Regolamento generale d'Ateneo. Università degli studi di Catania.

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Regolamento generale d'Ateneo

Titolo I - Principi generali


Articolo 1 - Il Regolamento generale di Ateneo

1. Il Regolamento Generale d'Ateneo (RGA) contiene tutte le norme relative all'organizzazione dell'Università di Catania, di seguito denominata "Università" o "Ateneo", e alle modalità di elezione e di composizione degli organi.


Articolo 2 - Partecipazione e circolazione delle informazioni istituzionali

1. Ai sensi dell'art. 1 dello Statuto e per garantire la partecipazione di tutte le componenti accademiche e, in particolare, la circolazione delle informazioni istituzionali, l'Università:
a) rende disponibili attraverso il proprio sito telematico a tutto il personale e agli studenti gli atti deliberativi degli organi accademici;
b) pubblica on-line il Bollettino di Ateneo, con la funzione di notiziario istituzionale e di bollettino ufficiale per la pubblicazione degli atti amministrativi dell'Università di Catania. Il rettore, con proprio decreto, sentito il Senato accademico, nomina il direttore responsabile della testata, che deve essere iscritto all'albo dei giornalisti. L'incarico di direttore responsabile ha durata quadriennale.
c) convoca riunioni, con i rappresentanti degli organi istituzionali e delle strutture dell'Ateneo, ed assemblee, aperte al personale e agli studenti, per discutere le linee strategiche e le problematiche generali di interesse dell'Ateneo;
d) compatibilmente con le proprie risorse, mette a disposizione strutture per le attività promosse da associazioni universitarie o gruppi di studenti, secondo quanto disciplinato dal Regolamento didattico di Ateneo.



Articolo 3 - Attività di Programmazione

1. Gli obiettivi che l'Ateneo intende realizzare sono definiti attraverso la predisposizione da parte del Senato Accademico, del piano di sviluppo pluriennale reso noto mediante pubblicazione sul Bollettino.

2. Il Senato Accademico, acquisita la proposta delle strutture decentrate e della Commissione Paritetica per la didattica, può programmare annualmente, con provvedimento motivato, il numero massimo di immatricolazioni per i diversi Corsi di Studio attivati.


Titolo II - Elezioni degli organi centrali di governo, dei presidi dei direttori di dipartimento


CAPO A - Norme comuni

Norme comuni



Articolo 4 - Calendario delle elezioni

1. Il Decano dei professori ordinari, su conforme parere del Senato Accademico, indìce le elezioni del Rettore e stabilisce le date delle votazioni in modo che le stesse siano comprese tra il 15 aprile e il 10 ottobre antecedente la scadenza del mandato del Rettore in carica, data entro la quale devono comunque essere concluse le operazioni di voto. Tra la prima e la seconda votazione dovranno intercorrere almeno 10 giorni.

2. Il Decano dei professori ordinari di ogni Facoltà indìce le elezioni del Preside e fissa le date delle votazioni tra il 15 giugno e il 15 luglio precedente la scadenza del mandato. Tra la prima e la seconda votazione dovranno intercorrere almeno 5 giorni.

3. Il Rettore indìce le elezioni per le componenti elettive in Senato Accademico e in Consiglio di Amministrazione e fissa le date delle votazioni tra il 20 maggio e il 10 giugno antecedente la scadenza del mandato di ciascuna componente. Gli eletti entrano in funzione il 1° novembre successivo alle votazioni.

4. Il Decano dei professori ordinari di ogni Dipartimento predispone le operazioni di voto per l'elezione del Direttore in modo che si svolgano nel mese di settembre e si concludano entro il 10 ottobre precedente la scadenza del mandato del Direttore in carica.

5. Di norma, tutte le elezioni delle componenti studentesche devono svolgersi durante il periodo delle lezioni.



CAPO B - Elezione del Rettore



Articolo 5 - Voto ponderato del personale tecnico amministrativo al fine delle elezioni del Rettore

1. I voti del Personale tecnico - amministrativo contribuiscono all'elezione in misura pari al 10 % del numero dei Docenti aventi diritto, con arrotondamento all'unità superiore. In tale percentuale detti voti sono attribuiti ai candidati.



Articolo 6 - Commissione elettorale e presentazione delle candidature

1. Il Senato Accademico nomina una Commissione elettorale presieduta dal Decano dei Professori Ordinari che sarà affiancato da un Vice Presidente eletto dalla Commissione nel suo seno.

2. É compito della Commissione elettorale raccogliere le candidature e, tramite le strutture dell'Amministrazione centrale, organizzare i seggi e sovraintendere alle operazioni di voto. La Commissione ha inoltre il compito di vagliare eventuali ricorsi relativi allo svolgimento delle elezioni sulle quali delibererà in via definitiva.

3. Le candidature devono essere presentate non oltre il 25° giorno precedente la data fissata per la prima votazione. Altre candidature possono essere presentate nei primi due giorni lavorativi (incluso il sabato) successivi alla prima votazione, solo nel caso in cui nessuno dei candidati abbia raggiunto, nella prima votazione, almeno il 30% dei consensi. In ogni caso, il Decano renderà subito noto l'elenco dei candidati mediante pubblicazione all'albo dell'Ateneo. Non saranno ritenuti validi voti espressi a nominativi non contenuti in tali elenchi.

4. Sarà cura del Decano organizzare riunioni affinché i candidati abbiano modo di esporre i propri programmi.



CAPO C - Elezioni delle rappresentanze in seno al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione dell'Ateneo

NORME GENERALI



Articolo 7 - Rappresentanze elettive in seno al Senato accademico e al Consiglio di amministrazione

1. Le rappresentanze elettive in seno al Senato Accademico previste dall'art.6 dello Statuto dell'Ateneo, sono:
a) tredici Docenti rappresentanti delle aree scientifiche;
b) due rappresentanti del Personale tecnico-amministrativo;
c) cinque rappresentanti degli Studenti.

2. Le rappresentanze elettive in seno al Consiglio di Amministrazione dell'Università previste dall'art.7 dello Statuto dell'Ateneo, sono:
a1) due rappresentanti dei Direttori di Dipartimento;
b1) un rappresentante dei Presidenti dei Centri di servizio;
c1) sei rappresentanti dei Docenti;
d1) tre rappresentanti del Personale tecnico-amministrativo;
e1) quattro rappresentanti degli Studenti di primo livello;
f1) un rappresentante degli Studenti di secondo livello. Le rappresentanze di cui alle lettere a), b), a1), b1), c1) e d1) durano in carica un quadriennio accademico e non sono immediatamente rinnovabili per più di una volta; i rappresentanti di cui alle lettere c), e1) e f1) durano in carica due anni accademici e sono rieleggibili una sola volta.

3. Nel caso di interruzione anticipata del mandato si procede alla nomina del primo dei non eletti appartenente alla medesima rappresentanza, secondo l'ordine riportato nella graduatoria dello scrutinio finale.



Articolo 8 - Commissione elettorale

1. Presso l'Ufficio Elettorale è insediata la Commissione elettorale composta da:
- un Professore ordinario;
- un Professore associato;
- un Ricercatore confermato o non confermato;
- un Funzionario tecnico o amministrativo anche con funzioni di Segretario. La Commissione è nominata dal Rettore che ne indica anche il Presidente.

2. La commissione ha il compito di:
a) pronunciarsi sui reclami inerenti alle operazioni elettorali proposti dagli elettori, dai componenti dei seggi e dai presentatori delle liste elettorali;
b) risolvere durante lo svolgimento delle operazioni elettorali ogni questione riguardante l'ordine pubblico al di fuori dei seggi nell'ambito dell'Università; c) collazionare i risultati pervenuti dai seggi e di trasmetterli all'Ufficio Elettorale e procedere alla proclamazione degli eletti;
d) decidere sui ricorsi proposti contro i risultati proclamati. Tali ricorsi vanno presentati entro 10 giorni dalla proclamazione alla Commissione suddetta, che in contraddittorio decide nei successivi 15 giorni.

3. Limitatamente alle elezioni delle rappresentanze in seno al Consiglio di Amministrazione, le decisioni delle Commissioni elettorali sono impugnabili entro 5 giorni dalla loro pubblicazione con ricorso al Senato Accademico che decide in via definitiva.



CAPO D - Elezione dei rappresentanti del personale docente e tecnico-amministrativo



Articolo 9 - Indizione delle elezioni

1. Le elezioni dei rappresentanti dei docenti e del personale tecnico -amministrativo nel Senato Accademico dell'Università, nella composizione prevista dall'art. 6 dello Statuto dell'Università di Catania, sono indette dal Rettore , con decreto. Il Decreto che indice le elezioni indicherà la data e l'orario di apertura e chiusura dei seggi elettorali per le operazioni di voto, il loro numero ed ubicazione.



Articolo 10 - Elettorato attivo e passivo

1. Hanno diritto all'elettorato attivo per la designazione dei rappresentanti delle aree scientifiche i docenti, compresi i ricercatori non confermati, che alla data della emanazione del decreto rivestono tale qualifica.

2. Ha diritto all'elettorato attivo per l'elezione dei due rappresentanti del personale tecnico-amministrativo tutto il personale appartenente a tale categoria.

3. Hanno diritto all'elettorato passivo per la designazione dei rappresentanti delle aree scientifiche dei docenti, secondo quanto previsto dall'art. 12, tutti i docenti che alla data della emanazione del decreto rettorale rivestano tale qualifica e non si trovino in situazione di incompatibilità.

4. Ha diritto all'elettorato passivo per la designazione dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo tutto il personale non docente dell'Università, di ogni area funzionale e qualifica, compresa quella dirigenziale.

5. Ai fini dell'elezione dei rappresentanti delle aree scientifiche, hanno diritto al solo elettorato attivo coloro che non prestano servizio perchè, ai sensi di disposizioni di legge, esonerati dagli obblighi di ufficio, comandati, distaccati, collocati fuori ruolo, in aspettativa obbligatoria per seguire il coniuge all'estero o in aspettativa per mandati elettivi.

6. Ai fini dell'elezione del personale tecnico-amministrativo hanno diritto al solo elettorato attivo coloro che non prestano servizio perchè collocati in aspettativa obbligatoria per situazioni di incompatibilità, in congedo straordinario per motivi di studio, in servizio militare o sostitutivo civile.

7. Sono esclusi dall'elettorato sia attivo che passivo i docenti, compresi i ricercartori non confermati, ed il personale tecnico-amministrativo sospesi dal servizio a seguito di procedimento disciplinare o che si trovino sospesi cautelativamente in pendenza di procedimento penale.



Articolo 11 - Accorpamento delle aree scientifiche

1. Ai fini dell'elezione dei componenti elettivi del Senato Accademico sono individuati due raggruppamenti delle aree scientifiche facenti capo all'Università degli Studi di Catania:
a) raggruppamento delle aree tecniche scientifiche: comprendente le aree scientifiche di Scienze Matematiche; Scienze Fisiche; Scienze Chimiche; Scienze Biologiche; Scienze della terra; Scienze Agrarie; Ingegneria civile e Architettura; Ingegneria industriale; Scienze Mediche, Veterinarie e Cliniche.
b) raggruppamento delle aree scientifiche umanistiche: comprendente le aree scientifiche umanistiche di Scienze dell' Antichità Filologico-Letterarie e Storico-Artistiche ; Scienze Storiche, Filosofiche, Pedagogiche e Psicologiche; Scienze Economiche e Statistiche ; Scienze Politiche e Sociali ; Scienze Giuridiche privatistiche (da N01 a N07 e da N18 a N20); Scienze Giuridiche pubblicistiche (da N08 a N17).

2. Per ogni raggruppamento sarà costituito un collegio elettorale.

3. Le aree coincidono con quelle delle Commissioni Scientifiche ex art.65 (Commissioni 60%) della Legge 382/80, ove non ulteriormente specificato.



Articolo 12 - Individuazione degli eletti

1. I rappresentanti dei docenti nel Senato Accademico sono eletti tra gli appartenenti a ciascuno dei raggruppamenti previsti dal precedente articolo.

2. Dei tredici docenti eleggibili sei dovranno far capo all'accorpamento delle aree scientifiche umanistiche e sette all'accorpamento delle aree tecniche scientifiche. Il settimo docente che risulterà eletto, dopo avere assicurato la distribuzione paritaria dei sei posti, sarà quello che nel raggruppamento delle aree scientifiche avrà riportato il maggior numero di voti.

3. Per ogni raggruppamento di aree scientifiche si costituirà un unico collegio e sarà formata la graduatoria dei risultati conseguiti da tutti i votati, all'interno della quale risulteranno eletti coloro che avranno conseguito il maggior numero di voti in riferimento alla fascia di appartenenza.

4. L'individuazione degli eletti all'interno della summenzionata graduatoria sarà fatta nel rispetto dei seguenti due criteri:
1) Ciascuna area scientifica non può avere all'interno del Senato Accademico più di un rappresentante.
2) Ciascuna delle categorie o fasce, di cui all'art.6, comma 4 dello Statuto deve avere almeno due rappresentanti in seno all'organo costituendo.

5. I rappresentanti del personale tecnico amministrativo sono eletti tra tutto il relativo personale dell'Università, di ogni area funzionale e qualifica, compresa quella dirigenziale. Risulteranno eletti i primi due eligendi che avranno riportato il maggior numero dei voti.

6. I rappresentanti delle due aree tecniche scientifiche che non risultano eletti partecipano ai lavori del Senato Accademico con voto consultivo per i punti di cui all'art. 6, comma 2, lettere a), e), f), h), i), j), m), n), o) e p) dello Statuto e non contribuiscono alla formazione del numero legale.



Articolo 13 - Convocazione

1. La convocazione dei Docenti aventi diritto al voto deve precedere di almeno sette giorni la data di inizio delle votazioni. Viene effettuata mediante consegna della rettorale presso la sede di servizio (Dipartimento, Istituto, Seminario, Presidenza di Facoltà, Ufficio) direttamente all'interessato. In caso di assenza o impedimento dell'interessato la struttura di appartenenza deve provvedere a far recapitare immediatamente allo stesso la convocazione. A tale scopo sulla busta viene apposto in maniera ben visibile oltre al nominativo del destinatario la seguente dicitura: "Convocazione per l'elezione delle rappresentanze del personale nel Senato Accademico". La convocazione si intende, comunque, utilmente effettuata mediante la consegna nella sede di servizio con le modalità sopra indicate



Articolo 14 - Elenco degli elettori

1. L'elenco nominativo di tutti gli elettori distinti per fascia di appartenenza, viene affisso almeno 15 giorni prima della data delle elezioni, all'Albo dell'Università.

2. Gli aventi diritto al voto che siano esclusi dagli elenchi in parola, possono fare opposizione entro il 6° giorno precedente le elezioni direttamente al Rettore, il quale decide definitivamente in merito almeno due giorni prima la data fissata per le elezioni.



Articolo 15 - Seggio elettorale

1. Per l'espletamento delle operazioni di voto e di scrutinio saranno costituiti più seggi elettorali composti da:
- un professore ordinario;
- un professore associato;
- un ricercatore confermato o non confermato;
- un funzionario tecnico o amministrativo, anche con funzioni di segretario.
Tali componenti sono nominati dal Rettore che indica anche il presidente del seggio.

2. Presso ciascun seggio sono predisposte tre urne: una per la raccolta dei voti espressi dal personale docente appartenente al raggruppamento delle aree tecniche scientifiche, una per la raccolta dei voti espressi dal personale docente appartenente al raggruppamento delle aree scientifiche umanistiche e una per la raccolta dei voti espressi dal personale tecnico ed amministrativo.



Articolo 16 - Schede elettorali

1. Le schede elettorali, distinte per ciascuna categoria di elettori, devono recare il timbro dell'Università e la firma del Presidente o del Segretario del seggio elettorale da apporre prima dell'inizio delle votazioni.



Articolo 17 - Svolgimento e orario delle votazioni

1. Le operazioni di voto si svolgono in unico giorno dalle ore 9 alle ore 19.

2. Per la vigilanza del seggio o del relativo materiale sia durante lo svolgimento della votazione, sia durante lo scrutinio, sia durante le eventuali sospensioni diurne, il Presidente del seggio si avvale del personale ausiliario dell'Università.



Articolo 18 - Modalità di voto

1. Il voto è personale, libero e segreto.

2. É possibile esprimere una sola preferenza.

3. La votazione è valida se vi abbia preso parte almeno un terzo degli aventi diritto.



Articolo 19 - Operazioni di voto

1. Il Presidente, previo accertamento dell'identità personale, consegna a ciascun votante le schede e cura che l'elettore apponga la firma sull'apposito elenco.

2. Gli elettori fisicamente impediti possono esprimere il loro voto con l'assistenza di un altro elettore del medesimo seggio liberamente scelto.

3. Quando l'impedimento non sia evidente, deve essere dimostrato con certificato medico; nessun elettore può esercitare la funzione di accompagnatore per più di un altro elettore.

4. Il Presidente del seggio ne prende nota nel verbale.

5. Terminate le operazioni di voto avranno inizio quelle di scrutinio in seduta pubblica e proseguiranno sino alla loro conclusione.

6. Il Presidente di ciascun seggio rimette alla Commissione elettorale, tutto il materiale relativo alle operazioni di voto e di scrutinio, ivi compresi i risultati della votazione, per la compilazione della graduatoria finale e per la proclamazione degli eletti.



Articolo 20 - Sostituzione degli eletti

1. Nel caso di dimissioni, rinuncia o decadenza di uno degli eletti, subentra il primo dei non eletti che abbia ottenuto il maggior numero di voti preferenziali nel rispetto dei criteri indicati dallo Statuto e dal presente Regolamento.



Articolo 21 - Opzione

1. Gli eletti, per i quali è disposta l'osservanza del regime a tempo pieno, che non si trovino in tale condizione, devono optare per detto regime al momento dell'accettazione del mandato conferito a pena di immediata decadenza dallo stesso.



Articolo 22 - Ricorsi

1. A seguito della proclamazione degli eletti entro il termine perentorio di dieci giorni ogni elettore può proporre ricorso dinanzi alla Commissione elettorale che decide in via definitiva ed in contraddittorio nel termine di quindici giorni dalla presentazione del ricorso.



CAPO E - Elezione dei rappresentanti dei Direttori di Dipartimento, dei Presidenti dei Centri di Servizio, dei Docenti e del personale tecnico-amministrativo in seno al Consiglio di Amministrazione



Articolo 23 - Indizione

1. Le elezioni per le rappresentanze dei Direttori di Dipartimento, dei Presidenti dei Centri di Servizio, dei Docenti e del Personale tecnico-amministrativo in seno al Consiglio di Amministrazione dell'Università sono indette dal Rettore con proprio decreto, reso pubblico mediante affissione agli Albi del Rettorato, delle Facoltà, dei Dipartimenti e degli Istituti. Il decreto indicherà la data e l'orario di apertura e chiusura dei seggi elettorali per le operazioni di voto.



Articolo 24 - Elettorato attivo e passivo

1. Hanno diritto all'elettorato attivo e passivo:

A) per i due rappresentanti dei Direttori di Dipartimento

elettorato passivo: i Direttori di Dipartimento;

elettorato attivo: i componenti dei Consigli di Dipartimento;

B) per il rappresentante dei Presidenti dei Centri di servizio

elettorato passivo: i Presidenti dei Centri di servizio;

elettorato attivo: i componenti dei Comitati tecnico-scientifici dei Centri di Servizio.

C) per i sei rappresentanti dei Docenti

elettorato attivo e passivo: i Professori Ordinari, Straordinari e Associati di ruolo e fuori ruolo, i Ricercatori confermati e gli Assistenti ordinari del ruolo ad esaurimento;

elettorato attivo: i ricercatori non confermati;

D) per i tre rappresentanti del Personale tecnico-amministrativo

elettorato attivo e passivo: tutto il Personale non docente dell'Università, di ogni area funzionale e qualifica, compresa quella dirigenziale.

2. I Docenti eletti, all'atto della nomina, devono optare per il regime di impegno a tempo pieno.

3. Ai fini dell'elezione dei rappresentanti dei Direttori di Dipartimento, del Presidente dei Centri di servizio e dei Docenti, hanno diritto al solo elettorato attivo coloro che non prestano servizio perchè, ai sensi di disposizioni di legge, esonerati dagli obblighi di ufficio, comandati, distaccati, collocati fuori ruolo, in aspettativa obbligatoria per seguire il coniuge all'estero o in aspettativa per mandati elettivi.

4. Ai fini dell'elezione del personale tecnico-amministrativo, hanno diritto al solo elettorato attivo coloro che non prestano servizio perchè collocati in aspettativa obbligatoria per situazioni di incompatibilità, in congedo straordinario per motivi di studio, in servizio militare o sostitutivo civile.

5. Sono esclusi dall'elettorato sia attivo che passivo i Docenti ed il Personale tecnico-amministrativo sospesi dal servizio a seguito di procedimento disciplinare o che si trovino sospesi cautelativamente in pendenza di procedimento penale.



Articolo 25 - Elenchi degli elettori

1. Gli elenchi nominativi di tutti gli elettori saranno affissi, distinti per gruppo di appartenenza, almeno 15 giorni prima della data delle elezioni, all'Albo dell'Università e all'Albo delle Presidenze delle Facoltà, dei Dipartimenti e degli Istituti.

2. Gli aventi diritto al voto che siano esclusi dai suddetti elenchi, possono fare opposizione entro il 6° giorno precedente le elezioni direttamente al Rettore, il quale decide definitivamente in merito almeno due giorni prima la data fissata per le elezioni.

3. La convocazione dei docenti aventi diritto al voto deve precedere di almeno sette giorni la data di inizio delle votazioni. Viene effettuata mediante consegna della rettorale presso la sede di servizio (Dipartimento, Istituto, Seminario, Presidenza di Facoltà, Ufficio), direttamente all'interessato. In caso di assenza o impedimento dell'interessato la struttura di appartenenza deve provvedere a far recapitare immediatamente allo stesso la convocazione. A tale scopo sulla busta viene apposto in maniera ben visibile oltre al nominativo del destinatario la seguente dicitura: "Convocazione per l'elezione delle rappresentanze del personale nel Consiglio di Amministrazione". La convocazione si intende, comunque, utilmente effettuata mediante la consegna nella sede di servizio con le modalità sopra indicate.



Articolo 26 - Seggi elettorali

1. Con apposito decreto rettorale saranno indicati il numero dei seggi e le loro ubicazioni.

2. I seggi ove si svolgeranno le elezioni dei rappresentanti dei Direttori dei Dipartimenti, dei Presidenti dei Centri di Servizio, dei Docenti e del personale tecnico-amministrativo sono composti da: un Professore Ordinario, un Professore Associato, un Ricercatore ed un dipendente con qualifica non inferiore al VI livello che svolgerà le funzioni di Segretario. Tali componenti sono nominati dal Rettore che indica anche il Presidente del seggio.

3. Al fine di assicurare la segretezza del voto, gli Studenti componenti dei Consigli di Dipartimento o dei Comitati tecnico-scientifici o Consigli votano in un unico seggio, che sarà reso noto nel decreto di costituzione dei seggi elettorali, unitamente al personale Docente e tecnico-amministrativo.



Articolo 27- Modalità del voto

1. Le operazioni di voto si svolgono in un unico giorno dalle ore 9 alle ore 19.

2. L'elettore deve presentarsi al proprio seggio munito di un documento di riconoscimento. Qualora ne sia sprovvisto, può essere ammesso egualmente a votare se la sua identità sia garantita da un componente del seggio o da altro elettore noto al seggio stesso.

3. Il voto è personale, libero e segreto.

4. E' possibile esprimere una sola preferenza.

5. Nei casi di omonimia sarà cura dell'elettore indicare la data di nascita del prescelto.

6. Vanno annullate le schede che non siano quelle prescritte o non portino il bollo o la firma del Presidente o di un Componente del seggio;

7. Gli elettori fisicamente impediti possono esprimere il loro voto con l'assistenza di un altro elettore dello stesso seggio liberamente scelto; nessun elettore può esercitare la funzione di accompagnatore per più di un altro elettore. Il Presidente del seggio ne prenderà nota nel verbale.

8. Al personale docente e tecnico-amministrativo componente di un Consiglio di Dipartimento, sono consegnate due schede di votazione, una per l'elezione dei rappresentanti dei Direttori di Dipartimento e una per l'elezione dei rappresentanti della propria categoria.

9. In prima applicazione dello Statuto vengono consegnate due schede di votazione anche ai componenti dei Consigli di Istituto, una per l'elezione dei rappresentanti dei Direttori di Dipartimento e una per l'elezione dei rappresentanti della propria categoria.

10. Al personale docente e tecnico-amministrativo componente dei Comitati o Consigli di Centri di servizio attivati nell'Ateneo è consegnata un'ulteriore scheda di votazione per l'elezione del rappresentante dei Presidenti dei Centri di servizio.

11. Agli Studenti componenti di Consigli di Dipartimento e/o dei Comitati o Consigli dei Centri di Servizio sono consegnate la scheda o le schede per le elezioni dei rappresentanti dei Direttori di Dipartimento e del rappresentante dei Presidenti dei Centri di Servizio.

12. Il Presidente del seggio, previo accertamento dell'identità personale, consegna a ciascun votante le schede e cura che l'elettore apponga la firma sull'apposito elenco.

13. Effettuata la votazione, la scheda o le schede devono essere ripiegate accuratamente e restituite al Presidente del seggio che le inserisce in presenza dell'elettore nelle urne.

14. Alla scadenza dell'orario stabilito per le votazioni, gli elettori che si trovino nei locali del seggio, ma che non abbiano ancora votato, sono egualmente ammessi al voto.



Articolo 28 - Operazioni di scrutinio

1. Terminate le operazioni di voto hanno inizio quelle di scrutinio in seduta pubblica, che proseguono ininterrottamente sino alla loro conclusione.

2. Si inizia con lo scrutinio dei rappresentanti dei Direttori di Dipartimento e si prosegue con quello dei Presidenti dei Centri di servizio, e infine con quello dei rappresentanti dei Docenti, secondo l'ordine indicato dall'art.7 dello Statuto.

3. Delle operazioni elettorali, i Componenti del seggio redigono e sottoscrivono apposito processo verbale distinto per rappresentanza, dal quale deve, tra l'altro, risultare:

- il numero delle schede pervenute al seggio elettorale;

- il numero delle schede votate;

- il numero delle schede annullate;

- il numero delle schede non utilizzate;

- i voti riportati da ciascun candidato.

4. Allegano al verbale, di cui fanno parte integrante, l'elenco dei votanti su cui sono state apposte le relative firme e l'elenco del corpo elettorale.

5. Raccolgono, in distinti plichi, le schede votate, le schede non utilizzate e le schede per qualsiasi motivo annullate.

6. I plichi, sigillati e firmati esternamente dai Componenti del seggio, sono immediatamente recapitati all'Ufficio elettorale ove si procede alla proclamazione degli eletti.

7. Sono dichiarati eletti coloro che, per ciascuna rappresentanza, abbiano riportato il maggior numero di voti.

8. In caso di parità di voti risulta eletto il più anziano nel ruolo; in caso di parità di decorrenza di anzianità nel ruolo, risulta eletto il più anziano di età. Nel caso di parità di voti per la elezione dei rappresentanti di cui alle lettere a1) e b1) del precedente art. 7, risultano eletti i più anziani nella nomina a Direttore di Dipartimento ed a Presidente del Centro di servizi; in caso di ulteriore parità di decorrenza, risulta eletto il più anziano di età.

9. Avverso i risultati può farsi ricorso alla Commissione elettorale.



Articolo 29 - Validità delle elezioni

1. La votazione per ogni rappresentanza è valida se vi abbia preso parte almeno un terzo degli aventi diritto.



CAPO F - Designazione dei rappresentanti degli studenti nel Senato Accademico



ARTICOLO 30 - Elezioni dei rappresentanti degli studenti nel Senato Accademico

1. Le elezioni per i cinque rappresentanti degli studenti nel Senato Accademico sono indette dal Rettore con decreto reso pubblico mediante affissione agli albi del Rettorato e delle Facoltà.
2. Il decreto indica il numero complessivo degli studenti che risultano regolarmente iscritti ai corsi di laurea, diploma universitario, delle scuole dirette a fini speciali, di specializzazione ed ai dottorati di ricerca, la data delle votazioni e le modalità per la presentazione delle candidature.



Articolo 31 - Elettorato attivo

1. L'elettorato attivo spetta a tutti gli studenti regolarmente iscritti, in corso o fuori corso, ai corsi di laurea, diploma universitario, ai corsi di specializzazione e delle scuole dirette a fini speciali ed ai dottorati di ricerca, alla data di indizione delle votazioni.

2. Le liste degli elettori per ciascuna facoltà, in ordine alfabetico, sono depositate in triplice copia entro il 20° giorno precedente la data delle elezioni presso l'apposito ufficio elettorale per essere consultate da chiunque ne abbia diritto.

3. Chi, pur avendone diritto, non risulti incluso negli elenchi dei votanti, per qualsiasi giustificato motivo, può esercitare il diritto al voto esibendo una dichiarazione di iscrizione rilasciata dalla Segreteria e vidimata dall'Ufficio elettorale.

4. Tale dichiarazione deve essere ritirata dal Presidente del seggio; l'elettore viene iscritto, a cura del Presidente, in calce all'elenco dei votanti.



Articolo 32 - Elettorato passivo

1. L'elettorato passivo spetta a tutti gli studenti che hanno l'elettorato attivo, distintamente per ogni singola Facoltà.



Articolo 33 - Liste dei candidati

1. Le elezioni si svolgono sulla base di liste concorrenti di candidati, con sistema proporzionale.

2. Ogni lista deve recare una denominazione che serva ad individuarla.

3. Non è ammessa la lista contenente denominazioni identiche o confondibili con quelle presentate in precedenza.

4. Le liste dei candidati devono essere corredate dalle firme autenticate di almeno 75 studenti tra quelli aventi diritto.

5. Le liste devono, altresì, essere corredate dalle firme autenticate dei candidati per accettazione, ed indicare almeno un presentatore, in qualità di responsabile.

6. Ogni studente può presentare una sola lista.

7. Le liste dei candidati e le firme dei sottoscrittori devono chiaramente indicare il nome e cognome dello studente, il corso da questi frequentato e il numero di matricola universitario là dove esistente.

8. Sono nulle le candidature e le sottoscrizioni che risultino incomplete dei predetti dati.

9. Ogni lista deve comprendere un numero di candidature non superiore al numero dei seggi da attribuire ex art. 6 dello Statuto.

10. Le liste dei candidati devono essere presentate presso l'apposito Ufficio elettorale entro il 20° giorno precedente la data delle elezioni.

11. L'Ufficio elettorale assegna a ciascuna lista un numero progressivo secondo l'ordine di presentazione.

12. Le liste e le relative candidature, riscontrate regolari dall'Ufficio elettorale, sono rese pubbliche dal Rettore mediante manifesti, almeno otto giorni prima la data fissata per le elezioni.

13. Avverso l'esclusione delle liste è ammesso ricorso innanzi la Commissione elettorale entro 24 ore dalla notifica del provvedimento di esclusione al rappresentante di lista.

14. La Commissione si pronuncia nelle 24 ore successive.



Articolo 34 - Propaganda elettorale

1. La regolamentazione della propaganda elettorale nell'ambito universitario è attuata con accordi fra la Commissione elettorale e i presentatori responsabili delle liste dei candidati, riuniti in apposito Comitato.

2. In base a tali accordi vengono fissati a cura dell'Università appositi spazi per manifesti e aule per assemblee.

3. In tutte le manifestazioni di propaganda non è consentito in alcun modo di venire meno ai principi ed ai metodi sanciti dalla Costituzione della Repubblica.



Articolo 35 - Seggi elettorali

1. Al fine di consentire l'esercizio del diritto di voto da parte del massimo numero possibile di studenti e a garanzia dello stesso, potranno essere costituiti seggi elettorali anche in sede diverse dalla città di Catania.

2. I seggi elettorali, costituiti con decreto del Rettore, sono composti da:

a) un Presidente ed un Segretario designati dal Rettore tra il personale tecnico-amministrativo dell'Università.

b) tre scrutatori, estratti a sorte da un elenco costituito dall'insieme degli elenchi di scrutatori presentati dalle singole liste almeno 15 giorni prima la data fissata per le elezioni, in numero triplo rispetto a quello necessario.

3. Gli scrutatori devono essere in possesso dell'elettorato attivo.

4. L'estrazione dei nominativi degli scrutatori è effettuata in seduta pubblica almeno una settimana prima delle elezioni dall'Ufficio elettorale: essa riguarda la scelta di tre scrutatori effettivi e due supplenti per ciascun seggio.

5. In caso di temporanea assenza del Presidente del seggio le sue funzioni sono svolte dal Segretario.

6. Il seggio opera validamente sempre che in esso siano presenti almeno tre dei suoi componenti, uno dei quali deve essere il presidente o il vice presidente.

7. Il giorno precedente a quello fissato per l'inizio delle votazioni, i componenti del seggio si riuniscono per acquisire la disponibilità del materiale necessario all'esercizio del diritto di voto (schede, registri, liste dei votanti, materiale di cancelleria, etc.).

8. E' compito del Presidente del seggio controllare la presenza in esso delle cabine e di tutto quanto si renda indispensabile per assicurare e garantire la segretezza e la libertà del voto.

9. I seggi elettorali resteranno aperti per le votazioni ininterrottamente.



Articolo 36 - Espressione del voto

1. Il voto è personale, libero e segreto.

2. Al seggio non possono accedere più di tre elettori contemporaneamente. Coloro che hanno votato devono lasciare il seggio subito dopo la votazione stessa.

3. Alle operazioni elettorali possono assistere anche i rappresentanti di lista i cui nominativi devono essere comunicati alla Commissione elettorale, almeno due giorni prima dell'inizio delle votazioni, dal presentatore ufficiale della relativa lista: i rappresentanti devono essere studenti aventi diritto al voto ed essere, per ogni lista contraddistinta dalla medesima numerazione, non più di uno per seggio.

4. Il Presidente sovrintende al buon andamento di tutte le operazioni assicurandone la regolarità e disciplinando, in particolare, l'afflusso ai seggi in qualsiasi momento.

5. La scheda è predisposta con l'indicazione in apposite caselle delle denominazioni che servono ad individuare le varie liste secondo l'ordine progressivo loro assegnato.

6. Il voto di lista deve essere espresso dall'elettore in modo non equivoco, con l'apposizione di un segno nello spazio apposito.

7. L'elettore può esprimere una sola preferenza nell'ambito della lista votata scrivendo il nome del relativo candidato.



Articolo 37 - Operazioni di voto

1. Le operazioni di voto si svolgono mediante:

a) la consegna da parte dell'elettore della propria tessera universitaria o di un altro documento valido di riconoscimento, al Presidente o ad uno dei componenti del seggio, ai fini dell'accertamento della sua identità personale e dell'annotazione negli elenchi in dotazione al seggio.
b) l'accertamento dell'iscrizione del nominativo dell'elettore nella lista dei votanti;
c) la consegna all'elettore da parte del presidente o di uno dei componenti del seggio della scheda elettorale, preventivamente timbrata e firmata dallo stesso presidente o dal segretario del seggio;
d) l'entrata dell'elettore nella apposita cabina e l'indicazione sulla scheda, da parte dello stesso, della lista e della eventuale preferenza;
e) la successiva chiusura della scheda, la riconsegna della medesima al Presidente, o ad uno dei componenti del seggio, che la introdurrà nell'apposita urna sigillata.
f) l'annotazione dell'avvenuta votazione, con la firma di uno degli scrutatori, sull'apposita colonna della lista dei votanti.
Gli elettori fisicamente impediti possono esprimere il voto con l'assistenza di un familiare o di un altro elettore del seggio liberamente scelto; l'impedimento, quando non sia evidente, deve essere dimostrato con certificato medico.
Nessun elettore può esercitare la funzione di accompagnatore per più di un altro elettore. Il Presidente ne prenderà nota nel verbale.

2 . La votazione è valida se vi abbia preso parte almeno il 15% degli aventi diritto.



Articolo 38 - Schede nulle

1. Sono nulle le schede:

a) che non siano quelle consegnate dal componente del seggio o che non risultino bollate e firmate dal Presidente o dal Segretario;

b) che presentino scritture o segni tali da far ritenere, in modo inoppugnabile, che l'elettore abbia voluto far riconoscere il proprio voto;

c) che esprimano il voto per più di una lista o non offrano la possibilità di individuare la lista prescelta .



Articolo 39 - Scrutinio

1. Le operazioni di scrutinio sono effettuate dagli stessi componenti del seggio ed hanno inizio subito dopo l'ultimazione delle operazioni di voto e proseguono ininterrottamente sino alla loro conclusione.

2. In caso di contestazione di un voto il Presidente ne può decidere provvisoriamente l'attribuzione; il membro del seggio o rappresentante di lista che ha sollevato la contestazione formula il suo rilievo nell'apposito verbale.

3. La Commissione elettorale decide in merito.



Articolo 40 - Proclamazione dei risultati

1. Al termine delle operazioni di scrutinio, ogni presidente di seggio comunica i risultati alla Commissione elettorale, che, dopo averne controllato la regolarità e la validità, proclama l'esito delle elezioni. Alla proclamazione degli eletti verrà assicurata la normale pubblicità mediante affissione agli albi del Rettorato e delle Facoltà e con l'ausilio di comunicati stampa.



Articolo 41 - Attribuzione dei seggi

1. L'attribuzione dei 5 seggi alle varie liste avviene su base proporzionale .

A tale scopo la Commissione elettorale :

a) determina la cifra elettorale di ogni lista, che è costituita dalla somma dei voti validi di lista riportati nei singoli seggi elettorali;

b) determina poi il totale dei voti validi riportati da tutte le liste e divide tale totale per 5 ottenendo in tal modo il quoziente elettorale;

c) assegna, quindi, ad ogni lista tanti seggi quante volte il quoziente elettorale risulta contenuto nella cifra elettorale di ciascuna lista; nel caso in cui non venissero assegnati tutti i seggi, i seggi residui verranno assegnati alle liste che hanno resti maggiori. In caso di parità dei resti l'attribuzione del seggio tra dette liste viene fatta per sorteggio.

2. All'interno di ciascuna lista i seggi vengono assegnati ai candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti di preferenza.



Articolo 42 - Sostituzioni

1. In caso di rinuncia o di cessazione dallo status di studente di un candidato proclamato eletto, subentra il primo dei non eletti della stessa lista, secondo l'ordine di preferenza.



CAPO G - Designazione dei rappresentanti degli studenti in seno al Consiglio di Amministrazione dell'Ateneo



Articolo 43 - Indizione

1. Le elezioni per le rappresentanze degli studenti in seno al Consiglio di Amministrazione dell'Università sono indette dal Rettore con proprio decreto, reso pubblico mediante affissione agli Albi del Rettorato, delle Facoltà, dei Dipartimenti e degli Istituti.

2. In coincidenza con lo svolgimento delle elezioni studentesche prosegue regolarmente l'attività didattica dell'Ateneo, ad eccezione soltanto degli esami di profitto e di laurea che dovranno essere aggiornati. Sono, altresì, sospese le lezioni che dovrebbero tenersi nelle aule adibite a seggi elettorali.



Articolo 44 - Elettorato attivo e passivo

1. Hanno diritto all'elettorato attivo e passivo:

a) per i quattro rappresentanti degli studenti di primo livello gli studenti che alla data del decreto di indizione delle elezioni risultano regolarmente iscritti nei Corsi di laurea, di Diploma Universitario e di Scuole dirette a fini speciali;

b) per il rappresentante degli studenti di secondo livello gli iscritti alla data del decreto di indizione delle elezioni, alle Scuole di specializzazione e ai Dottorati di ricerca;

2. Sono ammessi all'elettorato passivo anche gli studenti stranieri, purchè provenienti da Paesi dell'Unione Europea.



Articolo 45 - Elenchi degli elettori

1. Gli elenchi degli elettori per ciascuna Facoltà, Diploma universitario, Scuole dirette a fini speciali, Scuole di specializzazione e Dottorati di ricerca, in ordine alfabetico e senza distinzione di sesso e di cittadinanza, sono depositate, entro e non oltre il 20° giorno anteriore alla data delle elezioni, in triplice copia, presso l'apposito Ufficio elettorale per essere consultati da chiunque ne abbia diritto.



Articolo 46 - Presentazione delle liste

1. Le elezioni si svolgono sulla base di liste concorrenti di candidati, con sistema proporzionale.

2. Ogni lista deve recare una denominazione che serva ad individuarla. Non è ammessa la lista contenente denominazioni identiche o confondibili con quelle presentate in precedenza.

3. Eventuali controversie sulle denominazioni delle liste saranno giudicate dalla Commissione elettorale, con decisione inappellabile.

4. Le liste non possono indicare un numero di candidati superiore a quelli degli eligendi e cioè fino a n.4 candidati per i rappresentanti degli studenti di 1° livello e n.1 candidato per il rappresentante degli studenti di 2° livello.

5. Le liste dei candidati per i rappresentanti degli studenti di 1° livello devono essere corredate dalle firme, autenticate o da un notaio, o da un segretario comunale, o da un Sindaco o suo delegato, o da un funzionario dell'Università preposto dal Rettore, di almeno 75 studenti regolarmente iscritti all'Università di Catania, mentre per i rappresentanti degli studenti di 2° livello di almeno 18 o 25 firme come sopra autenticate, a seconda che il numero complessivo degli iscritti nelle Scuole di specializzazione e nei Dottorati di ricerca sia inferiore o superiore al numero di 5.000.

6. Ogni studente può sottoscrivere la presentazione di una sola lista.

7. Le liste devono, altresì, essere corredate dalle firme, sempre autenticate, dei candidati per accettazione e dall'indicazione di almeno un presentatore, in qualità di responsabile.

8. Le liste dei candidati e le firme dei sottoscrittori devono chiaramente indicare il nome e cognome dello studente, il Corso di laurea, o il Diploma universitario, o la Scuola diretta a fini speciali o la Scuola di specializzazione o il dottorato di ricerca e il numero di matricola universitario, là dove esistente. Sono nulle le indicazioni dei candidati e dei presentatori che risultassero incomplete dei predetti dati.

9. Le liste dei candidati devono essere presentate presso l'apposito Ufficio elettorale entro e non oltre il 20° giorno antecedente a quello fissato per le elezioni. L'Ufficio elettorale deve assegnare a ciascuna lista un numero progressivo secondo l'ordine di presentazione.

10. Le liste e le relative candidature riscontrate regolari dall'Ufficio elettoralesono rese pubbliche dal Rettore attraverso affissione agli Albi, almeno 8 giorni prima della data delle elezioni.

11. Avverso l'esclusione delle liste è ammesso ricorso innanzi la Commissione elettorale, entro 24 ore dalla notifica del provvedimento di esclusione al rappresentante di lista.

12. La Commissione si pronunzia nelle 24 ore successive.



Articolo 47 - Propaganda elettorale

1. La regolamentazione della propaganda elettorale nell'ambito universitario è attuata con accordi fra la Commissione elettorale e i presentatori responsabili delle liste dei candidati, riuniti in apposito Comitato.

2. In base a tali accordi vengono fissati a cura dell'Università appositi spazi per manifesti e aule per assemblee.

3. In tutte le manifestazioni di propaganda non è consentito in alcun modo di venire meno ai principi ed ai metodi sanciti dalla Costituzione della Repubblica.



Articolo 48 - Seggi elettorali

1. Al fine di consentire l'esercizio del diritto di voto da parte del massimo numero possibile di studenti e a garanzia dello stesso, potranno essere costituiti seggi elettorali anche in sedi diverse dalla città di Catania.

2. I seggi elettorali, costituiti con decreto del Rettore, sono composti da:

- un Presidente ed un Segretario designati dal Rettore tra il personale tecnico-amministrativo dell'Università;

- n.3 scrutatori, estratti a sorte da un elenco costituito dall'insieme degli elenchi di scrutatori presentati dalle singole liste almeno 15 giorni prima della data fissata per le votazioni, in numero triplo rispetto a quello necessario.

3. Gli scrutatori devono essere in possesso dell'elettorato attivo.

4. L'estrazione dei nominativi degli scrutatori è effettuata in seduta pubblica almeno una settimana prima delle elezioni dall'Ufficio elettorale: essa riguarda la scelta di tre scrutatori effettivi e due supplenti per ciascun seggio.

5. L'Ufficio di Presidente, di Segretario e di Scrutatore è obbligatorio per le persone designate. Solo in caso di reale impedimento l'Ufficio elettorale può proporre al Rettore la designazione di altra persona.

6. I componenti del seggi elettorali si riuniscono prima dell'inizio delle votazioni per acquisire il materiale necessario all'esercizio del diritto di voto.

7. E' compito specifico del Presidente del seggio controllare l'agibilità del locale ove avvengono le elezioni e che l'ubicazione delle cabine assicuri la segretezza del voto.

8. Alla scadenza dell'orario stabilito per le votazioni, gli elettori che si trovino nei locali del seggio, ma che non abbiano ancora votato, sono egualmente ammessi al voto.



Articolo 49 - Operazioni di voto

1. Le operazioni di voto sono pubbliche.

2. Il Presidente è incaricato di sovrintendere al buon andamento delle operazioni. In caso di turbativa può disporre dell'ausilio del servizio d'ordine; nei casi più gravi può disporre la sospensione delle operazioni, salvo l'accertamento di ulteriori responsabilità.

3. Gli elettori fisicamente impediti possono esprimere il loro voto con l'assistenza di un altro elettore dello stesso seggio liberamente scelto; nessun elettore può esercitare la funzione di accompagnatore per più di un altro elettore. Il Presidente del seggio ne prenderà nota nel verbale.

4. Il voto è personale, Iibero e segreto.

5. E' possibile esprimere una sola preferenza.

6. Se l'elettore non abbia indicato alcun contrassegno sulla lista prescelta, ma abbia scritto un nominativo di una lista, si intende che abbia votato la lista al quale appartiene il preferito.

7. Nei casi di omonimia sarà cura dell'elettore indicare la data di nascita del prescelto.

8. Le operazioni elettorali si svolgono mediante:

a) la consegna da parte dell'elettore del proprio libretto di iscrizione, o della tessera universitaria o di altro documento valido di riconoscimento.

b) l'accertamento dell'iscrizione del nominativo dell'elettore nella lista dei votanti.

Se il nominativo dell'elettore non risulta iscritto nella lista dei votanti o i suoi dati anagrafici risultano erroneamente trascritti, questi potrà essere ammesso al voto soltanto previa presentazione al Presidente del seggio elettorale di una regolare certificazione rilasciata dal competente Ufficio della Segreteria studenti, vidimata dall'Ufficio elettorale. Detta certificazione, dopo la trascrizione del nominativo dell'elettore, in calce alla lista elettorale, deve essere allegata al verbale.

c) la firma dell'elettore sull'elenco dei votanti;

d) la consegna all'elettore da parte del Presidente, o di uno dei componenti del seggio, della scheda elettorale;

e) la riconsegna della scheda votata, opportunamente ripiegata, da parte dell'elettore al Presidente o ad uno dei componenti il seggio che la introdurrà nell'apposita urna sigillata.



Articolo 50 - Operazioni di scrutinio

1. Le operazioni di scrutinio sono pubbliche. Esse hanno inizio subito dopo la chiusura delle votazioni e proseguono ininterrottamente sino ad operazioni ultimate.

2. Le schede che presentino scritture o segni tali da far ritenere, in modo inoppugnabile, che l'elettore abbia voluto far riconoscere il proprio voto, sono annullate.

3. Vanno parimenti annullate le schede:

- che non siano quelle prescritte o non portino il bollo o la firma degli scrutatori;

- che esprimano voti per più di una lista o non offrano la possibilità di identificare la lista prescelta.

4. Su ogni contestazione, il Presidente, udito il parere degli scrutatori, si pronunzia in via provvisoria, facendola risultare dal verbale. I membri del seggio o i rappresentanti di lista possono formulare i loro rilievi nel verbale. La Commissione elettorale decide in merito.

5. L'attribuzione delle rappresentanze avviene con il metodo proporzionale in base ai voti validi ottenuti da ciascuna lista con il seguente criterio:

- determinazione del numero complessivo dei voti validi;

- determinazione del numero dei voti validi ottenuti da ciascuna lista;

- determinazione del quoziente per ogni seggio da assegnare, dividendo fino al secondo numero decimale il numero complessivo dei voti validi per il numero degli eligendi di ciascuna delle due elezioni;

- l'attribuzione dei seggi alle singole liste va determinato suddividendo il numero complessivo dei voti validi riportati da ciascuna lista per il quoziente elettorale.

6. Nel caso in cui in tal modo non venissero assegnati tutti i seggi, i seggi residui vanno assegnati alle liste che hanno resti maggiori.

7. In caso di parità, l'attribuzione del seggio tra dette liste viene fatta per sorteggio.

8. All'interno di ciascuna lista risulterà o risulteranno eletti il candidato o i candidati che avranno ottenuto il maggior numero di voti.

9. In caso di parità, risulterà eletto il candidato che ha la maggiore anzianità di iscrizione.

10. Al termine dello scrutinio, il Presidente del seggio deve consegnare i verbali delle votazioni e tutto il materiale residuo all'Ufficio elettorale che provvede all'inoltro dello stesso alla Commissione elettorale.

11. La Commissione elettorale procede alla proclamazione degli eletti, assicurandone la più ampia pubblicità mediante l'affissione dei risultati agli Albi e con comunicati stampa.

12. Lo studente eletto è rieleggibile alla stessa carica per una sola volta sempreché sussistano le condizioni di eleggibilità.

13. In caso di rinunzia di uno degli studenti eletti, o di decadenza dell'eletto, subentrerà il primo dei non eletti della stessa lista.

14. La decadenza opera anche in caso di trasferimento presso altra sede universitaria e in caso di conseguimento della laurea nel corso del biennio.

15. Avverso i risultati si potrà far ricorso alla Commissione elettorale...



Articolo 51 - Validità delle votazioni

1. La votazione è valida se vi abbia preso parte almeno il 15% degli aventi diritto.



CAPO H - Preside di Facoltà



Articolo 52 - Elezione del Preside

1. L'elettorato attivo per l'elezione del Preside di Facoltà spetta ai docenti della Facoltà, compresi i ricercatori non confermati, ed alle rappresentanze degli studenti e del personale tecnico-amministrativo eletti in seno al Consiglio di Facoltà.

2. I rappresentanti degli studenti saranno eletti da tutti gli studenti iscritti all'anno accademico precedente quello di inizio del mandato del Preside da eleggere, nella misura di cinque per Facoltà con meno di duemila iscritti, sette per quelle da duemila a cinquemila iscritti e nove per quelle oltre cinquemila iscritti.

3. I rappresentanti del personale tecnico-amministrativo sono eletti in numero di cinque componenti tra il personale afferente alla Facoltà, ai sensi dell'art. 22 dello Statuto.

3 bis. Le modalità di elezione dei rappresentanti degli studenti e del personale tecnico-amministrativo sono disciplinate da apposito regolamento nel rispetto delle norme previste per l'elezione dei rappresentanti degli studenti nel Senato accademico.

4. Il Decano dei professori ordinari o, in caso di impedimento, chi lo segue in ordine di anzianità, su invito del Rettore, indice le elezioni del Preside e fissa le date delle votazioni tra il 15 giugno ed il 15 luglio precedente la scadenza del mandato.

5. Almeno cinque giorni prima delle elezioni gli interessati presentano le proprie candidature accompagnate da un programma. Sarà cura del Decano della Facoltà prevedere i termini e organizzare le riunioni per permettere ai candidati di esporre i propri programmi ed assicurare il dibattito.

6. L'elettorato passivo, ai sensi dell'art.21, comma 2, dello Statuto, spetta di norma ai professori di prima fascia a tempo pieno. Se mancano professori di prima fascia, oppure essi non sono eleggibili, oppure ancora si dichiarino tutti non disponibili, l'elettorato passivo spetta anche ai professori di seconda fascia a tempo pieno.

6 bis. Il Preside che intenda dimettersi dalla carica rassegna le proprie dimissioni al rettore, avendo sentito, ove lo ritenga, il Consiglio di Facoltà.

7. In caso di dimissioni del Preside o di anticipata cessazione dalla carica per altre cause, il decano, come previsto nel precedente comma 4, indice le elezioni del Preside e fissa le date delle votazioni in modo che le operazioni di voto si concludano entro 30 giorni dall'accettazione delle dimissioni da parte del Rettore, o dalla cessazione dalla carica per altre cause.

8. Il Decano dispone la convocazione del Consiglio, indicando le norme ed i tempi che disciplinano le operazioni di voto e di scrutinio, designando due scrutatori che lo affiancheranno nello svolgimento delle operazioni elettorali e fissando le date per le eventuali ulteriori votazioni.

9. Nel caso in cui il Decano o gli scrutatori risultino candidati, gli stessi sono sostituiti.

10. Nelle prime tre votazioni il Preside è eletto a maggioranza assoluta degli aventi diritto. Tra la prima e la seconda votazione dovranno intercorrere almeno cinque giorni. Altre candidature potranno essere presentate nei primi due giorni lavorativi, incluso il sabato, successivi alla prima votazione. In caso di mancata elezione si procederà con il sistema del ballottaggio fra i due candidati che nella terza votazione abbiano riportato il maggior numero di voti. Risulta eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti, purchè non inferiore alla maggioranza assoluta dei votanti. Qualora nessun candidato risulti eletto al primo o al secondo turno di ballottaggio per l'invalidità della votazione o per il mancato raggiungimento della maggioranza prescritta, il Decano indice nuove elezioni secondo le procedure di cui ai commi precedenti. In tal caso l'elettorato passivo spetta a tutti i professori di ruolo della Facoltà.

11. Le votazioni sono valide se vi prende parte la maggioranza degli aventi diritto. A questo fine non si calcolano, tuttavia, i componenti del Consiglio che siano in aspettativa per motivi di famiglia e di salute, in congedo straordinario per motivi di studio, in aspettativa obbligatoria per situazioni di incompatibilità, in posizione di distacco o fuori ruolo.

12. Il candidato che abbia ottenuto la prescritta maggioranza è proclamato eletto dal Decano con provvedimento che deve essere immediatamente pubblicato mediante affissione all'albo della Facoltà e comunicato al Rettore per il conseguente decreto di nomina.

13. Il Preside risultato eletto entra in carica all'inizio dell'anno accademico. Nel caso di elezione conseguente ad anticipata cessazione, il Preside assume la carica all'atto della nomina e resta in carica sino al termine dell'anno accademico di compimento del quadriennio successivo all'anno di elezione.



CAPO H bis - Organi di dipartimento



Articolo 53 - Elezione del direttore

1. Il Decano dei professori ordinari di ciascun Dipartimento o, in caso di impedimento, chi lo segue in ordine di anzianità, su invito del rettore, fissa le date per l'elezione del direttore e nomina una commissione elettorale da lui presieduta.

2. E' compito della commissione elettorale organizzare il seggio e sovraintendere alle operazioni di voto ed inoltre vagliare eventuali ricorsi relativi allo svolgimento delle elezioni sui quali delibererà in via definitiva.

3. Il Decano convoca una seduta del Consiglio del Dipartimento da tenersi almeno 10 giorni prima della data prevista per la prima votazione, onde consentire la presentazione di candidature e programmi per la direzione del Dipartimento.

4. Il Direttore che intenda dimettersi dalla carica ressegna le proprie dimissioni al Rettore, avendo sentito, ove lo ritenga, il Consiglio di Dipartimento.

5. In caso di dimissioni del Direttore o di anticipata cessazione dalla carica per altre cause, il Decano, come previsto nel precedente comma 1, indice le elezioni del Direttore e fissa le date delle votazioni in modo che le operazioni di voto si concludano entro 30 giorni dall'accettazione delle dimissioni da parte del Rettore o dalla cessazione dalla carica per altre cause.

Articolo 54 - La componente elettiva del Consiglio di Dipartimento

1. Al Consiglio di Dipartimento, oltre ai docenti ed ai ricercatori confermati e non confermati afferenti al Dipartimento stesso, partecipa una componente elettiva composta dai rappresentanti del personale tecnico-amministrativo, degli iscritti a ciascun Dottorato di ricerca con sede amministrativa nell'Ateneo ed afferente al Dipartimento nonchè degli studenti degli insegnamenti che afferiscono al medesimo Dipartimento.

2. Il numero dei rappresentanti indicati dal comma precedente è fissato dal Regolamento di Dipartimento, il quale determina anche i criteri di afferenza degli studenti.

3. Il numero dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo non può comunque essere inferiore a tre.

4. Il numero dei rappresentanti degli iscritti ai Dottorati di ricerca non può essere comunque inferiore al numero dei Dottorati di ricerca con sede amministrativa nell'Ateneo che afferiscano al Dipartimento.

5. Il numero dei rappresentanti degli studenti è pari al 5% dei professori di ruolo afferenti al Dipartimento e, in ogni caso, non inferiore a tre. Il risultato della proporzione, arrotondato per eccesso, è determinato dal Direttore, allorché si debba procedere alla convocazione del corpo elettorale.



Articolo 55 - Durata della carica

1. I rappresentanti del personale tecnico-amministrativo durano in carica quattro anni accademici e non possono essere rieletti consecutivamente più di una volta.

2. I rappresentanti degli iscritti ai Dottorati di ricerca e i rappresentanti degli iscritti ai Corsi di laurea durano in carica due anni accademici e non possono essere rieletti consecutivamente più di una volta.



Articolo 56 - Elettorato attivo e passivo

1. Ai fini dell'elezione dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo l'elettorato attivo e passivo spetta al personale tecnico-amministrativo in servizio nel Dipartimento alla data di convocazione del corpo elettorale, ad eccezione del Segretario amministrativo del Dipartimento stesso cui spetta il solo elettorato attivo, in quanto membro di diritto del Consiglio.

2. Ai fini dell'elezione dei rappresentanti degli iscritti ai Dottorati di ricerca l'elettorato attivo e passivo spetta agli iscritti ai Dottorati di ricerca con sede amministrativa nell'Ateneo che afferiscano al Dipartimento, alla data di convocazione del corpo elettorale.

3. Ai fini dell'elezione dei rappresentanti degli studenti l'elettorato attivo e passivo spetta agli studenti, in corso o fuori corso, alla data di convocazione del corpo elettorale.



Articolo 57 - Convocazione del corpo elettorale

1. Almeno 60 giorni prima della scadenza del mandato dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo il Direttore del Dipartimento o, in caso di impedimento, il Vice-Direttore, dispone la convocazione straordinaria dell'Assemblea del personale tecnico-amministrativo del Dipartimento per procedere all'elezione dei rappresentanti del personale stesso per il successivo quadriennio. L'Assemblea deve essere convocata per una data successiva di non meno di quindici e non più di trenta giorni dalla pubblicazione per affissione all'albo del Dipartimento della convocazione.

2. In caso di dimissioni di alcuno dei rappresentanti di cui al comma precedente o di anticipata cessazione dalla carica la convocazione del corpo elettorale deve essere disposta, con stesse modalità indicate dal comma precedente, entro quindici giorni dall'accettazione delle dimissioni da parte del Consiglio o dalla cessazione dalla carica per altre cause.

3. Con il provvedimento che dispone la convocazione straordinaria dell'Assemblea del Personale tecnico-amministrativo il Direttore, o chi lo sostituisce, provvede a:

a) indicare tutte le norme che disciplineranno le operazioni di voto e di scrutinio;

b) designare, oltre al Segretario amministrativo del Dipartimento, un altro scrutatore che lo affianchi nello svolgimento delle predette operazioni, scegliendolo tra i membri del Consiglio che non risultino candidati alla elezione.

4. La stessa procedura si applica per il rinnovo della carica dei rappresentanti degli iscritti ai Dottorati di ricerca, per la cui elezione dovrà essere convocata una apposita Assemblea.



Articolo 58 - Proclamazione degli eletti

1. Risultano eletti i candidati che riportano il maggior numero di voti, ed in caso di parità, quelli con più anzianità di servizio o scolastica. In caso di ulteriore parità, è eletto il candidato più anziano d'età.



Articolo 59 - Norma di rinvio

1. Il Regolamento di Dipartimento può stabilire particolari modalità di presentazione delle candidature per l'elezione alla carica di rappresentanti del personale tecnico-amministrativo e degli iscritti ai Dottorati di ricerca.



Articolo 60 - Il funzionamento del Consiglio di Dipartimento

1. Il funzionamento del Consiglio di Dipartimento è disciplinato dal Regolamento di Dipartimento, che deve comunque prevedere:

a) i compiti del Direttore, del Consiglio e della Giunta;
b) il numero dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo, dei rappresentanti degli iscritti ai Dottorati di ricerca e dei rappresentanti degli studenti iscritti ai Corsi di laurea e di diploma universitario che possono partecipare al Consiglio;
c) le modalità di designazione dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo, dei rappresentanti degli iscritti ai Dottorati di ricerca e dei rappresentanti degli studenti iscritti ai Corsi di laurea e di diploma universitario che possono partecipare al Consiglio;
d) le modalità di partecipazione al Consiglio dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo, dei rappresentanti degli iscritti ai Dottorati di ricerca e dei rappresentanti degli studenti iscritti ai Corsi di laurea e di diploma universitario;
e) la composizione della Giunta, la durata del suo mandato, le modalità di elezione dei partecipanti alla medesima e le modalità del suo funzionamento.
f) le funzioni delegabili dal Consiglio alla Giunta e le funzioni che debbono essere esercitate necessariamente dal Consiglio, nonché le modalità di conferimento e di esercizio della delega;
g) le funzioni delegabili dal Direttore al Vice Direttore, nonché le modalità ed i limiti di conferimento e di esercizio della delega;



Capo L - Scuole di specializzazione



Articolo 61 - Rappresentanti degli studenti nei Consigli delle Scuole di specializzazione

1. Le elezioni per i rappresentanti degli studenti nelle scuole di specializzazione sono indette dal Direttore della Scuola, con deliberazione resa pubblica mediante affissione nelle bacheche delle singole scuole e della Facoltà, almeno due mesi prima dell'inizio dell'anno accademico. La deliberazione deve indicare il numero complessivo degli studenti regolarmente iscritti ai corsi di specializzazione, l data, il luogo e l'ora delle votazioni, nonché le modalità di presentazione delle candidature.

2. L'elettorato attivo e passivo spetta a tutti gli studenti regolarmente iscritti ai corsi di specializzazione.

3. Le elezioni si svolgono sulla base di candidature all'interno di liste uniche per ogni singola scuola, riportanti i nomi dei candidati ed il relativo anno di appartenenza. Ogni candidati deve presentare la propria candidatura presso la scuola di appartenenza entro e non oltre il 15 giorno antecedente la data delle elezioni.

4. La regolamentazione della propaganda elettorale è attuata con accordi presi fra il direttore della scuola ed i candidati. Vengono fissati appositi spazi per manifesti e sono resi disponibili spazi per assemblee. In tutte le manifestazioni di propaganda non è consentito venir meno ai principi ed ai metodi sanciti dalla Costituzione della Repubblica.

5. I seggi elettorali, costituiti con delibera del Direttore della Scuola, sono composti da:

a) un Presidente ed un Segretario, designati all'interno del personale docente e/o tecnico amministrativo dell'Università;

b) due scrutatori, scelti tra gli specializzandi, possibilmente estratti a sorte da un elenco di persone disponibili presentato dai candidati all'atto della candidatura. In mancanza, il Direttore provvederà alla nomina delle persone necessarie.

6. Il seggio opera validamente sempre che in esso siano presenti almeno tre componenti, uno dei quali deve essere il Presidente o il Segretario.

7. Il voto è personale, libero e segreto.

8. L'elettore può esprimere una sola preferenza.

9. Risultano eletti, nel numero indicato dall'art. 25, ultimo comma, dello Statuto, i candidati che abbiano riportato più voti.

10. Per la disciplina delle operazioni di voto, lo scrutinio, il giudizio sulle schede e la proclamazione dei risultati, si applicano le previsioni stabilite per l'elezione dei rappresentanti degli Studenti nei Consigli di Facoltà.




Titolo III- Organi collegiali


Articolo 62 - Convocazione della seduta e ordine del giorno

1. La convocazione e la determinazione dell'ordine del giorno sono di competenza del Presidente dell'organo collegiale.

2. Per la richiesta di convocazione degli altri organi, i rispettivi regolamenti, qualora lo Statuto non preveda disposizioni particolari, possono attribuire la facoltà di richiedere la convocazione a minoranze qualificate, comunque non inferiori ad 1/10 dei membri aventi diritto. Qualora la richiesta di convocazione non venga accolta, il Presidente dell'organo deve darne notizia nella prima seduta, specificando i motivi del mancato accoglimento.

3. Prima della convocazione della seduta, può essere richiesto l'inserimento di argomenti nell'ordine del giorno, con le stesse modalità di cui al comma precedente. Ai regolamenti dei singoli organi è demandata la definizione delle modalità per la richiesta di inserimento di punti all'ordine del giorno da parte delle rappresentanze elettive.

4. La convocazione in via ordinaria deve essere comunicata a ciascun avente diritto presso la struttura cui afferisce, con anticipo di almeno 4 giorni lavorativi escluso il sabato e i giorni festivi secondo il calendario accademico. In caso di urgenza, la convocazione può essere fatta con preavviso di almeno 24 ore anche con altri mezzi ritenuti adeguati a raggiungere gli interessati. Le convocazioni degli studenti devono essere messe a disposizione presso l'ufficio ricevimento posta della sede centrale o decentrata o presso altra struttura dell'Ateneo appositamente indicata dagli interessati.

5. La convocazione deve contenere l'elenco degli argomenti da trattare. Solo in casi eccezionali può contenere la voce "eventuali ed urgenti" ma l'argomento deve essere precisato con le stesse procedure della convocazione d'urgenza, almeno un giorno lavorativo prima della seduta.

6. Nei limiti del possibile, prima del termine di una seduta, viene indicato un calendario di massima per le sedute successive. Per il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione tale indicazione riguarda almeno le tre sedute successive.

7. Qualora non sia possibile esaurire la trattazione degli argomenti all'ordine del giorno, il Presidente può aggiornare la seduta comunicando, al tempo stesso, giorno e ora di aggiornamento.



Articolo 63 - Assenza dalle sedute, decadenza dalla carica e sostituzioni

1. I componenti elettivi di organi centrali, di organi di governo delle strutture o di commissioni, decadono dal mandato in caso di assenza ingiustificata a due sedute nel corso dell'anno. Nel computo non si tiene conto delle sedute convocate con procedura d'urgenza, nè delle sedute o parti di sedute alle quali sono chiamati a partecipare senza diritto di voto. I membri non di diritto decadono inoltre qualora, pur se per validi motivi, non prendano parte alle sedute per 3 mesi consecutivi.

2. Sono ritenuti motivi validi a giustificare l'assenza alle sedute le condizioni di salute, la partecipazione a commissioni giudicatrici a livello nazionale, la partecipazione a concorsi o esami quali candidati, gli impegni per le lezioni a calendario nell'Ateneo, le gravi ragioni familiari, i congedi previsti dalla legge vigente, nonchè altri motivi ritenuti validi dal Presidente che può chiedere di essere affiancato da una "Commissione di regolarità", eletta dall'assemblea, e che resta in carica per 2 anni.

3. Qualora un membro elettivo in un organo collegiale decada o rinunci per qualunque motivo alla carica, viene sostituito da colui che lo segue nella lista degli eletti purchè abbia ottenuto almeno il 20% dei voti complessivamente espressi, salvo quanto espressamente disposto per il personale tecnico-amministrativo e per gli studenti. Qualora la lista degli eletti sia esaurita o non soddisfi le condizioni sopra esposte, vengono indette elezioni suppletive entro 30 giorni dalla vacanza. Nel caso che la vacanza sia prevedibile, la sostituzione o l'indicazione di elezioni suppletive può essere fatta anche prima dei termini prescritti.



Articolo 64 - Validità delle sedute

1. Per la validità delle sedute in prima convocazione è necessaria la presenza della maggioranza dei componenti con diritto di voto. In seconda convocazione è sufficiente la partecipazione di almeno il 40% dei componenti con diritto di voto. Nel computo per determinare la maggioranza non si tiene comunque conto di coloro che hanno giustificato validamente l'assenza.

2. I rappresentanti in Consiglio di Amministrazione di enti, pubblici e privati, concorrono alla formazione del numero legale solo se intervengono alla seduta. Ad essi non si applicano le decadenza previste dall'articolo precedente.

3. In ogni caso nessuna seduta di organo collegiale è valida qualora non sia presente il Presidente o chi ne fa le veci.

4. Nessuno può prendere parte a sedute o a parti di sedute in cui si trattano argomenti che riguardano direttamente la sua persona o suoi parenti o affini entro il 4° grado. Altre limitazioni potranno essere previste dai regolamenti degli organi.



Articolo 65 - Richieste di pareri

1. Nei casi in cui un organo deliberante sia tenuto a sentire o chiedere il parere di altri organi, o comunque li consulti, la deliberazione deve far constare i risultati della consultazione svolta.

2. Nel sentire o chiedere il parere ad altri organi, l'organo deliberante fissa i limiti temporali per la risposta, tenute presenti le necessità funzionali. Nel caso in cui gli organi consultati non rispondano entro i termini fissati, l'organo deliberante potrà procedere facendone specifica menzione nella delibera.



Articolo 66 - Modalità di votazione

1. Per l'assunzione di delibere, salvo che sia diversamente disposto da norme legislative o statutarie, è necessaria l'approvazione da parte della maggioranza dei presenti.

2. Le proposte vengono messe in votazione nel seguente ordine: emendamenti soppressivi, emendamenti modificativi, testo risultante.

3. La questione sospensiva (rinvio della discussione) o pregiudiziale (non pertinenza di un argomento) può essere posta prima dell'inizio della discussione di un argomento e deve subito essere sottoposta a votazione. Per l'accoglimento è richiesta la maggioranza dei presenti.

4. La mozione d'ordine è presentata da almeno un quinto degli aventi diritto al voto. Essa deve subito essere sottoposta a votazione. Per il suo accoglimento è richiesta la maggioranza dei presenti.

5. Le votazioni sono assunte a voto palese. Tranne diverse disposizioni di legge, quelle riguardanti persone debbono essere adottate a scrutinio segreto, qualora anche un solo componente del collegio ne faccia richiesta.



Articolo 67 - Verbalizzazione delle sedute

1. Il segretario ha il compito di redigere i verbali contenenti i termini essenziali della discussione. Chiunque intende fare iscrivere a verbale una dichiarazione è tenuto a consegnarne il testo al segretario nel corso della seduta.

2. Le delibere sono riportate a verbale per esteso con i risultati delle relative votazioni, ed hanno effetto immediato.

3. I verbali sono approvati nella seduta successiva, sempre che i membri del Consesso, che vi hanno partecipato, abbiano avuto tempo ragionevole per prenderne visione. Solo in casi motivati i verbali possono essere approvati successivamente e, comunque, non oltre tre mesi dalla seduta dell'organo collegiale. Per esigenze amministrative stralci di verbali possono essere approvati seduta stante.

4. Ottenuta l'approvazione dei verbali delle sedute, tutti i membri del consesso deliberante possono prenderne visione.



Articolo 68 - Interventi a favore degli studenti

1. L'Università, al fine di assicurare agli studenti di disagiate condizioni economiche e meritevoli le forme più idonee per il proficuo svolgimento degli studi:
a) concede l'esonero totale o parziale delle tasse e dei contributi di propria pertinenza;
b) istituisce borse e premi di studio;
c) concede servizi abitativi, borse, alloggio e buoni mensa.

2. Le modalità di attribuzione delle agevolazioni di cui al comma precedente sono definite da una commissione paritetica di docenti e studenti all'interno del Consiglio di Amministrazione.


Titolo IV - Organi ausiliari centrali


Articolo 69 - Commissione ricerca

1. La Commissione per la Ricerca Scientifica istruisce e formula proposte per la predisposizione annuale del Programma di ripartizione delle risorse da impiegare nella ricerca, sulla base delle scelte programmatiche e dei criteri prefissati dal Senato Accademico.

2. La Commissione è composta di un rappresentante per ciascuna delle aree previste dall'art. 65 del D.P.R. 382/80 (60%) designati dal Senato Accademico tra i docenti dell'Ateneo, tenendo conto della consistenza dei raggruppamenti scientifico-disciplinari. Alle sedute della Commissione partecipa il delegato del Rettore alla ricerca.

3. La Commissione elegge al proprio interno il Presidente. I componenti restano in carica quattro anni e possono essere confermati una sola volta.

4. La Commissione è convocata in via ordinaria dal Presidente e, in via straordinaria, quando ne facciano motivata richiesta almeno i due terzi dei suoi componenti.

5. La Commissione è validamente costituita se risulta presente la maggioranza dei suoi componenti. Le delibere sono assunte a maggioranza dei presenti.

6. Il funzionamento della Comissione è disciplinato da apposito regolamento interno.

7. Le proposte della Commissione devono essere motivate e assunte sulla base di criteri predefiniti.

8. Il Presidente fissa il calendario di massima delle riunioni. L'assenza non giustificata consecutiva a due riunioni comporta l'immediata e automatica decadenza dall'incarico.



Articolo 70 - Commissione paritetica per la didattica

1. La Commissione Paritetica per la Didattica, organo paritetico di docenti e studenti, ha competenze programmatiche, istruttorie e di verifica nel campo dell'organizzazione dell'attività didattica e dei servizi offerti agli studenti. La Commissione opera sulla base di criteri individuati dal Senato Accademico.

2. La Commissione è composta dai Presidenti delle Commissioni Didattiche di Facoltà (o da loro sostituti) di cui all'art. 3 del Regolamento didattico e da un rappresentante della componente studentesca all'interno di ciascuna delle predette Commissioni. Alle sedute della Commissione partecipa il delegato del Rettore alla didattica.

3. La Commissione elegge al proprio interno il Presidente. I componenti restano in carica quattro anni, ad eccezione della componente studentesca, e possono essere confermati una sola volta.

4. La Commissione è convocata in via ordinaria dal Presidente e, in via straordinaria, quando ne facciano motivata richiesta almeno i due terzi dei suoi componenti.

5. La Commissione è validamente costituita se risulta presente la maggioranza dei suoi componenti. Le delibere sono assunte a maggioranza dei presenti.

6. Il funzionamento della Commissione è disciplinato da apposito regolamento interno.

7. Le proposte della Commissione devono essere motivate e assunte sulla base di criteri predefiniti. I documenti prodotti dalla Commissione sono comunicati agli Organi di governo dell'Ateneo, a tutte le strutture didattiche e all'ERSU.

8. Il Presidente fissa il calendario di massima delle riunioni. L'assenza non giustificata consecutiva a due riunioni comporta l'immediata e automatica decadenza dall'incarico.



Articolo 71 - Commissione per l'organizzazione

1. La Commissione per l'Organizzazione dell'Ateneo ha funzioni istruttorie per la programmazione delle risorse edilizie, dell'allocazione di personale tecnico-amministrativo e delle risorse finanziarie, sulla base dei criteri generali individuati dagli organi di governo, indicando priorità e criteri di distribuzione che facciano riferimento a valori standard di funzionalità ed efficienza.

2. La Commissione è composta da undici membri, e cioè dal Direttore Amministrativo o suo delegato; da otto docenti designati dal Senato Accademico in numero di tre tra i propri componenti e in numero di cinque tra i Direttori di dipartimento; da una unità di personale tecnico-amministrativo designata dal Senato Accademico tra i rappresentanti del personale tecnico-amministrativo in Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione; da uno studente designato dal Senato Accademico tra i rappresentanti degli studenti in Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione. Alle sedute della Commissione partecipano il Pro-Rettore o un delegato del Rettore.

3. La Commissione elegge al proprio interno, tra i docenti, il Presidente. I componenti restano in carica quattro anni e possono essere confermati una sola volta.

4. La Commissione è convocata in via ordinaria dal Presidente e, in via straordinaria, quando ne facciano motivata richiesta almeno i due terzi dei suoi componenti.

5. La Commissione è validamente costituita se risulta presente la maggioranza dei suoi componenti. Le delibere sono assunte a maggioranza dei presenti.

6. Il funzionamento della Commissione è disciplinato da apposito regolamento interno.

7. Le proposte della Commissione devono essere motivate e assunte sulla base di criteri predefiniti. I documenti prodotti dalla Commissione sono comunicati agli Organi di governo dell'Ateneo e tutte le strutture didattiche.

8. Il Presidente fissa il calendario di massima delle riunioni. L'assenza non giustificata consecutiva a due riunioni comporta l'immediata e automatica decadenza dall'incarico.



Articolo 72 - Nucleo di valutazione

1. Il Nucleo opera in posizione di autonomia e risponde esclusivamente al Rettore.

2. Il Nucleo determina almeno annualmente, anche su indicazione degli Organi di Governo dell'Ateneo, i parametri del controllo.

3. Il Nucleo, tenuto conto degli obiettivi che gli Organi di Governo dichiarano di volere raggiungere, verifica e valuta, anche mediante analisi comparative dei costi e dei rendimenti:

a) la realizzazione delle finalità e degli obiettivi della corretta ed economica gestione delle risorse, l'imparzialità e il buon andamento dell'azione delle risorse, l'imparzialità e il buon andamento dell'azione amministrativa dell'Amministrazione centrale e degli altri centri di spesa;

b) il funzionamento, su base annuale e infrannuale, delle strutture dell'Amministrazione, dei centri di servizio, delle strutture amministrative delle unità decentrate;

c) la congruenza tra obiettivi programmati ed effettivamente raggiunti dalle strutture di cui al punto b), anche al fine di fornire agli Organi di Governo le indicazioni e gli elementi necessari al miglioramento dei livelli di efficacia, efficienza e della qualità della gestione amministrativa;

d) la produttività e l'efficienza della ricerca e della didattica, nonché la congruenza tra obiettivi programmati ed effettivamente raggiunti delle strutture preposte allo svolgimento dell'attività scientifica e didattica

e) ogni altro aspetto del funzionamento dell'Ateneo necessario all'espletamento del compito.

4. Il Nucleo di valutazione si compone di n. 9 membri (compreso il presidente), di cui cinque esterni all'Ateneo, che sono designati dal Senato accademico, sentito il Consiglio di amministrazione, sulla base di criteri di professionalità e competenza. Il Nucleo è presieduto dal delegato del rettore alla valutazione.

5. Il Nucleo è convocato in via ordinaria dal suo Presidente e, in via straordinaria, quando ne facciano motivata richiesta almeno due terzi dei suoi componenti.

6. Il Nucleo è validamente costituito se risulta presente la maggioranza assoluta dei suoi componenti. Le delibere sono assunte a maggioranza degli aventi diritto.

7. All'inizio di ogni anno, il Nucleo fissa il calendario di massima delle riunioni. L'assenza consecutiva non giustificata a due riunioni comporta l'immediata e automatica decadenza dall'incarico.

8. Per lo svolgimento della propria attività il Nucleo può accedere a tutta la documentazione esistente presso gli uffici dell'Amministrazione centrale e delle strutture decentrate, e può richiedere informazioni supplementari a tutti gli uffici e centri di spesa, che sono tenuti a comunicarle con le modalità e nei tempi indicati nella richiesta Entro il 31 Marzo di ogni anno, i responsabili delle strutture dell'Amministrazione centrale, dei Centri di servizio e delle Unità decentrate trasmettono altresì i risultati della gestione, nonché tutti gli elementi conoscitivi a supporto loro richiesti, secondo le modalità fissate dal Nucleo.

9. Nella relazione annuale sono indicati, distintamente per l'amministrazione, la ricerca e la didattica, i risultati dell'attività di valutazione nonché le eventuali osservazioni e proposte.

10. La relazione annuale del Nucleo deve essere presentata entro e non oltre il 30 Giugno di ogni anno. La relazione del Nucleo al Conto consuntivo dell'Ateneo va trasmessa alla Corte dei Conti entro 30 giorni dalla sua approvazione da parte del Consiglio di amministrazione. La relazione del Nucleo è pubblicata sul Bollettino dell'Università ed è comunicata al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, al Consiglio Universitario Nazionale, alla Conferenza permanente dei Rettori e all'Agenzia Nazionale per la valutazione del sistema Universitario.

11. Il mancato rispetto dei termini, a meno di cause non direttamente imputabili al Nucleo e fermo restando l'obbligo di documentare l'attività di valutazione svolta, comporta l'immediata e automatica decadenza dei componenti.

12. Il Nucleo si avvale di proprie risorse umane, materiali e finanziarie; che costituiscono l'Ufficio del Nucleo. L'Ufficio è diretto dal Presidente, che ne ha diretta responsabilità organizzativa, gestionale e amministrativa.



Articolo 73 - Organo di garanzia

1. Il Garante assolve alla funzione di miglioramento dei servizi e dei rapporti tra docenti, studenti, e uffici; segnala agli organi di governo dell'Ateneo ed agli altri uffici eventuali disfunzioni, carenze e ritardi; a richiesta degli interessati per una migliore tutela dei diritti e degli interessi legittimi dei singoli soggetti della comunità universitaria.

2. Il Garante dovrà pronunciarsi entro 15 giorni dal ricevimento dell'istanza proposta dal soggetto interessato.

3. Il Garante è eletto a scrutinio segreto dal Senato Accademico, a maggioranza assoluta dei componenti, su una rosa di nomi proposta dal Rettore, tra soggetti, anche esterni all'Università, di riconosciuto valore.

4. Dura in carica quattro anni e non è immediatamente rieleggibile.

5. Il Consiglio di Amministrazione assegna i mezzi necessari allo svolgimento delle funzioni istituzionali del Garante.


Titolo V - Norme relative all'organizzazione amministrativa




Articolo 74 - Principi generali

1. L'Amministrazione universitaria è informata ai principi di imparzialità, trasparenza, efficienza ed efficacia e si uniforma ai principi e alle disposizioni stabilite in materia dalla legge 7 agosto 1990, n. 241 e dal relativo Regolamento d'Ateneo di attuazione.

2. Al fine di garantire il buon andamento dell'azione amministrativa, l'Amministrazione dispone l'impiego delle risorse secondo criteri di razionalità volti al superamento della rigida definizione e separazione delle competenze nella divisione del lavoro, attuando la massima flessibilità nell'organizzazione degli uffici e la mobilità delle risorse umane ad essi assegnate.

3. L'organizzazione degli uffici e l'utilizzazione del personale ad essi assegnato sono informate ai criteri di efficienza ed efficacia ed alle seguenti modalità:

a) collegamento delle attività di competenza delle varie Divisioni nelle quali si articola l'Amministrazione universitaria mediante lo scrupoloso adempimento da parte dei preposti alle Divisioni medesime del prioritario dovere di un diffuso e reciproco scambio di informazioni e comunicazioni;

b) responsabilità e collaborazione di tutto il personale per il perseguimento delle finalità specifiche dell'azione amministrativa.

4. L'Amministrazione universitaria persegue il miglioramento delle prestazioni e la qualificazione professionale del proprio personale attraverso programmi di formazione, seminari, conferenze, convegni e specifici corsi di aggiornamento professionale.

5. Per soddisfare esigenze di carattere straordinario adeguatamente motivate, e sempre che ne sia dimostrata la convenienza, i Dipartimenti, i Centri e l'Amministrazione Centrale possono affidare al proprio personale tecnico-amministrativo la realizzazione di specifici progetti finalizzati. I progetti devono indicare obiettivi, procedure, modalità e tempi di esecuzione Il compenso deve essere determinato in base alle prestazioni richieste e corrisposto a risultato accertato e le relative prestazioni devono essere svolte dal personale dipendente fuori dal normale orario di servizio. Le ulteriori modalità di applicazione sono definite in sede di negoziazione decentrata.



Articolo 75 - Gestione Centrale

1. Ai sensi degli artt. 5 e 14 dello Statuto e in applicazione dell'art. 2 della legge 23/10/92 n. 421 e dell'art. 3 del decreto legislativo 3/2/93 n. 29, il Senato accademico, il Consiglio d'Amministrazione ed il Rettore assicurano il governo dell'Ateneo, definiscono gli obiettivi e i programmi da attuare, dediniscono le priorità da seguire e i tempi di attuazione e verificano la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle direttive generali impartite, ispirandosi alla distinzione tra indirizzo e controllo da un lato, e gestione dall'altro.

1.bis Il Rettore rappresenta in giudizio l'Università, avvalendosi dell'Avvocatura dello Stato e/o dell'Ufficio legale dell'Ateneo, fatta salva la possibilità di ricorrere al patrocinio di Avvocati del Libero Foro, previa deliberazione motivata del Consiglio di Amministrazione.

2. Alla direzione amministrativa competono la gestione di quanto attiene agli aspetti amministrativi, economici, finanziari, patrimoniali, edilizi, e la gestione del personale tecnico-amministrativo, nonchè gli atti e i procedimenti relativi allo stato giuridico ed economico del personale e alla carriera scolastica degli studenti.

3. Responsabile della direzione amministrativa è il Direttore amministrativo.



Articolo 76 - Direttore Amministrativo

1. Il Direttore amministrativo è a capo degli uffici dell'amministrazione centrale, di cui garantisce il legittimo funzionamento, e sui quali esercita una generale funzione di indirizzo, direzione e controllo, in esecuzione delle direttive generali del Rettore e delle delibere del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico.

2. Su ogni proposta di deliberazione degli organi collegiali dell'Ateneo, dei quali è componente il Direttore amministrativo, egli esprime il relativo parere di legittimità, del quale viene fatta menzione nella deliberazione adottata.

3. Il Direttore amministrativo esercita il riscontro di legittimità su tutti gli atti dell'amministrazione e risponde dell'osservanza delle norme legislative, statutarie e regolamentari. Egli è tenuto, ai sensi della vigente normativa, a dare esecuzione agli atti adottati dagli organi di governo.

4. Il Direttore amministrativo è sovraordinato agli altri dirigenti preposti agli uffici, con esclusione dell'Azienda Policlinico, e risponde del loro operato di fronte al Rettore, agli altri organi di governo,.

5. Il Direttore amministrativo, fermo restando quanto previsto dall'art. 15 dello Statuto, esercita, in particolare, le seguenti funzioni:

a) programma l'azione amministrativa e coordina l'attività degli altri dirigenti, cui affida specifici compiti e le risorse necessarie al loro espletamento, esercitando poteri di sostituzione nel caso di inerzia degli stessi;

b) formula proposte al Rettore ai fini della elaborazione di programmi, di direttive, di schemi di provvedimenti di competenza rettorale;

c) cura l'attuazione dei programmi definiti dal Rettore e dagli altri Organi di governo e, a tal fine, adotta i provvedimenti la cui esecuzione è attribuita ai dirigenti, indicando le risorse finanziarie, tecniche e di personale necessarie alla loro realizzazione;

d) esercita autonomi poteri di spesa nei limiti definiti dal Regolamento di Contabilità;

e) adotta gli atti di gestione del personale assegnato all'Amministrazione centrale ed alle altre strutture, con esclusione dell'Azienda Policlinico. I provvedimenti di mobilità del personale sono adottati previa sottoposizione del relativo piano al Rettore.;

f) provvede alla attribuzione dei trattamenti economici accessori spettanti al personale, nel rispetto di quanto stabilito dai contratti collettivi nazionali e decentrati per il personale;

g) stipula convenzioni e contratti che non riguardino la gestione della ricerca e dell'insegnamento, secondo quanto previsto dal Regolamento di contabilità;

h) cura la definizione e l'adeguamento dell'orario contrattuale di lavoro e di quello di apertura al pubblico, nel rispetto dell'orario di servizio, delle normative di legge, delle direttive del Rettore e del Consiglio di Amministrazione;

i) cura la verifica della produttività degli uffici dipendenti, promuovendo le opportune iniziative per assicurarne l'efficienza e l'efficacia;

j) promuove l'adozione uniforme di procedure amministrative, contabili e informatiche negli uffici dell'Amministrazione centrale e delle altre strutture dell'Università, nel rispetto dell'autonomia delle strutture, delle norme regolamentari, delle determinazioni e delle direttive generali emanate dagli organi di governo.

7. L'incarico di Direttore amministrativo è conferito per un quadriennio secondo le modalità stabilite dal 2° comma dell'art. 15 dello Statuto.



Articolo 77 - Attività dell'Amministrazione centrale

1. Le attività dell'Amministrazione centrale sono strumentali e di supporto alle funzioni istituzionali, espletate dalle strutture decentrate alle quali sono riservate le attività didattiche, di ricerca scientifica, di formazione di nuovi docenti e di promozione culturale nei confronti della società civile

2. Le attività di gestione che riguardano gli uffici dell'Amministrazione centrale, si estendono alle strutture didattiche e scientifiche solo per l'omogeneizzazione delle procedure amministrative, contabili e informatico-statistiche, di gestione delle carriere e dei trattamenti economici del personale e di materie definite dal Regolamento Generale per l'Amministrazione, la Finanza e la Contabilità.



Articolo 78 - Copertura assicurativa

1. Per la copertura dei rischi derivanti dall'esercizio delle attività amministrativo-contabili relative alle cariche di Rettore, Preside, Direttore di Dipartimento, Consigliere d'Amministrazione, Direttore Amministrativo e Dirigenti, l'Università stipula una apposita polizza. assicurativa con una compagnia di primaria importanza.

2. Ogni anno, in sede di approvazione del bilancio preventivo, il Consiglio di Amministrazione determina l'importo da corrispondere per la copertura assicurativa riferita alle posizioni di ciascuno dei soggetti indicati.

3. La garanzia dovrà valere tanto per le perdite patrimoniali che ciascuno dei soggetti sia tenuto a risarcire all'Amministrazione per fatti colposi connessi alla sua responsabilità amministrativo-contabile quanto per i danni che il soggetto o l'Amministrazione siano tenuti a pagare, quali civilmente responsabili ai sensi di legge, in conseguenza di perdite patrimoniali involontariamente cagionate a terzi dal responsabile nell'esercizio delle sue funzioni istituzionali.

4. La garanzia dovrà essere estesa anche alle richieste di risarcimento conseguenti a comportamenti colposi posti in essere non oltre due anni prima della data di effetto dell'assicurazione e che non siano state ancora rivolte al soggetto o all'Amministrazione. La polizza dovrà prevedere anche l'ipotesi della risarcibilità dei danni conseguenti a comportamenti colposi posti in essere, ed emersi nei dieci anni successivi alla cessazione dalla carica da parte del responsabile.

5. L'eventuale franchigia è a carico del bilancio di Ateneo. L'Amministrazione ha diritto all'azione di rivalsa per l'importo della franchigia eventualmente corrisposta.

6. L'Amministrazione potrà esercitare l'azione di rivalsa anche per l'ipotesi di colpa grave nella causazione dell'evento. L'azione di rivalsa è deliberata dal Consiglio di Amministrazione, sentito il Senato Accademico.



Articolo 79 - Patrocinio legale del personale

1. Il personale dell'Ateneo nei cui confronti sia stato aperto un procedimento di responsabilità penale e/o civile per fatti o atti compiuti nell'espletamento dei compiti d'ufficio può chiedere, con istanza rivolta al Rettore, che l'Università assuma a proprio carico le spese relative all'assistenza legale.

2. Il Consiglio di Amministrazione, o in caso di urgenza il Rettore, valuta l'interesse dell'amministrazione e le circostanze di fatto, e in particolare la relazione tra i fatti e gli atti compiuti dal dipendente e l'espletamento dei compiti d'ufficio a quest'ultimo assegnati, assume, se necessario, sommarie informazioni e sente, se opportuno, l'istante, deliberando, eventualmente, l'accollo delle spese legali a carico del bilancio di Ateneo, e stabilendone il limite massimo.

3. Qualora in esito al procedimento, il dipendente per il quale l'Ateneo ha assunto a proprio carico le spese legali fosse ritenuto responsabile dei fatti o atti compiuti per dolo o colpa grave, l'Amministrazione eserciterà nei di lui confronti azione di rivalsa fino alla concorrenza degli importi effettivamente erogati per l'assistenza legale, aumentati degli interessi legali e della rivalutazione monetaria secondo gli indici ISTAT dalla varie scadenze al saldo.

4. Resta salva ogni altra azione che l'Amministrazione può svolgere nei confronti del dipendente in ragione di eventuali danni causati dai comportamenti dolosi o colposi posti in essere dal dipendente medesimo.


Titolo VI - Organi e strutture didattiche e di ricerca


CAPO A



Articolo 80 - Strutture didattiche e di ricerca

1. Le attività delle strutture didattiche e di ricerca riguardano la didattica, la ricerca scientifica, la formazione di nuovi docenti e la promozione culturale della società civile.

2. I responsabili delle strutture didattiche e di ricerca rispondono agli organi centrali di governo e agli organi centrali di gestione, solo per le materie di competenza degli stessi.



Articolo 81 - Strutture didattiche

1. Strutture didattiche dell'Università sono le Facoltà e le loro articolazioni, i cui organi, le cui competenze e attività sono definite dallo Statuto, dal Regolamento Didattico di Ateneo e dai rispettivi Regolamenti interni.

2. Il finanziamento dell'attività istituzionale delle Facoltà e delle loro articolazioni è garantito da trasferimenti deliberati sul bilancio dell'Università e dai proventi delle tasse e dei contributi di pertinenza di ciascuna di esse, fatta salva una quota deliberata per le spese dell'Amministrazione centrale e per progetti di comune interesse, nonché da entrate provenienti da altri enti finanziatori.

3. Le modalità attraverso le quali si esplica l'attività finanziaria delle Facoltà sono disciplinate dal Regolamento generale per l'Amministrazione, la Finanza e la Contabilità.

4. Il regolamento di Facoltà previsto dall'art. 22 dello Statuto, disciplina le modalità di funzionamento della Facoltà e degli organi attivati al proprio interno, ivi compreso il Consiglio di Presidenza, ove costituito.



Articolo 82 - Strutture di ricerca

1. Strutture di ricerca dell'Università sono i Dipartimenti e i Centri di ricerca finalizzata.

2. Gli organi e le competenze dei Dipartimenti sono definiti dallo Statuto e dai rispettivi Regolamenti interni.

3. Il finanziamento dell'attività istituzionale dei Dipartimenti è garantito da trasferimenti deliberati sul bilancio dell'Università, dai trasferimenti sul bilancio delle Facoltà, nonché da entrate provenienti da altri enti finanziatori.

4. Il Dipartimento può suddividersi al suo interno in Sezioni comprendenti gruppi omogenei di discipline i cui afferenti nominano un Responsabile con il compito di rappresentarne le esigenze in seno agli organi collegiali del Dipartimento.

5. Le Sezioni non hanno autonomia di bilancio nè possono costituire organismi dirigenti al loro interno.

6. Il Dipartimento costituisce, ai sensi dell'art. 30 dello Statuto, un centro di gestione le cui modalità di funzionamento sono definite dal Regolamento di Amministrazione, Contabilità e Finanza e dal Regolamento interno di Dipartimento.



Art. 82 bis - Poli scientifico-didattici

1. Il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione, secondo le rispettive competenze, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, possono deliberare la costituzione di Poli scientifico-didattici presso le sedi decentrate dell'Università di Catania.

2. Sono organi del Polo:

a) il Rettore, o un suo delegato, con funzioni di Presidente del Consiglio di Polo e del Comitato di gestione;

b) il Consiglio di Polo;

c) il Comitato di gestione.

3. Il Presidente rappresenta il Polo; convoca e presiede il Consiglio e il Comitato di gestione; dà esecuzione alle deliberazioni del Consiglio e del Comitato; vigila su tutte le strutture del Polo, impartendo le opportune direttive per il buon andamento delle attività e per la corretta applicazione delle norme sull'ordinamento universitario; nomina un vice-presidente, scelto tra i Presidi componenti del Consiglio, che lo sostituisce in caso di assenza o impedimento.

4. I1 Consiglio di Polo è composto da:

a) il Presidente;

b) i presidi delle Facoltà con uno o più corsi di laurea attivati nella sede decentrata;

c) un numero di rappresentanti degli Enti finanziatori, non superiore a quello dei componenti di cui alla lettera b) del presente articolo;

d) un rappresentante del personale, nominato dal Rettore, sentito il Senato accademico, e scelto, ove possibile, tra i rappresentanti del personale tecnico-amministrativo componenti dei Consigli dei corsi di studio attivati nella sede decentrata;

e) uno studente, nominato dal Rettore, sentito il Senato accademico e scelto, ove possibile, tra i rappresentanti degli studenti componenti i Consigli dei corsi di studio attivati in ognuna delle sedi decentrate.

Fatte salve le competenze esclusive degli Organi centrali di governo dell'Ateneo e delle Facoltà interessate, il Consiglio ha il compito di ottimizzare la gestione delle attività comuni. Sono, inoltre, compiti del Consiglio di Polo la programmazione organizzativa; la definizione dei criteri di impiego del personale tecnico-amministrativo tra le strutture didattiche, scientifiche e di servizio, nonché il coordinamento complessivo delle attività, diverse dalla didattica, comuni alla sede.

5. Il Comitato di gestione è composto da:

a) il Presidente del Polo;

b) un membro nominato da ciascun Preside delle Facoltà tra i Presidenti dei corsi di studio attivati in ognuna delle sedi decentrate, nel caso in cui la Facoltà abbia attivato nella sede decentrata un solo corso di studio, il rappresentante è di diritto il Presidente del corso di studio;

c) il responsabile amministrativo, nella persona di un funzionario o anche di un dirigente scelto dal Direttore amministrativo, tenendo conto del livello di complessità delle attività di gestione del Polo.

Al Comitato è affidata la gestione contabile-amministrativa delle attività comuni a più strutture. Ad esso si applica, in quanto compatibile, il regime amministrativo-contabile previsto per i Centri di gestione amministrativa dal Regolamento di Ateneo per l'Amministrazione, la Contabilità e la Finanza.

Il Comitato predispone il bilancio preventivo ed il conto consuntivo che sono approvati dal Consiglio di Polo e dall'amministrazione centrale.

6. Le risorse per il funzionamento di ciascun Polo sono attinte dai finanziamenti assegnati dagli Enti finanziatori, dagli Enti locali, dagli Enti di sostegno e dagli altri Enti pubblici e privati, dall'Ateneo nonché da ogni altro finanziamento reperito autonomamente.

7. Ai sensi dell' art. 65 dello Statuto, le modalità di organizzazzione e funzionamento del Polo sono definite da un regolamento interno approvato dalla maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio di Polo e sottoposto a controllo di legittimità da parte del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione nell'ambito delle rispettive competenze.



CAPO B - Organizzazione Dipartimentale dell'Ateneo



Articolo 83 - Definizione dell'organizzazione dipartimentale

1. Il Senato Accademico, sentiti il Consiglio di Amministrazione e le Facoltà interessate, definisce l'organizzazione dipartimentale tenendo conto:

a) delle strutture esistenti;
b) delle aree scientifico-disciplinari già presenti nell'Ateneo;
c) delle aree scientifico-disciplinari da sviluppare.


Articolo 84 - Requisiti quantitativi dei Dipartimenti

1. Il numero minimo per la costituzione e il mantenimento dei Dipartimenti è di quarantacinque docenti di ruolo. Il criterio di afferenza adottato è l'omogeneità riferita ai singoli settori scientifico-disciplinari, alle aree CUN, alle macro-aree, nonché alle collaborazioni interdisciplinari funzionali all'attività scientifica e didattica.

1 bis. Affinché tutti i Dipartimenti in essere alla data di entrata in vigore della presente modifica regolamentare soddisfino il requisito numerico di cui al comma 1, tenuto anche conto delle richieste di afferenza di docenti di altri Dipartimenti, i Consigli dei Dipartimenti a cui afferiscono meno di 45 docenti, entro il 15 aprile 2010, formulano proposta di accorpamento con altri Dipartimenti dell'Ateneo. In ogni caso, entro il 31 maggio 2010, il Senato accademico ed il Consiglio di amministrazione deliberano in merito all'accorpamento, istituendo i nuovi Dipartimenti, tenuto conto anche delle proposte formulate dai Consigli di Dipartimento e sentite le Facoltà interessate. Entro il 30 giugno 2010, i professori ed i ricercatori di ruolo possono avanzare richiesta di afferenza ad altro Dipartimento, sempre alla luce del criterio indicato nel comma 1. Il Senato accademico ed il Consiglio di amministrazione deliberano sulla richiesta di nuova afferenza, sentito il Dipartimento di destinazione. Entro il 31 luglio 2010, il Decano di ciascuno dei Dipartimenti di nuova istituzione convoca un'assemblea, costituita da tutti i componenti dei Consigli dei Dipartimenti accorpati, per l'approvazione del regolamento interno, ai sensi dell'art. 31 dello Statuto e dell'art. 60 del Regolamento generale di Ateneo. Successivamente, il Decano predispone le operazioni di voto per l'elezione del Direttore del Dipartimento di nuova istituzione, in modo che le stesse si concludano entro il 30 novembre 2010, e convoca l'assemblea nel rispetto delle modalità procedurali indicate dall'art. 53 del presente regolamento. Almeno venti giorni prima dell'elezione del Direttore, sono indette le elezioni delle componenti elettive del Dipartimento di nuova istituzione, ai sensi dell'art. 54 del presente regolamento. Nel corso del mese di dicembre 2010, il Direttore del Dipartimento di nuova istituzione opererà in raccordo con i Direttori dei Dipartimenti accorpati per il passaggio delle consegne. L'attivazione dei nuovi dipartimenti derivanti dall'accorpamento avrà luogo a far data dal 1 gennaio 2011. I beni e le dotazioni di strumenti, di risorse finanziarie e di spazi dei Dipartimenti accorpati confluiscono nel Dipartimento di nuova istituzione risultante dall'accorpamento. I rappresentanti dei Direttori di Dipartimento in seno al Consiglio di amministrazione e i rappresentanti dei Direttori di Dipartimento in seno alla Commissione per l'organizzazione dell'Ateneo in carica al momento della delibera di istituzione dei nuovi Dipartimenti accorpati vi permangono fino alla scadenza del mandato.

2. Per i Dipartimenti promossi da Facoltà di nuova istituzione o nei casi in cui la consistenza iniziale dei dipartimenti sia pari o superiore a trentacinque docenti di ruolo, di cui almeno il dieci per cento di prima fascia, è possibile derogare al numero minimo fissato dal comma 1, nei limiti e con le modalità che saranno indicate dalla delibera istitutiva adottata, ciascuno per la parte di propria competenza, dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione. La deroga è temporanea; in particolare, quella riguardante la consistenza iniziale è consentita sino al 31 ottobre 2013.

3. Qualora in un Dipartimento venga meno il numero minimo necessario, il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione, sulla base di una rilevazione della produttività ed efficienza del Dipartimento interessato, promuovono la ricerca di una soluzione di riordino. Se entro un anno tale riorganizzazione risulta impossibile, adottano la relativa delibera di disattivazione.

4. I docenti sono tenuti almeno tre mesi prima della disattivazione del Dipartimento, a presentare domanda di afferenza ad un'altra struttura di ricerca dell'Ateneo, mentre il personale tecnico-amministrativo è rimesso nella disponibilità dell'Ateneo.

5. All'atto della disattivazione saranno ripartiti fra le strutture interessate tutti i beni assegnati o di appartenenza del Dipartimento disattivato; a tale scopo, su proposta del Rettore, sentito il Senato Accademico per quanto concerne gli aspetti culturali e scientifici, il Consiglio di Amministrazione procede a destinare le relative dotazioni di strumenti, risorse finanziarie e spazi. Le stesse disposizioni si applicano per la disattivazione degli Istituti.



Articolo 85 - Costituzione di Dipartimenti

1. A far data dall'istituzione dei nuovi Dipartimenti di cui al precedente articolo, fermo restando il soddisfacimento del requisito numerico di cui all'art. 84, comma 1, l'istituzione di nuovi Dipartimenti o la ristrutturazione di Dipartimenti esistenti, nonché il cambio di denominazione sono deliberati dal Senato Accademico, nell'ambito del programma di sviluppo, su proposta motivata degli organi interessati o di gruppi di docenti di cui almeno quarantacinque docentidi ruolo.

2. Ogni proposta di nuova attivazione o di ristrutturazione deve contenere il progetto scientifico che ne sta alla base, l'indicazione delle risorse culturali disponibili e una previsione minimale di fabbisogno di spazi, di personale e di attrezzature.

3. Dopo aver acquisito il parere delle Facoltà interessate, e qualora la variazione abbia riflessi economici, anche del Consiglio di Amministrazione, il Senato Accademico delibera in merito.

4. Le variazioni dell'assetto dipartimentale hanno effetto dal 1 gennaio successivo alla delibera.



Articolo 86 - Costituzione di Dipartimenti sulla base di aggregazioni non omogenee

1. È possibile costituire Dipartimenti sulla base di aggregazioni non omogenee ed articolati in più sezioni, qualora il numero dei docenti coinvolti sia pari o superiore a quello indicato nel comma 1 dell'articolo precedente e sia ravvisabile la coerenza complessiva del progetto scientifico proposto.

2. I Dipartimenti costituiti a norma del presente articolo hanno amministrazione unica. Ad essi si applica il regime giuridico-contabile previsto per i Dipartimenti dal Regolamento d Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità.

3. Ai Dipartimenti costituiti a norma del presente articolo sono applicabili tutte le disposizioni legislative, statutarie e regolamentari relative alla organizzazione delle strutture dipartimentali.



Articolo 87 - Afferenze

1. Ogni professore di ruolo e ogni ricercatore in servizio presso l'Università deve afferire ad un Dipartimento. L'afferenza è disposta in base alla domanda dell'interessato purchè i suoi interessi scientifici ed il settore disciplinare cui appartiene siano coerenti col progetto scientifico che caratterizza il Dipartimento.

2. Al fine di cui sopra ogni professore o ricercatore che prende servizio presso l'Ateneo deve presentare al Rettore opzione di afferenza ad un Dipartimento. I professori possono presentare opzione sotto condizione, dopo la delibera del Consiglio di Facoltà, anche prima del decreto di nomina. I ricercatori possono presentare domanda sotto condizione, dopo l'approvazione degli atti del concorso, anche prima del decreto di nomina. L'opzione di afferenza deve comunque essere presentata entro un mese dall'effettiva presa di servizio. Sono esentati dal presentare l'opzione di afferenza coloro che già afferiscono ad un Dipartimento dell'Ateneo in qualità di professori o di ricercatori e che non intendono trasferire l'afferenza ad altro Dipartimento.

3. Le afferenze di professori di ruolo e ricercatori che assumono servizio presso l'Università sono deliberate con effetto immediato dal Senato Accademico, acquisito il parere dei Dipartimenti interessati.

4. Qualora trascorso un mese dalla data di presa di servizio il professore di ruolo o ricercatore non abbia presentato opzione di afferenza ad un dipartimento, il Senato Accademico delibera l'afferenza, sentito l'interessato ed acquisiti i pareri del Dipartimento individuato, nello spirito del comma 1 del presente articolo. La delibera ha effetto immediato.

5. Richieste di trasferimento di afferenza da un Dipartimento ad un altro possono essere presentate da professori di ruolo o ricercatori che abbiano maturato almeno un anno di permanenza presso un Dipartimento. Il Senato Accademico, avendo acquisito il parere dei Dipartimenti interessati, delibera in merito. I trasferimenti hanno effetto dal successivo 1° novembre.



Articolo 88 - Professori a contratto e supplenti

1. Per le esigenze connesse alle loro attività i professori a contratto ed i supplenti esterni fanno capo ad un Dipartimento individuato dal Consiglio di Facoltà all'atto della delibera del contratto o della supplenza.



CAPO C - Centri di ricerca finalizzati



Articolo 89 - Finalità

1. L'Università, in coerenza con gli indirizzi definiti nel Piano di sviluppo di Ateneo e nei programmi di ricerca approvati dai Dipartimenti, può costituire Centri di ricerca finalizzati allo sviluppo di attività di ricerca di rilevante impegno per progetti di durata pluriennale e che possono coinvolgere attività di più unità decentrate.

2. In particolare, con la costituzione di tali Centri, l'Università:

a) promuove lo sviluppo della ricerca di base e applicata e la diffusione dei risultati nel mondo accademico e negli enti di ricerca pubblici e privati;

b) contribuisce alla formazione di personale specializzato nell'uso di particolari attrezzature scientifiche e nell'applicazione di nuove tecnologie;

c) promuove l'integrazione delle attività di ricerca, favorendo, in particolare, la collaborazione tra le strutture scientifiche dell'Ateneo, tra queste ed altre Università, enti di ricerca e mondo imprenditoriale;

d) fornisce specifiche competenze ad enti pubblici e privati che ne facciano richiesta, secondo modalità stabilite da apposite convenzioni.

3. Per la realizzazione di tali finalità, il Senato Accademico in coerenza con gli orientamenti dell'Ateneo, svolge le necessarie attività di programmazione e di coordinamento. E' di competenza del Consiglio di Amministrazione la eventuale predisposizione dei necessari mezzi di sostegno finanziario.

4. L'atto costitutivo dei Centri determina i criteri di afferenza ai Centri medesimi e la loro durata.

5. Alle esigenze di personale tecnico-amministrativo dei Centri si può provvedere anche utilizzando personale in servizio presso le unità decentrate interessate secondo quanto previsto dal successivo articolo.



Articolo 90 - Requisiti per la costituzione dei Centri

1. La costituzione dei Centri di ricerca finalizzati è subordinata all'esistenza dei seguenti requisiti:

a) la proposta di costituzione del Centro deve essere avanzata motivatamente da almeno 8 docenti e ricercatori appartenenti a diverse unità decentrate;

b) i proponenti devono possedere una qualificazione scientifica congrua con le specifiche finalità tipiche del Centro da costituire;

c) deve essere predisposta una circostanziata previsione di sviluppo di attività scientifiche già in atto realizzabile con la costituzione della nuova struttura;

d) le attività da svolgere presso il Centro non devono avere carattere duplicativo rispetto ad altre svolte dalle strutture esistenti;

e) i programmi di ricerca e le attività che si intendono svolgere devono essere indicate in modo dettagliato, con la specificazione delle fonti e dei mezzi di copertura dei relativi costi nonché delle risorse finanziarie minime che i proponenti devono garantire per l'avvio dell'attività;

f) deve essere indicato il personale tecnico-amministrativo già in servizio, la cui attività può essere prestata a favore della nuova struttura previa delibera delle unità decentrate alle quali detto personale afferisce;

g) devono essere indicate le risorse minime di spazio da garantire per l'avvio dell'attività previa delibera delle unità decentrate interessate;

h) deve essere dichiarato l'impegno a predisporre una relazione annuale, illustrativa dell'attività svolta.

2. La proposta per la costituzione dei Centri di ricerca finalizzati deve contenere ogni elemento, anche documentale, idoneo a consentire ai competenti organi accademici la verifica dei requisiti di cui al precedente comma.



Articolo 91 - Procedura per la costituzione

1. Il Senato Accademico, su proposta dei docenti interessati, sentito il Consiglio Amministrazione, delibera la costituzione dei Centri di ricerca finalizzati.

2. L'organizzazione e le modalità di funzionamento dei centri sono definiti da un Regolamento interno, approvato a maggioranza assoluta dai componenti del Consiglio del Centro.



Articolo 92 - Rilevazione delle attività

1. Le attività dei Centri, il grado della loro realizzazione e i risultati conseguiti sono soggetti a periodica rilevazione, anche sotto il profilo finanziario, da parte degli organi di governo dell'Ateneo.

2. Il Direttore di ciascun Centro di ricerca finalizzato presenta annualmente al Senato Accademico, e al Consiglio di Amministrazione una dettagliata relazione, anche finanziaria, delle attività e dei progetti realizzati anche con contributi a carico del bilancio di Ateneo.


Titolo VII - I centri di servizio
Articolo 93 - Finalità

1. L'Università può costituire Centri di servizio di Ateneo e/o interdipartimentali, volti a fornire servizi di particolare complessità e di interesse generale e per razionalizzare il sistema bibliotecario.

2. In particolare, con la costituzione di tali Centri, l'Università:

a) offre ai docenti e ricercatori la possibilità di utilizzare moderni strumenti per il miglior svolgimento delle loro attività istituzionali;

b) promuove attività di studio e documentazione e qualsiasi altra attività connessa con le attrezzature di cui dispongono i Centri in relazione alle finalità dei vari Dipartimenti;

c) contribuisce a diffondere tra il proprio personale le conoscenze necessarie per l'utilizzo di particolari attrezzature scientifiche e per l'applicazione di nuove tecnologie;

d) fornisce risorse e servizi per la migliore fruizione del patrimonio bibliotecario di Ateneo, assicurando anche conoscenze aggiornate nel campo della documentazione bibliografica automatizzata;

e) fornisce servizi e consulenze ad enti esterni, pubblici e privati che ne facciano richiesta, secondo modalità stabilite in specifiche convenzioni.



Articolo 94 - Procedure per la costituzione

1. Il Senato Accademico, su proposta delle strutture interessate, sentito il Consiglio di Amministrazione, delibera la costituzione dei Centri di servizio di Ateneo e/o interdipartimentali.

2. La proposta istitutiva di un Centro di servizio deve contenere, in modo esauriente e preciso, tutti gli elementi necessari ad individuarne le finalità, le risorse di personale, finanziarie e di spazio necessarie per il suo funzionamento nonché i destinatari dei servizi e la previsione di possibili ampliamenti dell'utenza. Deve risultare definito il ruolo del Presidente e del Consiglio che sono gli organi del Centro, nonché la composizione del Consiglio.

3. L'organizzazione e le modalità di funzionamento dei Centri sono definiti da un Regolamento interno, approvato a maggioranza assoluta dai componenti del Consiglio del Centro.



Articolo 95 - Strutture comuni di servizio

1. Sono strutture di servizio comune per tutte le Facoltà ed i Dipartimenti dell'Ateneo i seguenti Centri:

a) Centro per i sistemi di elaborazione e le applicazioni scientifiche e didattiche (art. 41 dello Statuto);

b) Centro Orientamento e Formazione (art. 42 dello Statuto);

c) Centro Linguistico (art. 43 dello Statuto);

d) Tipografia Universitaria (art. 44 dello Statuto);

e) Centro Biblioteche e Documentazione (art. 45 dello Statuto).



Articolo 96 - Regime amministrativo e contabile

1. Ai centri di servizio di cui all'art. 95 del presente regolamento, ad eccezione della Tipografia universitaria, e a quelli successivamente istituiti ai sensi dell'art. 94, si applica il regime amministrativo-contabile previsto dal Regolamento per l'amministrazione, la contabilità e la finanza.

2. Alla Tipografia universitaria, dotata di autonomia di bilancio, si applica, in quanto compatibile, il regime amministrativo-contabile previsto per i dipartimenti dallo Statuto, dal presente Regolamento e dal Regolamento per l'amministrazione, la contabilità e la finanza.

3. I centri di servizio adeguano i propri statuti e regolamenti interni alle disposizioni del Regolamento per l'amministrazione, la contabilità e la finanza.

4. In caso di contrasto, le norme del Regolamento per l'amministrazione, la contabilità e la finanza prevalgono sulle norme statutarie e regolamentari dei centri di servizio..



Articolo 96 bis - Attribuzioni e organi della Tipografia universitaria

1. La Tipografia universitaria è un centro di servizio finalizzato alla produzione, secondo criteri di efficienza imprenditoriale, di stampati e di prodotti editoriali, sia per soddisfare le esigenze delle strutture dell'Ateneo, sia in relazione alla domanda proveniente dall'esterno.

2. Sono organi della Tipografia: il Comitato di gestione e il presidente.

Il Comitato di gestione è composto:

a) dal presidente, nella persona del rettore o di un suo delegato;

b) da tre docenti - designati dal Consiglio di amministrazione e nominati dal rettore - che durano in carica quattro anni e sono immediatamente rieleggibili una sola volta;

c) da un rappresentante dei dipendenti della tipografia - designato dagli stessi e nominato dal rettore, sentito il Consiglio di amministrazione - che dura in carica quattro anni ed è immediatamente rieleggibile una sola volta.

Il Comitato di gestione ha il compito di approvare il programma annuale della tipografia ed il bilancio preventivo e consuntivo.

Il presidente rappresenta la tipografia, convoca e presiede il Comitato di gestione.



Articolo 96 ter - Direttore della tipografia

1. Il Comitato di gestione nomina, anche fuori dal suo seno, il direttore della tipografia, che ha il compito di dirigere la tipografia in svolgimento del programma annuale approvato dal Comitato medesimo. In particolare, il direttore - sotto la vigilanza del presidente - sovrintende al personale ed al funzionamento della struttura, curando gli adempimenti relativi alle deliberazioni del Comitato di gestione.

Il direttore partecipa alle sedute del Comitato, con voto solo consultivo, qualora egli sia stato scelto tra soggetti estranei al Comitato di gestione.




Titolo VIII - Rapporti con l'esterno


CAPO A - Forme di collaborazione



Articolo 97 - Criteri generali e finalità

1. L'Università, in conformità ai principi generali dello Statuto e per il miglior conseguimento dei propri compiti istituzionali, favorisce l'instaurarsi di rapporti di collaborazione e cooperazione con istituzioni pubbliche e private, imprese ed altre forze produttive, tenendo conto tuttavia della necessità che ogni iniziativa sia compatibile con l'assolvimento delle attività istituzionali delle strutture didattiche e di ricerca coinvolte e con la peculiarità della prestazione universitaria.

2. A tal fine l'Università:

a) promuove convenzioni, consorzi, società, aziende, per attività di didattica integrativa, di ricerca e di consulenza nonché per la gestione coordinata di attività di particolare rilevanza scientifica o culturale e per assicurare la fornitura di servizi;

b) partecipa ad accordi di programma per la definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata di Università, Amministrazioni statali, enti pubblici territoriali (Regione, Provincia e Comune) ed altri soggetti pubblici o privati;

c) stipula accordi di programma ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 5, comma 6, della legge 24 dicembre 1993, n. 537;

d) partecipa a conferenze con enti pubblici per il coordinamento di interventi di interesse comune;

e) promuove ogni altra iniziativa utile per il conseguimento delle finalità di cui al primo comma.

3. Le convenzioni per le attività di ricerca e consulenza per conto terzi sono disciplinate con apposito regolamento, come previsto dal Regolamento per l'Amministrazione la Contabilità e la Finanza.

4. L'Università si riserva la proprietà dei risultati conseguiti nell'ambito delle attività di ricerca e consulenza, qualora nei contratti e nelle convenzioni con enti pubblici o privati non sia diversamente convenuto.



Articolo 98 - Convenzioni

1. Le convenzioni intese a realizzare forme di collaborazione con altri enti devono stabilire i fini, la durata, le forme di consultazione degli enti contraenti, i loro rapporti finanziari, i reciproci obblighi e le garanzie con la determinazione, in particolare, delle modalità e dei tempi di esecuzione, secondo quanto previsto dal regolamento di Ateneo per l'Amministrazione, la Contabilità e la Finanza.

2. Al fine di consentire la massima trasparenza, sono pubblicati nel Bollettino d'Ateneo dell'Università appositi avvisi nei quali sono riportati sinteticamente l'oggetto e la durata della collaborazione, le Strutture decentrate coinvolte, gli impegni finanziari assunti dai contraenti. Il testo delle convenzioni potrà essere consultato da chiunque vi abbia interesse secondo le norme sul diritto di accesso prevista dal relativo regolamento.



Articolo 99 - Accordi di programma

1. Fatto salvo quanto previsto dall'art. 5, comma 6, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, per la definizione e l'attuazione di opere, interventi o programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata di Università, di Amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici o privati, il Rettore in relazione alla competenza primaria o prevalente sull'opera o sugli interventi o sui programmi di intervento, promuove la conclusione di un accordo di programma, anche su richiesta di uno o più dei soggetti interessati, per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinare i tempi, le modalità, il finanziamento ed ogni altro connesso adempimento.

2. L'accordo può prevedere altresì procedimenti di arbitrato, nonché interventi surrogatori in relazione ad eventuali inadempienze dei soggetti partecipanti.

3. Per verificare la possibilità della stipulazione di un accordo di programma, il Rettore può convocare apposite conferenze tra i rappresentanti di tutte le Amministrazioni interessate.

4. Acquisito il consenso delle Amministrazioni interessate, l'accordo è sottoposto all'approvazione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, nell'ambito delle rispettive competenze.

5. Per motivate ragioni di necessità ed urgenza l'adesione dell'Università all'accordo può essere data dal Rettore con proprio decreto. In tal caso, comunque, l'adesione dell'Ateneo non conserva la propria validità ove non sia ratificata dai competenti organi accademici entro il termine perentorio di 60 giorni dalla pubblicazione del decreto rettorale.

6. La vigilanza sull'esecuzione dell'accordo di programma e gli eventuali interventi sostitutivi sono svolti da un collegio presieduto dal Rettore e composto da un rappresentante per ciascuno degli enti interessati da quest'ultimi designato.



Articolo 100 - Prestazioni conto terzi

1. Le prestazioni conto terzi svolti dalle strutture decentrate sono disciplinate da apposito regolamento così come previsto dal Regolamento per l'Amministrazione, la Contabilità e la Finanza.



CAPO B - Forme di partecipazione



Articolo 101 - Consorzi universitari

1. Ai sensi dell'art. 49 dello Statuto, l'Università promuove la formazione di consorzi universitari.

2. Il consorzio è ente strumentale dell'Università.

3. L'Università non concorre da un punto di vista finanziario al funzionamento del consorzio.

4. Lo Statuto del consorzio deve prevedere un apposito organo di revisione contabile.



Articolo 102 - Consorzi interuniversitari

1. L'Università ha facoltà di costituire con altre Università, per il perseguimento di finalità istituzionali comuni, consorzi interuniversitari ai sensi dell'art. 91 del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382 così come modificato dall'art 12 della legge 9 dicembre 1985, n. 705.

2. I consorzi interuniversitari sono finanziati in via ordinaria con fondi di pertinenza di ciascuna università consorziata.



Articolo 103 - Costituzione e funzionamento dei consorzi

1. Ai consorzi di cui agli articoli precedenti è riconosciuta personalità giuridica.

2. Ciascun consorzio è costituito con la convenzione che determina i rapporti tra partecipanti al consorzio stesso, ed ha uno statuto che ne regola l'ordinamento e il funzionamento.



Articolo 104 - Altre forme di partecipazione

1. L'Università può partecipare a Società consortili e a società di capitale ai sensi e nei limiti stabiliti dalle leggi vigenti anche per la gestione associata di uno o più servizi comuni.

2. La partecipazione è deliberata dal Consiglio di Amministrazione, a maggioranza assoluta dei propri componenti, su parere conforme del Senato Accademico, il quale delibera anch'esso a maggioranza assoluta dei propri componenti.

3. Il Consiglio approva, con la medesima maggioranza di cui al comma precedente lo statuto del consorzio ed una convenzione tra gli enti partecipanti che prevede, tra l'altro, le finalità dell'istituzione, la sua durata, la trasmissione agli enti consorziati degli atti fondamentali approvati, i rapporti finanziari e i reciproci obblighi di garanzia fra gli enti medesimi nonché una partecipazione dei rappresentanti dell'Università agli organi consortili non inferiore ad un terzo dei componenti di tali organi.

4. Il Rettore, o un suo delegato, è in ogni caso membro di diritto degli organi di gestione della Società.

5. Lo Statuto della Società deve prevedere un apposito organo di revisione nonché forme autonome di verifica della gestione.

6. L'Università può contribuire in via ordinaria al funzionamento della Società, nei limiti stabiliti dal Consiglio di Amministrazione con la delibera di cui al precedente comma 3.



Articolo 105 - Archivio

1. E' costituito un archivio delle convenzioni e dei consorzi di ogni tipo, che è aggiornato dall'amministrazione.

2. L'archivio è accessibile agli Organi centrali dell'Ateneo.



CAPO C - Brevetti


Articolo 106 - Diritti sulle invenzioni

1. Spetta all'Università ogni diritto, compreso il diritto al rilascio del brevetto, sulle invenzioni realizzate da ricercatori dell'Università nel corso di attività di ricerca svolta anche in parte nelle strutture dell'Università, o da ricercatori che a qualunque titolo utilizzino per attività di ricerca le strutture dell'Università.

2. Si intende per invenzione, nel presente testo, ogni invenzione brevettabile ai sensi del R.D. 29 giugno 1939, n.1127, e successive modificazioni; ogni nuova varietà vegetale, ai sensi del DPR 12 agosto 1975, n.974 e successive modificazioni; ogni topografia di semiconduttori, ai sensi della L. 21 febbraio 1989, n.70 e successive modificazioni; ogni invenzione che venga ritenuta brevettabile anche da normative future.



Articolo 107 - Diritto morale dell'inventore

1. Al ricercatore inventore spetta il diritto ad essere riconosciuto autore dell'invenzione.



Articolo 108 - Obblighi del ricercatore inventore

1. Tutti i ricercatori dell'Università che nel corso della propria attività di ricerca realizzino invenzioni, sono tenuti a darne immediato e riservato avviso all'Università e ad evitare ogni comunicazione a terzi, ogni pubblicazione, in qualunque modo, dei risultati della ricerca, e comunque ogni divulgazione dell'invenzione, per il periodo di tre mesi a decorrere dell'avviso anzidetto.

2. Essi dovranno, altresì, fornire la massima collaborazione ed ogni indagine o verifica sulla brevettabilità dell'invenzione che l'Università, a proprie spese, deciderà di effettuare o far effettuare a terzi.



Articolo 109 - Procedura di brevettazione e distribuzione dei risultati

1. L'Università deciderà se avviare o meno la procedura di brevettazione, e comunicherà tale decisione al ricercatore entro tre mesi dall'avviso che questi abbia fatto ai sensi del precedente articolo

2. Qualora alla scadenza di detto termine l'Università non abbia effettuato alcuna comunicazione, si intende che essa rifiuta di avviare la brevettazione.

3. In caso l'Università decida di avviare la procedura di brevettazione, il ricercatore è tenuto al segreto sull'invenzione per il periodo necessario al deposito della domanda di brevetto, e comunque per non oltre sei mesi dalla comunicazione resa dall'Università ai sensi del precedente comma.

4. In caso l'Università ottenga il brevetto, e comunque in ogni caso l'Università commercializzi l'invenzione, spetta al ricercatore inventore (anche in luogo dei diritti a lui eventualmente spettanti ai sensi dell'art.34 del DPR 10 gennaio 1957 n.10) una quota pari al 35% dei proventi netti che l'invenzione consentirà.

5. In caso l'Università decida di non avviare la procedura di brevettazione, il ricercatore inventore potrà procedere a brevettazione a proprie spese, ma l'Università rimane contitolare dell'invenzione e di ogni diritto da essa derivante, e dovrà essere indicata nella domanda come tale.



Articolo 110 - Invenzioni derivanti da ricerca finanziata da Enti pubblici

1. I diritti sulle invenzioni realizzate nel corso di ricerca finanziata da Enti pubblici potranno essere regolati dall'accordo che regola il finanziamento, anche in deroga alla disciplina prevista dagli articoli precedenti

2. Tuttavia, se la disciplina dell'Ente o la convenzione attribuiscono al ricercatore il diritto al rilascio del brevetto, o un diritto di partecipazione ai proventi netti dell'invenzione in misura maggiore di quella prevista dall'articolo precedente, al ricercatore spetteranno soltanto i diritti ivi previsti, e l'Università rimarrà titolare dei diritti ulteriori.



Articolo 111 - Invenzioni derivanti da ricerca finanziata da privati

1. I diritti sulle invenzioni realizzate nel corso di ricerca finanziata da Enti privati potranno essere regolati dall'accordo che regola il finanziamento, anche in deroga alla disciplina prevista dagli articoli precedenti

2. Tuttavia, l'accordo potrà attribuire il diritto al rilascio del brevetto al finanziatore privato soltanto se all'Università sarà riconosciuta la contitolarità del diritto di brevetto e di ogni diritto nascente dall'invenzione, anche per una quota minoritaria, ma non inferiore al 35%, e con facoltà di dare licenze a terzi.



Articolo 112 - Invenzioni derivanti da ricerca svolta in comune con altre Università

1. I diritti sulle invenzioni realizzate nel corso di ricerca svolta in comune con altre Università, italiane o estere, anche private, potranno essere regolati dall'accordo che regola la ricerca in comune, anche in deroga alla disciplina prevista dagli articoli precedenti.



Articolo 113 - Diritto d'autore

1. I diritti di utilizzazione economica di opere dell'ingegno che siano realizzate da docenti o dipendenti dell'Università nel corso di attività di ricerca svolta fruendo anche in parte delle strutture dell'Università spettano per una metà all'Università stessa e per l'altra metà all'autore, o agli autori dell'opera.

2. L'autore deve dare immediato e riservato avviso all'Università della creazione dell'opera. L'Università può avocare l'esercizio dei diritti di utilizzazione economica dell'opera, che in tal caso saranno esercitati anche nell'interesse dell'autore.

3. Trascorsi 45 giorni dalla comunicazione di cui al precedente comma, se l'Università non ha comunicato all'autore una propria delibera di avocazione dell'esercizio dei diritti di utilizzazione economica dell'opera, l'autore rimane libero di esercitare in proprio detti diritti, fatta salva la quota di proventi spettante all'Università ai sensi del primo comma.

4. Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano alle pubblicazioni a stampa di carattere scientifico, didattico o divulgativo, ancorché inerenti ad attività di ricerca svolte da docenti o dipendenti dell'Università nell'ambito dei propri compiti di ufficio. I relativi diritti di utilizzazione economica spettano esclusivamente all'autore della pubblicazione.

5. E' fatto comunque salvo il diritto morale dell'autore dell'opera, di cui agli artt. 20 e seguenti della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni



CAPO D - Aziende



Articolo 114 - Azienda speciale

1. Ai sensi dell'art. 52 dello Statuto, l'Università costituisce Aziende speciali, conferendo il capitale e la dotazione; determina le finalità e gli indirizzi; approva gli atti fondamentali; esercita la vigilanza; verifica i risultati della gestione.

2. Organi dell'Azienda speciale sono il Consiglio di Amministrazione, il Presidente, rappresentato dal Rettore o da un suo delegato, e il Direttore.

3. Il Consiglio di Amministrazione è composto da un numero dispari di membri, nominati dal Consiglio di Amministrazione dell'Università. Ne fa parte il Direttore.

4. Il Presidente ha la rappresentanza dell'istituzione, convoca e presiede il Consiglio, dispone l'attuazione delle deliberazioni.

5. Al Direttore compete la gestione dell'Azienda speciale. In particolare sovrintende al personale e al funzionamento degli uffici e cura sotto la vigilanza e l'indirizzo del Presidente, gli adempimenti relativi alle deliberazioni degli organi dell'Azienda speciale.



Articolo 115 - Direzione Aziende

1. Il Direttore dell'Azienda può esser nominato tra il personale dell'Università (Docenti, Dirigenti, etc.), che ne abbia i requisiti professionali e la competenza.

2. I Docenti nominati, con il loro consenso e previo parere favorevole delle strutture didattiche interessate, vengono, d'ufficio, collocati in aspettativa senza assegni per tutta la durata dell'incarico, con il diritto a riprendere l'insegnamento ricoperto.

3. Il compenso del Direttore è commisurato a quello di figure analoghe. Detto compenso è deliberato dal Consiglio di Amministrazione dell'Ateneo e posto a carico dell'Azienda.



Articolo 116 - Convenzioni con enti legittimati per il Servizio Sanitario Nazionale

1. Per soddisfare specifiche esigenze del S.S.N. connesse alle prestazioni, l'Università stipula convenzioni con gli enti legittimati.

2. Specifiche attività formative possono essere disciplinate da dette convenzioni deliberate dal Consiglio di Amministrazione sentito il Senato Accademico, su proposta della Facoltà di Medicina e Chirurgia.



Capo E - Tipografia universitaria

Abrogato con D.R. n. 8311 del 25/07/2008



Articolo 117 - Costituzione e gestione della tipografia universitaria

Abrogato con D.R. n. 8311 del 25/07/2008


Articolo 118 - Direzione della tipografia

Abrogato con D.R. n. 8311 del 25/07/2008



CAPO F - Musei Universitari



Articolo 119 - Regolamentazione delle strutture museali ed archivistiche e del Sistema Museale di Ateneo

1. Il Senato accademico, su proposta di una o più Facoltà e/o Dipartimenti, sentito il Consiglio di amministrazione, per tutelare, incrementare e rendere fruibile il patrimonio culturale/scientifico di alto pregio di cui dispone, può deliberare la costituzione di strutture museali ed archivistiche, quali musei o archivi aperti al pubblico o centri museali o archivistici.

2. Nella delibera di proposta dei Consigli delle strutture decentrate dovranno essere indicati: il personale docente che ha espresso formalmente l'intenzione di aderire alle strutture museali ed archivistiche di cui al comma precedente, nonchè le risorse patrimoniali e finanziarie disponibili od acquisibili e le esigenze di personale tecnico-amministrativo.

2 bis. L'accertamento di quanto indicato nella proposta di cui ai commi 1 e 2, come pure la formale assegnazione di locali e di personale tecnico-amministrastivo, vengono effettuati dal Consiglio di amministrazione.
2 ter . Le strutture museali ed archivistiche possono avvalersi anche di altro personale docente, interessato all'attività museale/archivistica, indicato in elenchi che integrano l'originaria proposta di costituzione e siano stati motivatamente approvati dal Consiglio di cui ai successivi commi 3 e 4.

2 quater. Il centro museale o archivistico, quale accorpamento di più strutture e/o patrimoni museali o archivistici, prevede un'organizzazione in sezioni.

3. Sono organi della struttura museale: il Consiglio, la Giunta (nel caso di centri museali o archivistici) e il direttore.

4. Il Consiglio è costituito da:

a) il direttore;

b) il personale docente;

c) una rappresentanza del personale tecnico-amministrativo, la cui composizione viene definita dal regolamento del sistema museale di Ateneo.

5. Il direttore è un professore di ruolo ed è eletto dal Consiglio. La carica di direttore è incompatibile con quella di preside, di direttore di dipartimento e di responsabile di sezione. Il direttore è nominato con decreto del rettore per un quadriennio ed è riconfermabile per una sola volta.

6. Sono organi delle sezioni del centro museale o archivistico:

a) il responsabile;

b) il consiglio.

7. Il consiglio di sezione è costituito da:

a) il responsabile;

b) il personale docente;

c) una rappresentanza del personale tecnico-amministrativo, la cui composizione viene definita dal regolamento di cui al comma 16.

8. Il responsabile di sezione è un professore di ruolo ed è eletto dal Consiglio di sezione. La carica di responsabile è incompatibile con quella di preside, di direttore di dipartimento e di direttore del centro museale o archivistico. Il responsabile di sezione è nominato dal rettore per un quadriennio ed è riconfermabile per una sola volta.

9. L'organizzazione e le modalità di funzionamento delle strutture museali o archivistiche sono definite da un regolamento interno, approvato a maggioranza assoluta dei componenti dei loro rispettivi Consigli.

10. Il sistema museale di Ateneo (S.M.A.) è istituito dal Consiglio di amministrazione, sentito il Senato accademico, per il coordinamento delle attività museali ed archivistiche dell'Università di Catania, nonchè per il sostegno e la promozione delle strutture preposte allo svolgimento di tali compiti istituzionali. Il S.M.A. ha autonomia gestionale, organizzativa e di spesa; ad esso si applicano, in quanto compatibili, le norme relative ai dipartimenti universitari.

11. Al sistema museale di Ateneo afferiscono tutte le strutture museali ed archivistiche aperte al pubblico dell'Università di Catania.

Può afferire anche l'Orto botanico, previa delibera degli organi competenti.

12. Sono organi del S.M.A. il presidente e il Comitato tecnico-scientifico (C.T.S.).

13. Il presidente è un professore di ruolo ed è nominato dal rettore per un quadriennio ed è riconfermabile per una sola volta. La carica di presidente è incompatibile con quella di preside, di direttore di dipartimento e di qualsiasi altra carica nell'ambito delle strutture museali o archivistiche.

14. Il Comitato tecnico-scientifico (C.T.S.), che svolge anche le funzioni di Comitato di gestione del sistema museale di Ateneo, è costituito dal presidente, che lo presiede, e dai direttori di tutte le strutture museali (Orto botanico incluso) ed archivistiche aperte al pubblico.

15. Sulla base di una programmazione annuale delle attività e di una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente presentata dal C.T.S., il Consiglio di amministrazione può disporre un finanziamento annuale per il funzionamento del S.M.A.

16. Il funzionamento del S.M.A. viene disciplinato da apposito regolamento deliberato dal C.T.S. ed approvato dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione.


Titolo IX - Gestione del personale


Articolo 120 - Generalità

1. Gli organi di governo hanno competenza nelle materie riguardanti l'acquisizione delle risorse di personale e la loro distribuzione tra le strutture, nei limiti e secondo le modalità previste dallo Statuto.

2. Gli organi di gestione dell'Amministrazione centrale hanno competenza in tema di personale docente e ricercatore solo per quanto riguarda la gestione delle carriere e del trattamento economico.

3. Gli organi di gestione dell'Amministrazione centrale e delle strutture didattiche e scientifiche hanno competenza in tema di personale tecnico-amministrativo, per quanto riguarda l'organizzazione dello stesso, secondo criteri di efficienza all'interno delle rispettive strutture.

4. Gli organi di gestione dell'Amministrazione centrale hanno competenza in tema di gestione delle carriere e del trattamento economico del personale tecnico-amministrativo.



Articolo 121 - Assegnazioni

1. I posti di professore e ricercatore sono assegnati alle Facoltà su delibera del Senato Accademico, con decreto del Rettore.

2. Per le deliberazioni concernenti gli argomenti relativi al comma 2 lettera c) dell'art.20 dello Statuto, deve essere acquisito il parere e/o la proposta dei Consigli dei Corsi di Studio e dei Dipartimenti interessati. Questi dovranno far pervenire le relative deliberazioni entro trenta giorni dalla data delle richieste. Qualora tale termine non venga rispettato, il Consiglio di Facoltà è comunque legittimato a deliberare.

3. I posti di personale tecnico-amministrativo sono assegnati alle strutture con decreto del Rettore, sulla base dei criteri indicati dal Senato Accademico, di una relazione del Direttore amministrativo che tenga conto dei carichi di lavoro e delle richieste formulate dalle strutture, con delibera motivata del Consiglio di Amministrazione.



Articolo 122 - Reclutamento

1. Lo stato giuridico ed economico del personale dell' Ateneo è regolato dalle norme vigenti.

2. In conformità alle vigenti norme l'assunzione del personale tecnico-amministrativo presso l'Università avviene:

a) per concorso pubblico per esami, per titoli, per titoli ed esami, per corso-concorso o per selezione mediante lo svolgimento di prove volte all'accertamento della professionalità richiesta dal profilo professionale di qualifica, servendosi anche di sistemi automatizzati;

b) mediante selezione degli iscritti nelle liste di collocamento tenute dagli uffici circoscrizionali del lavoro, che siano in possesso del titolo di studio richiesto dalla normativa vigente, al momento della pubblicazione dell'offerta di lavoro;

c) mediante chiamata numerica degli iscritti nelle apposite liste costituite dagli appartenenti alle categorie protette di cui alla L.2 aprile 1968, n.482.

3. La partecipazione ai concorsi può essere preceduta da una preselezione sulla base del punteggio conseguito nel titolo di studio, di quello di eventuali altri titoli e di quello riportato in appositi test per ciascun profilo professionale. I candidati che alle prove selettive avranno conseguito il maggior punteggio complessivo, in numero doppio rispetto ai posti da ricoprire, accederanno alle successive prove concorsuali



Articolo 123 - Accesso alla Dirigenza

1. Per l'accesso alla dirigenza sono richiesti il diploma di laurea conseguito con il voto minimo di 105/110 ed almeno cinque anni di specifica esperienza in ambito pubblico o privato con responsabilità di funzionario o dirigente.

2. Il personale interno può partecipare ai concorsi per l'accesso alla dirigenza anche in mancanza del prescritto voto di laurea, purchè abbia compiuto almeno cinque anni di servizio effettivo nella qualifica immediatamente inferiore, alla data di scadenza del termine utile per la presentazione delle domande di ammissione al concorso.

3. Il concorso per l'accesso alla dirigenza è per titoli ed esami. I titoli sono costituiti dai servizi svolti presso enti pubblici o privati con funzioni dirigenziali, da eventuali pubblicazioni scientifiche nel settore di lavoro, e da qualunque altro titolo individuato nel bando di concorso, valutati secondo i criteri predeterminati nel bando medesimo.

4. Gli esami per dirigente consistono in due prove scritte su materie di pertinenza del settore di riferimento ed in un colloquio volto ad appurare le conoscenze dei candidati e la loro attitudine allo svolgimento delle funzioni dirigenziali.

5. La partecipazione al concorso per dirigente può essere subordinata al superamento di una prova preselettiva, secondo le modalità ed i criteri indicati all'articolo precedente.

6. In conformità dell'art.16, 2° comma dello Statuto, l'Università, con decreto rettorale, su conforme delibera del Consiglio di Amministrazione e sentito il Direttore amministrativo, può conferire incarichi dirigenziali a soggetti estranei ad essa, dotati del necessario titolo di studio e della qualificazione comprovata dalla presentazione del curriculum. L'incarico ha la durata massima di tre anni.



Articolo 124 - Commissioni esaminatrici per i concorsi del personale tecnico-amministrativo e delle dirigenza

1. Le Commissioni esaminatrici di concorso per il personale tecnico ed amministrativo, sono composte da tecnici esperti nelle materie oggetto del concorso, scelti dal Rettore tra funzionari dell'Amministrazione, docenti ed estranei alla medesima. Non possono farne parte i componenti degli organi di governo dell'Università, coloro che ricoprono cariche politiche elettive o che siano dirigenti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali.

2. In conformità alle norme vigenti, alle previsioni della contrattazione collettiva, e fatta salva l'eventuale integrazione della composizione e nel rispetto dei princìpi, in tal modo posti, le Commissioni sono così composte:

a) per i concorsi ai profili professionali di VII qualifica e superiori, compresa la dirigenza: da un consigliere di Stato o magistrato o avvocato dello Stato o professore universitario di ruolo con funzioni di Presidente, da due esperti nelle materie oggetto del concorso, con preferenza del personale docente appartenente all'Università e del personale appartenente alla dirigenza; le funzioni di Segretario sono svolte da un funzionario appartenente almeno alla VII qualifica;

b) per i concorsi per la V o la VI qualifica da un docente o da un dipendente di VIII qualifica o qualifica superiore, con funzioni di Presidente, e da due esperti nelle materie oggetto del concorso; le funzioni di Segretario sono svolte da un funzionario appartenente almeno alla VII qualifica;

c) per le prove selettive relative a quei profili per il cui accesso si fa ricorso all'art.16 della L.18 febbraio 1987, n,56: da un docente o da un dipendente appartenente alla VII qualifica o qualifica superiore, con funzioni di Presidente, e da due esperti nelle materie oggetto della selezione; le funzioni di Segretario sono svolte da un impiegato appartenente almeno alla VI qualifica.



Articolo 125 - Trasferimenti interni

1. Il trasferimento del personale tecnico-amministrativo in servizio presso l'Università viene disposta sulla base di criteri per la mobilità interna approvati dal Consiglio di Amministrazione.

2. Il trasferimento del posto tra le strutture viene disposto con decreto del Rettore.



Articolo 126 - Trasferimenti esterni

1. Il trasferimento del personale tecnico-amministrativo da e per altra Amministrazione è regolato dai Contratti Collettivi di Lavoro.

2. Il trasferimento dello stesso personale tecnico-amministrativo da altra Amministrazione viene disposto con decreto del Rettore, previa delibera del Consiglio di Amministrazione.



Articolo 127 - Informazioni alle Rappresentanze sindacali

1. L'Università informa le Rappresentanze sindacali, individuate secondo quanto previsto dalla vigente normativa, sulle seguenti materie:

a) qualità e sicurezza dell'ambiente di lavoro;
b) gestione dei rapporti di lavoro;
c) mobilità;
d) criteri generali di organizzazione degli uffici;
e) orario di lavoro;
f) orario di apertura al pubblico;
h) definizione della dotazione organica;
i) verifica periodica del carico di lavoro;
l) altre materie definite dalla contrattazione.

2. L'informazione alle Rappresentanze sindacali viene data, previa comunicazione al Rettore, dal Direttore amministrativo.

3. Su richiesta delle Rappresentanze sindacali, il Rettore, o il Delegato al Personale unitamente al Direttore amministrativo, si incontra con le stesse per l'esame delle materie indicate nel primo comma. Tale incontro deve espletarsi tassativamente entro quindici giorni dalla ricezione dell'informazione o entro un termine più breve, in caso di urgenza. Decorsi tali termini, l'Università assume le proprie autonome determinazioni. I termini di cui sopra non includono il mese di agosto.

4. L'applicazione della L.626/94 e successive modifiche, sarà oggetto di apposito Regolamento deliberato dal Senato Accademico.



Articolo 128 - Contrattazione decentrata

1. La contrattazione collettiva decentrata è finalizzata al contemperamento delle esigenze organizzative, della tutela del personale e dell'interesse degli utenti. Essa si svolge sulle materie e nei limiti stabiliti dai contratti collettivi nazionali e dalla normativa vigente.

2. I contratti collettivi decentrati sono definiti da una Commissione per la contrattazione decentrata. Essa è costituita per la parte pubblica dal Rettore o dal Delegato al Personale, che la presiede, dal Direttore amministrativo o da un suo delegato, e da altri membri designati dal Consiglio di Amministrazione e, per la parte sindacale, da una rappresentanza composta secondo le modalità definite dalla Contrattazione collettiva nazionale e secondo quanto previsto dalla vigente normativa. La Commissione può essere integrata, anche su richiesta disgiunta delle parti, dai titolari degli uffici e strutture competenti e da altri esperti.

3. I contratti collettivi decentrati sono stipulati dal Rettore o suo delegato nei quindici giorni successivi alla conclusione delle trattative e secondo quanto previsto dalla vigente normativa.



Articolo 129 - Organi disciplinari

1. Gli organi disciplinari e la loro composizione, durata, attribuzioni, organizzazione e funzionamento sono disciplinati da apposito regolamento, emanato con decreto del Rettore, previa delibera del Senato Accademico, sentito il Consiglio di Amministrazione.



Articolo 130 - Comitato per le attività sportive e ricreative

1. L'elettorato attivo e passivo, le modalità di convocazione e di funzionamento del Comitato e i suoi rapporti con il Centro Universitario Sportivo o con altri Enti sportivi universitari legalmente riconosciuti, sono provvisoriamente disciplinati fino alla revisione di cui all'art. 137 del presente regolamento da apposito regolamento emanato con decreto del Rettore, su delibera del Consiglio di Amministrazione.



Articolo 131 - Commissione per il personale

Competenze e attribuzioni della Commissione per il Personale sono disciplinati ai sensi della normativa vigente.



Articolo 132 - Comitato per le pari opportuinità

1. Il Comitato per le pari opportunità è composto da 18 componenti: 10 docenti in rappresentanza di ogni Facoltà, 5 rappresentanti del personale tecnico - amministrativo e tre studenti, scelti tra i rappresentanti in Consiglio di Amministrazione, Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione dell'Opera Universitaria.

2. Il Comitato elegge al proprio interno il Presidente.

3. Il funzionamento del Comitato è disciplinato da apposito regolamento interno.


Titolo X - Norme finali e transitorie


Articolo 133 - Disposizioni sulle deleghe

1. In costanza di delega, l'organo che ha disposto il conferimento non può compiere atti o adottare provvedimenti inerenti alle funzioni delegate, escluse le direttive e le attività di vigilanza, che non siano preceduti da una apposita delibera di revoca adottata con le medesime formalità del conferimento.



Articolo 134 - Rinnovo degli organi

1. Qualora gli organi individuali e collegiali dell'Ateneo non siano rinnovati entro la scadenza naturale del mandato, essi sono prorogati per non più di quarantacinque giorni.



Articolo 135 - Rapporti tra regolamenti

1. In caso di contrasto, ove non sia diversamente disposto, le norme del presente Regolamento prevalgono sulle norme di tutti gli altri Regolamenti.

2. Le norme del Regolamento didattico di Ateneo prevalgono, ove non sia diversamente, disposto, sui Regolamenti di Facoltà.



Articolo 136 - Raccolta dei regolamenti

1. Tutti i regolamenti di Ateneo e quelli interni degli organi e delle strutture dell'Università saranno raccolti a cura dell'Amministrazione centrale in una apposita pubblicazione.



Articolo 137 - Revisione del Regolamento

1. Alla revisione del presente Regolamento si procederà a cura del Senato Accademico che provvederà a costituire apposita Commissione interna per la revisione. Le modifiche saranno sottoposte all'approvazione del Senato Accademico, sentito il Consiglio di Amministrazione, e dovranno essere approvate a maggioranza assoluta.

2. Entro sei mesi dalla sua costituzione il Senato Accademico sentiti il Consiglio di Amministrazione e le strutture decentrate nella nuova composizione, in relazione alla sperimentazione della nuova normativa, provvede alla revisione del presente Regolamento.



Articolo 138 - Disposizioni transitorie

1. Fino all'entrata in vigore del presente Regolamento, per tutte le materie qui disciplinate continuano ad applicarsi le norme legislative e regolamentari vigenti alla data di entrata in vigore dello Statuto, in quanto con esso compatibili.

2. Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione, con doppia delibera conforme, possono eccezionalmente e motivatamente prorogare la applicabilità della normativa previgente o differire termini previsti nel presente Regolamento fino a un termine massimo di novanta giorni dall'entrata in vigore del Regolamento stesso.

3. Gli organi eletti, in carica alla data di entrata in vigore del presente Regolamento, cessano alla scadenza naturale del loro mandato, così come previsto dalla normativa previgente.

4. Alla costituzione o alla integrazione degli organi e delle strutture disciplinate dal presente Regolamento deve comunque provvedersi entro il termine massimo di novanta giorni dall'entrata in vigore del Regolamento stesso.



Articolo 139 - Entrata in vigore del Regolamento

1. Il presente Regolamento entra in vigore quindici giorni dopo la sua pubblicazione.



Art. 140 - Norma transitoria sulla durata dei mandati

1. I mandati in corso di espletamento alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni del presente regolamento che estendono a quattro anni la durata delle cariche restano di durata triennale.

2. Resta comunque fermo il divieto di espletamento consecutivo di un terzo mandato, anche nel caso di svolgimento di mandati triennali.



Art. 141 - Norma transitoria sulle elezioni dei direttori

1. Nell'anno accademico 2010/2011, in considerazione del processo di riorganizzazione dei dipartimenti di cui agli artt. 84 e 85 del Regolamento generale di Ateneo, così come modificati con D.R. n. 2954 del 7.5.2010, le elezioni dei direttori di dipartimento da svolgersi nell'anno 2010, si terranno nel mese di novembre, in modo che le operazioni di voto si concludano entro il 30 novembre.

2. I nuovi direttori di dipartimento eletti entreranno in carica il 1° gennaio 2011.