfacenti nell’attività di recupero del patrimonio culturale danneggiato dal sisma occorre:
a) promuovere la ricostruzione e la valorizzazione di beni di particolare interesse storico – artistico;
b) completare gli interventi strutturali e la messa in sicurezza di strutture destinati ad ospitare servizi culturali.
- Ampliamento, potenziamento e valorizzazione della rete museale.
Per dare continuità e maggiore impatto culturale, sociale ed economico e in specie occupazionale anche in relazione alla maggiore permanenza e alla migliore distribuzione territoriale e temporale dei flussi turistici e all’impiego delle nuove tecnologie telematiche, occorre:
a) realizzare ulteriori lotti funzionali di progetti museali già in notevole parte realizzati;
b) potenziare i musei già regolarmente aperti al pubblico, dotandoli di servizi adeguati alla piena fruizione e valorizzazione delle raccolte e dei beni presenti sul territorio circostante.
- Ampliamento, potenziamento e valorizzazione della rete dei teatri storici.
Per assicurare una rete teatrale in grado di soddisfare le molteplici esigenze della collettività locale e garantire il regolare svolgimento delle numerose manifestazioni programmate nell’ambito regionale occorre:
a) completare gli interventi già avviati;
b) dotare importanti centri della regione di strutture adeguate allo svolgimento di attività di notevole rilievo culturale e capaci di indurre rilevanti effetti economici.
- Sviluppo e potenziamento dei servizi e degli istituti bibliotecari e salvaguardia e valorizzazione sociale del relativo patrimonio.
Al fine di conseguire risultati significativi per questo settore occorre:
a) conseguire lo sviluppo del Servizio Bibliotecario Nazionale;
b) partecipare al progetto di “Biblioteca Digitale Italiana”;
c) promuovere interventi di valorizzazione, riproduzione e uso sociale ed economico del patrimonio librario;
d) promuovere la formazione professionale e la qualificazione degli addetti alla conservazione, al restauro e alla gestione dei beni e dei servizi culturali del settore e collaborare all’attuazione di progetti specifici già avviati al riguardo a livello sia nazionale che regionale.
- Istituti e servizi culturali integrati.
La collocazione all’interno di una stessa struttura di funzioni diverse, per lo più museo, biblioteca e archivio, consente:
a) il recupero di importanti complessi storico – artistici e il loro conseguente riuso;
b) l’integrazione di risorse organizzative e finanziarie;
c) servizi gestionali integrati.
- Complessi monumentali.
Per conseguire la salvaguardia e la valorizzazione anche economica del prestigioso patrimonio monumentale regionale e per incrementare l’offerta turistica nonché per ottenere ottimali risultati dai numerosi investimenti finanziari indirizzati al riguardo, non ultimi quelli conseguenti gli eventi sismici che hanno interessato la regione, occorre:
a) focalizzare l’attenzione su interventi di rilievo nell’ambito della programmazione regionale;
b) proseguire nel lavoro già avviato con interventi organici volti al recupero del bene sia fisico che funzionale.
- Apprestamento e organizzazione in rete dei siti archeologici.
A seguito delle attività pregresse occorre:
a) migliorare le condizioni attuali dei siti archeologici;
b) organizzare la gestione integrata dei siti e degli istituti culturali archeologici e perseguire il conseguimento dei benefici sociali, culturali ed economici.
- Sviluppo e potenziamento dei servizi e degli istituti Archivistici.
Al fine di potenziare la rete degli archivi e offrire servizi innovativi, necessita:
a) conseguire l’adeguamento delle sedi archivistiche;
b) avviare il riordino, la catalogazione e il restauro del patrimonio archivistico ai fini della produzione di servizi di rilevanza a sostegno:
- delle attività proprie e degli istituti culturali;
- della frequentazione degli istituti culturali da parte del pubblico nonché delle azioni volte ad aumentare la promozione e la migliore distribuzione temporale e spaziale dei giorni di permanenza in Umbria.
- Servizi per la conservazione e manutenzione del patrimonio culturale della regione.
Il raggiungimento dell’efficacia funzionale e della sostenibilità economica dei numerosi interventi di conservazione e manutenzione rivolti al patrimonio culturale puntuale e diffuso, richiede la creazione di un sistema integrato di servizi d’elevatissima qualificazione tecnica e scientifica.

Articolo 2
Realizzazione degli interventi

1. La finalità di cui all’art.1 è perseguita mediante un programma pluriennale di interventi capace di incidere positivamente sulla qualificazione delle risorse culturali della regione dell’Umbria e più complessivamente sul processo di sviluppo economico-sociale, in un contesto di programmazione integrata delle risorse e di più generale sviluppo dei rapporti di collaborazione istituzionale ed operativa.
L’Accordo è costituito da n. 47 interventi, illustrati nell’elenco (Allegato n. 2) e nelle relative schede (Allegato n. 3, n. 76 schede), che ne costituiscono parte integrante e sostanziale e che si attuano in correlazione con gli interventi già programmati dal Ministero per i beni e le attività culturali e dalla Regione dell’Umbria per le annualità 2001/2003.
2. Gli interventi previsti dal presente Accordo sono considerati prioritari nella programmazione in materia di beni e attività culturali, concordata tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione dell’Umbria per il periodo 2001/2003, con riferimento sia alle risorse ordinarie sia ad altre disponibilità finanziarie.

Articolo 3
Impegno dei soggetti sottoscrittori dell’Accordo di Programma Quadro

1. I sottoscrittori del presente Accordo di Programma Quadro si impegnano, nello svolgimento dell’attività di propria competenza:
a) a rispettare i termini concordati e indicati nelle schede di intervento allegate;
b) ad utilizzare forme di immediata collaborazione e di stretto coordinamento, con il ricorso in particolare agli strumenti di semplificazione dell’attività amministrativa e di snellimento dei procedimenti di decisione e di controllo previsti dalla vigente normativa; eventualmente facendo ricorso a tutti gli strumenti previsti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241 e sue modificazioni;
c) a procedere periodicamente alla verifica dell’Accordo e, se necessario, a proporre gli eventuali aggiornamenti ai responsabili dell’attuazione del presente Accordo di Programma Quadro;
d) ad attivare ed utilizzare a pieno e in tempi rapidi tutte le risorse finanziarie individuate nel presente accordo per la realizzazione delle diverse attività e tipologie di intervento;
e) a rimuovere gli ostacoli che dovessero presentarsi in ogni fase procedurale per la realizzazione degli interventi accettando, in caso di inerzia, ritardo o inadempienza, le misure che sono adottate dal Comitato Istituzionale di Gestione ai sensi del successivo art.9.
2. I soggetti sottoscrittori si impegnano a realizzare gli interventi anche favorendo il coinvolgimento dei soggetti pubblici o privati la cui azione sia rilevante per il perseguimento degli obiettivi individuati.

Articolo 4
Flusso informativo

Il Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione dell’Umbria si impegnano inoltre a dar vita ad un flusso informativo sistematico e costante al fine di consolidare un processo stabile di concertazione e condivisione dei reciproci programmi di attività relativamente all’ambito territoriale della Regione. Lo scambio d’informazioni avverrà semestralmente, in coincidenza del monitoraggio.

Articolo 5
Copertura finanziaria degli interventi

1) Il quadro finanziario del fabbisogno complessivo del presente Accordo di Programma Quadro ammonta a 178,382 mld di lire, corrispondenti a 92,127 milioni di Euro. La copertura finanziaria, dettagliatamente illustrata nelle schede allegate, è ripartita per annualità e per soggetti finanziatori.
a) I fondi del Ministero BAC provengono dalle seguenti disposizioni legislative: Legge n. 662/96 (art. 3 comma 83); Legge n. 513/99 e successivi rifinanziamenti, D.Lgs n. 490/99, Legge n. 400/2000, Legge n. 388/2000 e Legge 389/2000.
b) I fondi del CIPE provengono dall’assegnazione alla Regione Umbria delle risorse per le aree depresse di cui alla delibera CIPE n. 142/1999.
c) I fondi della Regione Umbria provengono dai fondi del P.O.R. 2000-2006 - ob 3 , del Docup. Obiettivo 2 2000-2006, dalla legge regionale n. 32/98 e dal Bilancio regionale per l’esercizio 2001, in corso di approvazione da parte del Consiglio regionale.
2) L’uso delle poste finanziarie provenienti da fondi comunitari del P.O.R. ob.3 e del Docup per il periodo 2000-2006 è soggetto al rispetto del principio di integrazione degli interventi previsto nel Q.C.S. 2000-2006 La disponibilità delle risorse di cui al Docup Ob. 2 2000-2006 è subordinata all’approvazione da parte della Commissione Europea della proposta di programma presentata dalla Regione Umbria e all’approvazione da parte del Comitato di sorveglianza del Complemento di programmazione nonché delle specifiche procedure di attuazione.
3) Il Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione dell’Umbria si impegnano ad attivarsi affinché gli altri soggetti pubblici e privati interessati dagli interventi oggetto del presente Accordo assicurino la copertura di quella parte dei finanziamenti posta a loro carico.
4) Il Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione dell’Umbria, nell’ipotesi in cui al momento dell’impegno la fonte di finanziamento della spesa prevista nelle schede di intervento non sia attivabile tempestivamente a causa delle vigenti disposizioni di natura amministrativa e contabile, si obbligano ad assicurare la necessaria copertura finanziaria degli interventi previsti dal presente Accordo, facendo ricorso ad altre fonti di finanziamento ordinario o straordinario.
5) Nel caso in cui, per ragioni sopravvenute, uno o più degli interventi previsti dal presente Accordo non siano realizzabili, si applicano le disposizioni concernenti la riprogrammazione, revoca e/o rimodulazione degli interventi, di cui agli artt. n. 8 e 9 dell’Intesa Istituzionale di Programma.
6) Le eventuali economie rinvenienti dagli appalti delle iniziative finanziate a valere sulle risorse del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Delibera CIPE n. 142 / 99, sono altresì riprogrammate con le modalità previste dagli artt. n. 8 e 9 dell’Intesa Istituzionale di Programma.
7) La gestione finanziaria degli interventi si attua di norma secondo le procedure e le modalità previste dall’articolo 8 del D.P.R 20 aprile 1994, n. 367, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 662, articolo 2, comma 203, lettera b), ultimo periodo, aggiunto con l’articolo. 15, comma 4, del decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61.

Articolo 6
Responsabili dell’attuazione dell’Accordo

1. Ai fini del coordinamento e della vigilanza sull’attuazione del presente
Accordo si individuano quali responsabili della sua attuazione:
- Maria Rosaria Salvatore, in rappresentanza del Ministero per i beni e le attività culturali;
- Giuliano Festuccia, in rappresentanza della Regione dell’Umbria
2. I responsabili dell’attuazione dell’Accordo hanno il compito di:
a) rappresentare in modo unitario gli interessi dei soggetti sottoscrittori;
b) governare il processo complessivo di realizzazione degli interventi ricompresi nell’Accordo, attivando le risorse tecniche e organizzative necessarie alla sua attuazione;
c) promuovere le eventuali azioni e iniziative necessarie a garantire il rispetto degli impegni e degli obblighi dei soggetti sottoscrittori dell’Accordo;
d) garantire il monitoraggio semestrale sullo stato di attuazione dell’Accordo trasmettendo al Comitato paritetico di attuazione le schede di monitoraggio relative a ciascun intervento; le schede saranno accompagnate da una relazione che conterrà l’indicazione di ogni ostacolo amministrativo o tecnico che si frapponga alla realizzazione degli interventi e l’eventuale proposta di iniziative correttive da assumere ai fini di superare l’ostacolo;
e) presentare al Comitato paritetico di attuazione una relazione semestrale sullo stato di attuazione dell’Accordo evidenziando i risultati e le azioni di verifica svolte. Nella relazione sono, tra l’altro, individuati i progetti non attivabili o non completabili ed è conseguentemente dichiarata la disponibilità delle risorse non utilizzate, ai fini dell’assunzione di eventuali iniziative correttive o di riprogrammazione, revoca e/o rimodulazione degli interventi.
3. I responsabili dell’Accordo devono operare d’intesa fra loro. Nel caso in cui sorga contrasto nell’adozione degli atti di competenza, ciascuno dei responsabili può rivolgersi al Comitato paritetico di attuazione che provvederà a dirimere il contrasto.

Articolo 7
Soggetto responsabile della realizzazione del singolo intervento

1. Le parti, per ogni intervento previsto dal presente Accordo, hanno indicato nelle schede di cui all’Allegato n. 3, il soggetto responsabile della sua attuazione.
2. Il responsabile di cui al comma 1, che si identifica con il responsabile del procedimento, ha il compito di:
a) pianificare il processo operativo teso alla completa realizzazione dell’intervento attraverso la previsione dei tempi, delle fasi, delle modalità e dei punti cardine, adottando un modello di pianificazione e controllo riconducibile al project management;
b) organizzare e controllare l’attivazione e messa a punto del processo operativo teso alla completa realizzazione dell’intervento;
c) monitorare costantemente l’attuazione degli impegni assunti dai soggetti che hanno sottoscritto la singola scheda di intervento, ponendo in essere tutte le azioni opportune e necessarie al fine di garantire la completa realizzazione dell’intervento nei tempi previsti e segnalando ai responsabili dell’Accordo gli eventuali ritardi e/o ostacoli tecnicoamministrativi che ne dilazionano e/o impediscono l’attuazione;
d) compilare con cadenza almeno semestrale la scheda di monitoraggio dell’intervento, comprensiva di ogni informazione utile a definire lo stato di attuazione dello stesso e trasmetterla ai responsabili dell’Accordo, unitamente ad una relazione esplicativa contenente la descrizione dei risultati conseguiti e le azioni di verifica svolte, l’indicazione di ogni ostacolo amministrativo, finanziario o tecnico che si frapponga alla realizzazione dell’intervento e la proposta delle relative azioni correttive.

Articolo 8
Procedimento di conciliazione

1. In caso di insorgenza di conflitti fra i soggetti partecipanti all’Accordo, il
Comitato paritetico di attuazione, su segnalazione dei responsabili dell’Accordo o su istanza di uno dei soggetti interessati dalla controversia o anche d’ufficio, convoca le parti in conflitto per l’esperimento di un tentativo di conciliazione.
2. Qualora in tale sede si raggiunga un’intesa idonea a comporre il conflitto si redige processo verbale nel quale sono riportati i termini della conciliazione. La sottoscrizione del verbale impegna i firmatari all’osservanza dell’accordo raggiunto.
Articolo 9
Poteri sostitutivi in caso di inerzie, ritardi e inadempienze
1. L'esercizio dei poteri sostitutivi si applica in conformità con quanto previsto dall'ordinamento vigente.
2. L'inerzia, l'omissione e l'attività ostativa riferite alla verifica e al monitoraggio da parte dei soggetti responsabili di tali funzioni costituiscono agli effetti del presente accordo, fattispecie di inadempimento.
3. Nel caso di ritardo, inerzia o inadempimenti, i responsabili dell’Accordo di Programma Quadro invitano il soggetto al quale il ritardo, l’inerzia o l’inadempimento sono imputabili, ad assicurare che la struttura da esso dipendente adempia entro un termine prefissato.
4. Il soggetto sottoscrittore, cui è imputabile l’inadempimento, è tenuto a far conoscere, entro il termine prefissato, ai soggetti responsabili dell’Accordo le iniziative assunte ed i risultati conseguiti.
5. In caso di ulteriore inottemperanza i responsabili dell’Accordo inviano gli atti, con motivata relazione, al Comitato Paritetico, formulando, se del caso, una proposta delle misure da adottare in via sostitutiva.
6. Il Comitato Paritetico propone al Comitato Istituzionale di Gestione dell'Intesa per la relativa decisione le misure più efficaci da adottare in relazione agli accertati inadempimenti
7. Ove le azioni di cui ai commi precedenti non garantiscano il risultato dell'adempimento o lo garantiscono in modo insoddisfacente, il Comitato Istituzionale di Gestione attiva le procedure per la revoca del finanziamento in ragione della titolarità dei fondi.
8. La revoca del finanziamento non pregiudica l'esercizio di eventuali pretese risarcitorie nei confronti del soggetto cui sia imputabile l'inadempimento per i danni arrecati. Ai soggetti che hanno sostenuto oneri in conseguenza diretta dell'inadempimento contestato compete comunque l'azione di ripetizione degli oneri medesimi.

Articolo 10
Disposizioni generali

1. Il presente Accordo di Programma Quadro è vincolante per tutti i soggetti sottoscrittori. I controlli sugli atti e sulle attività poste in essere in attuazione dell’Accordo stesso sono successivi.
2. Il presente Accordo dispone per il periodo 2001- 2003 e mantiene la sua validità fino alla completa attuazione degli interventi in esso previsti. Per concorde volontà dei sottoscrittori, esso può essere prorogato, modificato o integrato, in conformità con le procedure di verifica e aggiornamento di cui all’articolo 11 dell’Intesa e previa approvazione da parte del Comitato istituzionale di gestione.
3. Qualora l’inadempienza di una o più delle parti sottoscrittrici comprometta l’attuazione di un intervento previsto nell’accordo, sono a carico del soggetto inadempiente le spese sostenute dalle altre parti per studi, piani, progetti e attività inerenti l’intervento medesimo.
4. Previa approvazione del Comitato istituzionale di gestione, possono aderire all’accordo altri soggetti pubblici e privati rientranti tra quelli individuati alla lettera b) del punto 1.3 della delibera Cipe 21 marzo 1997, la cui partecipazione e azione sia necessaria per la compiuta realizzazione delle attività e degli interventi previsti dal presente Accordo.
5. Alla scadenza dell’Accordo il Comitato paritetico di attuazione, su segnalazione dei soggetti responsabili, è incaricato delle eventuali incombenze relative alla definizione dei rapporti pendenti e delle attività non ultimate.

Roma, 8/3/2001

Il Ministro Il Presidente
per i beni e le attività culturali della Regione dell'Umbria
Giovanna MelandriMaria Rita Lorenzetti
Ministero per i beni e le attività culturali
Direttore Generale per i beni architettonici, archeologici, artistici e storici
Mario Seri
Direttore Generale per i beni librari, gli Istituti di cultura e l’editoria
Francesco Sicilia
Direttore Generale per i beni archivistici
Salvatore Italia
Direttore Generale per i beni ambientali e paesaggistici
Pio Baldi
Capo del Dipartimento per lo Spettacolo
Rossana Rummo
Regione dell’Umbria
Direttore regionale cultura, turismo, istruzione, formazione e lavoro
Giuliano Festuccia
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
Direttore Generale del Servizio per le politiche di sviluppo territoriale
Antonella Manno